Visite guidate gratuite al Novi Ark

novi ark,parco novi sad,reperti archeologici,giardini ducali,visite guidateSono passata in Piazza Novi Sad la sera d’estate in cui dovevo leggere alcuni brani del libro “Bellezza femminile e verità. Modelli e ruoli nella comunicazione sessista” ai Giardini Ducali. Era molto tempo che non andavo in centro in macchina, e come d’abitudine avevo in programma di parcheggiare, gratuitamente, nell’anello del Novi Sad. Avevo dimenticato gli avvisi, gli articoli di giornale e la polemica sull’eliminazione di posti auto gratuiti in cambio di un parcheggio interrato a pagamento. E poco mi é importato quella sera che il Novi Park sia il secondo parcheggio interrato più grande d’Europa. Io dovevo arrivare ai Giardini Ducali e ci volevo arrivare parcheggiando gratuitamente l’auto al Novi Sad e percorrendo fino in fondo corso Cavour.
E invece.
E invece ho parcheggiato in viale Storchi, al Novi Sad sono arrivata a piedi, e…
E quella sera in cui un po’ arrabbiata con me stessa per la scarsa memoria, e un po’ con l’amministrazione e i loro maledetti parcheggi a pagamento in tutto il centro storico di Modena, appena entrata al Novi Sad mi sono sentita fortunata di essere arrivata con largo anticipo, e di avere con me la macchina fotografica, perché quando sono passata per quello che ora si chiama Novi Ark ho avuto un tuffo al cuore.
Sull’area senza macchine parcheggiate, alla luce del tramonto di quella che sarebbe stata una splendida sera d’estate, aleggiava una atmosfera magica e misteriosa.7678266338_58ba883fac.jpg
Quando hanno deciso di costruire un parcheggio interrato, fin da subito si è resa necessaria l’assistenza di archeologi: è stata ritrovata una strada basolata di 600 mq che collegava Mantova a Modena del I secolo a.C. – IV secolo d.C. E ai lati della strada si estendeva una necropoli imperiale del I-III secolo d.C.con corredi funerari completi (bronzi, vetri, ceramica, pietra).
Ora la strada romana è stata riposizionata nello stesso punto, circondata da una parte della necropoli imperiale, con qualche cippo funerario, e sono state riposizionate le strutture relative a due edifici produttivi e due vasche.
Il tutto è visitabile sempre, si può camminare sulla strada, si possono osservare i cippi anche in piena notte se vi va. Ma se volete visitare questo sito archeologico e scoprire qualcosa di più della antica Mùtina, domenica 25 novembre, in occasione della Fiera Antiquaria di Modena, il Museo Civico Archeologico Etnologico organizza visite guidate gratuite al parco archeologico Novi Ark.
Le visite all’area archeologica iniziano alle ore 10.30 e alle 16.00 (durata circa un’ora). L’appuntamento è presso il punto d’incontro allestito all’ingresso della facoltà di Economia del Foro Boario. Non è necessaria la prenotazione.
Info: www.comune.modena.it/museoarcheologico

La Ghirlandina scoperta

ghirlandinacontelo.jpgAl telo dell’artista Mimmo Paladino che ricopre la Ghirlandina, simbolo della città e patrimonio dell’Unesco, avevo dedicato il mio esordio su queste pagine.
E’ dal gennaio del 2008 che alzando gli occhi verso il centro città invece che il bianco della torre, ammiriamo un’opera d’arte differente. E a parte l’ironia di quel post iniziale, alla fine ci eravamo anche abituati.
L’opera d’arte in questione, che ricopre interamente la torre ad eccezione della cuspide, di sera viene illuminato da luci collocate sul ponteggio, è decorato con forme colorate che “rievocano l’immaginario arcaico e cristiano ” e “inserti in bianco e nero che riproducono sculture di Paladino stesso”.
Mercoledì 21 settembre, se non ci saranno vento e pioggia, la Ghirlandina sarà “svestita”, i lavori di restauro sono conclusi, e la torre potrà nuovamente stagliarsi nel cielo di Modena in tutta la sua personale bellezza.la_torre_ghirlandina.jpg
In realtà una volta srotolati i 64 metri del telo, la Ghirlandina non sarà ancora pienamente visibile perché avvolta dal ponteggio del cantiere, che sarà smontato nei giorni successivi, e solo alla fine di ottobre il monumento-simbolo della città sarà restituito ai cittadini.
Quindi ultimo fine settimana per poter ammirare da vicino la torre dall’esterno e “ad alta quota”: sabato 3 e domenica 4 settembre, sono in programma le ultime visite guidate gratuite. Organizzate dal settore Lavori pubblici del Comune in collaborazione con i Musei civici e il Dipartimento di Scienze della terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia, le visite si svolgeranno nei due giorni dalle 8.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 18 ogni mezz’ora, dureranno 50 minuti e saranno condotte da Rossella Cadignani, architetto responsabile dell’edilizia storica del Comune, Francesca Piccinini, direttrice del Museo civico d’arte, e Stefano Lugli, docente al Dipartimento di Scienze della terra dell’Università.
Scarpe comode e con suola antiscivolo, al caschetto ci pensa l’organizzazione.
Ultima occasione per vedere due opere d’arte da vicino: il telo e la torre.

Musica alla Tenda ArciMix e visite guidate per Anna Malagrida

anna malagrida,festa del pd,parco ferrari,visite guidateLe iniziative per movimentare il fine settimana a cui andiamo incontro sono da imbarazzo della scelta. Torna lo “Stuzzicagente“, ci sarà la rassegna dedicata all’editoria locale “LibriaModena” e da oggi mercoledì 18 Maggio inizia il programma di eventi della Tenda ArciMix, che accompagnerà la Festa del PD al Parco Ferrari fino al 12 giugno.
Dal mercoledì al venerdì sera la musica live spazia dall’indie rock al folk, passando per pop e cover. Primo live stasera 18 maggio con la musica popolare dei Nati Così, giovedì 19 maggio si continua con il country dei Tacchini Selvaggi e il 20 con le sonorità rock dei Santa Monica.
Per gli amanti dei ritmi latinoamericani, ogni sabato sera si ballerà con i dj e le scuole di Arci Latino. Il programma è disponibile sul sito web www.arcimodena.org

Vi avevo segnalato la prima retrospettiva italiana dell’artista spagnola Anna Malagrida, curata da Isabel Tejeda e organizzata dalla Fundación Mapfre di Madrid in collaborazione con la Galleria e la Fondazione cassa di risparmio di Modena allestita alla Palazzina dei Giardini (Corso Canalgrande). Protagonista della scena contemporanea spagnola, presente in numerose personali e collettive in tutta Europa e negli Stati Uniti, Anna Malagrida (Barcellona, 1970) è un’artista che si esprime attraverso la fotografia, il video e l’installazione. Il percorso espositivo propone istantanee, video e un’installazione dal titolo “La sala de baile”, anna malagrida,festa del pd,parco ferrari,visite guidatecollocata nell’area di ingresso della Palazzina: una forma realizzata in tessuto che allude a un abito di foggia ottocentesca ruota sotto la cupola riflessa da alcuni specchi, come a muovere passi di danza. L’installazione riprende in chiave contemporanea l’antica destinazione della Palazzina, in origine Casino delle Feste della corte Estense.
 Venerdì 20 e Sabato 21 Maggio la Galleria Civica organizza una serie di visite guidate gratuite alla mostra di Anna Malagrida e al primo allestimento della collezione museale, condotte dallo staff della Galleria. Le visite, aperte a chiunque voglia partecipare, senza prenotazione, partiranno sempre dalla Palazzina dei Giardini:
il venerdì alle 18,00, per concludersi  a Palazzo Santa Margherita intorno alle 19,30 dove sarà offerto ai partecipanti un aperitivo;
il sabato alle 15,30, per concludersi alle 17.00 circa a Palazzo Santa Margherita, con un piccolo rinfresco.
Questi appuntamenti sono solo una parte di quelli che vi aspettano per questo fine settimana. Gli altri ve li racconto venerdì, sempre su queste pagine.

Visita guidata alla Galleria Estense

palazzo dei musei.jpgSi può essere turisti nella propria città? Si può vivere in una città per anni, si può attraversare tutte le mattine le sue strade e poi accorgersi di non conoscerla affatto.
Ecco perché non bisogna perdere l’iniziativa promossa dall’Associazione culturale Arianna, che Domenica 30 Gennaio propone una visita guidata alla Galleria Estense.
Le splendide raccolte dei duchi d’Este si trovano al quarto piano del Palazzo dei Musei. Si tratta di un patrimonio museale d’importanza internazionale.  La Galleria, ristrutturata dall’architetto Pancaldi nel 1975, offre ai visitatori una ricca raccolta di dipinti, sculture, bronzetti , ceramiche ed oggetti preziosi provenienti, secolo,dal Palazzo Ducale di Modena sul finire del XIX secolo.
La galleria illustra una importante panoramica sulla vicenda figurativa regionale dal Trecento alla fine del Settecento. Fra busti, statue e terrecotte dei modenesi Mazzoni e Begarelli, si susseguono centinaia di capolavori pittorici, tra le quali spiccano opere importanti. Dal trittico di Tommaso da Modena, attraverso le tavole quattrocentesche dei modenesi Erri e Bianchi Ferrari, si approda al Cinquecento emiliano con gli affreschi di Lelio Orsi e Nicolò dell’Abate, alle rocche di Scandiano e Novellara e alla famosa Madonna “Campori” del Correggio. La Ferrara del Rinascimento rivive nel Sant’Antonio di Cosmè Tura e nei dipinti di Dossi, di Garofalo e Girolamo da Carpi. La scuola emiliana espone saggi dei Carracci, di Schedoni, Guercino, Tiarini, Bononi, Scarsellino e un Crocifisso di Guido Reni. La scuola veneta è rappresentata dalla Pietà di Cima da Conegliano, Madonna con Bambino e Santi del Tintoretto, un trittico di El Greco, ed opere di Paolo Veronese e del Bassano. Il grande Seicento appare nei “quadri da stanza” della scuola di Caravaggio, nelle nature morte del Cittadini, nei paesaggi del Rosa, nelle pale del Procaccini e del Cerano.
A parole è difficile da rendere l’aria di grandezza che si respira ammirando queste opere.
Se sono riuscita a convincervi, il luogo dell’incontro è al piano terra del Palazzo dei Musei, presso il Book Shop, durata prevista: 1 ora e 30 minuti circa. La prenotazione è obbligatoria. Per maggiori info: http://turismo.comune.modena.it.

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.

Palazzo Ducale a porte aperte

DSCF6120.JPGContinuano, nei mesi di Giugno e Luglio, le visite al Palazzo Ducale di Modena, attualmente sede dell’Accademia Militare.
Il Palazzo Ducale in origine era un castello, apparteneva agli Estensi, e serviva a controllare le vie di comunicazione con Ferrara, il Po e l’Adriatico. Fu però distrutto quando nel 1306 una rivolta popolare cacciò il signore d’Este. Solo nel 1340, con il ritorno degli Estensi, fu decisa la costruzione di una nuova roccaforte, che quando la famiglia fu cacciata da Ferrara nel 1598 ne fece la sua residenza ufficiale. Successivamente però il palazzo fu sede di governi, amministrazioni ed enti pubblici. Dal 1947 è sede dell’Accademia militare, quindi è una bella occasione poter avere l’accesso alle sale interne.
Il Palazzo Ducale così come lo conosciamo oggi è opera dell’Avanzini, che ha creato un illustre esempio di architettura civile settecentesca e uno dei più grandi palazzi barocchi d’Italia.
L’elegante facciata si presenta con tre piante di finestre affiancate, coronate da balaustre con statue. La parte centrale e quelle laterali sono sopraelevate. Il cortile d’onore, con elegante loggiato a due piani, è ritenuto un capolavoro dell’architettura barocca. Da qui si accede allo scalone d’onore, ornato da statue romane, che porta alle numerose sale della Residenza Estense. In particolare si segnalano: la Sala del Trono, il Salottino d’Oro, il Salone d’Onore e la sala dello Stringa.
Il percorso guidato inizia dal Cortile d’onore e prevede la visita del Museo dell’Accademia(ex appartamenti dei Duchi estensi) e delle sale dell’Appartamento di Stato.
La prenotazione è obbligatoria, e saranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili (max 50 persone per gruppo). Il costo del biglietto è sempre di 7€ a persona escluso i bambini minori di 12 anni.
Il pagamento del biglietto dovrà essere fatto presso lo IAT , in Via Scudari n° 8/10 prima della visita, dopodiché il gruppo sarà accompagnato dalla guida direttamente da Via Scudari verso il Palazzo Ducale.
Avete l’occasione di vedere l’interno del Palazzo Ducale ancora domenica 27 Giugno, domenica 4, giovedì 8, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 luglio.

La notte dei Musei

la_notte_dei_musei_2010_large.jpgDi sicuro non si verrà inseguiti da un T-Rex nè si avrà l’occasione di parlare con qualche Attila il re degli Unni, ma “La notte dei musei” è un’occasione per far visita al nostro patrimonio artistico per poterlo vedere sotto una luce diversa.
Nata del 2005 da un’idea del Ministro della Cultura e della Comunicazione francese l’evento coinvolge i musei di tutta europea che rimarranno aperti, in forma gratuita, sabato 15 maggio fino alla mezzanotte.
Modena aderisce con ben 15 appuntamenti in programma, che prevedono oltre alle aperture straordinarie anche conferenze, visite guidate e attività ludiche adatte a tutte le età.
Alle 17 si potrà discutere su temi storici-artistici al caffè Grand’Italia sorseggiando un aperitivo. Alle 18.30 al Palazzo dei Musei Stefano Vercelli leggerà testi tratti dal libro “Don Chisciotte” di Mimmo Paladino e Giuseppe Conte.
Alle 20.30 ai Musei Universitari i bambini potranno trasformarsi in piccoli Sherlock Holmes per indagare nelle meraviglie della natura. Oppure al Museo di Paleontologia possono scoprire attraverso i colori il mondo dei fossili e dei dinosauri.
Fra le 22 e le 23 l’Orto Botanico, illuminato da fiaccole, propone visite guidate tra vialetti e serre, dove si parlerà della sua storia, di biodiversità vegetale, della capacità delle piante di adattarsi ai vari ambienti e della loro utilità per l’uomo.
Dalle 21 a mezzanotte (ogni mezz’ora) visite guidate anche alla torre della Ghirlandina, 250 gradini e un panorama della città in notturna, con intermezzo di musica medioevale.
Il programma completo lo trovate sul sito del comune di Modena, per qualche evento è richiesta la prenotazione, e sono tutti completamente gratuiti.
Sabato sera spero di trovare una Modena come piace a me, con i portici pieni di gente che chiacchiera e si gode la città, strappandola dalla solitudine e alle brutte compagnie.

Visite guidate alla “Ghirlandina”

Ghirlandina.JPGNel 2008 sono iniziati i lavori di restauro della torre campanaria, nota con il nome di “Ghirlandina”, simbolo della città di Modena, lavori resi necessari da alcune lesioni e dalla necessità di pulire i bassorilievi che decorano interamente la facciata.
Nata come torre campanaria della cattedrale, rivestì fin dalle origini importanti funzioni civiche: il suono delle sue campane scandiva il tempo della vita della comunità e le sue possenti mura custodivano la “Sacrestia” del Comune, dove si conservavano i forzieri e gli atti pubblici. Inizialmente intorno al 1179 la Torre di San Geminiano, di pianta quadrata, aveva cinque piani, fu poi rialzata nei due secoli successivi (anche per motivi di rivalità con le torri bolognesi) con l’introduzione della caratteristica punta ottagonale secondo un disegno di Arrigo da Campione, uno dei tanti “Maestri campionesi” che tra Duecento e Quattrocento aggiornarono lo stile della cattedrale al nuovo gusto gotico. Il nome “Ghirlandina” con cui oggi è conosciuta la torre si deve alle due ghirlande con cui è ornata la punta, ovvero le due ringhiere di marmo che circondano la sua sommità. All’interno della Ghirlandina è conservata una copia della famosa “Secchia” (l’originale si trova in Municipio), trofeo di guerra asportato dalla città di Bologna nel 1325 dopo la vittoriosa battag
la_torre_ghirlandina.jpglia di Zappolino, che servì da spunto allo scrittore modenese Alessandro Tassoni per il suo celebre poema eroicomico “La secchia rapita”. Battaglia che viene ricordata tutti gli anni nella manifestazione “Le serate estensi”.
Al quinto piano della torre si può visitare la “stanza dei Torresani” un tempo abitata dai custodi, per ammirare alcuni splendidi capitelli usciti dall’officina dei Maestri Campionesi. Su uno di essi si svolge la storia di un giudice corrotto, mentre su di un altro, ispirato al tema della musica e della danza, è raffigurato il Re David.
Visitare gli interni è sempre possibile, ma con il nuovo anno riprendono le visite all’esterno della Ghirlandina attraverso il ponteggio che la circonda, avendo così l’opportunità di vedere da vicino le sculture prima del restauro e godere del magnifico panorama della città. Le prenotazioni potranno essere effettuate dal 7 gennaio rivolgendosi al punto informativo posto al piano terra del Palazzo dei musei in Largo Sant’Agostino Le visite del pubblico sono in programma giovedì 14, sabato 16 e domenica 17. Le precauzioni per poter salire prevedono l’uso del casco protettivo (fornito in cantiere), calzare scarpe antiscivolo e con tacchi bassi.
Queste la prime date disponibili, ma tranquilli: le visite continueranno tutto l’anno.
Per informazioni 059 2033100.

Un teatro da scoprire

teatropavarotti.jpgA soli tre mesi dalla morte del tenore modenese che tutto il mondo conosce, il Comune di Modena ha intitolato a Luciano Pavarotti il Teatro Comunale della città. Adesso sulla facciata del palazzo ottocentesco che si trova in Corso Canalgrande una scritta ricorda il tenore, la sua vita per la musica, il suo amore per Modena che la città ricambia ricordandolo. Il sindaco Pighi all’inaugurazione disse “Il ricordo di Luciano Pavarotti, grande artista modenese che ha illustrato con passione la sua città assume carattere permanente attraverso un luogo d’eccellenza a lui dedicato” e in occasione dell’inaugurazione nel 2007 iniziarono le visite guidate gratuite di circa un’ora anche negli spazi dietro le quinte, nella sala di scenografia e nei camerini. Che continuano a distanza di due anni con grande successo. Sabato 19 dicembre alle ore 11 sarà di nuovo possibile esplorare gli spazi del Teatro ed entrare anche nei luoghi normalmente interdetti al pubblico, come ad esempio gli spazi della produzione degli spettacoli, della sartoria e della meravigliosa Sala di scenografia.
La visita, che avrà la durata di circa due ore, sarà impreziosita dalla mostra di costumi e attrezzeria che è stata allestita nelle sale del Ridotto, dove il pubblico potrà ammirare elementi scenici di alcune delle produzioni del Teatro Comunale: dai costumi di Tosca, del Trittico pucciniano e di Madama Butterfly, all’attrezzeria del Principe Granchio, del Piccolo spazzacamino e del Fantasma di Canterville.
Come di consueto, durante il percorso, il pubblico sarà “sorpreso” da alcuni interventi musicali, realizzati anche grazie alla collaborazione dell’Istituto Superiore di Studi musicali “O. Vecchi – A. Tonelli”. Durante la visita di sabato prossimo, le “sorprese musicali” sono affidate alla flautista Clementina Savini, allieva dell’Istituto Superiore di Studi Musicali O. Vecchi – A. Tonelli di Modena.
Le visite proseguono ogni terzo sabato del mese fino ad aprile 2010, quindi il 16 gennaio, 20 febbraio, 20 marzo e 17 aprile. Il costo della visita è di 5 euro a persona. Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio promozione tel. 059 20 33 003, e-mail promozione@teatrocomunalemodena.it.