Bere Bene

berebene.jpg“Berebene s’inserisce in una direttrice politica chiara: contrastare gli eccessi, tutelare i giovani, educare al sapore. Assaporare contro tracannare, valorizzare contro abusare”, spiega l’assessore alle Politiche economiche Graziano Pini, ideatore dell’iniziativa.
Non solo ordinanze che vietano il consumo di bevande alcoliche per strada, fuori ai locali, ma anche una specie di corso sponsorizzato dal Comune per insegnare a consumare responsabilmente bevande alcoliche sotto la guida di esperti sommellier.
E’ ciò che propone l’iniziativa “Bere bene, prima il sapere poi il piacere”, rivolta a un pubblico di soli maggiorenni, che si svolgerà in tre serate tematiche al Baluardo della Cittadella di piazza Tien an Men a Modena, lunedì 12, martedì 20 e lunedì 26 aprile, sempre dalle 21 alle 22.30.
Tre serate dedicate a tre tipi di bevande: birra (che si è già svolta), vini rissi e vini bianchi frizzanti.
Martedì 20 aprile è la volta dei vini rossi frizzanti: Sorbara Premium Chiarli, Grasparossa di Castelvetro, e di quelli rossi fermi come il Malbo Gentile.
Ovviamente a stomaco vuoto bere fa male e sale direttamente alla testa, e cosa c’è di meglio che accompagnare del buon vino rosso con le specialità della nostra zona? In tutte le serate ai partecipanti oltre al bicchiere sarà servito un piattino “d’ordinanza”: prosciutto di Modena, Parmigiano Reggiano, grissini.
Per la serata del 26 aprile degustazioni di bollicine bianche e rosè: Spumante di Pignoletto Chiarli, Villa di Corlo metodo classico Lisanda, Rosè Curtis in Lama. Sicuramente la mia serata preferita.
Cheers.

Castelvetro: degustazioni di Lambrusco

centro-storico-2008.jpgIl mio ultimo post a sfondo gastronomico l’ho chiuso confidandovi quale sia il mio vino rosso emiliano preferito. In realtà prima di trasferirmi in Emilia del vino rosso non ne volevo sentire nemmeno l’odore. Io ero quella che beveva solo ed esclusivamente vino bianco, del rosso avevo una pessima considerazione.

Li ho assaggiati tutti i Lambrusco emiliani, e cercando nell’etimologia della parola ho scoperto che Lambrusco viene dal latino Labrùscum o Labrùsca, sottinteso Vitis vite o uva e aggiunta di M eufonica ovvero La vite [l’uva] brusca, che si vuole derivato da Labrum margine, perché le viti si allineavano ai margini o alle estremità dei campi e da Rùscus, nel senso di cosa che punge il palato, da cui la parola Brusco, che viene utilizzata per indicare qualcosa dal sapore asprigno.

Ma come già confidato, il mio vino preferito è il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, nella versione amabile.

Frizzantino, corposo, dolce.

Un po’ in ritardo, distratta dal Festival della Filosofia (e ne è valsa la pena), ho saputo che il 19 settembre è iniziata la Sagra dell’uva e del Lambrusco Grasparossa a Castelvetro, ma ci sono tanti altri appuntamenti per rimediare. Appuntamenti che potete scoprire cliccando qui, che farvene un elenco sarebbe a dir poco noioso.

Ci saranno concerti, spettacoli e manifestazioni in giro per il paese.enoteca_regionale_castelveltro.jpg

Ma soprattutto alla modica cifra di € 12,00 ci si potrà prenotare per partecipare ad una degustazione.

Venerdì 25 settembre alle 18.30 tocca proprio al Lambrusco. E per evitare che si torni a casa pericolosamente ubriachi, la degustazione sarà accompagnata da prodotti tipici locali … gnocco e tigelle? Salumi e battuto di lardo? Ai fortunati avventori la gioia di scoprirlo.

Per informazioni e prenotazioni 059/758880 oppure info@castelvetrovita.it