Giobbe Covatta a Modena

giobbe.jpgGiobbe Covatta è una presenza fissa ormai alla Festa dell’Unità (lo so che si chiama Festa del PD, ma che posso farci, proprio non mi piace). Ad anni alterni torna a Modena e non perdo mai l’occasione per andarlo ad ascoltare.
Quello che mi piace di Giobbe è la sua capacità di parlare di Dio (e con Dio) in maniera informale, il suo ragionare sui difetti e i pregi del genere umano attraverso un filo diretto con il nostro creatore.
Anche se in questa occasione Giobbe Covatta propone un recital che fonde le sue due ultime produzioni: “Trenta”, il suo lavoro più recente, dedicato agli articoli (trenta, appunto) della Dichiarazione universale dei diritti umani. Trenta articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. Vi si proclama che nessuno può essere fatto schiavo o sottoposto a torture, che nessuno dovrà essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato. Vi si sancisce anche che tutti hanno diritto ad avere una nazionalità, a contrarre matrimonio, a possedere dei beni, a prendere parte al governo del proprio paese, a lavorare, a ricevere un giusto compenso per il lavoro prestato, a godere del riposo, a fruire di tempo libero e a ricevere un’istruzione. In chiave ironica (ma non troppo), come nel suo stile, Giobbe prosegue la sua riflessione sui diritti fondamentali dell’uomo, raccontando con sarcasmo di chi questi diritti li ha solo sulla carta…
E “Melanina e varechina”, acuto monologo sul rapporto tra Africa e mondo occidentale. Tema molto caro a Covatta testimonial di AMREF  e Save the Children.
Sabato 4 settembre dalle ore 21 appuntamento a Ponte Alto. E portate una maglietta a maniche lunghe, che all’Arena del Lago, sulle panchine di legno, la temperatura non sarà da serata estiva.