Passi di speranza

teatro,teatro a modena,teatro storchi,etoile,danza classica,danza modernaSabato 22 settembre al Campovolo di Reggio Emilia cantanti come Luciano Ligabue, Giorgia, Fiorella Mannoia, hanno dato vita a quella che è stata definita la “woodstock italiana”, quel Concerto per l’Emilia che ha raccolto fondi per la ricostruzione delle scuole distrutte, o danneggiate, dal terremoto.

Sembrerà meno importante, ma Ètoile di livello internazionale e ballerini professionisti di alcune delle più prestigiose compagnie italiane di balletto classico e contemporaneo si esibiranno stasera, lunedì 24 settembre, alle 20.30 sul palco del Teatro Storchi di Modena, e il ricavato della serata servirà a finanziare borse di studio nominative per consentire di continuare a danzare a chi è in difficoltà economica a causa del terremoto.

Il Gala si intitola Passi di speranza nasce per aiutare a coltivare la passione della danza i bambini e gli adolescenti residenti nei comuni della Bassa modenese maggiormente colpiti dai recenti eventi sismici.teatro,teatro a modena,teatro storchi,etoile,danza classica,danza moderna

“Molti ragazzi non potranno ricominciare a settembre attività che rappresentano vere e proprie passioni e che hanno un forte valore pedagogico e psicologico, soprattutto in una situazione come quella attuale, in cui il ritorno alla normalità è l’obiettivo più grande e più difficile da raggiungere”, spiega Emanuela Mussini, direttrice artistica di Danzarte.

E io credo che non ci sia niente di meglio che tornare presto alla normalità, dove per normalità significa anche poter continuare a sognare.

I biglietti per “Passi di speranza” (lo Storchi conta 952 posti in totale, di cui 388 posti platea, 116 posti balconata, 136 posti nei palchi e 312 posti in galleria) si possono acquistare direttamente alla biglietteria del Teatro Storchi in largo Garibaldi lunedì 24 Settembre dalle 18, oppure prenotandoli telefonicamente (cell. 333 76499632) o, ancora, tramite e-mail (passidisperanza@libero.it).


Fine settimana fra teatro e mercatini

teatro storchi,monologhi della vagina,v-day,piazza grande,mercati straordinari,mercato artigianaleEve Ensler scrisse la prima bozza dei Monologhi nel 1996, dopo aver intervistato 200 donne sulle loro idee sul sesso, relazioni, e violenza contro le donne. Le interviste cominciarono come conversazioni casuali con amici della Ensler, ed in seguito giunsero a comprendere anche racconti di terze persone.
Le emozionanti parole dei “Monologhi della Vagina” di Eve Ensler, si incontreranno venerdì  30 Marzo alle 21 al Teatro Storchi con quelle di Maria e Veronica, due adolescenti modenesi che hanno dato vita ai testi originali che arricchiranno questa nuova edizione del “V-Day. Maria e Veronica sono due studentesse degi istituti “Selmi” e “Guarini” di Modena che hanno aderito all’iniziativa “V-Girls”,  la campagna globale nata dal “V-Day”, per coinvolgere le adolescenti nell’affermazione delle propria identità e di una positiva immagine femminile. Le due ragazze hanno partecipato al laboratorio di scrittura creativa e narrazione teatrale “Io sono emozione” organizzato dal Centro Documentazione Donna, da cui sono nati testi incentrati su temi come il rapporto con il proprio corpo, la relazione con i genitori, con gli amici, la scoperta della sessualità e della differenza di genere.
Interpretando così lo spirito dello spettacolo che dalla prima stesura del 1996, dove la sessualità era l’argomento portante, il significato dell’opera piano piano è cambiato, da celebrazione delle vagine e della femminilità, ha sancito la nascita di un movimento contro la violenza sulle donne.teatro storchi,monologhi della vagina,v-day,piazza grande,mercati straordinari,mercato artigianale

Sabato 31 marzo tutto il giorno “Arte in Grande”, l’edizione straordinaria del mercato artigianale artistico, ci aspetta con le sue creazioni originali in Piazza Grande.
Una numerosa selezione di artisti provenienti da tutta Italia accoglierà i visitatori offrendo loro la possibilità di esprimere il loro estro creativo nei numerosi laboratori che gli artigiani disporranno nei vari stands: un’occasione unica per scoprire e ammirare i talenti celati nel tessuto artigianale del nostro territorio e non solo.

L’Italia che non si vede

teatro dei segni,black block,documentario,teatro storchi,festa delle donne,se non ora quando“L’Italia che non si vede” è l’invito ad un viaggio fra film, documentari e libri che intendono raccontare l’Italia di oggi, fra fatti di cronaca con le sue sconfitte, le sue profonde contraddizioni ed il desiderio di riscossa. Dal G8 di Genova e i fatti della Scuola Diaz, alle infiltrazioni mafiose al nord al referendum alla Fiat di Mirafiori del 2011. Sono questi alcuni dei temi affrontati attraverso la proiezione di cinque film e la presentazione di quattro libri all’interno della rassegna in programma dal 6 marzo all’8 maggio al Teatro dei Segni e alla Sala Giacomo Ulivi di Modena.
Il primo appuntamento è per Martedì 6 Marzo alle 21 con “Black Block” il documentario  di Carlo Bachschmidt prodotto da Fandango. Lena e Niels arrivano da Amburgo, Chabi da Saragozza, Mina da Parigi, Dan da Londra, Michael da Nizza, Muli da Berlino. Sette storie diverse, accomunate dall’aver condiviso la protesta del G8 di Genova nel 2001 e dal trauma che quei giorni hanno impresso nell’intimo di ciascuno di loro. Carlo A. Bachschmidt, responsabile della segreteria del Genoa Legal Forum, in questo documentario racconta le loro vite. I motivi che li hanno spinti a impegnarsi in politica, la partecipazione alle giornate di luglio 2001, le violenze subite, il rientro a casa, la scelta di ritornare a Genova per testimoniare ai processi costituendosi parte civile e le valutazioni sulle sentenze emesse dopo lunghi anni di attesa.
Il documentario è stato presentato in Concorso nella Sezione Controcampo e ha ottenuto una menzione speciale alla 68ª edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
La proiezione dei film si svolgerà nella sala del Teatro dei Segni (via San Giovanni Bosco, 150) e l’ingresso è gratuito.

Volevo anche segnalare che Martedì 6 Marzo dalle 10 alle 14 e dalle 16.30 alle 19 alla biglietteria del Teatro Storchi si possono ritirare gli inviti omaggio per lo spettacolo “Non solo donne” di e con l’attrice di cabaret, teatro e televisione Lucia Vasini, che andrà in scena l’8 Marzo, in occasione della festa della donna.
Uno spettacolo che lei stessa descrive come “una rassegna di archetipi femminili in un viaggio dal cabaret al teatro comico per ricercare assieme l’identità delle donne e ritrovare un po’ di serenità all’interno di una società che spesso continua ad essere maschile. Uno spettacolo interattivo, in cui il pubblico presente gioca un ruolo attivo all’interno della performance, una sorta di cabaret terapeutico che ci aiuti a riconoscere le nostre maschere per riuscire a liberarcene o semplicemente per diventarne consapevoli”.
I biglietti sono riservati a dipendenti del Comune e cittadine modenesi.

I monologhi della vagina al Teatro Storchi

V-DAY 2010_ 10709.jpgDopo il successo di Savignano sul Panaro e il tutto esaurito al Dadà di Castelfranco, arriva a Modena l’ultimo appuntamento con i “Monologhi della Vagina” messo in scena da donne e ragazze modenesi non professionisti. Da cinque anni Modena si è unita alla manifestazione mondiale ottenendo sempre un grande successo di pubblico, e quest’anno andrà in scena della prestigiosa cornice del teatro Storchi, e sono sicura che anche l’appuntamento del 22 marzo alle 21.00 sarà un tutto esaurito. La manifestazione è organizzata con lo scopo di raccogliere fondi per i progetti provinciali di contrasto alla violenza sulle donne. Inoltre, quest’anno è dedicata alle mogli, madri, figlie di Haiti, l’isola caraibica distrutta da un catastrofico sisma nel 2010.
“La funzione fondamentale di iniziative come questa, voluta fortemente dalle associazioni femminili modenesi – dice Vittorina Maestroni, Direttore del Centro documentazione donna – è quella di alimentare in positivo una cultura del rispetto delle donne e della loro sessualità, fondata sull’uguaglianza, sulla dignità e sulla libertà. La mercificazione del corpo femminile, lo sfruttamento pubblicitario, la violenza e la volgarità  -sui giornali, in Tv o al cinema-  non fanno che alimentare, invece, la cultura che considerando il corpo delle donne un oggetto del piacere maschile ne giustifica aggressioni, abusi sessuali perfino nell’intimità familiare”.V-DAY 2010_ 10743.jpg
Dal 1° febbraio al 30 aprile di ogni anno, Eve Ensler concede la possibilità di portare in scena gratuitamente il suo libro per autofinanziare le iniziative a sostegno della lotta alla violenza contro le donne. Rigorosamente non professioniste, sono oltre 50 le donne e ragazze tra i 20 e i 60 anni che hanno deciso di prestare la propria voce e il proprio corpo a “I Monologhi della Vagina” per i due appuntamenti di Modena e Castelfranco Emilia
Il V-Day 2011 è promosso dalle associazioni Centro documentazione donna, Donne nel mondo, Donne e giustizia, Differenza maternità,  Casa delle Donne contro la Violenza, Unione donne in Italia e Cgil, coordinamento donne. Aderiscono Aidos – Associazione italiana donne per lo sviluppo, Uil coordinamento donne, Amnesty international – Gruppo Italia 64, con il patrocinio dei Comuni di Modena, Castelfranco Emilia e Savignano sul Panaro.
Dello spettacolo sapete ormai tutto, perchè ne avevo scritto già in questo post www.modenavirgilio.it, per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito web www.cddonna.it
Per informazioni sul movimento V-Day nel mondo è possibile consultare www.vday.org.

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8 Marzo 2011: se non ora, quando!

giornata_nazionale_donne.jpgQuest’anno la giornata dell’8 Marzo dedicata alla Festa delle donne, dopo tutta la cronaca e la speculazione sulla figura femminile, assume un significato diverso. Qualcuno, dopo la manifestazione del 13 febbraio “Se non ora, quando” ha detto che le donne avrebbero dovuto vergognarsi di quel gesto, senza capire che quel giorno noi donne non abbiamo manifestato contro una persona, ma per difendere la nostra dignità.
Una scrittrice nel 1928, Virginia Wolf, ha raccolto tutto il materiale di due conferenze tenute presso due sedi universitarie femminili che ebbero per tema “Le donne e il romanzo”, in cui sosteneva che le donne che volevano intraprendere la strada della scrittura erano ostacolate da pregiudizi che provenivano da ogni parte della società, e spronava le donne a rendersi indipendenti dagli uomini, a cominciare dal punto di vista economico, e solo così avrebbero ottenuto il loro riscatto morale e avrebbero raggiunto i loro obiettivi.
L’unica cosa di cui vergognarsi è dover scendere in piazza nel 2011 per ricordare ad altre donne come noi che abbiamo tutte le potenzialità per farcela con le nostre forze. Che se gli uomini ci prendono poco sul serio è anche per colpa di quelle che pur di arrivare sono disposte a svendere anche la loro intelligenza.
Mi vergogno che a distanza di un secolo non sia cambiato nulla. E stiamo ancora a parlare di dignità e di parità dei sessi e di quote rosa.
Intanto questa giornata è per noi, è dedicata a noi donne, e a Modena si celebra la festa della donna con spettacoli, conferenze e tante altre iniziative, per testimoniare l’attualità della lotta per le pari opportunità. Segnalo dalle 17.30 in Piazza Mazzini “Letture sulla storia dei 100 anni dell’8 Marzo” Di Serena Ballista e Chiara Marzocchi.
E spero che abbiate ritirato il vostro invito presso la biglietteria del Teatro Storchi per assistere allo spettacolo “LUI, un patàca qualsiasi “ di e con Ivano Marescotti.
Tra “Patàca” e “Quaión” in Romagna non c’è molta differenza. E “Lui” è, appunto, un patàca qualsiasi che si racconta. Un personaggio a cui dà voce Ivano Marescotti, un personaggio cresciuto nel dialetto romagnolo, sua lingua madre, un mondo dove, per descrivere una processione si usava dire “mo non c’era mica nessuno, c’erano delle donne…!”. Un recital che finge di essere altro ma che appoggia sostanzialmente su storie autobiografiche vissute, “fatti everi”, come si dice dalle sue parti.
E lancio da questa pagina una provocazione, ma anche un invito, a boicottare la serata fra donne in ristoranti e locali, a guardare gli spogliarelli. Certe cose lasciamole agli uomini, o ad altri giorni. Restituiamo la giusta importanza a questa giornata.

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I monologhi della vagina

V-DAY 2010_ 10709.jpgCirca 70 le donne tra i 20 e i 60 anni impegnate sui palchi modenesi per mettere in scena la quinta edizione della manifestazione ispirata a “I Monologhi della vagina” di Eve Ensler.
Nel 2011 la manifestazione diventa provinciale con ben tre spettacoli: il primo appuntamento è previsto per il 25 febbraio alle ore 21.00 al Teatro La Venere di Savignano sul Panaro. L’11 marzo, sempre alle 21.00, sarà la volta del Teatro Dadà di Castelfranco Emilia. La rassegna si conclude il 22 marzo alle 21.00 al Teatro Storchi di Modena.
Uno spettacolo che quest’anno, alla luce della manifestazione “Se non ora quando”, acquista ancora più importanza. Di violenza e ingiustizia e discriminazione verso la donna è pieno il mondo, qui in Italia non siamo un’eccezione, e anche se ci sembra che quello che le donne stanno subendo nel nostro paese sia il “meno peggio”, assistere a questo spettacolo fa prendere maggiore consapevolezza. Lo spettacolo si muove tra scene esilaranti e momenti drammatici, confessioni intime sulla scoperta della propria sessualità e informazioni sulle tragedie che coinvolgono le donne nel mondo: tra i monologhi ci sono infatti “Il seminario della vagina” e “La mia vagina arrabbiata”, ma anche “La mia vagina era il mio villaggio”, basato sulla testimonianza di donne bosniache vittime di stupri etnici, “Battezzata”, che racconta di un episodio drammatico della guerra in Congo, o “Fatto non felice”, sui paesi in cui sono praticate le mutilazioni genitali. Accanto alla riflessione ci sarà spazio anche per il sorriso, con monologhi dedicati al parto, agli orgasmi, ai peli, al ciclo mestruale e ad altri argomenti a volte tabù legati alla sessualità femminile.
Il V-Day 2011 è promosso dalle associazioni Centro documentazione donna, Donne nel mondo, Donne e giustizia, Differenza maternità,  Casa delle Donne contro la Violenza, Unione donne in Italia e Cgil, coordinamento donne. Aderiscono Aidos – Associazione italiana donne per lo sviluppo, Uil coordinamento donne, Amnesty international – Gruppo Italia 64, con il patrocinio dei Comuni di Modena, Castelfranco Emilia e Savignano sul Panaro.
Per informazioni sul V-Day 2011 a Modena è possibile consultare il sito web www.cddonna.it
Per informazioni sul movimento V-Day nel mondo è possibile consultare www.vday.org.

Altre info  “I monologhi della vagina 2010” e “V-day 2011 cerca donne”

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Galileo Galilei: la curiosità e la scoperta

marcopaolini.jpg1800 chilometri al minuto. E’ la velocità alla quale gira la terra, quella velocità che noi non percepiamo mentre compie il giro di rivoluzione intorno al sole. E’ con questa premessa che Marco Paolini inizia il suo spettacolo “ITIS Galilei” venerdì 4 febbraio al Teatro Storchi di Modena: due ore in completa solitudine sul palco, a raccontarci di scienza, fisica, astronomia e astrologia senza mai farci annoiare, mantenendo altissima l’attenzione, nonostante l’argomento non sia dei più digeribili.
“Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo post-rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace. 
Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre.” [Marco Paolini]Dottor_Stranamore.jpg
Ci racconta del ‘600 Marco Paolini, popolato da uomini come Galilei, Keplero, Campanella, Shakespeare. Galieo è il protagonista di una storia dove la fa da padrone l’ansia di conoscenza e la curiosità di un uomo che ha fatto tante scoperte, ma per paura di morire come Giordano Bruno, ha anche messo in discussione tutta la sua vita e sconfessato le sue idee. Si ride amaramente quando ci si rende conto che a distanza di secoli poche cose sono cambiate in alcuni ambiti della nostra vita: il mondo accademico chiuso nella sua casta che non permette ai giovani di emergere facilmente, il mondo cattolico chiuso nelle sue certezze che impedisce la ricerca e il rinnovamento scientifico.
Marco Paolini è sempre riuscito ad incantarmi con la sua dialettica, con la sua capacità di raccontare cose all’apparenza futili, ma che fanno riflettere, o come in questo spettacolo, cose difficili e anche un po’ complicate in maniera “leggera”. E’ riuscito a trasformare un passo del “Dialogo sopra i massimi sistemi” in una citazione esilarante, declamandolo in “lingua madre”, ma la sua, in veneto.
Mette dentro un sacco di cose in questo spettacolo, da Galileo ad Einstein alla bomba atomica, con quel finale a cavalcioni di una mina, che ha tanto il sapore di un omaggio al Dottor Stranamore di Kubrik.

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L’antico in Piazza Grande

Mirandolantiquaria.jpgPer gli appassionati dell’antiquariato, questo fine settimana ricominciano i mercati dell’antiquariato che per tutti i sabato del mese (tranne che ad agosto) animeranno il cuore del centro storico di Modena.
 Sabato 5 febbraio dalle 7 alle 20 primo grande appuntamento con “L’antico in piazza Grande” con la partecipazione di 51 espositori provenienti da tutta Italia.L’iniziativa, sostenuta dall’assessorato comunale alle Politiche economiche con le associazioni di categoria (Cna, Confcommercio, Lapam e Confesercenti), è organizzata dall’associazione “Mercantico”, presieduta da Pierluigi Forti.
 “L’antico in piazza Grande” si configura come un mercato antiquario aperto anche al modernariato ed è “a merceologia esclusiva”, essendo ammessi soltanto mobili, dipinti, oggettistica, giocattoli, libri e documenti, francobolli, monete, medaglie, ricami e tessuti vecchi di almeno 50 anni, con riferimento alla data di realizzazione degli oggetti e non all’età del materiale usato per la costruzione, la ricostruzione, il completamento o l’abbellimento.marcopaolini.jpg
In attesa di fare una passeggiata fra le meraviglie dell’antiquariato, stasera venerdì 4 febbraio sono fra i fortunati possessori di un biglietto per lo spettacolo
“ITIS Galilei” di Marco Paolini al Teatro Storchi. Finalmente riesco a vedere dal vivo lo spettacolo di un attore che mi ha letteralmente stregata fin dalla prima volta che l’ho visto, in quel “Milione” recitato in piena laguna. Sarà per quell’accento veneto che mi ricorda la mia infanzia, o semplicemente perché come racconta lui le storie, con la sua dialettica e il suo mischiare fatti e suggerire riflessioni, riesco ad entrare per un paio di ore in un mondo in cui mi sembra di essere protagonista. E se riesco a trovare un po’ di compagnia, sabato 5 febbraio andrò ad ascoltarlo alle 15.30 all’incontro che si terrà nel foyer del Teatro Storchi. Un’occasione per poterlo vedere fuori dagli schemi dello spettacolo. L’ingresso è gratuito e al termine, aperitivo per tutti.

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Il mistero buffo di Dario Fo (p.s.: nell’umile versione pop)

taetro storchi.jpg«A Dario Fo… che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati…» (Motivazione dell’Accademia di Svezia per il conferimento del premio Nobel per la Letteratura a Dario Fo nel 1997).

Paolo Rossi lo vediamo spesso in città, e anche con lo spettacolo di sabato 22 gennaio al Teatro Storchi non ha deluso le aspettative.
“Il Mistero buffo di Dario Fo (p.s. nell’umile versione pop)” è la rivisitazione dello spettacolo del 1969 che a Dario Fo, nella versione originale, è valso un Premio Nobel, e che a Paolo Rossi offre il pretesto per continuare nella sua ricerca sul teatro popolare.
Nella versione originale “Il Mistero buffo” è un insieme di monologhi che descrivono alcuni episodi ad argomento biblico, ispirateatromodena.jpgti ad alcuni brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Nell’interpretazione dei misteri, l’attore comico popolare del Medioevo, cioè il giullare, non ridicolizzava o dissacrava la religione, ma smascherava, denunciava le azioni dei potenti e prepotenti, che utilizzavano la religione e il sacro per mantenere privilegi e tutelare i propri interessi. Battendo la strada spianata da Dario Fo, anche Paolo Rossi si trasforma in un moderno giullare, coinvolgendo il pubblico nella rappresentazione, mescolando dialetti e gestualità per dare vita ad uno spettacolo che fa divertire con intelligenza e fa ridere con un retrogusto amaro.
Prima dello spettacolo due rappresentanti dell’ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, hanno letto un comunicato in cui hanno denunciato la difficoltà da parte della fondazione di mantenere aperti tutti i teatri della regione e garantire le serate e la ricerca culturale portata avanti negli ultimi dieci anni, a causa dei tagli operati dall’attuale governo. Discorso ripreso d
a Paolo Rossi alla fine dello spettacolo, che ha proposto come azione non lo sciopero “del lunedì” ma l’ingresso gratuito ai teatri, perché sarà anche vero che con la cultura non si mangia, ma aiuta ad apprezzare meglio quello che infiliamo in bocca.

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Prime visioni

akus-small.JPGIl teatro è uno di quei luoghi dove la rappresentazione prende vita facendo sparire la distanza fra sè e i suoi spettatori. E’ un luogo magico, gli attori sono così vicini da poter allungare una mano per toccarli, eppure riescono a trascinarci con loro in mondi lontani e sconosciuti. Che voi ci crediate o meno, Modena è una città ricca di fermento creativo, che ha dato vita a molte giovani compagnie teatrali.
Amigdala – Le Chemin des femmes, Teatro dei Venti, Onphalon: tre giovani compagnie modenesi presentano le loro ultime produzioni alla città in PRIME VISIONI, una rassegna loro dedicata, con una non stop di quattro giorni.
La rassegna nasce come vetrina di inizio autunno, volta a focalizzare l’attenzione del pubblico su alcuni gruppi che negli anni recenti si sono distinti  per il loro lavoro di ricerca drammaturgica, nell’attività della formazione del pubblico e dell’attore, nell’impegno e nell’attenzione ai cambiamenti sociali che la nostra società sta vivendo.
E’  proprio su questo ultimo tema che ha lavorato la compagnia Amigdala – Le Chemin des femmes. Akus – Opera musicale per donne guerriere (in scena il 23, 24 e 26 settembre al Teatro Storchi) prende avvio e spunto dall’improvvisazione vocale  di una donna del Ghana, in Italia da soli due anni.
Di tutt’altro genere il lavoro della compagnia del Teatro dei Venti, che per Quotidiano scadere, prende libero spunto da Pittura su legno dramma che il regista svedese Ingmar Bergman scrisse per i suoi allievi della Scuola d’Arte Drammatica della città di Mälmo.
E’ un  lavoro di ricerca sulle potenzialità del corpo, in cui i personaggi ritrovano una fisicità dimenticata uscendo dalla propria condizione di immobilità subita all’interno di una cella frigorifera. (Teatro delle Passioni, 24, 25, 26 settembre).
Ultimi appuntamenti venerdì 24 e sabato 25 settembre, con la compagnia Onphalon che presenta Maggese, percorso sensoriale pensato per un singolo spettatore che verrà invitato  alla scoperta del labirinto tracciato nei suggestivi spazi dell’Ex-Ospedale Sant’Agostino. Obbligatorio prenotarsi, considerata la limitazione di accesso.
Ulteriori informazioni www.fondazione-crmo.it e www.emiliaromagnateatro.com