L’Italia che non si vede

teatro dei segni,black block,documentario,teatro storchi,festa delle donne,se non ora quando“L’Italia che non si vede” è l’invito ad un viaggio fra film, documentari e libri che intendono raccontare l’Italia di oggi, fra fatti di cronaca con le sue sconfitte, le sue profonde contraddizioni ed il desiderio di riscossa. Dal G8 di Genova e i fatti della Scuola Diaz, alle infiltrazioni mafiose al nord al referendum alla Fiat di Mirafiori del 2011. Sono questi alcuni dei temi affrontati attraverso la proiezione di cinque film e la presentazione di quattro libri all’interno della rassegna in programma dal 6 marzo all’8 maggio al Teatro dei Segni e alla Sala Giacomo Ulivi di Modena.
Il primo appuntamento è per Martedì 6 Marzo alle 21 con “Black Block” il documentario  di Carlo Bachschmidt prodotto da Fandango. Lena e Niels arrivano da Amburgo, Chabi da Saragozza, Mina da Parigi, Dan da Londra, Michael da Nizza, Muli da Berlino. Sette storie diverse, accomunate dall’aver condiviso la protesta del G8 di Genova nel 2001 e dal trauma che quei giorni hanno impresso nell’intimo di ciascuno di loro. Carlo A. Bachschmidt, responsabile della segreteria del Genoa Legal Forum, in questo documentario racconta le loro vite. I motivi che li hanno spinti a impegnarsi in politica, la partecipazione alle giornate di luglio 2001, le violenze subite, il rientro a casa, la scelta di ritornare a Genova per testimoniare ai processi costituendosi parte civile e le valutazioni sulle sentenze emesse dopo lunghi anni di attesa.
Il documentario è stato presentato in Concorso nella Sezione Controcampo e ha ottenuto una menzione speciale alla 68ª edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
La proiezione dei film si svolgerà nella sala del Teatro dei Segni (via San Giovanni Bosco, 150) e l’ingresso è gratuito.

Volevo anche segnalare che Martedì 6 Marzo dalle 10 alle 14 e dalle 16.30 alle 19 alla biglietteria del Teatro Storchi si possono ritirare gli inviti omaggio per lo spettacolo “Non solo donne” di e con l’attrice di cabaret, teatro e televisione Lucia Vasini, che andrà in scena l’8 Marzo, in occasione della festa della donna.
Uno spettacolo che lei stessa descrive come “una rassegna di archetipi femminili in un viaggio dal cabaret al teatro comico per ricercare assieme l’identità delle donne e ritrovare un po’ di serenità all’interno di una società che spesso continua ad essere maschile. Uno spettacolo interattivo, in cui il pubblico presente gioca un ruolo attivo all’interno della performance, una sorta di cabaret terapeutico che ci aiuti a riconoscere le nostre maschere per riuscire a liberarcene o semplicemente per diventarne consapevoli”.
I biglietti sono riservati a dipendenti del Comune e cittadine modenesi.

Art.1 L’Italia è un paese fondato sul lavoro…precario?

lavoro-precari-300x200.jpgTermina stasera mercoledì 13 aprile alle 21 la rassegna “L’Italia che non si vede” con la proiezione di una selezione di cortometraggi dal concorso nazionale ‘Obiettivi sul lavoro’ promosso da Arci Ucca e Nidil Cgil, al Teatro dei Segni.
Dal 2 Marzo attraverso film, documentari, cortometraggi e libri varie associazioni hanno provato a raccontarci l’Italia vera, quella che è sparita dalla televisione, e che a pochi piace raccontare. Autorità e libertà violate, precarizzazione del lavoro e Costituzione, diritti umani. E poi, ancora, cinema italiano e mercato internazionale, lo sviluppo sostenibile, il connubio tra politica e mafia, il lavoro e i suoi diritti.
L’incontro che chiude la rassegna, dal titolo “Art. 1. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…precario?” , mira a dare visibilità alle tematiche attuali legate all’occupazione in Italia. In particolare a quella forma di lavoro “flessibile” che nel nostro paese ha stravolto quella che era l’idea classica del lavoro che avevamo ereditato dai nostri genitori.
Per approfondire gli argomenti affrontati, la proiezione sarà preceduta da un dibattito su lavoro e principi fondanti della Costituzione italiana. Ad intervenire saranno Aude Pacchioni (ANPI Provinciale), Veronica Marchesini (NIDIL-CGIL), Giorgio Airaudo (FIOM) e Greta Barbolini (ARCI-UCCA).
Si conclude così il viaggio tra la vasta produzione di film-documentari e libri per un racconto a più voci sull’Italia di oggi. L’ingresso è libero e gratuito.
Il Teatro dei Segni è in via San Giovanni Bosco 150, Modena.

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L’Italia che non si vede

pestecopertina.jpgDal 2 Marzo a Modena il Teatro dei Segni, in collaborazione con Arci-Ucca, Circoli del Manifesto, Nidil – Cgil, Anpi, Associazione Cinemanetwork, ci raccontano attraverso film, documentari, cortometraggi e libri l’Italia vera, quella che è sparita dalla televisione, e che a pochi piace raccontare. Autorità e libertà violate, precarizzazione del lavoro e Costituzione, diritti umani. E poi, ancora, cinema italiano e mercato internazionale, lo sviluppo sostenibile, il connubio tra politica e mafia, il lavoro e i suoi diritti, questi i temi trattati all’interno della rassegna “L’Italia che non si vede”.
Mercoledì 9 marzo alle 21 Tommaso Sodano, consigliere provinciale a Napoli, ci racconterà del connubio tra politica e mafia attraverso la presentazione del libro ‘La Peste. La mia battaglia contro i rifiuti delle politica italiana’, al Teatro dei Segni (via via San Giovanni Bosco, 150).
Partendo dal libro di cui è coautore col giornalista Nello Trocchia, Tommaso Sodano ci racconterà quindici anni di scandali, sprechi pubblici e devastazione del territorio, mettendo in luce le connivenze tra camorra e forze politiche nella gestione dello smaltimento dei rifiuti a Napoli.
Eletto al Senato, Sodano è stato presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali e ha fatto parte della commissione d’inchiesta sulle Ecomafie. Le denunce da cui sono partite le inchieste sui vertici della Impregilo e sul governatore Bassolino gli sono valse intimidazioni e minacce. Da allora, Sodano vive sotto scorta, ma persiste nella denuncia al sistema corrosivo italiano, per restituire dignità a un Paese oppresso dal malaffare.
Se Gomorra vi ha indignato, e Saviano emozionato, credo che valga la pena di ascoltare anche questa voce che proviene dalla stessa terra.
L’ingresso è libero e gratuito.

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