Il ratto d’Europa

RattoERT.jpgStasera, lunedì 22 ottobre, fa tappa alla Biblioteca Delfini alle 21 il Ratto d’Europa, progetto scenico e culturale di Emilia Romagna Teatro che coinvolgerà Modena e i modenesi in un dialogo sull’Europa per poi diventare spettacolo teatrale.
L’appuntamento di questa sera fa parte di un percorso che attraverso diversi appuntamenti, porterà la cittadinanza modenese a conoscere e ad approfondire il suo rapporto con l’Europa.
Una settimana, dal 20 al 27 ottobre, per conoscersi, per divertirsi, per raccontarsi storie ed opinioni, per viaggiare, a piedi o in bicicletta, attraverso libri, pagine di giornale, mostre, ricordi, suggestioni, utopie, suoni e colori, paure e speranze, lungo il labirinto della rete o per le suggestive vie di Modena. E dopo questa settimana: laboratori di scrittura, gruppi di lettura e di discussione, concerti, mostre, presentazioni di libri e conferenze, film, giochi e momenti di confronto. L’arrivo a maggio, col debutto dello spettacolo al Teatro Storchi, per celebrare insieme la festa d’Europa.
L’appuntamento di stasera si chiama BiblioEuropa una lettura a più voci in forma di viaggio letterario nelle radici dell’identità culturale europea. Dal giovane Elias Canetti, diviso tra Londra e Vienna, a James Joyce girovago nella sua Dublino; dall’Atene di Robert Byron alla Lisbona riscoperta da Antonio Tabucchi, si attraverseranno le capitali della cultura europea con gli occhi e le parole dei grandi scrittori, per concludere il viaggio in Emilia e infine a Modena, fra le righe di Tondelli.
Protagonista del reading tour letterario continentale è la Compagnia del Ratto formata da otto attori (Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Simone Tangolo e Antonio Tintis) e da una musicista (Olimpia Greco).
Gli incontri sono a ingresso libero e aperti a tutti gli interessati.
Il programma completo delle iniziative è sul sito di Ert (www.emiliaromagnateatro.com).

Passi di speranza

teatro,teatro a modena,teatro storchi,etoile,danza classica,danza modernaSabato 22 settembre al Campovolo di Reggio Emilia cantanti come Luciano Ligabue, Giorgia, Fiorella Mannoia, hanno dato vita a quella che è stata definita la “woodstock italiana”, quel Concerto per l’Emilia che ha raccolto fondi per la ricostruzione delle scuole distrutte, o danneggiate, dal terremoto.

Sembrerà meno importante, ma Ètoile di livello internazionale e ballerini professionisti di alcune delle più prestigiose compagnie italiane di balletto classico e contemporaneo si esibiranno stasera, lunedì 24 settembre, alle 20.30 sul palco del Teatro Storchi di Modena, e il ricavato della serata servirà a finanziare borse di studio nominative per consentire di continuare a danzare a chi è in difficoltà economica a causa del terremoto.

Il Gala si intitola Passi di speranza nasce per aiutare a coltivare la passione della danza i bambini e gli adolescenti residenti nei comuni della Bassa modenese maggiormente colpiti dai recenti eventi sismici.teatro,teatro a modena,teatro storchi,etoile,danza classica,danza moderna

“Molti ragazzi non potranno ricominciare a settembre attività che rappresentano vere e proprie passioni e che hanno un forte valore pedagogico e psicologico, soprattutto in una situazione come quella attuale, in cui il ritorno alla normalità è l’obiettivo più grande e più difficile da raggiungere”, spiega Emanuela Mussini, direttrice artistica di Danzarte.

E io credo che non ci sia niente di meglio che tornare presto alla normalità, dove per normalità significa anche poter continuare a sognare.

I biglietti per “Passi di speranza” (lo Storchi conta 952 posti in totale, di cui 388 posti platea, 116 posti balconata, 136 posti nei palchi e 312 posti in galleria) si possono acquistare direttamente alla biglietteria del Teatro Storchi in largo Garibaldi lunedì 24 Settembre dalle 18, oppure prenotandoli telefonicamente (cell. 333 76499632) o, ancora, tramite e-mail (passidisperanza@libero.it).


I monologhi della vagina al Teatro Storchi

V-DAY 2010_ 10709.jpgDopo il successo di Savignano sul Panaro e il tutto esaurito al Dadà di Castelfranco, arriva a Modena l’ultimo appuntamento con i “Monologhi della Vagina” messo in scena da donne e ragazze modenesi non professionisti. Da cinque anni Modena si è unita alla manifestazione mondiale ottenendo sempre un grande successo di pubblico, e quest’anno andrà in scena della prestigiosa cornice del teatro Storchi, e sono sicura che anche l’appuntamento del 22 marzo alle 21.00 sarà un tutto esaurito. La manifestazione è organizzata con lo scopo di raccogliere fondi per i progetti provinciali di contrasto alla violenza sulle donne. Inoltre, quest’anno è dedicata alle mogli, madri, figlie di Haiti, l’isola caraibica distrutta da un catastrofico sisma nel 2010.
“La funzione fondamentale di iniziative come questa, voluta fortemente dalle associazioni femminili modenesi – dice Vittorina Maestroni, Direttore del Centro documentazione donna – è quella di alimentare in positivo una cultura del rispetto delle donne e della loro sessualità, fondata sull’uguaglianza, sulla dignità e sulla libertà. La mercificazione del corpo femminile, lo sfruttamento pubblicitario, la violenza e la volgarità  -sui giornali, in Tv o al cinema-  non fanno che alimentare, invece, la cultura che considerando il corpo delle donne un oggetto del piacere maschile ne giustifica aggressioni, abusi sessuali perfino nell’intimità familiare”.V-DAY 2010_ 10743.jpg
Dal 1° febbraio al 30 aprile di ogni anno, Eve Ensler concede la possibilità di portare in scena gratuitamente il suo libro per autofinanziare le iniziative a sostegno della lotta alla violenza contro le donne. Rigorosamente non professioniste, sono oltre 50 le donne e ragazze tra i 20 e i 60 anni che hanno deciso di prestare la propria voce e il proprio corpo a “I Monologhi della Vagina” per i due appuntamenti di Modena e Castelfranco Emilia
Il V-Day 2011 è promosso dalle associazioni Centro documentazione donna, Donne nel mondo, Donne e giustizia, Differenza maternità,  Casa delle Donne contro la Violenza, Unione donne in Italia e Cgil, coordinamento donne. Aderiscono Aidos – Associazione italiana donne per lo sviluppo, Uil coordinamento donne, Amnesty international – Gruppo Italia 64, con il patrocinio dei Comuni di Modena, Castelfranco Emilia e Savignano sul Panaro.
Dello spettacolo sapete ormai tutto, perchè ne avevo scritto già in questo post www.modenavirgilio.it, per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito web www.cddonna.it
Per informazioni sul movimento V-Day nel mondo è possibile consultare www.vday.org.

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I monologhi della vagina

V-DAY 2010_ 10709.jpgCirca 70 le donne tra i 20 e i 60 anni impegnate sui palchi modenesi per mettere in scena la quinta edizione della manifestazione ispirata a “I Monologhi della vagina” di Eve Ensler.
Nel 2011 la manifestazione diventa provinciale con ben tre spettacoli: il primo appuntamento è previsto per il 25 febbraio alle ore 21.00 al Teatro La Venere di Savignano sul Panaro. L’11 marzo, sempre alle 21.00, sarà la volta del Teatro Dadà di Castelfranco Emilia. La rassegna si conclude il 22 marzo alle 21.00 al Teatro Storchi di Modena.
Uno spettacolo che quest’anno, alla luce della manifestazione “Se non ora quando”, acquista ancora più importanza. Di violenza e ingiustizia e discriminazione verso la donna è pieno il mondo, qui in Italia non siamo un’eccezione, e anche se ci sembra che quello che le donne stanno subendo nel nostro paese sia il “meno peggio”, assistere a questo spettacolo fa prendere maggiore consapevolezza. Lo spettacolo si muove tra scene esilaranti e momenti drammatici, confessioni intime sulla scoperta della propria sessualità e informazioni sulle tragedie che coinvolgono le donne nel mondo: tra i monologhi ci sono infatti “Il seminario della vagina” e “La mia vagina arrabbiata”, ma anche “La mia vagina era il mio villaggio”, basato sulla testimonianza di donne bosniache vittime di stupri etnici, “Battezzata”, che racconta di un episodio drammatico della guerra in Congo, o “Fatto non felice”, sui paesi in cui sono praticate le mutilazioni genitali. Accanto alla riflessione ci sarà spazio anche per il sorriso, con monologhi dedicati al parto, agli orgasmi, ai peli, al ciclo mestruale e ad altri argomenti a volte tabù legati alla sessualità femminile.
Il V-Day 2011 è promosso dalle associazioni Centro documentazione donna, Donne nel mondo, Donne e giustizia, Differenza maternità,  Casa delle Donne contro la Violenza, Unione donne in Italia e Cgil, coordinamento donne. Aderiscono Aidos – Associazione italiana donne per lo sviluppo, Uil coordinamento donne, Amnesty international – Gruppo Italia 64, con il patrocinio dei Comuni di Modena, Castelfranco Emilia e Savignano sul Panaro.
Per informazioni sul V-Day 2011 a Modena è possibile consultare il sito web www.cddonna.it
Per informazioni sul movimento V-Day nel mondo è possibile consultare www.vday.org.

Altre info  “I monologhi della vagina 2010” e “V-day 2011 cerca donne”

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Galileo Galilei: la curiosità e la scoperta

marcopaolini.jpg1800 chilometri al minuto. E’ la velocità alla quale gira la terra, quella velocità che noi non percepiamo mentre compie il giro di rivoluzione intorno al sole. E’ con questa premessa che Marco Paolini inizia il suo spettacolo “ITIS Galilei” venerdì 4 febbraio al Teatro Storchi di Modena: due ore in completa solitudine sul palco, a raccontarci di scienza, fisica, astronomia e astrologia senza mai farci annoiare, mantenendo altissima l’attenzione, nonostante l’argomento non sia dei più digeribili.
“Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo post-rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace. 
Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre.” [Marco Paolini]Dottor_Stranamore.jpg
Ci racconta del ‘600 Marco Paolini, popolato da uomini come Galilei, Keplero, Campanella, Shakespeare. Galieo è il protagonista di una storia dove la fa da padrone l’ansia di conoscenza e la curiosità di un uomo che ha fatto tante scoperte, ma per paura di morire come Giordano Bruno, ha anche messo in discussione tutta la sua vita e sconfessato le sue idee. Si ride amaramente quando ci si rende conto che a distanza di secoli poche cose sono cambiate in alcuni ambiti della nostra vita: il mondo accademico chiuso nella sua casta che non permette ai giovani di emergere facilmente, il mondo cattolico chiuso nelle sue certezze che impedisce la ricerca e il rinnovamento scientifico.
Marco Paolini è sempre riuscito ad incantarmi con la sua dialettica, con la sua capacità di raccontare cose all’apparenza futili, ma che fanno riflettere, o come in questo spettacolo, cose difficili e anche un po’ complicate in maniera “leggera”. E’ riuscito a trasformare un passo del “Dialogo sopra i massimi sistemi” in una citazione esilarante, declamandolo in “lingua madre”, ma la sua, in veneto.
Mette dentro un sacco di cose in questo spettacolo, da Galileo ad Einstein alla bomba atomica, con quel finale a cavalcioni di una mina, che ha tanto il sapore di un omaggio al Dottor Stranamore di Kubrik.

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Il mistero buffo di Dario Fo (p.s.: nell’umile versione pop)

taetro storchi.jpg«A Dario Fo… che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati…» (Motivazione dell’Accademia di Svezia per il conferimento del premio Nobel per la Letteratura a Dario Fo nel 1997).

Paolo Rossi lo vediamo spesso in città, e anche con lo spettacolo di sabato 22 gennaio al Teatro Storchi non ha deluso le aspettative.
“Il Mistero buffo di Dario Fo (p.s. nell’umile versione pop)” è la rivisitazione dello spettacolo del 1969 che a Dario Fo, nella versione originale, è valso un Premio Nobel, e che a Paolo Rossi offre il pretesto per continuare nella sua ricerca sul teatro popolare.
Nella versione originale “Il Mistero buffo” è un insieme di monologhi che descrivono alcuni episodi ad argomento biblico, ispirateatromodena.jpgti ad alcuni brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Nell’interpretazione dei misteri, l’attore comico popolare del Medioevo, cioè il giullare, non ridicolizzava o dissacrava la religione, ma smascherava, denunciava le azioni dei potenti e prepotenti, che utilizzavano la religione e il sacro per mantenere privilegi e tutelare i propri interessi. Battendo la strada spianata da Dario Fo, anche Paolo Rossi si trasforma in un moderno giullare, coinvolgendo il pubblico nella rappresentazione, mescolando dialetti e gestualità per dare vita ad uno spettacolo che fa divertire con intelligenza e fa ridere con un retrogusto amaro.
Prima dello spettacolo due rappresentanti dell’ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, hanno letto un comunicato in cui hanno denunciato la difficoltà da parte della fondazione di mantenere aperti tutti i teatri della regione e garantire le serate e la ricerca culturale portata avanti negli ultimi dieci anni, a causa dei tagli operati dall’attuale governo. Discorso ripreso d
a Paolo Rossi alla fine dello spettacolo, che ha proposto come azione non lo sciopero “del lunedì” ma l’ingresso gratuito ai teatri, perché sarà anche vero che con la cultura non si mangia, ma aiuta ad apprezzare meglio quello che infiliamo in bocca.

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Non adatto ai deboli di stomaco

stomaco.jpg– Ma io non voglio essere digerito!- urlò Pinocchio, ricominciando a piangere.
 -Neppure io vorrei essere digerito! – soggiunse il Tonno – ma io sono abbastanza filosofo e mi consolo pensando che, quando si nasce Tonni, c’è più dignità a morir sott’acqua che sott’olio?…- – Scioccherie! – gridò Pinocchio. -La mia è un’opinione – replicò il Tonno – e le opinioni, come dicono i Tonni politici, vanno rispettate! – – Insomma… io voglio andarmene di qui…Io voglio fuggire… -
Fuggi, se ti riesce! –

Carlo Collodi – Pinocchio

A Modena l’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune ha dedicato un posto ai giovani, lo ha chiamato “la Tenda” e dal 1999 organizza eventi culturali rivolti essenzialmente a loro.
All’inizio era un vero e proprio tendone, dal 2002 è diventato uno spazio stabile, al Novi Sad, all’incrocio fra Viale Monte Kosika e Viale Molza. Spesso ne ho parlato in queste pagine, perché credo che sia uno di quei posti dove si può respirare creatività ed arte fuori dagli schemi. E anche questo nuovo anno La Tenda apre con un programma che intende accompagnare il giovane pubblico in un percorso di riflessione tra memoria storica e problematiche di attualità.
Gli appuntamenti del 2011, tutti gratuiti, iniziano giovedì 13 gennaio (ore 21.30) con la proiezione della pellicola cinematografica di Matteo Garrone “Primo amore”, storia di un amore morboso che si trasforma in un gioco al massacro per Sonia, alle prese con disturbi alimentari, e Vittorio che vorrebbe modellare il suo corpo come fa con l’oro.
Venerdì 14 gennaio alle 21.30 protagonista della serata “crampidistomaco letture” saranno Vincenzo Malara e Luca Lolli che firmano l’appuntamento di reading, vision, music and acting dedicato al testo “Persi nel vuoto”. A metà tra horror e thriller, fantascienza e mystery, “Persi nel vuoto” era stato originariamente pensato come libro formato da cinque racconti ambientati in un’America cupa e desolata; poi Malara sceglie di fondere i racconti in una storia unica, con una tecnica quasi cinematografica. La serata vedrà anche de Lord al piano e Tiziano Salgarelli al flauto, le immagini di Luca Lolli e Francesca Pradella e la performance di Giuliana Grenzi e gli attori “No Face”.
Sabato 15 gennaio alle ore 21.30, sarà di scena l’arpista e cantautore modenese Francesco Benozzo, finalista al Premio Tenco 2009, che porta alla Tenda il nuovo concerto di canti libertari di fine ‘800. Il recital, intitolato “Libertà l’è morta”, ripercorre momenti significativi della vena anarchica del canto popolare italiano. Tra i brani arrangiati per arpa e voce solista ci sono classici della tradizione anarchica (da “Addio a Lugano” di Pietro Gori al ciclo epico-narrativo su Sante Caserio), canti meno noti (“L’inglesa”, “Ratto al ballo” e altri) e un paio di brani d’autore tratti dagli ultimi lavori discografici del cantautore.
Direi che è un ottimo inizio.

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Al via “Periferico: eventi contemporanei”

simbolo periferico 09.jpgAvevo pubblicato volentieri la ricerca di artisti per dare vita al programma “Periferico: eventi contemporanei” del Centro Spaziolelune. E adesso state pronti a segnare le date che il cartellone è deciso.
Dal cinema muto rivisitato in chiave indie rock dai Drunken butterfly a una “Lezione d’Africa” con 20 tra cantanti e danzatori. Dall’intimità delle performance di Caterina Moroni, per due spettatori alla volta, al concerto su pellicola fotografica “Disperato moderato con brio”. Dall’incontro “La città sensibile”, dove tutti i partecipanti saranno invitati a condividere i propri “luoghi del cuore” di Modena, alla festa notturna “Tea room”, in cui si alterneranno sul palcoscenico letture, musica e danza a cura di artisti locali.
Con 11 eventi (tutti a ingresso gratuito) per 8 serate in 4 luoghi della periferia di Modena torna, da mercoledì 1 a domenica 12 dicembre, il festival di eventi contemporanei “Periferico”, prodotto dall’associazione culturale Amigdala e dedicato “alle periferie delle città e delle arti”.la prima periferia1.jpg
Concerti, spettacoli, installazioni e performance di “Periferico”, che quest’anno giunge alla terza edizione, coinvolgeranno quattro luoghi di Modena, tutti fuori dal centro storico: Spaziolelune, nel quartiere Sacca (via Staffette Partigiane 31/b), Dead Meat /Iride Fixed e West Village Gallery al Villaggio Artigiano (rispettivamente via della Chiesa 172 e via De’ Gavasseti) e Officina Emilia (via Tito Livio 1). Sui quattro palcoscenici, “Periferico” porterà 9 compagnie giovani caratterizzate dalla sperimentazione e dalla ricerca. In particolare, l’edizione 2010 vedrà tre progetti appositamente realizzati per il festival (“Lezione ‘Africa” con il coro delle donne migranti Chemin des femmes e i danzatori mozambicani Machaka, “Copy.right?” di Fagarazzi e Zuffellato e “Disperato moderato con brio” di Clarelli/Della Barba/Herin) e un’anteprima assoluta degli Aidouru, che porteranno in scena il primo studio del loro nuovo concerto-recital.
L’ingresso è gratuito con tessera dell’associazione Amigdala, che costa 2 euro e si può fare prima di ogni spettacolo. Si consiglia la prenotazione al 331 9910179. Il programma completo su www.spaziolelune.mo.it.

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Teatro per amore

TEATRO-PER-AMORE.jpgLe cose che accadono a Modena sono talmente tante che me ne era sfuggita una importantissima, dedicata a tutti quelli che vivono il teatro non solo come momento di svago, ma anche come momento di arricchimento. O meglio: un’iniziativa dedicata a chi crede ancora nel teatro come forma di espressione e comunicazione.
Giunta al traguardo della quindicesima edizione, è partita dal 4 settembre la rassegna Teatro per Amore: Teatro delle Passioni, Teatro dei Segni, Teatro La Tenda, queste le tre location in cui si esibiranno fino al 4 ottobre 19 gruppi teatrali di Modena e provincia., confermando anche per il 2010 una grande varietà di generi, di rappresentazioni, di sensibilità e stili teatrali.
Dalle fantasiose rivisitazioni di Shakespeare – con “Il Racconto d’Inverno” (andato in scena il 12 settembre) della compagnia Inpiccionaia e “Look” della Compagnia dei Naufragati, musical ispirato a “Sogno di una notte di mezza estate”, condito da vampiri, brillanti colpi di scena e interrogativi sul culto contemporaneo dell’esteriorità (che andrà in scena il 2 ottobre) – ai classici dei nostri giorni con “L’arte della Commedia”, libero adattamento dal testo di Eduardo De Filippo, della compagnia Il Sangue Misto (28 settembre) e “Central Park West” del gruppo Onyvà, esilarante atto unico di Woody Allen (1°ottobre). Quest’anno la rassegna punta i riflettori sul tema, amatissimo dal pubblico contemporaneo, del bizzarro e del soprannaturale con spettacoli come “Fragile” della Compagnia del Fiatone (19 settembre), “T’Amo da Morire”  de Le Muse (24 settembre) e “Insoliti insetti” di Teatroventuno (25 settembre), dove a fare da protagoniste sono due buffe zanzare tigre. Altre compagnie hanno invece optato per la formula del recital, monologhi e poesie con sottofondo di musica dal vivo, come il Teatro di Carta & Damedeo Sextet con “Anime in Transumanza”, incentrato sul tema del viaggio nelle sue molteplici accezioni (27 settembre). Un piacevole accento anche sul dramma degli equivoci e dei segreti di sapore cinematografico con “Il Matrimonio”, presentato dalla Banda Bellei (11 settembre), “44567890” della compagnia Gli Aggregati, in cui nove personaggi si inseguono ad un ritmo vertiginoso creando situazioni funamboliche e paradossali e, infine, “La Celebrazione” del gruppo Geisha (30 settembre).
“Una presenza così diffusa di gruppi amatoriali – sottolinea Maria Merelli, Presidente di Emilia Romagna Teatro Fondazione – contribuisce a rendere forte e costruttivo il rapporto che i modenesi hanno con il teatro in tutte le sue espressioni. Fare teatro fa comprendere la complessità della macchina teatrale e ne aumenta il fascino. Con il loro lavoro i gruppi amatoriali danno un importante contributo alla formazione di un pubblico competente come quello che frequenta i teatri della città: anche per questo ERT, il teatro stabile dell’Emilia Romagna, li guarda con attenzione”.
Tutti gli spettacoli iniziano alle 21.00 – fatta eccezione per lo spettacolo del 19 settembre della Compagnia del Fiatone che inizierà alle ore 17.00 con aperitivo alle 16.30 – e, come da tradizione, alcuni saranno preceduti da un incontro-aperitivo previsto per le ore 20:30, volto a presentare l’ opera che sarà messa in scena e la compagnia teatrale che si esibirà nel corso della serata.
Info di servizio: l’ingresso agli spettacoli ha un costo di 7 euro con una riduzione a 5 euro per soci Arci, giovani fino a 29 anni e adulti oltre i 65.
Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito web www.arcimodena.org, inviare una mail a culturamodena@arci.it o telefonare al numero 0592924765.