Cronaca di un Barcamp

marleneeavicamp.jpgL’EAVIcamo, il primo barcamp modenese è stato un vero successo. E ve lo dice una che ci è stata.
Numeri alla mano, si sono contate fino a 200 persone sedute a seguire alcuni degli speech (si chiamano così gli interventi in “barcampese”).
Potrei raccontarvi uno per uno di tutti gli speech che ci sono stati, ma finirei per annoiarvi. Partendo dal presupposto che la missione di EAVI – European Association for Viewers Interests, l’ente promotore della giornata di sabato, è quella di servire l’interesse pubblico nel settore dei media, gli argomenti trattati durante la giornata giravano tutti intorno alla media literacy, alla cittadinanza attiva in rete e all’open source.
Argomenti noiosi, penserete. E invece si scopre che in rete ogn’ uno sviluppa questi temi in modo autonomo e con risvolti interessanti.
Dall’esperienza di Fuori.tv di Davide Fonda, a Cristina Gorzanelli che sta cercando di dare voce alle mappe delle città, trasformandole in percorsi narrativi. Oppure sTen e le su sFiabe (che alla domanda: – che mestiere fai- risponde – faccio il blogger) e “Il Many” che ci ha raccontato degli ebook collettivi e socialcose che si fanno senza carta.
Il filmato realizzato da Laura a Cuba, dove è riuscita ad intervistare alcuni blogger cubani, che rischiano di essere arrestati solo per il fatto di voler esprimere le loro opinioni in maniera libera, che lottano per ottenere il loro diritto ad esprimersi in maniera libera, mi ha fatto riflettere sulla fortuna di vivere in un paese (ancora) libero e sull’uso sprecato del mezzo da parte di gente che non ne capisce la potenza e l’importanza, perdendo tempo a scrivere sciocchezze.
Lo spirito del barcamp è stato rispettato, dopo ogni speech si potevano fare domande e aprire discussioni. E qui l’unica nota dolente: il tempo troppo ristretto fra uno speech e l’altro non ci ha permesso di approfondire gli argomenti. Ma da ogni esperienza si impara. Questo è stato solo il primo barcamp modenese, e spero ce ne siano degli altri qui nella nostra città. Anche se la carta stampata ci ha letteralmente ignorato, e sui quotidiani di oggi non si parlava d’altro che del Linux Day.
E il mio speech? Ho raccontato del mio modo di vivere la rete attraverso questa esperienza di Virgilio, facendo conoscere ai presenti questo mio “sguardo curioso sulla città”, ma non vi dico altro che sarei troppo di parte. Se qualche partecipante passa di qui, lasci pure le sue impressioni nei commenti. Anche se non sono lusinghiere.

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