Shopping e vetrine nel centro storico

5255320691_e78413ca3b_m.jpgIl centro storico di Modena ha le caratteristiche di una bomboniera: piccolo e grazioso. Da attraversare in bicicletta, oppure da camminare a piedi apprezzandone ogni angolo, e scoprendo particolari a cui la volta precedente non si era fatto caso.
Per il mio shopping è già da un po’ che preferisco i negozi del centro a quelli periferici e (spesso) affollati dei centri commerciali. Camminare senza fretta in quelle strade che hanno visto passare la storia, prendere il caffè o l’aperitivo in una piazza considerata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, o in una delle piazzette più piccole ma non meno suggestive, ammirando gli acquisti appena conclusi.
Queste le emozioni da catturare in uno scatto, nelle intenzioni del concorso fotografico
“Shopping e vetrine nel centro storico” concorso di idee e modenesità, promosso dall’associazione Modenamoremio, con la consulenza artistica del Centro d’Arte Torre Strozzi (Modena-Perugia).
La finalità del Concorso è la realizzazione di un Calendario 2012 che pubblicherà 12 fotografie selezionate e proclamerà un vincitore a cui sarà destinata, oltre la copertina del calendario, un buono acquisto del valore di € 500.
Il bando è aperto a tutti, modenesi e non, la partecipazione è gratuita, si può partecipare con un massimo di due fotografie, sia con l’utilizzo della fotografia tradizionale che digitale, comprese le elaborazioni. Le foto si dovranno spedire o consegnare a mano in busta presso la sede di Modenamoremio (via Scudari 12 – 41121 Modena con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18) entro il 30 settembre 2011.
Tutti i partecipanti saranno invitati alla premiazione che avrà luogo nel mese di dicembre 2011 alla presenza di Autorità e Stampa.
Credo che questa volta tenterò anche io la sorte.

Saldi, saldi, saldi (anche a Modena)

saldi sale solders.jpgChe i saldi quest’anno iniziavano prima se ne aveva sentore. Tutto questo parlare di crisi, di PIL che scende e vendite al dettaglio che ristagnano ne avevano preparato il terreno. E infatti sabato 4 luglio vetrine tappezzate di avvisi: SALDI, SOLDES, SALE.
Il primo giorno di saldi non sono riuscita neanche a guardarle, le vetrine, giornata bloccata completamente al lavoro. Perché Modena è una città che produce, che ci tiene alla qualità (e alla quantità) del suo lavoro. Anche se per una shopaholic come me è stata dura non mettermi in fila nei negozi presi d’assalto, non poter litigare con la signora maleducata che ti strappa di mano l’ultima t-shirt della taglia giusta, accaparrarmi la scarpa del mio numero prima che vada a ruba.
Ho lavorato rimuginando all’occasione che stavo perdendo, ma poi mi ha consolato l’idea che domenica era “solo” il secondo giorno di saldi. Anche se festivo i commercianti in preda alla frenesia di vendita, grati di vuotare i magazzini della roba avanzata dagli ultimi anni di magra, avrebbero rinunciato alla domenica al mare o al comodo divano per guardare wimbledon e avrebbero accolta me e la mia carta di credito a braccia aperte, nonostante l’allettante possibilità di riposo.
La preparazione per affrontare i saldi è fondamentale: vestito comodo per essere veloce nei camerini per ottimizzare i tempi e provare quanta più roba è possibile (per intenderci niente camicia, niente laccetti da incrociare & Co.), sandali bassi per macinare quanta più strada è possibile e assolutamente niente cinghiettina alla caviglia (che fa perdere solo del tempo, e poi non in tutti i camerini ci si può sedere), borsa preferibilmente a tracolla, ma comunque mai a poi mai borsa-a-mano, che le mani servono libere per “sfogliare” gli stand assiepati di abiti.marlene in camerino.jpg
Alle 17 in punto ero in centro, la Via Emilia non ha segreti per me. Ma già dalle prime vetrine ho capito che c’era qualcosa che non andava. Che delusione scoprire che la maggior parte dei negozi era chiusa. Dall’esclusiva boutique di Adani, al più nazional-popolare Pimkie la maggior parte dei negozi era chiusa. Aperto Intimissimi, chiuso Tezenis e Yamamay, aperto Stefanel, chiusi Sisley e Benetton. Insomma: una specie di deserto.
Posso lasciare il mio modesto parere? Meglio restare aperti domenica e dare un giorno di riposo alle commesse il lunedì (un bel giorno di riposo compensantivo che così non pagate lo straordinario) e lasciare chiuso il lunedì mattina che tanto avete la concorrenza del mercato al Novi Sad.
E guardando le vetrine i prezzi mi sono apparsi vagamenti familiari: sembravano gli stessi della settimana scorsa.