Gotica. ’ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea

incontri con l'autore,la tenda,mafia,camorra,giovanni tizian,roberto saviano«Io mi chiamo Giovanni Tizian perché non sono né un eroe e né un simbolo. Faccio la mia parte, mentre altri vi hanno rinunciato da tempo. Sono e siamo la società civile: se non lo facciamo noi, chi deve farlo?»

Giovanni Tizian è un cronista di origine calabrese che vive a Modena da anni, da quando nell’estate del 1989 a Bovalino, nel cuore della Locride, suo padre, un giovane e onesto bancario, veniva ammazzato a colpi di lupara mentre tornava a casa. Un omicidio come tanti, in Calabria, che resterà sostanzialmente irrisolto.
Quel bambino è divenuto giornalista e in una sorta di catarsi di quell’avvenimento ha incominciato a scrivere e ad occuparsi di infiltrazioni della criminalità organizzata nella regione Emilia Romagna già dal 2006, quando iniziò a collaborare con la Gazzetta di Modena e a seguire meticolosamente tutte le operazioni che portavano alla scoperta di interessi della ‘ndrangheta, della camorra e di Cosa nostra nel territorio. Recentemente, a causa del suo impegno in prima linea, vive sotto scorta, evento che gli ha fatto guadagnare i riflettori accesi per qualche giorno, perché siamo abituati a sentire di parlare di criminalità organizzata al sud, ma svegliarsi e scoprire che l’Italia intera non è immune a questo male causa una specie di shock.
Venerdì 10 febbraio alle 21.30 Giovanni Tizian sarà alla Tenda (viale Molza) per parlare del suo libro “Gotica:’ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” (ed. Round Robin) in compagnia di Stefano Ascari.
“Un viaggio che attraversa il nord. Dall`Emilia Romagna, alla Liguria, passando da Lombardia e Piemonte, fino ad entrare nel suo midollo più oscuro e controverso, quello dominato da ‘ndrangheta, mafia e camorra. Modena, Bologna, Torino, Genova, Bordighera, Ventimiglia, Castelfranco Emilia, terre di resistenza trasformate in luoghi dove i boss riciclano e offrono servizi alle imprese locali. Il pizzo che da tassa parassitaria si fa servizio e trova cittadinanza nel tessuto economico emiliano, piemontese, ligure e lombardo. Sulla locomotiva economica del Paese anche i clan hanno trovato spazi di trattativa. E aldilà degli appennini tosco-emiliani, politici e imprenditori corrotti che si nutrono del potere dei clan restandone poi fagocitati”

 

L’Italia che non si vede

pestecopertina.jpgDal 2 Marzo a Modena il Teatro dei Segni, in collaborazione con Arci-Ucca, Circoli del Manifesto, Nidil – Cgil, Anpi, Associazione Cinemanetwork, ci raccontano attraverso film, documentari, cortometraggi e libri l’Italia vera, quella che è sparita dalla televisione, e che a pochi piace raccontare. Autorità e libertà violate, precarizzazione del lavoro e Costituzione, diritti umani. E poi, ancora, cinema italiano e mercato internazionale, lo sviluppo sostenibile, il connubio tra politica e mafia, il lavoro e i suoi diritti, questi i temi trattati all’interno della rassegna “L’Italia che non si vede”.
Mercoledì 9 marzo alle 21 Tommaso Sodano, consigliere provinciale a Napoli, ci racconterà del connubio tra politica e mafia attraverso la presentazione del libro ‘La Peste. La mia battaglia contro i rifiuti delle politica italiana’, al Teatro dei Segni (via via San Giovanni Bosco, 150).
Partendo dal libro di cui è coautore col giornalista Nello Trocchia, Tommaso Sodano ci racconterà quindici anni di scandali, sprechi pubblici e devastazione del territorio, mettendo in luce le connivenze tra camorra e forze politiche nella gestione dello smaltimento dei rifiuti a Napoli.
Eletto al Senato, Sodano è stato presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali e ha fatto parte della commissione d’inchiesta sulle Ecomafie. Le denunce da cui sono partite le inchieste sui vertici della Impregilo e sul governatore Bassolino gli sono valse intimidazioni e minacce. Da allora, Sodano vive sotto scorta, ma persiste nella denuncia al sistema corrosivo italiano, per restituire dignità a un Paese oppresso dal malaffare.
Se Gomorra vi ha indignato, e Saviano emozionato, credo che valga la pena di ascoltare anche questa voce che proviene dalla stessa terra.
L’ingresso è libero e gratuito.

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Una montagna di balle

balle.jpgGomorra è stato uno di quei libri che una volta letta l’ultima pagina e chiusa la quarta di copertina, mi ha lasciato dentro un senso di colpevolezza mista a collaborazionismo. Analizzando il mio comportamento ho preso coscienza di quanto del mio stile di vita aiuti la malavita organizzata, e di quanto sia difficile poter fare qualcosa per evitare di essere complici di un sistema, di “quel sistema” (e chi ha letto Saviano sa di cosa sto parlando).
Per chi si fosse perso la puntata di “Vieni via con me” in cui Saviano ha raccontato dell’emergenza rifiuti attraverso la sua esperienza e le sue ricerche, ed è interessato ad approfondire l’argomento, giovedì 20 gennaio alle 21.30 sarà proiettato alla Tenda di Viale Molza il docufilm di Nicola Angrisano “Una montagna di balle”, autoprodotto da InsuTv (telestreet no-profit creata dai movimenti napoletani), con la voce narrante di Ascanio Celestini.
Per sei anni un gruppo di videomakers ha documentato l’emergenza rifiuti in Campania al fine di svelare ingranaggi e individuare responsabilità di quindici anni di gestione straordinaria.
Sarà l’occasione per raccontare dell’assalto ai fondi pubblici, del boicottaggio della raccolta differenziata, delle collusioni con le ecomafie, sarà l’occasione per riflettere insieme a chi si interroga seriamente sulla possibilità di proporre delle alternative che facciano bene alla Campania, ma in realtà a tutto il paese, perché troppo spesso c’è chi si dimentica che anche quella è Italia.
La visione del documentario è aperta a tutti ed è gratuita. Nel frattempo vi lascio con il trailer del docufilm. Buona visione.

 


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