Sotto un’unica bandiera

ilfreccetricolori.jpgVerde la speranza rosso il sangue di frontiera Neve biancaneve i cuori abbraccerà Tre colori come i fiori Non son per caso (Tricarico)

Si intitola “U.U.U. Una Unica Unità” l’idea dell’artista Alberta Pellacani per festeggiare i 150 anni dell’unità dell’Italia.
Le foto di tutti i modenesi che vorranno fare parte dell’istallazione, diventeranno un gigantesco tricolore lungo 27 metri e alto un metro e mezzo, esteso per le luci di 11 arcate del portico del Palazzo comunale in piazza Grande a partire dall’angolo di fronte alla Ghirlandina, in mostra dal 22 aprile, giornata della Liberazione di Modena (che proprio in quella data, nel 1945, salutò l’ingresso degli alleati e dei partigiani in città), fino al 2 giugno (festa della Repubblica).
Il tricolore, ce lo insegnano alle scuole elementari, nasce a pochi chilometri da noi, a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”.
Ma perché proprio questi tre colori? Chiaramente ispirate al modello francese del 1790 le tre fasce di uguali dimensioni, adottate dalle numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti. I colori provengono dai vessilli reggimentali della Legione Lombarda che presentavano, appunto, i colori bianco, rosso e verde, fortemente radicati nel patrimonio collettivo di quella regione: il bianco e il rosso, infatti, comparivano nell’antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese. Gli stessi colori, poi, furono adottati anche negli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell’Emilia e della Romagna, e fu probabilmente questo il motivo che spinse la Repubblica Cispadana a confermarli nella propria bandiera.
Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d’indipendenza. Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all’articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. E perfino dall’arido linguaggio del verbale possiamo cogliere tutta l’emozione di quel momento. PRESIDENTE [Ruini] – Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla Commissione: “La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni”. (E’ approvata. L’Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi.)
Per rivivere un po’ di quel fervore patriottico tutti i modenesi potranno partecipare ai diversi set fotografici dove potranno (gratuitamente) farsi ritrarre tenendo in mano un oggetto da loro scelto e portato da casa, un oggetto possibilmente di colore o verde o bianco o rosso. Tutte le fotografie andranno a comporre il gigantesco tricolore, saranno elaborate in bianco e nero, tranne il particolare dell’oggetto che sarà virato in uno dei colori della bandiera italiana.
“Immagine dopo immagine, come in un mosaico, si comporrà una unica unità di persone, lunga tanto quanto la partecipazione e l’adesione a un ideale che rispecchia un’azione concreta”, spiega l’autrice del progetto, Alberta Pellacani.
I primi set fotografici sono stati programmati per sabato 12 marzo, dalle 10 alle 12.30 sotto i portici del Municipio nella Galleria Europa, per mercoledì 16 marzo dalle 14 alle 18 nel chiostro della biblioteca Delfini in corso Canalgrande e, infine lunedì 21 marzo dalle 14 alle 18 di nuovo nella Galleria Europa sotto i portici del Municipio.
E per chi vorrà conservare il ricordo della propria partecipazione, su richiesta, si potrà ritirare il proprio ritratto durante una cerimonia che si svolgerà in Consiglio comunale nel pomeriggio di sabato 4 giugno.

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Festa della Repubblica e della Costituzione

festa-della-repubblica.jpgSe doveste spiegare ad un extraterrestre appena sbarcato sulla terra cosa si festeggia oggi 2 giugno in Italia, sapreste davvero di cosa state parlando?
Un promemoria ve lo faccio io: il 2 e il 3 giugno del 1946 si tenne il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Gli italiani, dopo 85 anni di regno scelsero la repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.
E pensare che quando ne ho avuta l’opportunità di studiarlo, ho odiato il Diritto Pubblico in maniera talmente forte da dover ripetere l’esame ben 4 volte, e alla domanda – signorina, lei ha tenuto la Costituzione sul comodino, dandoci un’occhiata tutte le sere?- ho pensato che avrei voluto mangiarla piuttosto che passare un altro paio di mesi a cercare di imparare nozio
paolo-rossi.jpgni che ancora adesso non ricordo.
Adesso ci penserà Paolo Rossi a spiegarmela (così come a Lucarelli devo la mia conoscenza della storia contemporanea, o almeno di un certo tipo di storia italiana): mercoledì 2 giugno alle 18 con ingresso libero e gratuito, Piazza XX Settembre ospiterà la festa della Repubblica con Paolo Rossi che commenterà la Costituzione. L’attore leggerà alcuni articoli della Costituzione, li commenterà e improvviserà nello stile che lo contraddistingue: “Per il mio lavoro d’attore prendo spesso spunto dai classici: il testo della Costituzione è per me un classico. Partirò da lì, e da alcuni articoli che mi piace leggere e rileggere soprattutto ora: è così che voglio celebrare la Festa della Repubblica”, dice Paolo Rossi. Spero non rinuncerà all’occasione di farci ascoltare quel discorso di Pericle tanto antico quanto attuale, che a suo tempo gli è costata la censura televisiva e lo ha allontanato dal mezzo democratico per eccellenza per un po’ di tempo.
Chiuderà la serata il concerto di Cisco Bellotti assieme a Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica. I tre musicisti, tutti passati attraverso l’avventura dei Modena City Ramblers, chiuderanno con le loro ballate “40 anni, storie di Ramblers, d’innocenza, di esperienza”.
L’ingresso sarà libero e gratuito. In caso di pioggia l’iniziativa si svolgerà alla Tenda di Viale Molza. Per informazioni: Centro Musica, tel. 059 203.4810.