Si salvi chi può

ciclabile home.jpgIspirata da questo articolo, ed essendo io sensibile all’argomento, ne approfitto per dire la mia sulle piste ciclabili della città.

Sono tante, si snodano in tanti percorsi, danno l’opportunità di lasciare a casa la macchina e intasare meno il traffico cittadino. Ma è proprio tutto così idilliaco?

Prendo come esempio uno degli incroci più caldi all’ora di punta: quello fra via Fratelli Rosselli-Viale Buon Pastore e Viale Amendola. Tutti quelli che sono costretti a passare di là sanno che è una trappola, soprattutto se sfortunatamente è l’ora di passaggio del trenino. Salite su per Via Fratelli Rosselli, esitate per essere sicuri che ci sia abbastanza spazio per la macchina per non rimanere bloccato in mezzo ai binari (primo strombazzamento di clacson di quello che ci è attaccato al sedere. Stacci tu in mezzo ai binari mentre arriva il treno e il semaforo è ancora rosso), appena scatta il verde tutte le biciclette che si sono posizionate in pole position facendo slalom fra le macchine partono con lo sprint di una tartaruga affamata, e se non le si vuole investire si deve portare pazienza. Sorte peggiore a chi deve svoltare a destra in Viale Buon Pastore: quando scatta verde il semaforo, scatta anche per i pedoni. E sono le strisce pedonali che usano le infingarde biciclette, e che si deve fare? Attendere. (nuova strombazzata di clacson del tipo nervoso a cui vorrei suggerire di uscire di casa 10 minuti prima per evitare ritardi).

ciclabile assassina.jpgIn questo tratto di strada, all’arrivo dell’incrocio non c’è traccia di pista ciclabile, e le biciclette si comportano da veicolo se si tratta di camminare, trasformandosi in pedone se si tratta di attraversare. E su 5 attraversamenti pedonali, uno solo è dotato di chiamata, con grosso rischio per tutti. Ma il vero top del brivido per i ciclisti è l’attraversamento di Piazzale Manzoni per immettersi in Via Medaglie D’Oro. Una pista ciclabile che circonda come una cornice un parcheggio. Entrare e uscire dal parcheggio un estrazione al lotto del prossimo ciclista falciato. E meno male che il Policlinico è a due passi.

 

In equilibrio su due ruote

 

ponteciclabile.jpgLa bicicletta che d’inverno viene utilizzata solo da impavidi vecchietti e dai quei pochi fortunati che devono compiere tratti brevi per compiere le loro commissioni, in primavera diventa il mezzo di trasporto preferito da tutti i modenesi che possono permettersi di utilizzarla anche per andare al lavoro.

La passione per la bicicletta è visibile nel moltiplicarsi delle piste ciclabili che permettono di non diventare clienti del pronto soccorso più vicino a causa di automobilisti distratti e frettolosi.

Nei fine settimana cosa c’è di meglio che pedalare per rilassare la mente, ossigenarsi dopo 5 giorni passati chiusi in ufficio e magari dare un colpetto a quella orrenda ciccia che si deposita lì, dove proprio non deve?

La passeggiata che sicuramente preferisco è quella che porta da Modena a Vignola. E’ un percorso di circa 20 chilometri, ma vale la pena farlo almeno una volta (e per intero).

Appena fuori città, in zona Vaciglio si imbocca la ciclabile da via Morane. Una volta da lì passava il trenino, e se si guarda bene in qualche punto si vede ancora qualche traversina che fa capolino dall’asfalto.

Poco faticosa, è quasi tutta in piano con qualche lieve dislivello, il nastro d’asfalto si snoda fra campi di grano, passa accanto a vecchie cascine e piccoli corsi d’acqua. In un punto si attraversa anche un ponticello.

L’intero percorso fa fare un balzo indietro nel tempo, fa dimenticare lo smog, il traffico e se si è fortunati si possono osservare le lepri che annusano l’aria per un attimo e poi corrono a nascondersi nelle loro tane.

La ciclabile è illuminata anche di notte grazie ad un sistema a pannelli solari, che la rende sicura e suggestiva, anche se io non mi ci sono mai avventurata se non in pieno giorno.

E l’ultima cosa che ha fatto il comune per migliorarla merita anche la foto che vedete. La ciclabile attraversa alcuni punti in cui è attivo un semaforo pedonale, in particolare attraversa la Nuova Estese che è una strada a scorrimento veloce.

La chiamata pedonale per attraversarla causava fila di macchine e molto malumore fra gli automobilisti, ed era di gran rischio per i ciclisti.

Si è pensato allora di costruire un ponte per rendere più scorrevole il traffico e arrecare poco scompiglio ad entrambe le categorie, motorizzati e non.

Adesso la ciclabile è veramente sicura, e permette di vivere in città con la promessa di poter fare due passi nel verde in tutta tranquillità.