Radio Bruno Estate 2011

piazza grande,radio bruno estate,roberto vecchioni,melita toniolo,enrico gualdi,enzo ferrari,zero assoluto,giusy ferreri,catalin josanMercoledì 20 luglio dalle 20 tutti in Piazza Grande per l’evento più importante di musica leggera di tutta l’estate modenese: il Radio Bruno Estate. All’appuntamento ci siamo abituati anno dopo anno, e questa volta il cast è all’altezza del delle aspettative.
La conferma della presenza di Roberto Vecchioni, il vincitore dell’ultimo festival di Sanremo, ma per me il cantautore della mia adolescenza, è la motivazione che mi spingerà a partecipare alla serata, anche se canterà solo un paio di canzoni (e non certo le mie preferite).
Qualche “ex” di X-Factor: Giusy Ferreri, Matteo Becucci e Nathalie, che sono riusciti ad uscire dalla logica del format televisivo e ad affermarsi come interpreti nel panorama musicale italiano. Gli Zero Assoluto, che portano sul palco del Radio Bruno Estate le canzoni dell’ultimo album “Prendimi” pubblicato a Maggio 2011.
Catalin Josan, il cantautore rumeno che sta spopolando con “Don’t wanna miss you”.
La vincitrice dell’edizione 2010 del talent show “Amici di Maria De Filippi” Emma Marrone, che si è fatta apprezzare oltre che per le qualità canore, anche per la personalità forte e decisa.
E ancora i Sonohra, Grido, Povia, i Finley, Controtempo.
Ad animare il pre-show, che vedrà protagonisti anche i finalisti del contest per emergenti Fammi sentire la voce, sarà Alex Testi insieme al corpo di ballo Legend Crew.
Sul grande palco del Radio Bruno Estate confermata la presenza di Melita Toniolo, ormai entrata nella grande famiglia di Radio Bruno a pieno titolo. Accanto a lei, Enrico Gualdi (quello dei risvegli mattutini sulle frequenze dell’emittente) e Enzo Ferrari.
Per chi non riuscisse ad essere in piazza ma non vuole perdersi lo spettacolo, il concerto verrà comunque trasmesso in diretta radio integrale e in diretta web in streaming video sul sito della radio http://estate.radiobruno.it/homepage. Le immagini più belle verranno poi trasmesse anche sul canale satellitare  e sul digitale terrestre di Radio Bruno.

Dimenticavo: la serata è completamente gratuita.

 

Radio Bruno Estate – Modena from Radio Bruno on Vimeo.

 


Milena Gabanelli, Vinicio Capossela e l’arte di Modena sono protagonisti

piazza grande,la ghirlandina,duomo di modena,unesco,parco amendola sud,milena gabanelli,report,vinicio capesselaDal 1997 Piazza Grande, compreso il Duomo e la Torre Civica (meglio conosciuta come la Ghirlandina) di Modena sono patrimonio UNESCO. La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, istituita nel 1950, ha lo scopo di favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’ esecuzione dei programmi UNESCO in Italia. La lista del patrimonio mondiale include 890 siti che formano parte del patrimonio culturale e naturale, che la Commissione per il Patrimonio Mondiale considera abbiano un valore universale.piazza grande,la ghirlandina,duomo di modena,unesco,parco amendola sud,milena gabanelli,report,vinicio capessela
Mercoledì 13 luglio alle ore 21 in piazza XX Settembre, in occasione della conferenza “Modena e il Patrimonio Mondiale dell’Umanità: i siti Unesco del mondo in immagini e parole”, svolta da Francesca Piccinini, direttrice del Museo civico d’arte e coordinatrice del sito Unesco, verrà presentata la nuova guida UNESCO dedicata alla nostra città. Da novembre 2008 a ogni sito Unesco in Italia è dedicata una guida con approfondimenti tematici, itinerari consigliati, immagini e informazioni.
Quella dedicata a Modena si intitola “Modena: Cattedrale, torre Civica e piazza Grande”, comprende immagini a colori, cartine, elementi di storia e descrizioni dei tesori artistici, ma anche informazioni utili su come raggiungere la città, dettagli sulle principali manifestazioni e sulla gastronomia del territorio. Un riconoscimento importante per le bellezze architettoniche della vecchia Mutina.
Se invece dell’arte siete interessati all’attualità, sempre mercoledì 13 luglio dalle ore 21 al al Parco Amendola Sud nell’ambito di Loving Amendola, la manifestazione con spettacoli, laboratori, incontri e concerti per la partecipazione e l’identità culturale nella vita quotidiana del quartiere, si svolgerà un incontro dal titolo “E’ possibile un’informazione libera in Italia?”. Ospiti della serata la conduttrice della trasmissione “Report”, Milena Gabanelli, il direttore del settimanale “Famiglia Cristiana” don Antonio Sciortino e Andrea Vianello autore e conduttore di Agorà Rai. A introdurre la serata sarà il giornalista e scrittore Luciano Scalettari, mentre modererà la discussione il direttore di Tele Radio Città Ettore Tazzioli.
Giovedì 14 luglio Piazza Grande vedrà invece protagonista uno dei cantautori italiani più singolari del panorama musicale. Visionario, romantico, arguto e … poeta, Vinicio Capossela arriva nella nostra città per presentare il suo ultimo lavoro “Marinai, Profeti e Balene”, per un concerto sotto le stelle indimenticabile.
Chi l’ha detto che le cose migliori in città succedo solo nel fine settimana?

La pista della discordia

pattini ice.jpgL’anno scorso la polemica sulle luminarie natalizie, quest’anno il Natale, ancora lontano, crea nuovamente scompiglio e alimenta le polemiche in città.
La discordia quest’anno nasce dall’idea dell’assessore Daniele Sitta di allestire una pista di pattinaggio per il ghiaccio in Piazza Grande o in Piazza XX Settembre. Un tappeto di ghiaccio circondato da casette di legno con prodotti tipici, luminarie, alberi e renne.
Una idea per aumentare il numero di turisti e introiti commerciali in centro città nel periodo natalizio. Peccato che l’idea abbia scatenato le reazioni dell’opposizione: “Non vorremmo che ora il dibattito cittadino si concentrasse tutto sul se e dove fare la pista di pattinaggio. Non ce n’è davvero bisogno. Sarebbe una vera fortuna per la Giunta Pighi riuscire a distogliere l’attenzione dalla reale necessità di strutturare un piano organico per promuovere il centro storico con questa banale trovata” annuncia Leone, il consigliere regionale e comunale del PDL.
“L’idea può costituire una buona opportunità, dipende naturalmente da come viene declinata, se cioè decidiamo di confinarla all’interno del programma di Modenamoremio oppure di inserirla in un percorso sovracomunale in una logica di attrazione turistica di Modena” commenta Daniele Cavazza responsabile Turismo di Confesercenti.
Si lancia anche il sondaggio pista-si/pista-no sul Il Resto del Carlino on-line. E nei commenti all’articolo compaiono anche proposte alternative, come quella di allestire la pista per il pattinaggio sul ghiaccio in zona Parco Ferrari in modo da avere più opportunità di parcheggio.
Non riesco a comprendere tutta questa animosità, considerato che una pista sul ghiaccio è sempre stata allestita davanti l’Accademia nel periodo natalizio, zona centrale, leggermente spostata dal circuito dei negozi, ma comunque posizionata in centro storico.
La soluzione anche esteticamente migliore, a mio avviso, è quella della Piazza XX Settembre, che da quando non ospita più il mercato coperto è stata come una scoperta meravigliosa. E l’idea di allestire dei mercatini natalizi non ci farò assomigliare a Bressanone o Innsbruck, ma sicuramente renderà il nostro shopping natalizio più coinvolgente.

Transromanica. Un sorprendente viaggio nel Medioevo

transromanica.jpgCon il 22 settembre l’estate è definitivamente finita, e con la conclusione del Festival della Filosofia la città di Modena ha chiuso in maniera vincente una stagione ricca di appuntamenti e concerti che ci hanno tenuto compagnia tutta l’estate.
E adesso? Adesso aspettiamo il freddo, l’umido, la nebbia … ma prima di rinchiuderci in locali caldi la Provincia di Modena, con il progetto europeo Central Europe “CrossCulTour”, presenta la terza edizione di “Transromanica, un sorprendente viaggio del Medioevo”, un grande evento culturale volto a promuovere e valorizzare le presenze romaniche e medievali che caratterizzano il patrimonio artistico e architettonico del territorio modenese.
Tre weekend, l’ultimo di settembre e i primi due di ottobre, alla scoperta del Romanico modenese tra itinerari ed escursioni, storia e cultura, gusto e gastronomia. Gli appuntamenti modenesi di settembre e ottobre ospiteranno storici, scrittori e artisti che, alla luce della propria conoscenza, forniranno la loro personale chiave d’interpretazione ai molteplici aspetti della civiltà medievale e saranno gli accompagnatori d’eccellenza in un viaggio virtuale attraverso il Medioevo.
L’epoca del Romanico riguarda il periodo dal 950 al 1250 dopo Cristo, quando per la prima volta in Europa regioni e paesi con differenti identità culturali svilupparono uno stile uniforme nell’arte e nell’architettura. Migliaia di persone si spostavano sfruttando i sentieri di terra e i corsi d’acqua attraverso tutta l’Europa. Uno dei motivi principali per viaggiare era il pellegrinaggio. I pellegrini, una volta rientrati nel loro Paese, commissionavano spesso ad artigiani o architetti opere simili a quelle che avevano visto altrove. Tracce di questa fruttuosa esperienza condivisa si trovano proprio lungo la via culturale Transromanica, dove conventi, chiese e altri edifici disseminati in diverse regioni offrono ai turisti una panoramica dello stile architettonico e dello spirito del Romanico.
Il territorio modenese vanta in particolare un enorme patrimonio storico, artistico e architet
Poesiafestival.jpgtoniche di testimonianze del Romanico, un percorso che comprende in primo luogo a Modena il Duomo, la Ghirlandina e Piazza Grande, monumenti “patrimonio dell’umanità” riconosciuti dall’Unesco, e poi l’Abbazia di Nonantola, la chiesa della Sagra di Carpi e le tanti pievi dell’Appennino, tra cui quelle di Renno, Rocca S.Maria, Trebbio, Rubbiano e l’Abbazia di Frassinoro.
A Modena Sabato 25 settembre alle ore 15.30 appuntamento al Duomo per “Duomo di Modena: un affascinante libro di pietra“: percorso storico-artistico a cura di Luca Silingardi che racconterà le innovative soluzioni dell’architetto Lanfranco e le strabilianti sculture di Wiligelmo e dei suoi seguaci introducendoci alla scoperta dell’universo medievale. Mostri e creature misteriose, accanto alla più antica raffigurazione di Re Artù e alle storie della Genesi: una summa dei contenuti simbolici e teologici dell’epoca.
Alle 21, sempre al Duomo “Abitiamo la Casa di San Geminiano” una visita guidata alla Cattedrale a porte chiuse. Un appuntamento imperdibile.
Cliccate qui per visionare il programma completo.
A margine volevo anche segnalare che Giovedì 23 settembre l’Unione Terre dei Castelli ha dato il via alla sesta edizione del “Poesiafestival”. E domenica 26 settembre a Spilamberto alle ore 21 l’ultimo appuntamento prevede il musicista Vinicio Capossela e il poeta Vincenzo C. Chinaski che su un ring immaginario si sfideranno a colpi di poesie, racconti e canzoni.

Festival della Filosofia 2010

festivaldellafilosofia.jpgCredo che il tema della decima edizione del Festival della Filosofia a Modena deve essere stato scelto per contrastare il nefasto venerdì 17 in cui inizia: è “Fortuna“, infatti, la parola magica dell’edizione 2010 che si svolge a Modena, Carpi e Sassuolo fino al 19 settembre.
La formula è sempre la stessa: lezioni magistrali, mostre, spettacoli, rassegne di film, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti sono quasi 200 e tutti gratuiti.
Quest’anno tra i protagonisti Roberto Esposito, Massimo Cacciari, il modenese Carlo Galli, Angelo Panebianco, Michela Marzano, Marcello Veneziani, Sergio Givone, Elena Esposito e Remo Bodei. Molti anche i filosofi stranieri, circa un terzo del totale, che vengono da ogni parte del mondo.
Nelle piazze e nei cortili del festivalfilosofia si rifletterà su contingenza e rischio, probabilità e azzardo. Il programma delle lezioni magistrali vedrà impeganti celebri maestri del pensiero che si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni contemporanee della fortuna, dal rapporto tra eccezione e ordine nella sfera politica, al carattere creativo dell’imprevisto, dalla teoria del rischio alle tecniche della sua calcolabilità, dal lavoro antropologico e simbolico delle culture per addomesticare il futuro all’esperienza dell’azzardo e della scommessa.
Un vasto programma creativo coinvolge la narrazione (con letture di Erri de Luca, Stefano Benni, Alessandro Haber), il teatro (con Paolo Rossi, Paolo Hendel), il cinema (tra i film proposti c’è anche una rassegna dedicata al personaggio di Fantozzi), la musica (con jazz, melodrammi, balletti), i libri, le iniziative per bambini e ragazzi.
Quasi trenta le mostre proposte in occasione del festival: la più grande retrospettiva italiana dedicata al giapponese Daido Moriyama, un omaggio a John Cage, una collettiva in cui 100 autori contemporanei presentano la loro riflessione sulla condizione “fortunata” dell’artista, un’esposizione di figurine su “il gioco delle sorti”, una dedicata agli “ex voto” e una rara installazione di Alessandro Bergonzoni.
E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory per oltre sessanta ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 19 settembre è previsto il “Tiratardi”, con iniziative e aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole.
Luoghi di interesse artistico o culturale e iniziative non incluse in programma osserveranno aperture straordinarie. Come la Galleria che segnalerà un percorso di opere che suggeriscono il tema della Fortuna a partire dai bronzetti del mondo etrusco e romano, che raffigurano divinità protettrici e salvifiche, offerenti, ex voto e la stessa rappresentazione della Fortuna nelle vesti ora dell’Abbondanza, di Cerere e della dea Iside.
Raccontare tutto è impossibile, meglio viverla questa tre giorni che trasforma la città di Modena (e la sua provincia) in un luogo affascinante, dove la filosofia non è più quella materia austera e incomprensibile, ma si mescola alla gente e gli suggerisce interpretazioni nuove a quotidiane necessità.
E ovviamente www.festivalfilosofia.it/2010/ per il programma dettagliato e le informazioni di tipo logistico (come arrivare, dove mangiare, dove dormire).

Daniele Silvestri in Piazza Grande

Daniele Silvestri 7.JPGGiovedì 29 luglio in Piazza Grande il concerto di Daniele Silvestri chiude la rassegna dei concerti estivi modenesi. Lo confesso: il primo album di Daniele Silvestri che ho ascoltato è stato il suo … secondo album “Prima di essere un uomo”. Da quella prima volta ho sempre atteso con ansia l’uscita di ogni suo nuovo album.
La maggior parte delle persone lo ricordano per le sue partecipazioni al Festival di Sanremo: nel 1995 con L’uomo col megafono, nel 1999 con il brano Aria, nel 2002 con Salirò (memorabile il balletto in compagnia dell’attore Fabio Ferri) e la partecipazione più recente nel 2007 con La paranza. Raccoglie premi e consensi, anche se secondo me le migliori canzoni non sono quelle ascoltate al Festival.
I testi delle canzoni di Daniele Silvestri sono caratterizzate dall’ironia graffiante, dal punto di vista alternativo, sin dal successo dell’estate 1995 “Le cose in comune” dove si sottolinea l’atteggiamento stupido e anche un po’ infantile dell’innamoramento, quel sottolineare l’ovvio che rende però speciale una storia d’amore. O come in “Banalità” dove invece ci canta la fine di una storia d’amore annunciata al citofono (un po’ come oggi lasciare qualcuno con un sms). Fino ad arrivare a “Monetine” dove prende di mira la moda dilagante dei gratta e vinci e delle slot, oltre alle facili lotterie e concorsi popolari e tra le righe lancia un’accusa a quella che può essere considerata una sorta di droga di stato, legalizzata e incentivata. E ho troppo poco spazio per raccontarvene altre.
Senza dimenticare la romantica “Occhi da orientale”, “Hold me” o “Il mondo stretto in una mano”.
Fin dall’inizio mescola la sua musica a cinema e teatro realizzando nel giugno 1996 realizza la colonna sonora del film  Cuori al Verde di Giuseppe Piccioni e le musiche dello spettacolo teatrale “Repertorio dei Pazzi della Città di Palermo”, diretto da Nini Ferrara, che riceve il Premio Nazionale ETI Giovani per il Teatro. Nel maggio del 1997 si esibisce come attore e cantante al fianco di Rocco Papaleo nello spettacolo teatrale Rosso fiammante bloccato neve dubbi vetro tesi infinito. Pochi mesi dopo inizia il tour del FrankensteINmusical, con Tullio Solenghi, di cui scrive la colonna sonora originale. L’anno dopo esce il film Barbara di Angelo Orlando, in cui Silvestri ha un ruolo di comparsa nella parte di se stesso oltre a firmare alcuni brani della colonna sonora. Nell’estate del 2000 firma le musiche di Tango, spettacolo teatrale di Francesca Zanni ispirato al dramma dei desaparecidos argentini. Con il singolo Mi persi, la canzone che fa parte della colonna sonora del film Notturno bus con Valerio Mastrandea e Giovanna Mezzogiorno vince il David di Donatello per la miglior canzone originale.
E per questa sera lo spettacolo è offerto dal Comune di Modena.

E adesso tocca ai Jehtro Tull

JT poster medium def.JPG Sai cosa hanno di particolare i Jethro Tull? – chiede la piccola iena mentre torniamo a casa in macchina.
– I Jethro chi? – rispondo io.
– Possibile che di musica tu non conosca proprio nulla che vale la pena di conoscere? I Jethro Tull, un gruppo rock nato alla fine degli anni ’60. Hanno una particolarità che li rende diversi da tutti gli altri gruppi rock – tira fuori da chi sa dove informazioni, aneddoti e citazioni su cose e persone di cui io non ho mai sentito parlare.
– Non lo so – rispondo un po’ seccata, anche se dentro sono delusa dalle mie scarse conoscenze musicali.
– Guarda bene il manifesto del concerto – mi dice indicando il cartellone pubblicitario alle porte di Modena, sulla via Giardini, che annuncia per Sabato 17 Luglio in Piazza Grande alle ore 21 il concerto dei Jethro Tull.
– ??? – mi sforzo, ma proprio non colgo il suo suggerimento.
– E’ l’unico gruppo rock con un componente che suona il flauto traverso –
– E io che avevo scambiato la figura per un ippocampo –

Adesso so che Jethro Tull è un gruppo rock originario di Blackpool, in Inghilterra, fondato nel 1967 dallo scozzese Ian Anderson, ed è proprio lui a suonare il flauto traverso e un sacco di altri strumenti.
La band prende il nome dal pioniere della moderna agricoltura, un agronomo e inventore inglese, pioniere della moderna agricoltura e inventore, nel 1701, della prima seminatrice meccanica. Inizialmente con uno stile blues, i Jethro Tull hanno attraversato la storia del rock, passando per vari generi, dal classico al folk rock, dal progressive alla musica etnica, dal jazz all’art rock. E hanno venduto più di 60 milioni di album in tutto il mondo.
Un altro appuntamento importante in città, dopo il concerto di Francesco Guccini.
Considerato che questa volta non ci sarò, se volete lasciare i vostri commenti e condividere con me e con tutti quelli che passano di qua le vostre sensazioni sarete i benvenuti.

Radio Bruno Estate

radio-bruno-estate.jpgIl post dell’anno scorso in cui annunciavo il concertone in Piazza Grande del Radio Bruno Estate aveva scatenato un flame pazzesco. Quindi quest’anno non cado nel tranello, ma mi limiterò a segnalare che Martedì 13 luglio dalle 21 in poi e in forma totalmente gratuita, torna la manifestazione sinonimo d’estate a Modena.
Quest’anno il cast ufficiale prevede la presenza della energica Irene Grandi, vista all’ultimo Festival di Sanremo con un nuovo look che l’ha resa, ai miei occhi, irriconoscibile, ma dalla voce inconfondibile.
Angelo Branduardi, il menestrello capitato per sbaglio ai giorni nostri, capace di calarci in un’epoca antica e spesso dimenticata attraverso i suoni e le ispirazioni della sua musica.
Dal palco, e dalla vittoria, di x-factor, terzo classificato al Festival di Sanremo, Marco Mengoni saprà stregare anche il pubblico modenese?
Sul palco anche i Sonohra che con il loro brano L’amore hanno vinto la sezione Giovani al Festival di Sanremo di quest’anno.
C’è chi, come me, l’ha conosciuta grazie al film Mine Vaganti di Ozptek, ma anche lei arriva direttamente dal palco di Sanremo 2010, Nina Zilli e la sua presenza dal sapore un po’ retrò. E ancora musica con gli Studio 3, Karima e i Borghi Bros, che sono di Sassuolo e quindi suonano “in casa”.
Un nuovo volto femminile alla conduzione: sarà Melita “Diavolita” Toniolo ad affiancare Enrico Gualdi ed Enzo Ferrari sul grande palco coperto, munito di videowall per garantire visibilità anche al pubblico più distante.
La frizzante e sensuale Melita fa parte dello staff di Radio Bruno da due mesi, special guest ogni lunedì, dalle 18 alle 20, del programma di Robby Mantovani.
Apriranno la serata due finalisti del contest per talenti emergenti di Radio Bruno “Fammi sentire la voce”.
Per chi non potrà essere presente alla serata, attraverso il portale www.radiobruno.it  potrà comunque ascoltare e votare i propri brani preferiti. Il brano del vincitore sarà inserito all’interno della Winter Compilation allegata al Radio Bruno Magazine di dicembre.
L’intera serata sarà trasmessa in diretta radio con le interviste esclusive ai protagonisti.
Stay tuned.

Francesco Guccini a Modena

fra-la-via-emilia-e-il-west-live.jpgIn città non si parla d’altro. Piazza Grande è stata chiusa ieri per permettere ai tecnici l’allestimento del palco e la predisposizione delle paratie per recintare tutta la piazza. Stasera 30 Giugno per il primo concerto di Francesco Guccini a Modena sono previste 5000 persone, solo posti in piedi, divieto di sedie e sgabelli, e sono seriamente preoccupata di non riuscire a vedere nulla. Mi accontenterò di ascoltare la voce inconfondibile del cantautore emiliano che, leggo da altre fonti, ha anticipato qualcosina di quello che proporrà in questa serata modenese: “Si apre, come sempre, con ‘Canzone per un’amica’ – anticipa Guccini – e si chiude, come sempre, con ‘La locomotiva’, così il pubblico capisce che è finita, non ci saranno bis, e io andrò al meritato riposo. In mezzo – prosegue il cantautore – non potranno mancare ‘Auschwitz’ e ‘Il vecchio e il bambino’. E volete che non faccia ‘Eskimo’? Il resto lo vedremo con i musicisti. Mi chiedono ‘Piccola città’ ma non so se la farò“.francescoguccini.jpg
Lascio anche qui qualche informazione di servizio pubblicata sul sito del comune di Modena: la piazza sarà sgomberata e chiusa solo nell’imminenza dell’evento, a partire dalle 18.45, e il pubblico potrà accedere per assistere al concerto a partire dalle 19.45.
La biglietteria per il ritiro degli accrediti e degli ingressi già prenotati e pagati sarà allestita all’incrocio tra corso Canalchiaro e corso Duomo e aprirà alle ore 18.30. Gli ingressi saranno collocati, oltre che alla biglietteria, in via Selmi, via XX settembre, via Castellaro. Nessun ingresso è previsto da via Emilia centro e piazza Torre.
Nota a margine: i tre grandi sponsor della serata offriranno da uno stand in piazza assaggi gratuiti di salumi, vino e parmigiano – reggiano.
Io sarò là, in Piazza Grande, che un evento del genere (come ho già avuto modo di scrivere) è una di quelle cose che passano una volta sola accanto e che bisogna afferrare al volo. Uscirò prima da lavoro, mi vestirò comoda, e mi troverete in punta di piedi a cantare senza nessun rispetto per l’intonazione e il bel canto canzoni come l’avvelenata e cirano e cristoforo colombo e farewell e ….

La “Preda Ringadora”

La_Preda_Ringadora.jpgRicordate la storia della Bonissima? Tra le tante, si dice che la statuetta doveva rappresentare l’onestà nel commercio (dal nome del palazzo della “bona misura”), tesi avvalorata dal fatto che anticamente sembra reggesse una bilancia (andata perduta) e posava i piedi su un basamento con incise le antiche unità di misura modenesi (che si possono ammirare all’interno dell’abside del Duomo): la pertica, il coppo, il mattone e il braccio. Chi arriva in Piazza Grande però si domanda cosa sia quella pietra nell’angolo che assomiglia ad un altare, quel lastrone vicinissimo al Palazzo Comunale.
La “Preda Ringadora“, che in dialetto modenese significa la “pietra dell’arringa“, è un grosso masso marmoreo di forma rettangolare lungo oltre 3 metri, di Rosso Ammonitico o Rosso di Verona che probabilmente, in origine, apparteneva ad un edificio romano.
Piazza Grande era (ed è) il centro della vita sociale ed economico della città. Nel Medioevo, intorno alla metà del trecento, Modena ritorna ad essere governata dai Conservatori eletti dal popolo, vengono abbandonate le vecchie leggi e sono promulgati i nuovi Statuti che regolano anche tutto ciò che si svolge abitualmente nella piazza: qui si fa il mercato settimanale e gli statuti dicono che il venerdì la piazza sia “disgombrata di letame” che evidentemente si accumulava nel corso della settimana.
Durante il medioevo la Preda veniva utilizzata come palco degli oratori, ma anche come luogo in cui eseguire sentenze di morte ed esporre cadaveri (affinché qualcuno potesse identificarli) nonché ad essere usata come pietra del disonore: secondo quanto emerge dall’Archivio Storico Comunale ogni debitore insolvente nel giorno del mercato dopo aver fatto il giro della piazza con la testa rasata e uno speciale copricapo, preceduto dal suono di una tromba doveva dichiararsi tale poi era costretto a “dare a culo nudo suso la preda rengadora, la quale sia ben unta de trementina, tre volte dicendo tre volte cedo bonis, cedo bonis, cedo bonis”, cioè promettendo di saldare il debito coi suoi beni e questo doveva accadere per tre sabati consecutivi a richiesta del creditore che poteva così ben valutare la possibilità di riavere i propri soldi rifacendosi sui beni del debitore.
Oggi rimane ad ornamento della piazza.