Il mistero buffo di Dario Fo (p.s.: nell’umile versione pop)

taetro storchi.jpg«A Dario Fo… che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati…» (Motivazione dell’Accademia di Svezia per il conferimento del premio Nobel per la Letteratura a Dario Fo nel 1997).

Paolo Rossi lo vediamo spesso in città, e anche con lo spettacolo di sabato 22 gennaio al Teatro Storchi non ha deluso le aspettative.
“Il Mistero buffo di Dario Fo (p.s. nell’umile versione pop)” è la rivisitazione dello spettacolo del 1969 che a Dario Fo, nella versione originale, è valso un Premio Nobel, e che a Paolo Rossi offre il pretesto per continuare nella sua ricerca sul teatro popolare.
Nella versione originale “Il Mistero buffo” è un insieme di monologhi che descrivono alcuni episodi ad argomento biblico, ispirateatromodena.jpgti ad alcuni brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Nell’interpretazione dei misteri, l’attore comico popolare del Medioevo, cioè il giullare, non ridicolizzava o dissacrava la religione, ma smascherava, denunciava le azioni dei potenti e prepotenti, che utilizzavano la religione e il sacro per mantenere privilegi e tutelare i propri interessi. Battendo la strada spianata da Dario Fo, anche Paolo Rossi si trasforma in un moderno giullare, coinvolgendo il pubblico nella rappresentazione, mescolando dialetti e gestualità per dare vita ad uno spettacolo che fa divertire con intelligenza e fa ridere con un retrogusto amaro.
Prima dello spettacolo due rappresentanti dell’ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, hanno letto un comunicato in cui hanno denunciato la difficoltà da parte della fondazione di mantenere aperti tutti i teatri della regione e garantire le serate e la ricerca culturale portata avanti negli ultimi dieci anni, a causa dei tagli operati dall’attuale governo. Discorso ripreso d
a Paolo Rossi alla fine dello spettacolo, che ha proposto come azione non lo sciopero “del lunedì” ma l’ingresso gratuito ai teatri, perché sarà anche vero che con la cultura non si mangia, ma aiuta ad apprezzare meglio quello che infiliamo in bocca.

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Festa della Repubblica e della Costituzione

festa-della-repubblica.jpgSe doveste spiegare ad un extraterrestre appena sbarcato sulla terra cosa si festeggia oggi 2 giugno in Italia, sapreste davvero di cosa state parlando?
Un promemoria ve lo faccio io: il 2 e il 3 giugno del 1946 si tenne il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Gli italiani, dopo 85 anni di regno scelsero la repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.
E pensare che quando ne ho avuta l’opportunità di studiarlo, ho odiato il Diritto Pubblico in maniera talmente forte da dover ripetere l’esame ben 4 volte, e alla domanda – signorina, lei ha tenuto la Costituzione sul comodino, dandoci un’occhiata tutte le sere?- ho pensato che avrei voluto mangiarla piuttosto che passare un altro paio di mesi a cercare di imparare nozio
paolo-rossi.jpgni che ancora adesso non ricordo.
Adesso ci penserà Paolo Rossi a spiegarmela (così come a Lucarelli devo la mia conoscenza della storia contemporanea, o almeno di un certo tipo di storia italiana): mercoledì 2 giugno alle 18 con ingresso libero e gratuito, Piazza XX Settembre ospiterà la festa della Repubblica con Paolo Rossi che commenterà la Costituzione. L’attore leggerà alcuni articoli della Costituzione, li commenterà e improvviserà nello stile che lo contraddistingue: “Per il mio lavoro d’attore prendo spesso spunto dai classici: il testo della Costituzione è per me un classico. Partirò da lì, e da alcuni articoli che mi piace leggere e rileggere soprattutto ora: è così che voglio celebrare la Festa della Repubblica”, dice Paolo Rossi. Spero non rinuncerà all’occasione di farci ascoltare quel discorso di Pericle tanto antico quanto attuale, che a suo tempo gli è costata la censura televisiva e lo ha allontanato dal mezzo democratico per eccellenza per un po’ di tempo.
Chiuderà la serata il concerto di Cisco Bellotti assieme a Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica. I tre musicisti, tutti passati attraverso l’avventura dei Modena City Ramblers, chiuderanno con le loro ballate “40 anni, storie di Ramblers, d’innocenza, di esperienza”.
L’ingresso sarà libero e gratuito. In caso di pioggia l’iniziativa si svolgerà alla Tenda di Viale Molza. Per informazioni: Centro Musica, tel. 059 203.4810.