Omaggio a Pier Paolo Pasolini

pierpaolopasolini.jpeg“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. […] Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. […] Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo?”
A rileggere i suoi Scritti Corsari non sembrano passati 35 anni da quel 1° novembre 1975, quando veniva ucciso, in circostanze ancor oggi misteriose, Pier Paolo Pasolini.
Rileggendo le sue dichiarazioni, scorrendo le pagine dei suoi pensieri, delle sue riflessioni, sembra abbia visto i nostri anni, e invece era uno che sapeva guardare lontano.
Per ricordarlo Modena dedica al poeta e regista una maratona cinematografica alla sala Truffaut accompagnata dalla presenza di ospiti che parlano della sua opera. La maratona inizia alle ore 15 (del 1°novembre) con un documentario del 1967 di Carlo di Carlo intitolato “Pasolini cultura e società“, un lungo monologo in cui Pasolini parla della sua opera letteraria e cinematografica, e prosegue con altre rarità recuperate appositamente dalla Rai e dall’Archivio Pasolini: “Pasolini e l’umiliazione segreta di Chaucer“, un dossier audiovisivo con filmati e foto inedite su I racconti di Canterbury, “Fellini in città” (1967) di Maurizio Ponzi, in cui alcuni registi parlano di Fellini e fra questi Pasolini; “Pasolini: una disperata vitalità” di Paolo Brunatto, antologia di interviste al poeta; “Pasolini e la forma della città” (1974) di Brunatto; “Volgare eloquio” (1975), ultimo intervento di Pasolini in cui parla della mutazione della lingua; una puntata di “Controcampo” del 1974. La maratona si conclude la sera, dalle ore 21,15, con la proiezione di “Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno”, il film diretto dalla sua amica Laura Betti nel 2001. “ho fatto un film sognando le parole di Pier Paolo immerse in tutto ciò che da tempo non lo riguarda, come un’enfatica, mondana e stridente democrazia; una falsa capacità di capire; una non troppo furtiva apologia della bassa cultura”. Così Laura Betti, che ricostruisce un percorso della memoria tra interviste, sequenze di film e testimonianze di chi lo ha conosciuto. Ne esce un documento “classico” senza colpi d’ala ma forse proprio per questo interessante. La Betti lascia da parte qualsiasi narcisismo per offrire all’amico scomparso il servizio di un’indagine serena nella sua cultura e nel suo mondo.

Diventa anche tu Fan del Blog di Modena su Facebook. In tanti lo sono già! Ti basterà Cliccare su “Mi Piace” prima di tutti e resterai sempre informato sulle notizie, le curiosità e gli eventi di Modena e provincia.