…intanto dustin hoffman non sbaglia un film

luca_carboni.jpgUn poeta. Un sognatore. Una persona che si definisce silenziosa, ma il suo silenzio fa rumore, fa cantare, lascia sognare.

Chissà se “Fragole buone buone” fa ancora parte del suo repertorio. Anche se in realtà Giovedì 23 luglio sarà la prima volta che ascolterò Luca Carboni in concerto, a Modena, in Piazza Grande e come tante delle manifestazioni che si stanno tenendo in città, completamente gratis… a meno che a forza di cantare a tutta voce le sue canzoni non venga sete.

Ve lo ricordate con il ciuffo ribelle a cantare “ci stiamo sbagliando ragazzi” con quell’aria di chi si trova lì un po’ per caso. Lo sguardo dolce, malinconico, un timido che sa scrivere poesie e le sa cantare. Così me lo sono sempre immaginata Luca, e qualche volta ho anche sperato di avere la fortuna di conoscerlo, anche se poi mi dicevo che con me non sarebbe mai stato se stesso (piccola fun innamorata e in stato confusionale). La sua paura di crescere raccontata in “Sarà un uomo” mentre scrive una dichiarazione d’amore come “Le nostre parole”. Dopo “Persone silenziose” che contiene la splendida “Primavera”, arriva un album dolcissimo e introspettivo dove si racconta di un amore finito. Tutti abbiamo cantato “Mare mare” ma quella che mi è rimasta veramente nel cuore è “le storie d’amore”, quelle che

“no, non finiscono mai […]

l’amore forse è solo una bugia

la bugia più grande

la più vera che ci sia

amore mio che non ho amato mai

non smetterò di amarti mai

non smetterò di perderti

di cercarti all’improvviso

di incontrarti nel mio passato

di difenderti da me”

E giù pianti e kleenex. Poi è la volta di album più allegro, dance e un po’ futuristico come “Mondo”, come dimenticare il favoloso video di “Virtuale” dove si diverte con i colori e le identità. In “Le band si sciolgono” sembrava quasi che conoscesse me e la mia piccola iena quando ha scritto “Lampo di vita”. E poi giù fino all’ultimo album dove lui, bolognese, canta anche una canzone del sassolese Pierangelo Bertoli, la splendida “Eppure soffia”.

E spero con questo di avervi definitivamente convinto ad essere in Piazza Grande giovedì sera ad ascoltare quello che io considero uno dei (pochi) migliori cantautori italiani contemporanei.