Al merchè di zavai

mercato.jpgLa domenica di Pasqua in città non ci ha deliziato di una bella giornata primaverile. Dopo l’abbuffata da pranzo delle feste uscire per una passeggiata ha richiesto il cappottino messo via qualche giorno fa. E nel momento in cui sto scrivendo, piove.
Nessuna sorpresa per me, mia madre ripete sempre che “Palme asciutte, Pasqua bagnata” (e viceversa “Palme bagnate, Pasqua asciutta”), quindi dopo la splendida giornata primaverile di domenica scorsa, la pioggia l’aspettavo con l’ombrello già pronto in borsa.
Di norma il Lunedì dell’Angelo si organizza la gita fuori porta, il pic-nic in montagna o la gita al mare. Per chi rimane in città, se la pioggia appena iniziata darà un po’ di tregua, al Parco Novi Sad ci sarà il solito appuntamento settimanale con il mercato del lunedì.
Mentre nell’antico borgo di origine medioevale delle Paganine si rinnova l’appuntamento con “Al merchè di zavai”. Dalle 8 del mattino fino al tramonto le strade del borgo saranno invase dalle bancarelle piene di “zavai” che in dialetto modenese sono gli “zavagli”, le cose “inutili”, le “carabattole”, quelle cose di cui ci circondiamo ma di cui potremmo anche fare a meno. Vecchi oggetti ancora funzionanti o monili d’altri tempi, mobili e suppellettili che escono dalle soffitte pronti a diventare pezzi unici nell’arredamento di altre case, piccoli acquisti inutili o a volte grandi affari.
E se invece continua a piovere e di stare all’aperto non si può proprio nel giorno di Pasquetta musei modenesi aperti: dalla Galleria civica al Museo della Figurina, dalla riapertura della torre Ghirlandina alle sale storiche del Municipio, dai Musei civici al parco archeologico della Terramara.