A Modena “spazio oltre l’orizzonte” e “quel gran genio del mio amico”

image_mini.jpgAnche per quest’anno il Ministero dei Beni Culturali promuove l’iniziativa della settimana della cultura, che prevede musei aperti e gratuiti in gran parte d’Italia, offrendo un ricco calendario di appuntamenti: mostre, convegni, aperture straordinarie, laboratori didattici, visite guidate e concerti, che renderanno ancora più speciale l’esperienza di tutti i visitatori.
Nella città di Modena e nei comuni della provincia, oltre 50 aventi sono stati organizzati sul tema conduttore di quest’anno: lo Spazio oltre l’orizzonte.
“Uno spazio che va “oltre l’orizzonte” della visione per diventare spazio tattile, olfattivo ed acustico, dando origine a percezioni e tipologie spaziali che la vista “non potrebbe né percepire né articolare”, ma dove l’arte, più di ogni altro, riesce a restituirci il senso di un’umanità viva, palpitante, dentro e fuori di noi, per condurci mano nella mano attraverso lo spazio infinito della nostra esistenza.”
In particolare l’iniziativa di Sabato 14 Aprile è stata pensata sia per adulti che per bambini accompagnati, divisa in due momenti distinti, non necessariamente entrambi obbligatori:
dalle 15 alle 17 ritrovo al Museo della figurina: breve introduzione alla psicogeografia e alle discipline correlate per poi provare un’esperienza guidata all’esterno, negli spazi cittadini. Ritorno al laboratorio del Museo per l’attività creativa.
dalle 17.30 alle 19 nella sala espositiva del Museo proiezione del docu-film My playground, girato nel 2009 dal regista Kaspar Astrup Schröder, per esplorare discipline quali il parkour e il freerunning.

Ma questo fine settimana è dedicato anche al ricordo di Edmondo Berselli, il giornalista modenese scomparso due anni fa. La città gli dedica “Quel gran genio del mio amico” una tre giorni di appunatementi, con ospiti importanti che racconteranno l’intellettuale modenese attraverso i suoi lavori. Stasera, venerdì 13 aprile alle 21 al Forum Monzani (via Aristotele 33), è in programma l’incontro “Edmondo Berselli e la scrittura”, la presentazione dell’ebook “E poi chi lo porta fuori il cane? Come una labrador nera mi ha rivoluzionato la vita”, con l’intervento di Gad Lerner e di Dànilo Mainardi, etologo e professore emerito all’Università Ca’ Foscari di Venezia.berselli_er.jpg
La scelta di editare un ebook è stata quasi “obbligata”, perchè la storia Edmondo Berselli aveva cominciato a scriverlo su Facebook nell’aprile del 2009, tre giorni dopo il suo ricovero in ospedale. Non nasce, dunque, come un libro, ma come occasione per entrare nel mondo dei social network che Berselli fino ad allora non frequentava. Racconta della labrador Liù e delle sue avventure, e solo alla quindicesima puntata Berselli decide di togliere le note sulla sua cagnolona da Facebook perché sta pensando di ricavare un libro da quel materiale. In chiusura Gioele Dix accompagnato dal musicista Cesare Picco leggerà brani da “Quel gran pezzo dell’Italia, cronache di un Paese provvisorio”.
“Edmondo Berselli e la televisione” è l’ultimo degli appuntamenti di “Quel gran genio del mio amico”, che si svolgerà sabato 14 aprile alle 17 alla Sala Truffaut (via degli Adelardi 4) dove saranno proiettate due puntate di tramissioni realizzate dall’intellettuale modenese per Rai2: “Milano centrale”, tratta da “Giù al Nord”, e “Emilia”, tratta da “Un Paese chiamato Po”. Intervengono Riccardo Bocca, giornalista e critico televisivo del settimanale “L’Espresso” e Michele Bovi, capostruttura di Rai1.

 

Lezioni d’arte a Modena

STORIEDELLARTE.jpgQuando sentiamo parlare di un’opera d’arte, siamo abituati  a sentircela raccontare completamente calata nel suo periodo storico, messa in relazione con tutti i cambiamenti socio-antropologici del momento. Invece dalla collaborazione di Marco Pierini, direttore della Galleria Civica di Modena, e Stefano Casciu, soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Modena e Reggio Emilia, prende il via un nuovo ciclo di lezioni d’arte che puntano su una formula inedita. Nel corso di ciascun appuntamento saranno presenti entrambi i relatori, e ognuno di loro interpreterà l’argomento della lezione attraverso il proprio ambito specialistico.
Il ciclo di lezioni prevede 4 appuntamenti, per 4 giovedì, dalle 17.30 alle 19.
Si inizia con Le mostre d’arte contemporanea nei musei d’arte antica, giovedì 12 aprile presso la Galleria Estense al Palazzo dei Musei, il 19 aprile presso la Galleria civica di Modena, Palazzo Santa Margherita si parlerà dell’effimero tra Antico e Moderno.
Giovedì 3 maggio, si torna alla Galleria Estense, Palazzo dei Musei per parlare di
La natura morta: aspetti di un genere artistico tra arte antica e modernità. Chiude il ciclo di incontri l’appuntamento su Il ritratto di giovedì 10 maggio, alla Galleria civica di Modena, Palazzo Santa Margherita.
Le lezioni sono ad ingresso libero e gratuito.

 

Le città d’arte dell’Emilia Romagna in un’app

splash.jpgDigitate “Città d’Arte” nell’AppStore e scaricate l’app ufficiale dedicata all’Emilia Romagna, per avere tutti i luoghi di interesse a portata di click, e naturalmente le indicazioni per i luoghi più interessanti di Modena. Una vera e propria guida turistica da smartphone.
L’ho scaricata e provata per voi. La prima schermata è dedicata ad arte e cultura: ci sono i Monumenti storici, le Mostre permanenti, i luoghi della Motorvalley, i Musei e i Musei del gusto, i Siti Archeologici e quelli Unesco, i Teatri e le Ville Rocche e Castelli. Scegliendo il luogo di interesse si accede alla descrizione e alle info utili, corredata da una foto, c’è il pulsante per telefonare con un solo tocco di dito, di geolocalizzare la meta e di inserirla nella lista dei luoghi preferiti, in modo da non perderli e ritrovarli al momento giusto senza perdere tempo.
Le liste sono disponibili in modalità completa, con elenchi che contengono in ordine alfabetico tutti i luoghi di tutte le Città d’Arte, oppure si possono selezionare in base alla Provincia o filtrati in base ad un raggio di distanza [da 250mt fino a 50km] rispetto alla propria posizione.
Non mancano i luoghi Consigliati, con gli elenchi delle sole ‘mete da non foto.PNGperdere’. Con la modalità “Mappa” basta geolocalizzarsi per vedere i monumenti presenti intorno a noi, e scegliere più facilmente i luoghi da visitare in base alla propria posizione.
L’app è in continuo aggiornamento con le offerte e i pacchetti soggiorno attivi che si possono trovare in Regione, indicazioni su Dove dormire, con l’elenco delle strutture suddivise per tipologia: hotel, campeggio, B&B, Ostello, Residence, Agriturismo. Anche le schede delle strutture sono complete di indirizzo, info utili, descrizione e specifica dei servizi disponibili, foto e localizzazione sulla mappa. A breve inoltre, sarà possibile utilizzarla per prenotare e pagare direttamente da smartphone gli hotel aderenti al portale regionale di booking online.
Inoltre è previsto il rilascio di una versione in lingua inglese della app ed una sua progressiva integrazione con le piattaforme dei social-network più popolari, tra cui Facebook e Foursquare.
La guida non è solo disponibile in AppStore, ma si può consultare anche dal sito art-city.mobi, in attesa che la rendano disponibile anche per Android.

 

E non c’è niente da capire…

lezioni d'arte, galleria civica, musei aperti, musei a modena, andy warholSe questa primavera le avevate perse, tornano le lezioni di avvicinamento all’arte contemporanea. Le lezioni, ospitate nella sala conferenze della Biblioteca Delfini, piano terra di Palazzo Santa Margherita, saranno tenute dal direttore della Galleria Civica di Modena Marco Pierini, ed esploreranno il rapporto fra le arti visive e la musica Pop e Rock a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta e senza alcuna soluzione di continuità. Ogni mercoledì, per quattro settimane, si discuterà di come il linguaggio dell’arte abbia attinto dall’universo della musica giovanile e viceversa, come la videoarte e il videoclip, la pittura e la grafica degli album musicali, la performance e il concerto abbiano più di un punto di contatto e, talvolta, addirittura gli stessi protagonisti dell’arte contemporanea.
E chi meglio di Andy Warhol (a cui sarà dedicata una delle lezioni) può essere scelto come emblema di questo connubio: Warhol ha sostenuto e sperimentato molte forme di comunicazione, fra cui la musica. Ha sostenuto alcuni gruppi musicali come i Velvet Underground, quando nel 1965 diventò il manager della band producendo il loro primo album “The Velvet Underground and Nico”. La copertina del disco è celebre per il disegno opera di Warhol: una banana gialla con la scritta Peel slowly and see (“sbuccia lentamente e guarda”) stampata vicino. Chi rimuoveva la buccia di banana adesiva, vi trovava sotto un’allusiva banana di colore “rosa”.
Si inizia mercoledì 26 ottobre con “così vicine, così lontane”: le arti visive, la musica Pop e la cultura giovanile.
Si continua mercoledì 9 novembre con “Una banana firmata Andy Warhol”: le arti visive e la grafica applicata alla musica, mercoledì 16 novembre “rock and roll animal”: il concerto come performance, mercoledì 23 novembre “emotions in motion”: videoarte e videoclip.
Le lezioni si terranno dalle 17.30 alle 19, e sono ad ingresso libero e gratuito.

Una volta al mese lascio questo blog a disposizione di chi vuole raccontare qualche angolo nascosto di Modena, o commentare quello che succede nella nostra città. Scrivetemi a vmodenablog@virgilio.it e potreste essere la prossima (ma anche il prossimo) guest-blogger.

 

 

Fine settimana dedicato alla cultura

xiii-settimana-della-cultura-2011.jpgLa settimana scorsa ho approfittato dell’evento “Musei da gustare, un museo tira l’altro” e ho avuto l’opportunità di visitare alcuni luoghi di interesse artistico nella nostra città a costo zero. Questo fine settimana si replica, musei aperti e tante occasioni per conoscere meglio Modena e le bellezze che sono racchiuse nei suoi musei e nei suoi palazzi storici.
La XIII edizione della Settimana della Cultura, una manifestazione promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ogni anno apre gratuitamente le porte di musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali, per una grande festa diffusa su tutto il territorio nazionale, a Modena significa un bel po’ di appuntamenti.
Si potrà scoprire la scultura modenese della prima metà del Novecento, salire sulla Ghirlandina, danzare con la “Sala de baile” di Anna Malagrida alla palazzina dei Giardini, giocare con le ombre al Museo della figurina: domenica 17 aprile saranno aperti con ingresso gratuito tutti i musei comunali, mentre salire sulla torre civica costerà un euro.
Alla Palazzina dei Giardini (Corso Canalgrande) si può visitare la prima retrospettiva italiana dell’artista spagnola Anna Malagrida, curata da Isabel Tejeda e organizzata dalla Fundación Mapfre di Madrid in collaborazione con la Galleria e la Fondazione cassa di risparmio di Modena. Il percorso espositivo propone istantanee, video e un’installazione dal titolo “La sala de baile”, collocata nell’area di ingresso della Palazzina: una forma realizzata in tessuto che allude a un abito di foggia ottocentesca ruota sotto la cupola riflessa da alcuni specchi, come a muovere passi di danza.Ana-Malagrida-Mapfre-5-Logopress-300x192.jpg
A Palazzo santa Margherita (corso Canalgrande 103), la Galleria civica propone una scelta di fotografie di vedute e scorci di Modena realizzate nella seconda metà del Novecento da fotografi contemporanei come Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Luigi Ghirri, Mimmo Jodice. Si prosegue con una selezione di immagini da un progetto di Franco Vaccari, foto di Franco Fontana e Davide Tranchina. Nelle sale superiori sono esposte opere su carta di Davide Benati, Carlo Cremaschi, Giuliano Della Casa, Franco Guerzoni, Giovanni Manfredini, Wainer Vaccari, Andrea Chiesi e Roberto Cuoghi. La seconda sala ospita opere di Nereo Annovi, Vittorio Magelli, Mario Molinari, Tino Pelloni, Enrico Prampolini, Pompeo Vecchiati, Mario Venturelli, mentre gli ultimi due ambienti sono dedicati a Lucio Riva e a Gianni Valbonesi.
E’ ancora possibile visitare la mostra “Sagome inquiete: ombre e silhouette dalle figurine al cinema” (di cui avevo parlato in questo post).
E per chi ama l’archeologia è aperta al Lapidario romano (Palazzo dei Musei, viale Vittorio Veneto 5) la mostra “Parco Novi Sad: archeologia di uno spazio urbano”, dedicata ai reperti emersi dagli scavi per il Novi Park. Tra preziose tracce di vita quotidiana dell’antica Mutina e l’enigma del ritrovamento di otto teschi, si possono ammirare ornamenti, lucerne e oggetti in bronzo.
Direi che un week-end è troppo poco.

 

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E non c’è niente da capire…

galleria civica.jpg“E non c’è niente da capire…” è il titolo, a mio avviso, provocatorio con cui alla Galleria Civica di Modena, Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande 103) giovedì 7 aprile si inaugura un ciclo di lezioni introduttive all’arte contemporanea.
Ho studiato Storia dell’Arte per anni, e nonostante ne abbia capito i meccanismi di causa ed effetto, anche io sono una di quelle che preferisce la “rassicurante”, buona e vecchia arte figurativa. Che non è certo più semplice, farcita di significati e significanti, ma sicuramente è più immediata.
L’arte contemporanea ha bisogno di una chiave di lettura per essere compresa, e una volta ottenuti gli strumenti giusti, si scopre (semplicemente) che ogni produzione d’arte è figlia del suo tempo, e capito quali mutamenti si sono verificati nel tessuto socio-economico di una nazione, in un determinato tempo, si spiega che immagine ne hanno lasciato gli artisti che quel cambiamento lo hanno vissuto sulla loro pelle.
Le lezioni, svolte dal direttore della Galleria Marco Pierini, forniranno strumenti e spunti per un primo orientamento di fronte a mostre, eventi e a singole opere.
 La lezione di giovedì 7 aprile alle 17.30 si intitola “La contemporaneità è una categoria del tempo o dello spirito? Ovvero, da quando si può cominciare a parlare di arte contemporanea, e perché?”, che già dal titolo fa intuire che si entra nel programma per gradi.
Si prosegue giovedì 14 aprile, sempre alle 17.30, con “L’oggetto ansioso. Ovvero, che cosa possiamo (dobbiamo?) considerare arte, e perché?”.
Gli ultimi due appuntamenti sono dedicati a Jan van Eyck, pittore fiammingo di fama internazionale, ed al suo stile, incentrato su una resa analitica della realtà, che ebbe un larghissimo influsso sullo stile dell’arte pittorica, perfezionatore della tecnica della pittura ad olio, che gradualmente sostituì in Europa l’uso del colore a tempera. Giovedì 19 maggio alle 17.30 è in programma “Jan van Eyck fuit hic. L’identità dell’artista attraverso il suo autoritratto (parte prima)” e giovedì 26 maggio, “Jan van Eyck fuit hic. L’identità dell’artista attraverso il suo autoritratto (parte seconda)”.
Le lezioni sono ad ingresso libero e gratuito. Per maggiori info http://www.museimodenesi.it/

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