Per Grazia

galleria civica,mostra d'arte,riciclare,eco-fashionPotrebbe essere una bella idea regalo una delle borse realizzate grazie ad un progetto culturale risultato fra i vincitori del concorso di idee “Io Amo i Beni Culturali”, indetto dall’Istituto per i Beni Culturali e dall’assessorato alla Scuola della Regione Emilia-Romagna che ha coinvolto, oltre alla Galleria civica di Modena e all’Istituto Superiore Cattaneo Deleddda di Modena, l’Istituto Superiore d’Arte “Venturi”, Irecoop, “Bensone Boutique Creativa”, Sonia Fabbrocino con “Under 18”, “Altraroba.it” di Luigi Ottani.
Forse ispirati ai due designer di Zurigo che del riciclo hanno fatto un marchio ricercato e famosissimo, trasformando teloni di camion, cinture di sicurezza e copertoni di bicicletta in borse belle, pratiche, impermeabili ed assolutamente eco-fashion, è nato “Per Grazia” il brand che invece utilizza striscioni, teloni pubblicitari e vele in borse e accessori di una linea moda destinata alla vendita.galleria civica,mostra d'arte,riciclare,eco-fashion
Per chi non fosse riuscito ad assicurarsi un pezzo l’anno scorso, tornano in vendita quest’anno “Ada” e “Giuditta”, assieme a “Flavia”, “Gottardo”, “Ivo” e “Vittore”, che potranno essere acquistate al bookshop di Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande 103). Tutti pezzi unici, tutti a prezzi accessibili: tra i 15 e i 65 euro.
I modelli ora in vendita si riferiscono alle mostre e alle iniziative dal titolo “Quando la pubblicità si chiamava réclame”, “Il sublime è ora”, “Pagine da un Bestiario fantastico. Disegno italiano nel XX e XXI secolo”, “I 50 anni della Galleria civica di Modena”, “Extended voices” e “Josef Albers”.
Quando riciclare diventa un’arte.

Per Grazia

borsa.jpgForse si sono ispirati ai due designer di Zurigo che del riciclo hanno fatto un marchio ricercato e famosissimo, trasformando teloni di camion, cinture di sicurezza e copertoni di bicicletta in borse belle, pratiche, impermeabili ed assolutamente eco-fashion. Per ovvii motivi non posso pubblicizzare il loro marchio, ma posso presentare “Per Grazia” il nuovo brand, nato dalla collaborazione fra la Galleria Civica di Modena e l’Istituto Superiore Cattaneo Deledda di Modena, si deve alla creatività di studenti e insegnanti modenesi impegnati in un progetto che ha coinvolto istituzioni museali pubbliche, scuola e realtà imprenditoriale.
L’idea è quella di trasformare striscioni, teloni pubblicitari, vele in borse e negli accessori di una nuova linea moda destinata alla vendita, che sarà presentata alla Galleria Civica giovedì 24 novembre alle 18.00, in corso Canalgrande 103.
Le mostre della Galleria Civica di Modena e del Museo della Figurina, pubblicizzate attraverso teloni e striscioni pubblicitari, si sono trasformate in sei modelli di borse, “Ada”, “Flavia”, “Giuditta”, “Gottardo”, “Ivo” e “Vittore”, in vendita con prezzi che variano dai 15 ai 65 euro, cui si accompagnano diversi accessori. A ogni borsa corrisponde un’etichetta con l’immagine del telone dal quale è stata ritagliata, a ricordo della mostra o dell’evento cui si ricollega. Tracce e suggestioni in pvc dalle mostre “Christian Holstad. I Confess”, “La collezione don Casimiro Bettelli. Opere inedite da Fontana a Schifano”, “Lo spazio del sacro”, “Anna Malagrida”, “Pagine da un Bestiario fantastico. Disegno italiani nel XX e XXI secolo”, “Sagome inquiete” e “Il gioco delle sorti”, solo per citarne alcune, vestiranno la nuova linea. L’attività di quest’anno, in particolare, riguarderà la mostra dedicata a Josef Albers.
Anche riciclare è un’arte!

 

Ernie Pike ritrovato

mostra d'arte,biblioteca delfini,hugo prattLa “notte bianca” di Modena è stata un vero successo: strade invase di persone fino a tarda notte, musei aperti, spettacoli e l’immagine di una città che ha dimostrato di avere voglia di uscire per le strade e di (ri)conquistare il centro storico.
Fra le decine di eventi proposti, è stata inaugurata la mostra “Ernie Pike ritrovato”, che si potrà visitare, in forma gratuita, fino al 4 giugno, presso la Biblioteca Delfini.
Ernie Pike è un fumetto della serie scritta da Héctor Germàn Oesterheld e disegnata da Hugo Pratt. La mostra espone 18 tavole originali dell’edizione italiana di Poilu, donate del 1983 al Comune di Modena proprio da Hugo Pratt, il famoso creatore di Corto Maltese.
I disegni presentano uno degli episodi della serie Ernie Pike: il fumetto è ambientato durante la seconda Guerra Mondiale, e il protagonista non svolge un ruolo attivo nelle storie, ma quello di narratore. A differenza degli standard di genere, il fumetto non mostra alcuna battaglia, queste storie non narrano battaglie reali o di exploit degni di nota i militari, essendo invece tragiche storie di soldati sconosciuti, composto dall’autore. Attraverso di esse l’autore utilizza il genere per raccontare la sua antipatia personale nei confronti della guerra stessa. Il personaggio Ernie Pike si ispira a Ernie Pyle, un giornalista americano che ha scritto come corrispondente itinerante per la Scripps Howard dal 1935 fino alla sua morte in combattimento durante la mostra d'arte,biblioteca delfini,hugo prattseconda guerra mondiale. A differenza di Pyle, il personaggio disegnato da Pratt sopravvive alla guerra, e durante la narrazione si evolve da corrispondente di guerra, che racconta in maniera soggettiva quello che vede, a giornalista vero e proprio con un punto di vista più ampio sulla guerra.
Arricchiscono la mostra l’esposizione di volumi delle edizioni italiane di Ernie Pike, le schede di presentazione della serie e le biografie dello sceneggiatore e dell’illustratore.

Mutina oltre le mura

corteo_marino.JPGChe Modena sia una città antica lo testimoniano le prime notizie di insediamenti umani nell’area modenese che risalgono al Paleolitico (all’incirca 10.000 anni fa), ritrovamenti conservati presso il Museo Civico. Lo si deduce dal nome: Mutina, l’antico nome latino della città, sembra derivare da Mut, termine etrusco che stava ad indicare un piccolo rialzo del terreno. Altri studiosi fanno invece risalire l’origine del nome della città al termine celtico Mouden, dal significato molto simile a quello etrusco, che pure fa riferimento alla posizione della città ai piedi delle colline. E i ritrovamenti degli ultimi anni non sono altro che la prova di quello che si sapeva già, quello che la memoria aveva conservato ma che il tempo aveva sepolto sotto cumuli di terra e asfalto.
Fino a Giugno 2010 presso i Musei Civici in Piazza Sant’Agostino è possibile ammirare la mostra Mutina oltre le mura. Recenti scoperte sulla via Emilia, un’esposizione dedicata ai più recenti rinvenimenti effettuati lungo la grande arteria consolare romana, dagli scavi del santuario preromano di Cittanova, che hanno restituito venti splendide antefisse in terracotta con teste femminili, a quelli della tangenziale Pasternak, della BMW e della zona di Fossalta, da dove proviene il leone in pietra rinvenuto agli inizi del 2009.
Fulcro dell’esposizione è l’imponente fregio con corteo marino che decorava in origine un grande monumento funerario rinvenuto nel 2007 sulla via Emilia Est a breve distanza dal monumento di Vetilia. Si tratta di una testimonianza di straordinaria importanza dell’arte figurativa romana della prima età imperiale (fine I secolo a.C.). E’ composto da quattro blocchi di pietra e ha uno sviluppo sulla parte frontale di quasi cinque metri. Presenta un corteo in cui si alternano mostri marini, ippocampi e pesci aggiogati a carri o cavalcati da Nereidi e Amorini. Del monumento originario, smantellato in età tardoantica, sono stati recuperati nel corso dello scavo numerosi frammenti: colonne scanalate, capitelli corinzi, elementi di architravi, cornici e porzioni della copertura a cuspide.
Se siete stanchi di ammirare solo la copia dell’ara romana, e non riuscite ad aspettare che si decida delle sorti dei ritrovamenti del Novi Sad, direi che è proprio una mostra imperdibile.

E il duca traslocò

Francesco_I_d'Este.jpgCredevano forse che il caldo avrebbe distratto la giunta modenese quando è stato deciso che il ritratto di Francesco I duca d’Este dopo la mostra del Bernini (che si è appena chiusa a Firenze) avrebbe fatto ritorno in quel di Modena certo, ma in provincia, a Sassuolo.
La collezione d’arte di casa d’Este ha subito fortune alterne e si deve proprio a Francesco I la raccolta più cospicua dei capolavori che l’hanno resa celebre in tutta Europa. Fece ricostruire e ampliare il vecchio castello per mano di Bartolomeo Avanzini e costruire la reggia estiva di Sassuolo; affidò un ritratto a Velasquez (oggetto della contesa) e un busto marmoreo  a Bernini, commissionò e ricercò sul mercato dipinti dei maggiori artisti come Reni, Guercino, Albani, Salvator Rosa. E pur di ampliare e rendere più prestigiosa la sua collezione non esitò a depredare le chiese in cui si trovavano dipinti di valore come la celeberrima “Notte” del Correggio, sottratta alla chiesa reggiana di San Prospero, e, sempre del Correggio, “La fuga in Egitto”, che si trovava originariamente nell’altare palazzo dei musei modena.jpgdella chiesa di San Francesco.
Oggi la Galleria Estense espone capolavori della pittura dal Trecento al Settecento, spaziando da opere di artisti modenesi come Mazzoni e Begarelli ad artisti più conosciuti come il Guercino, i Carracci, il Veronese, Tintoretto, Correggio (la famosa Madonna “Campori”).
Ovvio che un patrimonio così farebbe gola a chiunque. Nel tempo è stata oggetto di vari saccheggi, e la consistenza attuale è il risultato di un’attenta opera di ricerca e rivalutazione del tesoro messo da parte dalla famiglia d’Este.
Quella che si consuma oggi è una vecchia modalità che si ripropone. Perchè le opere d’arte erano e rimarranno il termometro della capacità di uno stato di differenziarsi dagli altri, esprimendo attraverso i suoi figli migliori (eppure sempre meglio un figlio dottore che pittore) la propria superiorità.
palazzo ducale sassuolo.jpgEcco perchè una nota a margine come lo spostamento di un quadro può causare attrito fra giunte comunali, per giunta di schieramento opposto. Il sindaco di Modena Pighi accusa fra l’altro il soprintendente Mario Scalini di non averlo avvisato della decisione di spostare il ritratto del Velasquez dalla Galleria Estense, che lo ha ospitato negli ultimi anni, al Palazzo Ducale di Sassuolo, l’allora residenza estiva del duca.
Lo ammetto: questo tipo di dibattiti mi fa pensare che la politica invece di esprimere le idee e i comportamenti della “seconda repubblica” si avvii a passo spedito verso la “nuova monarchia”.