Musiche Ribelli Tour

 

luca carboni home page.jpgPer tutti quelli che credono che Luca Carboni faccia cantilene tristi e tutte uguali ho un avviso da fare: vi siete persi una esibizione dal vivo piena di energia e carica di emozioni.

“Stellina (dei cantautori)” è stata la canzone di inizio, una sorta di rito propiziatorio, e non ha deluso la scelta dei brani, dai vecchi successi fino alle recenti “Musiche Ribelli” (album con cui insieme a Riccardo Sinigallia reinterpreta brani degli anni ’70 di altri cantautori italiani). Perché in realtà quando si ascolta un cantautore come Luca Carboni, la canzone che si sa tutta a memoria cantata a tutta voce smette di essere solo una bella canzone e si trasforma nel ricordo di un tempo passato che scivola come un brivido lungo tutto il corpo.

E’ banale dirlo (e forse ancor di più scriverlo): io ricordo alcune canzoni perché legate ad un particolare momento della mia vita, e quando le sento, è come ascoltare la colonna sonora del mio film personale.

Ha dimenticato una strofa di “Venderò” di Bennato (tirata di orecchie), e non ha l’orchestra in pugno come Francesco de Gregori (su “Inno Italiano” lo hanno abbandonato suonando per conto loro), ma il risultato sono state due ore di pura e intensa magia.luca carboni 1.jpg

Romantico il cameo di Riccardo Sinigallia che ha cantato la sua “Bellamore” e “La descrizione di un attimo” (prestata ai Tiromancino).

Credo sia il primo concerto modenese per Luca Carboni, che ha sottolineato come la vicinanza con la natia Bologna abbia sempre fatto organizzare date per luoghi più lontani, dando per scontato i vicini di casa.

Gran finale con “Vieni a vivere con me” e la classica “Mare mare”.

Ho notato dai cori lasciati alla piazza, una preponderante presenza femminile, o sicuramente una presenza femminile più entusiasta e partecipe.

Nota a margine: ho perso l’occasione di immortalarmi in compagnia di Luca per eccesso di educazione. Ho avuto la fortuna di arrivare in Piazza Grande durante il sound check, appoggiata ad una transenna, proprio sotto al palco. Quando ha finito e l’ho visto venire nella mia direzione, ho abbassato la macchina fotografica. Bastava allungare un dito per attirare la sua attenzione e un po’ di faccia tosta per portare a casa un bel souvenir…(cercasi urgentemente autostima, anche usata)

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…intanto dustin hoffman non sbaglia un film

luca_carboni.jpgUn poeta. Un sognatore. Una persona che si definisce silenziosa, ma il suo silenzio fa rumore, fa cantare, lascia sognare.

Chissà se “Fragole buone buone” fa ancora parte del suo repertorio. Anche se in realtà Giovedì 23 luglio sarà la prima volta che ascolterò Luca Carboni in concerto, a Modena, in Piazza Grande e come tante delle manifestazioni che si stanno tenendo in città, completamente gratis… a meno che a forza di cantare a tutta voce le sue canzoni non venga sete.

Ve lo ricordate con il ciuffo ribelle a cantare “ci stiamo sbagliando ragazzi” con quell’aria di chi si trova lì un po’ per caso. Lo sguardo dolce, malinconico, un timido che sa scrivere poesie e le sa cantare. Così me lo sono sempre immaginata Luca, e qualche volta ho anche sperato di avere la fortuna di conoscerlo, anche se poi mi dicevo che con me non sarebbe mai stato se stesso (piccola fun innamorata e in stato confusionale). La sua paura di crescere raccontata in “Sarà un uomo” mentre scrive una dichiarazione d’amore come “Le nostre parole”. Dopo “Persone silenziose” che contiene la splendida “Primavera”, arriva un album dolcissimo e introspettivo dove si racconta di un amore finito. Tutti abbiamo cantato “Mare mare” ma quella che mi è rimasta veramente nel cuore è “le storie d’amore”, quelle che

“no, non finiscono mai […]

l’amore forse è solo una bugia

la bugia più grande

la più vera che ci sia

amore mio che non ho amato mai

non smetterò di amarti mai

non smetterò di perderti

di cercarti all’improvviso

di incontrarti nel mio passato

di difenderti da me”

E giù pianti e kleenex. Poi è la volta di album più allegro, dance e un po’ futuristico come “Mondo”, come dimenticare il favoloso video di “Virtuale” dove si diverte con i colori e le identità. In “Le band si sciolgono” sembrava quasi che conoscesse me e la mia piccola iena quando ha scritto “Lampo di vita”. E poi giù fino all’ultimo album dove lui, bolognese, canta anche una canzone del sassolese Pierangelo Bertoli, la splendida “Eppure soffia”.

E spero con questo di avervi definitivamente convinto ad essere in Piazza Grande giovedì sera ad ascoltare quello che io considero uno dei (pochi) migliori cantautori italiani contemporanei.