A proposito di libri

biblioteca, incontri con l'autoreNei libri si raccontano storie che spesso ci spiegano la vita. Da lettrice mi sono ritrovata a considerare la mia attività come ad un viaggio, attraverso le parole di altri autori posso attraversare tutte le sfumature dell’anima. Leggendo di quello che succede al altri, anche se personaggi di fantasia, posso capire come comportarmi o riesco a spiegarmi cose che diversamente avrei difficoltà a decifrare.
Se anche per voi un libro non è solo un passatempo, ma è qualcosa di più, consiglio gli appuntamenti alla Biblioteca Crocetta A proposito di libri: tre appuntamenti distribuiti fra il 25 gennaio il 22 marzo 2013.
In compagnia di Fabiano Massimi per leggere insieme il meglio della letteratura, e avere una guida nella lettura di testi letterari noti e curiosi.
Fabiano Massimi, oltre a lavorare per le Biblioteche del Comune di Modena, ha curato antologie, tradotto romanzi e scritto testi per diverse case editrici, nessuna delle quali è “fallita di conseguenza”.
Il programma degli incontri prevede venerdì 25 gennaio “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”, venerdì 22 febbraio “Novelle da un minuto”, venerdì 22 marzo “Fine di una storia”.
Tutti gli appuntamenti sono alle 15.30. Non è richiesta prenotazione.biblioteca, incontri con l'autore

La lettura può essere anche elemento terapeutico per il recupero e la prevenzione, un “alimento” per la mente, può suscitare piacevoli memorie; il proporla in ospedale può essere occasione per rinnovare o scoprire il piacere della lettura, un interesse a volte dimenticato a causa degli impegni quotidiani.
Per questo è nata Teodora: un servizio delle Biblioteche Comunali gestito in collaborazione con volontari dell’Associazione Il Segnalibro all’interno del reparto di pediatria del Policlinico di Modena.
Dispone di 1.350 libri per bambini e per le mamme e i papà e di 3 riviste in abbonamento.
E’ a disposizione dei bambini ricoverati, dei loro genitori, degli amici e dei parenti in visita.
Ora la biblioteca sta cercando volontari, persone che possano dare la propria disponibilità a coprire almeno un turno di apertura a settimana, e per un tempo ragionevolmente lungo di almeno un anno. Ad ogni turno sono assegnati due volontari con impegno di sostituzione reciproca in caso di assenza. Questo per assicurare comunque l’apertura della biblioteca e, con la presenza di entrambi i volontari, anche il servizio nelle stanze, dove i volontari possono fermarsi a leggere ai bambini che lo desiderano.
Per maggiori info, per contattare lo staff e aderire all’iniziativa scrivete a rina.goldoni@comune.modena.it

Cinema in quartiere

incontri con l'autore,ugo gregoretti,cinema,cinema d'essaiPer mercoledì 14 novembre non prendete impegni. All’interno del ciclo di incontri Cinema in quartiere organizzati dal Salotto Magico, arriva per la prima volta in città Ugo Gregoretti, regista cinematografico, televisivo e teatrale.
Personalmente ricordo questo autore perché è la G. finale del film Ro.Go.Pa.G. – laviamoci il cervello. Un film del 1963 in quattro episodi, diretto ognuno da un regista diverso, il cui titolo è l’acronimo dei quattro registi: Rossellini, Godard, Pasolini e, appunto, Gregoretti. Il filo conduttore che lega gli episodi è il saggio di W.Packard I persuasori occulti, e l’episodio diretto da Ugo Gregoretti Il pollo ruspante racconta, forse in maniera leziosa ma assolutamente lungimirante, la perdita dei valori dell’Italia rurale e i mutamenti della società e del paesaggio durante il primo boom economico. Inoltre viene delineata con ironia il nuovo prototipo del piccolo borghese italiano nell’epoca dei bisogni indotti dal consumismo.
Mentre è del 1962 I nuovi angeli il primo film italiano che tocca l’evoluzione industriale nel Sud e i problemi del lavoro in un’industria del Nord.
Ha diretto Le tigri di Mompracem con Proietti, ma come racconta nel suo libro, quando cominciò a profilarsi all’orizzonte il Sandokan di Kabir Bedi, il suo lavoro fu nascosto per non influenzare gli ascolti della nuova fiction.
Passato dalla tv al cinema, dal teatro d’opera al teatro di prosa, sarà interessante sentire raccontare del mondo dello spettacolo da uno che è stato assunto alla Rai un mese prima che iniziassero le trasmissioni ufficiali. E che ha attraversato, nella sua più che cinquantennale carriera, buona parte della storia dello spettacolo made in Italy.
L’incontro si terrà a partire dalle 18, e parlarà delle sue opere con la professoressa Giuliana Pini, presso l’ex-Cinema Prinicipe (Piazzale Natale Bruni).

Vi lascio un pezzettino dell’episodio “Il pollo ruspante”, perché secondo me Gregoretti era uno che aveva già capito tante cose.

Tra Guerrilla garden e gotico italiano: un sabato da passare in città

incontri con l'autore,guerrila garden,gotico italianoQuesta settimana sono un po’ in ritardo con il post dedicato a tutti quelli che vogliono godersi la città nel fine settimana, senza dover far tappa obbligata al Grandemilia o addirittura fuori città.
Oggi sabato 10 novembre 2012 alle 17, in occasione della riapertura della rassegna autori in Zona, alla Biblioteca Delfini, è stato organizzato l’incontro con Marco Missiroli, finalista al premio Campiello 2012 e autore del romanzo Il senso dell’elefante (Guanda 2012), con la partecipazione anche di Loredana Limone con il suo romanzo Borgo Propizio (Guanda 2012).
Confesso che fino a qualche anno fa disertavo gli incontri con gli autori credendo che fosse pubblicità fine a se stessa, e che se un libro era bello potevo comprarlo anche senza la pubblicità vivente dell’autore. E invece ho scoperto che spesso l’autore è meglio del suo libro, o almeno riesce a dare una chiave di lettura diversa, introducendoci nel suo mondo scritto apposta per noi che lo andremo a leggere. Gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito.
Se invece preferite qualcosa da fare all’aperto, e avete il pollice verde, appuntamento oggi sabato 10 novembre alle 15.30 in Piazza Roma, sotto il portico, per un’azione di Guerrilla Gardening. Sostenitori dell’ecologia, uniti dal comune interesse per il giardinaggio, i “giardinieri sovversivi” sono attivi in tutto il mondo. Individuano aree degradate, da ripristinare, e armati di zappe, concime, e piante, lo rendono nuovamente un posto piacevole. C’è chi è attivo sul terreno (è proprio il caso di dirlo) e lavora in prima persona estirpando, zappando, concimando e piantando e c’è chi ci aiuta annaffiando e controllando le nostre aiuole nei giorni successivi all’azione guerrigliera. Tremate spazi degradati, aiuole luride e giardini abbandonati. E’ l’alba di un nuovo giorno verde e fiorito per questo paese, e la tua zappa potrà fare parte di questa Storia. La partecipazione è gratuita e i partecipanti sono invitati a portare piccoli attrezzi da giardinaggio, bulbi o semi.incontri con l'autore,guerrila garden,gotico italiano
Sempre oggi alle 15 è in programma a Modena una visita guidata ai monumenti e alle opere d’arte del tardo medioevo presenti in città, con attenzione anche alle testimonianze dell’epoca dei Comuni e del passaggio alle Signorie. È questo il programma di Gotica, dai Comuni alle Signorie, la svolta trecentesca a Modena e in Emilia-Romagna, il ciclo di eventi dedicati all’arte gotica e ai suoi simboli organizzato dall’associazione LaRoseNoire, in collaborazione con la Circoscrizione 1 Centro storico San Cataldo. La visita è condotta da Simonetta Agazzotti è in collaborazione con Salotto culturale. Il ritrovo per partecipare alla visita è alle 14.45 davanti al Duomo (per ulteriori informazioni: tel. 339 1196575, info@larosenoire.it).
Un sabato pieno di appuntamenti, e non solo di shopping.

Leggere e scrivere: un corso di scrittura creativa con Ugo Cornia

incontri con l'autore,scrittura creativa,ugo cornia,biblioteca delfiniAlla Biblioteca Delfini oltre a Fantastorie, il laboratorio di scrittura fantasy tenuto dalla scrittrice Cecilia Randall, oggi 15 ottobre si aprono le iscrizioni al laboratorio di scrittura/lettura curato dallo scrittore modenese Ugo Cornia.
Dieci incontri che si svolgono il mercoledì sera dalle 19 alle 21, fra novembre e febbraio 2012. Ogni incontro prevede una introduzione di Ugo Cornia, la proposta di autori esemplari per lo stile della scrittura, esercitazioni pratiche dei corsisti, e la lettura collettiva dei testi dei partecipanti. I materiali relativi al corso saranno pubblicati su un blog dedicato all’iniziativa, e alla fine del corso si trasformeranno in un ebook.
Il corso prevede un contributo da parte dei partecipanti, che saranno a numero chiuso (minimo 15, massimo 30 persone). Le iscrizioni si raccolgono in Sala Panaro fino al 25 ottobre.
Leggendo le storie scritte da Ugo Cornia ti domandi come sia possibile mettere su carta, incastrandolo in parole e frasi, pensieri e considerazioni come se stessi facendo una chiacchierata con lo scrittore. Ha uno stile discorsivo che rende semplici ragionamenti complessi, e riesce a raccontare più di quello che le parole riescono a dire.incontri con l'autore,scrittura creativa,ugo cornia,biblioteca delfini
“Perché il non esserci più di quel che c’è stato è sempre doloroso, veramente doloroso ma il non esserci più di quel che non c’è stato è veramente micidiale, una cosa proprio annichilente. Come fa una cosa che non c’è stata a non esserci più. Non c’è più qualcosa, ma è un qualcosa che non essendoci neanche stato alla fine non sai neanche che cos’è, però sai benissimo che non c’è più perché almeno una volta l’hai sfiorato. Hai sfiorato qualcosa che pur non essendoci più per un po’ era sfiorabile, questi buchi neri fatti nel niente, di questo sfiorabile, che forse per un periodo avresti potuto anche abbracciarlo. (dal libro “Quasi amore”).
Ugo Cornia è nato a Modena nel 1965. Suoi racconti sono apparsi su «Il Semplice» e «L’accalappiacani». Ha pubblicato con Sellerio i romanzi Sulla felicità a oltranza (1999), Quasi amore (2001), Roma (2004), Le pratiche del disgusto (2007) e con la casa editrice Quodlibet Sulle tristezze e i ragionamenti (2008). Per Feltrinelli ha pubblicato nel 2008 Le storie di mia zia (e di altri parenti), mentre nel 2009, per la collana I Carnet di viaggio EDT, ha pubblicato Modena è piccolissima con le illustrazioni di Giuliano Della Casa.
Per informazioni www.comune.modena.it/biblioteca
Direi che è un’interessante occasione per aspiranti scrittori.

La parola a Delfini

incontri con l'autore, antonio delfini, biblioteca comunale, biblioteca delfini, biblioteca di modena, pier paolo pasini La biblioteca comunale di Modena, intitolata ad Antonio Delfini, rende omaggio allo scrittore modenese con una rivisitazione creativa della sua vita, del legame contrastato con la città natale, degli amori e delle amicizie, e continuano gli appuntamenti con “La parola a Delfini”, iniziata con la biciclettata culturale in compagnia di Ugo Cornia.
Mercoledì 10 ottobre alle 21 nella sala conferenze della biblioteca il critico e poeta Alberto Bertoni e lo scrittore Roberto Barbolini, che a Delfini ha dedicato la pièce teatrale “Io parlo ai perduti”, saranno impegnati in un ritratto a due voci dal titolo “Conversazione su Antonio Delfini”.

Il prossimo, e ultimo appuntamento, è per giovedì 25 ottobre, quando Beppe Cottafavi e lo scrittore Walter Siti si occuperanno di una pagina meno nota della biografia delfiniana: il rapporto con Pier Paolo Pasolini, che molto si spese per il premio Viareggio postumo del 1963 ed ebbe a definire Delfini “lo scrittore aggraziato per definizione, ma mai grazia costò sacrifici così grandi”.

Nel cinquantenario della sua morte, Modena ricorda Antonio Delfini, considerato il più grande scrittore modenese del ‘900. Autore-personaggio dalla biografia leggendaria, amato dai poeti e dagli artisti eppure imprendibile e segreto: “tutti ne parlavano, nessuno lo conosceva”, scrive il critico Carlo Bo ancora nel 1997, così che Delfini resta “un mistero impenetrabile, non soltanto per gli altri, ma anche e soprattutto per se stesso”.
Delfini ha conosciuto in vita una storia editoriale avventurosa, consegnata a piccole riviste, autoedizioni, numeri unici e persino manifesti murali. Tra le opere più importanti si ricordano il volume di racconti Il ricordo della Basca (1933-1938), Il fanalino della Battimonda (1940), La Rosina perduta (1957), I racconti (1963). Ha scritto anche i versi di Poesie della fine del mondo (1960), e Lettere d’amore (1963).

In bilico tra esperienza vissuta e fantasticheria, la scrittura di Delfini racconta una storia personale tormentata e un rapporto ambivalente con la città natale, sempre riconoscibile nella trasfigurazione letteraria.

Per chi vuole conoscere meglio un cittadino illustre di questa città.

Appuntamento doppio per l’ultimo incontro al Forum Monzani

forum monzani,incontri con l'autore,serena dandini,niccolò ammanniti,parla con me,the show must go off,io non ho paura,branchie,grazie per quella volta,il momento è delicatoGiovedì 17 Maggio, a partire dalle 21, si chiude il ciclo di incontri con l’autore organizzato dal Forum Monzani, e si chiude con ben due ospiti: Serena Dandini e Niccolò Ammanniti.

Abbandonato il suo divano rosso, Serena Dandini racconterà del suo nuovo libro. Simile al primo, in quanto di ispirazione auto-biografica, “Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini” era dedicato “a chi voleva cambiare il mondo e invece dopo un po’ si è accorto che è stato il mondo a cambiargli i connotati”, questo “Grazie per quella volta”, secondo libro della presentatrice/scrittrice, è invece più riconciliatorio.

Attraverso ricordi e aneddoti della sua vita, la Dandini ci fa sentire più “normali”, ci fa sorridere raccontandoci di debolezze e fragilità, attraverso un percorso che sicuramente ha sperimentato, di consapevolezza e accettazione.

I più severi giudici siamo sempre noi stessi, che non ci perdoniamo nulla e inseguiamo un esemplare di perfezione difficile da raggiungere, se non addirittura inverosimile. Fra le righe la Dandini suggerisce di perdonarci in qualche modo, di convivere con i nostri difetti che in fondo non sono altro che le nostre particolarità, quello che ci distingue dagli altri.

“Di cosa è fatta una vita? Di domeniche pigre in cui non rispondiamo al telefono per rimanere sul divano abbracciando un libro appena iniziato. Di ore spese inutilmente a cercare le sigarette, le chiavi della macchina, gli occhiali da sole, perché si sa che spesso le cose si spostano per farci dispetto. Di pomeriggi adolescenziali passati a guardare le gocce di pioggia che rimbalzano sul vetro, sognando di sposare Mick Jagger.”

Insiema alla Dandini sul palco del Forum Monzani ci sarà anche uno che di mestiere fa “solo” lo scrittore [e che scrittore, mi viene da aggiungere]. Niccolò Ammanniti presenta “Il momento è delicato”, una raccolta di racconti scritti negli ultimi ventanni. Ancora non l’ho letto, ma ho trovato questo:

“C’era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po’ i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l’inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l’indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di più. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c’è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati. Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent’anni. C’è un po’ di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall’inizio o aprendo a caso.” 

E credo che sia un buon motivo per correre ad ascoltarlo.


 

Giorgio Faletti al Forum Monzani

incontri con l'autore,giorgio faletti,stadio,thrillerIn 10 anni ha pubblicato 7 libri, che lo hanno fatto entrare di diritto fra i migliori autori di thriller italiano. Fra i titoli più famosi Io uccido, Niente di vero tranne gli occhi o Io sono Dio. Giorgio Faletti sarà l’ospite del quinto appuntamento della rassegna “Incontri con l’autore” che si terrà al Forum Monzani (via Aristotele, 33) martedì 20 Marzo alle 21.
Parlerà del suo “Tre atti e due tempi” (ed. Einaudi), un romanzo decisamente diverso dalle storie precedenti. Ambientato negli spogliatoi di una squadra di pallone, racconta della scomparsa di un mister di una squadra di calcio, di Silvano, Silver, un uomo di mezza età, l’antieroe per eccellenza, dimesso e un po’ cupo, che tra colpi di scena e personaggi che alla spicciolata arrivano ad affollare le pagine e il palcoscenico immaginario del lettore, racconta in realtà la corruzione del mondo del calcio e la fatica di realizzare un sogno.
Dietro il giallo l’autore tocca tematiche attuali come la mancanza di futuro per chi è giovane, la responsabilità individuale, la qualità dell’amore e dei sentimenti in ogni momento della vita e il conflitto tra genitori e figli.
Faletti, anche questa volta, cattura il lettore con la suspance e riesce, pagina dopo pagina, a farlo rimanere senza fiato con il susseguirsi di colpi di scena, mentre a ogni pagina i personaggi acquistano umanità e verità.
L’incontro è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Gotica. ’ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea

incontri con l'autore,la tenda,mafia,camorra,giovanni tizian,roberto saviano«Io mi chiamo Giovanni Tizian perché non sono né un eroe e né un simbolo. Faccio la mia parte, mentre altri vi hanno rinunciato da tempo. Sono e siamo la società civile: se non lo facciamo noi, chi deve farlo?»

Giovanni Tizian è un cronista di origine calabrese che vive a Modena da anni, da quando nell’estate del 1989 a Bovalino, nel cuore della Locride, suo padre, un giovane e onesto bancario, veniva ammazzato a colpi di lupara mentre tornava a casa. Un omicidio come tanti, in Calabria, che resterà sostanzialmente irrisolto.
Quel bambino è divenuto giornalista e in una sorta di catarsi di quell’avvenimento ha incominciato a scrivere e ad occuparsi di infiltrazioni della criminalità organizzata nella regione Emilia Romagna già dal 2006, quando iniziò a collaborare con la Gazzetta di Modena e a seguire meticolosamente tutte le operazioni che portavano alla scoperta di interessi della ‘ndrangheta, della camorra e di Cosa nostra nel territorio. Recentemente, a causa del suo impegno in prima linea, vive sotto scorta, evento che gli ha fatto guadagnare i riflettori accesi per qualche giorno, perché siamo abituati a sentire di parlare di criminalità organizzata al sud, ma svegliarsi e scoprire che l’Italia intera non è immune a questo male causa una specie di shock.
Venerdì 10 febbraio alle 21.30 Giovanni Tizian sarà alla Tenda (viale Molza) per parlare del suo libro “Gotica:’ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” (ed. Round Robin) in compagnia di Stefano Ascari.
“Un viaggio che attraversa il nord. Dall`Emilia Romagna, alla Liguria, passando da Lombardia e Piemonte, fino ad entrare nel suo midollo più oscuro e controverso, quello dominato da ‘ndrangheta, mafia e camorra. Modena, Bologna, Torino, Genova, Bordighera, Ventimiglia, Castelfranco Emilia, terre di resistenza trasformate in luoghi dove i boss riciclano e offrono servizi alle imprese locali. Il pizzo che da tassa parassitaria si fa servizio e trova cittadinanza nel tessuto economico emiliano, piemontese, ligure e lombardo. Sulla locomotiva economica del Paese anche i clan hanno trovato spazi di trattativa. E aldilà degli appennini tosco-emiliani, politici e imprenditori corrotti che si nutrono del potere dei clan restandone poi fagocitati”

 

Leggere e scrivere: un corso di scrittura creativa con Ugo Cornia

6302864799_31e179f833.jpgSe leggi un libro di Ugo Cornia ti domandi come sia possibile mettere su carta, incastrandolo in parole e frasi, pensieri e considerazioni come se stessi facendo una chiacchierata con lo scrittore. Ha uno stile discorsivo che rende semplici ragionamenti complessi, e riesce a raccontare più di quello che le parole riescono a dire.
“Perché il non esserci più di quel che c’è stato è sempre doloroso, veramente doloroso ma il non esserci più di quel che non c’è stato è veramente micidiale, una cosa proprio annichilente. Come fa una cosa che non c’è stata a non esserci più. Non c’è più qualcosa, ma è un qualcosa che non essendoci neanche stato alla fine non sai neanche che cos’è, però sai benissimo che non c’è più perché almeno una volta l’hai sfiorato. Hai sfiorato qualcosa che pur non essendoci più per un po’ era sfiorabile, questi buchi neri fatti nel niente, di questo sfiorabile, che forse per un periodo avresti potuto anche abbracciarlo. (dal libro “Quasi amore”)
E chissà che non sia possibile carpire e imparare qualcuno dei suoi trucchi narrativi al corso di scrittura creativa che Ugo Cornia terrà alla Biblioteca Delfini a Modena.incontri con l'autore,scrittura creativa,ugo cornia,biblioteca delfini
Le iscrizioni si aprono oggi 2 novembre, gli incontri si svolgono il martedì sera dalle 19 alle 21, fra novembre e febbraio 2012. Ogni incontro comprende una introduzione di Ugo Cornia e la lettura collettiva dei testi dei partecipanti.
Il corso prevede un contributo da parte dei partecipanti, che saranno a numero chiuso (minimo 15, massimo 25 persone).

Ugo Cornia è nato a Modena nel 1965. Suoi racconti sono apparsi su «Il Semplice» e «L’accalappiacani». Ha pubblicato con Sellerio i romanzi Sulla felicità a oltranza (1999), Quasi amore (2001), Roma (2004), Le pratiche del disgusto (2007) e con la casa editrice Quodlibet Sulle tristezze e i ragionamenti (2008). Per Feltrinelli ha pubblicato nel 2008 Le storie di mia zia (e di altri parenti), mentre nel 2009, per la collana I Carnet di viaggio EDT, ha pubblicato Modena è piccolissima con le illustrazioni di Giuliano Della Casa.
Direi che è un’interessante occasione per aspiranti scrittori.
Per info: tel. 059 2032798/2032931/2032940

Una volta al mese lascio questo blog a disposizione di chi vuole raccontare qualche angolo nascosto di Modena, o commentare quello che succede nella nostra città. Scrivetemi a vmodenablog@virgilio.it e potreste essere la prossima (ma anche il prossimo) guest-blogger.

 

 

I pesci non chiudono gli occhi

3915926402_d876a9a218_m.jpgPer la conoscenza di Erri de Luca sono in debito con una ragazza conosciuta e persa un po’ di tempo fa.
Lui è di Napoli, ma non scrive della sua città.
Ha fatto l’operaio e non gioca all’antidivo. Lui è fatto così!
Ho già avuto modo di ascoltarlo dal vivo, con quel suo modo di parlare composto, senza sensazionalismi gratuiti, senza accenti forti.
Quel sabato pomeriggio Erri ha parlato per più di un’ora incantando la platea. Quel suo accento napoletano colto, quella sottile ironia che ha strappato anche qualche sorriso, ha tenuto la piazza in un silenzio irreale. Ha una modalità di raccontare le storie che assomiglia alla sua scrittura: lenta, ipnotica, affascinante.
Il passaggio che mi ha colpita è quando ha detto che lui non riesce a vedere la folla, non riesce ad immaginare un pubblico, perché per lui il rapporto fra scrittore e lettore è uno-ad-uno. E ricordo che quando ho letto una delle storie contenute nel suo “In alto a sinistra” ho avuto la netta sensazione che mi conoscesse, che parlasse di me, spiegandomi. Sarà questo il motivo per cui rimaniamo attaccati ad un libro, o ci rimane dentro uno scrittore. Perché lo abbiamo incontrato in un momento in cui quelle parole hanno saputo portare via il peso della nostra fatica, rendendoci più leggeri. E allora ho capito che il mio incontro con questo scrittore non è stato casuale.

Martedì 18 ottobre l’alchimia si ripeterà al Forum Monzani, (via Aristotele 33) di Modena per la rassegna “Forum Eventi”. Erri de Luca presenterà il suo nuovo libro “I pesci non chiudono gli occhi” (ed. Feltrinelli), libro che ho comprato e che, colpevolmente, non ho ancora letto. Dalla quarta di copertina mi sembra di capire che sia tornato a raccontare dei riti di passaggio fra l’infanzia e l’adolescenza, di quando non ci si sente più bambini ma non si è nemmeno ancora grandi, e ci si interroga su temi che a quell’età ci sembrano ancora oscuri e lontani.
Io non ci sarò, questa volta non potrò esserci.

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