In punta di penna

erri.jpg.pngSembra un segno del destino, non era mai successo. E invece lo stringo fra le mani: un invito con il mio nome per andare ad ascoltare uno dei miei scrittori preferiti, Erri de Luca.

Sabato 12 settembre 2009 alle ore 18 in piazza Calcagnini a Formigine (in centro, ai piedi del Castello) ci sarà un incontro con lo scrittore che (a quanto dice l’invito) parlerà dell’importanza quotidiana di letteratura e scrittori, delle loro visioni, dei loro ritmi, dei loro valori spesso alternativi a quelli correnti.

Erri del Luca è una conoscenza del periodo universitario. Come spesso accade fu una mia (allora) amica a farmelo conoscere, attraverso la raccolta di racconti brevi In alto a sinistra. Il titolo viene dall’ultima frase dell’ultima storia “allora uscendo di casa al mattino per andare al cantiere metterai le spalle al nord e vedrai spuntare quel giorno dietro le case, il profilo dei campi, dietro il recinto, a est, in alto a sinistra“.

E poi folgorata dalla sua prosa asciutta, forbita ma capace di parlare all’anima, ho letto tutti i suoi libri. In Aceto, arcobaleno una delle mie frasi preferite di sempre “E’ il rango più elevato dell’amore. Essere per l’altra persona interamente cosa sua, arredo dell’intimità, non più libertà di essere altro. Diventare cosa da detenere: a questo grado di assegnazione accade di essere perduto. Allora ci si colloca nello scaffale degli oggetti smarriti, si aspetta di essere cercati di nuovo e si resta a occhi aperti di notte aspettando il passo di chi torni a reclamarci. Ma nessuno torna e dopo il giusto tempo si è di nuovo se stessi, sciolti dal possesso, liberi perché si è di nuovo liberi dopo essere stati perduti.delucaerri.jpg

In ogni suo libro letto, in ogni pagina, in ogni singola riga ho sempre avuto la sensazione che Erri fosse lì a raccontarci qualcosa di suo. Come un amico che ci sta confidando un suo vissuto personale. Non per avere un consiglio, ma solo per potersi liberare di emozioni e sensazioni altrimenti ingestibili. E noi ascoltiamo queste storie, sentendo che alla fine parlano anche un po’ di noi, ed è lui a regalarci un nuovo modo di interpretare quello che ci si agita intorno e a regalarci un nuovo metro per misurare le nostre emozioni e i nostri sentimenti.

Erri de Luca è uno scrittore napoletano, che da Napoli è andato via a 18 anni, e che in una recente intervista all’Espresso ha dichiarato che in quella città non tornerà mai. Il suo primo libro lo ha pubblicato a 40 anni (quindi, se si è bravi, c’è speranza per tutti) e in un certo periodo della sua vita ha lavorato (anche) come operaio.

Forse da tutto quello che ho scritto si nota che sono grata ad Erri de Luca per aver deciso di scrivere, e mentre mi rigiro fra le mani l’invito con il mio nome spero di avere il coraggio di farmi autografare uno dei suoi libri. Forse dovrei presentarmi con l’ultima sua pubblicazione Il giorno prima della felicità, ma vorrei tanto che fosse In alto a sinistra, l’inizio della nostra conoscenza, il prescelto. Voi cosa suggerite?