Primo Maggio a Modena, fra arte e sport

ghirlandina,piazza grande,famiglia pavironica,restauro,mimmo paladino,torre campanariaPer chi ha scelto di passare il primo Maggio in città, le occasioni di svago non mancheranno.
Mostre e musei civici saranno aperti, ci saranno visite guidate tra ritratti di nobili, carbonari ed eroi del Risorgimento, tutte gratuite.
Fra queste mi piace segnalare quella all’Archivio di Stato (via Cavour, 21) che oltre all’ingresso gratuito, ha organizzato due visite guidate con partenza alle ore 15.15 e alle ore 17.15, della durata di un’ora e mezza ciascuna.
Il lavoro dei restauratori è quello nascosto, e spesso poco pubblicizzato, che permette di conservare nel tempo delle opere che diversamente andrebbero perdute, e con loro la memoria del nostro passato. Il laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato, in particolare,
esegue operazioni relative al restauro di documenti membranacei, cioè libri costituiti da fogli di pergamena o cartapecora, e cartacei che si trovano nei depositi dell’Archivio.
Nel corso della visita sarà possibile visitare il laboratorio di restauro dell’Archivio avendo a disposizione il personale specializzato che parlerà al pubblico degli interventi in corso, sarà possibile assistere all’affascinante attività di restauro dei documenti. Gli operatori tecnici illustreranno anche le differenti tecniche e le varie fasi del restauro, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare in tempo reale il lavoro sul documento. Presso la Biblioteca Estense Universitaria (Largo S. Agostino) sarà inoltre possibile visitare la mostra Disiecta Membra sui frammenti membranacei che, a partire dal XV secolo, vennero riutilizzati come coperte, carte di guardia, rinforzi di coste e di legature di registri archivistici. La mostra si articola in quattro sezioni: si troveranno esposti frammenti di codici medievali redatti in latino, ebraico, greco, antico francese, castigliano, italiano antico, vergati in prosa o in versi, che non di rado esibiscono notazioni musicali o miniature.
Sempre qui è stata allestita una mostra per appassionati di calcio, per i 100 anni del Modena Football Club. Una mostra di cimeli immagini e testi legati alla storia del Modena Football Club, accompagnati da documenti conservati nelle raccolte della Biblioteca Estense Universitaria.
Sarà aperto  il Museo Civico d’Arte (Largo Porta Sant’Agostino 337) che propone una serie di visite guidate a tema dedicate alla mostra “Eroiche visioni. Storie di duchi e patrioti”. Si potrà visitare il Museo Casa Enzo Ferrari. La mostra in corso è “Le origini del mito” e presenta le prime vetture con cui Enzo Ferrari iniziò la sua avventura nel mondo dell’automobilismo sportivo da pilota e costruttore. Mentre chi preferisce fare dello shopping, può contare sulla Fiera Campionaria.
E se il tempo lo permette, si potrà salire sulla Ghirlandina a soli 2 euro.
Buona festa dei Lavoratori.

 

In visita alla Ghirlandina

Ghirlandina.JPGEd eccoci nel 2012, con una città che ha festeggiato l’ingresso del nuovo anno affollando Piazza Grande per il consueto concerto, con la Ghirlandina che è stata a guardare.
La torre campanaria di Modena, patrimonio dell’Unesco, che da qualche mese ha ripreso di diritto il suo posto nel paesaggio modenese senza l’odiosa copertura, resa necessaria per i lavori di restauro.
La Torre Ghirlandina, originariamente Torre di San Geminiano, di pianta quadrata, fu innalzata su cinque piani entro il 1179. Nei due secoli successivi fu aggiunta la caratteristica punta ottagonale, e oggi sfiora i 90 metri. Costruita dal Comune a scopi difensivi, i primi quattro piani, più antichi, sono riccamente decorati con bassorilievi raffiguranti dame, cavalieri, mostri e sirene, mentre l’ultimo, la guglia ottagonale e la cuspide sono posteriori, risalendo al XIII/XIV secolo. La Torre sembra dovere il proprio nome alla decorazione “a ghirlanda” del coronamento cuspidato, cioè dalle due ringhiere che chiudono la torre, anche se, un’altra tradizione, narra di come gli Ebrei spagnoli, accolti a Modena nel Cinquecento, trovassero somiglianza tra la torre locale e quella di Siviglia, detta “Giralda”.
Durante i lavori di restauro, muniti di scarpe comode e caschetto, si poteva visionare la Ghirlandina da un punto di vista eccezionale, camminando sui ponteggi e guardando da vicino le splendide decorazioni esterne. Se non siete riusciti, nel 2012 ci saranno ben 31 occasioni per salire sulla Ghirlandina. Sarà aperta come da tradizione martedì 31 gennaio, solennità del patrono San Geminiano. Le visite domenicali sono previste dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, dal primo aprile al 29 luglio. Chiusa in agosto, la torre riapre sempre di domenica dal 2 settembre al 28 ottobre. Nel periodo primaverile le visite saranno possibili anche lunedì 9 aprile, mercoledì 25 aprile, martedì primo maggio e sabato 2 giugno. Chiusa il giorno di Pasqua (8 aprile), visite al costo simbolico di 2 euro.
Le Sale storiche del Palazzo comunale saranno invece aperte al pubblico 49 giorni. Le visite guidate alla Sala del Fuoco affrescata da Nicolò dell’Abate, al Camerino dei Confirmati, alla Sala del vecchio Consiglio, alla Sala degli Arazzi e alla Sala di rappresentanza sono in programma nelle domeniche e festivi dal 6 gennaio al 28 luglio e dal 2 settembre al 30 dicembre. Chiuse la domenica di Pasqua, il giorno di Natale e Santo Stefano, le sale sono visitabili gratuitamente da lunedì a sabato dalle 8 alle 19, mentre le domeniche pomeriggio e i giorni festivi dalle 15 alle 19 l’ingresso costa due euro e include una visita guidata. Il biglietto cumulativo per salire anche sulla torre costa 3 euro.
Ma fate attenzione, perché nelle Giornate europee del patrimonio l’ingresso è gratuito.
Quale migliore occasione per conoscere meglio la nostra città.

 

Festa in piazza Grande per la Ghirlandina

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3 anni, 3 milioni e 200 mila euro, un centinaio di operai e tecnici (una trentina dei quali restauratori), una superficie complessiva di 2.650 metri quadrati realizzata con 17 tipi diversi di materiale, 20 grandi statue, collocate agli angoli della torre, e 138 decorazioni di piccole dimensioni: questo (più o meno) in numeri il restauro della torre campanaria patrimonio dell’Unesco, nota a Modena come la Ghirlandéina, per il resto del mondo la Ghirlandina.
Ne sono talmente affascinata da averle dedicato il mio esordio su queste pagine più di due anni fa, e nel tempo le ho sempre dedicato qualche post per raccontare della sua bellezza coperta in attesa della fine dei lavori di restauro.
La Ghirlandina è stata restituita alla città in tutto il suo splendore il 21 settembre, ma oggi venerdì 11 novembre alle 17.30 è stata organizzata una festa in suo onore.
Saranno presenti le autorità, la famiglia Pavinorica, la Corale Rossini che canterà “Ghirlandeina”, la canzone in dialetto che i modenesi cantavano, abbinandola alla musica di una celebre ‘canta romagnola’ di Martuzzi.
E’ previsto un annullo filatelico sotto i portici del Comune dalle 14 alle 19, a cura del Circolo filatelico culturale Tassoni, per l’occasione sarà utilizzata una cartolina ufficiale con un’immagine della Ghirlandina ripresa da un’antica stampa del 1880. Sempre sotto il portico, sarà allestita una piccola mostra con le cartoline e gli annulli postali raffiguranti la torre. Inoltre sarà inaugurata la mostra “CON MANI SAPIENTI – Il restauro della Ghirlandina” sul percorso di restauro a cura dell’architetto Rossella Cadignani, che per il Comune ha seguito e diretto i lavori che hanno restituito la torre alla città.
Per tutti lambrusco e bensone.
Ma chi meglio di un modenese poteva rendere l’idea di cosa significa avere la Ghirlandina che svetta nel panorama della città di Modena senza nessuna copertura. Emmanuele Coltellacci ha immortalato il momento creando quello che in gergo fotografico si chiama Time Lapse del periodo in cui la Ghirlandina è stata spogliata del telo di Mimmo Paladino e delle impalcature. Mi ha raccontato che tutto è iniziato per un gioco, come un esperimento tecnico! reso possibile anche grazie al fratello, trasformandosi poi in qualcosa di più profondo e simbolico: Modena la sua Torre e il suo clima riassunti in tre settimane di scatti fotografici montati in un video accelerato… Questo è il risultato straordinario che è riuscito a catturare, e che ha deciso, fortunatamente, di condividere con tutti noi. Buona visione…e bentornata Ghirlandina!

 

La Ghirlandina scoperta

ghirlandinacontelo.jpgAl telo dell’artista Mimmo Paladino che ricopre la Ghirlandina, simbolo della città e patrimonio dell’Unesco, avevo dedicato il mio esordio su queste pagine.
E’ dal gennaio del 2008 che alzando gli occhi verso il centro città invece che il bianco della torre, ammiriamo un’opera d’arte differente. E a parte l’ironia di quel post iniziale, alla fine ci eravamo anche abituati.
L’opera d’arte in questione, che ricopre interamente la torre ad eccezione della cuspide, di sera viene illuminato da luci collocate sul ponteggio, è decorato con forme colorate che “rievocano l’immaginario arcaico e cristiano ” e “inserti in bianco e nero che riproducono sculture di Paladino stesso”.
Mercoledì 21 settembre, se non ci saranno vento e pioggia, la Ghirlandina sarà “svestita”, i lavori di restauro sono conclusi, e la torre potrà nuovamente stagliarsi nel cielo di Modena in tutta la sua personale bellezza.la_torre_ghirlandina.jpg
In realtà una volta srotolati i 64 metri del telo, la Ghirlandina non sarà ancora pienamente visibile perché avvolta dal ponteggio del cantiere, che sarà smontato nei giorni successivi, e solo alla fine di ottobre il monumento-simbolo della città sarà restituito ai cittadini.
Quindi ultimo fine settimana per poter ammirare da vicino la torre dall’esterno e “ad alta quota”: sabato 3 e domenica 4 settembre, sono in programma le ultime visite guidate gratuite. Organizzate dal settore Lavori pubblici del Comune in collaborazione con i Musei civici e il Dipartimento di Scienze della terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia, le visite si svolgeranno nei due giorni dalle 8.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 18 ogni mezz’ora, dureranno 50 minuti e saranno condotte da Rossella Cadignani, architetto responsabile dell’edilizia storica del Comune, Francesca Piccinini, direttrice del Museo civico d’arte, e Stefano Lugli, docente al Dipartimento di Scienze della terra dell’Università.
Scarpe comode e con suola antiscivolo, al caschetto ci pensa l’organizzazione.
Ultima occasione per vedere due opere d’arte da vicino: il telo e la torre.

Urban Creativity Camp

modena_ucc.jpgAi più attenti frequentatori della rete non sarà sfuggita la simpatica iniziativa “La Ghirlandina pende, perché? Cosa risponderebbe un un personaggio famoso del passato e/o del presente a questa domanda?” ideata dagli organizzatori dell’Urban Creativity Camp. Gli utenti della rete si sono scatenati twittando le ipotetiche risposte dei loro personaggi preferiti, nell’attesa che domani Martedì 3 Maggio alle 9 presso la Camera di Commercio (via Ganaceto) prenda il via il il primo laboratorio per l’ideazione di servizi innovativi e la valorizzazione dei centri storici, organizzato da Democenter in collaborazione con il progetto europeo Cities.
Il Camp nasce come opportunità di valorizzazione e sviluppo idee innovative, nell’ottica di offrire un’occasione ad esperti provenienti dalle diverse regioni, per presentare progetti finalizzati a rafforzare l’offerta di servizi e l’attrattività dei Centri Storici italiani.
La modalità del Camp, primo esperimento in Italia, è particolarmente innovativa perché vuole favorire la presentazione di progetti multidisciplinari dai quali possano emergere idee per la valorizzazione dei centri storici che abbiano tenuto conto non solo dei trend commerciali ma anche dei vincoli che caratterizzano le città italiane.
Per questo viene dato rilievo sia alla sostenibilità dei progetti in termini di impatto ambientale, sia al loro contenuto innovativo, ma anche alla loro realizzabilità.
A seconda della tipologia di partecipante, la giornata si svolgerà con due modalità distinte.
Per i professionisti in gara, la mattinata sarà dedicata al laboratorio di idee. Lavoreranno a porte chiuse in gruppi costituiti in base a interessi dei partecipanti e macrotemi che costituiscono altrettante sfide future per le aree urbane.
Questo confronto permetterà di individuare i 6 progetti pilota che saranno presentati nel corso della sessione pubblica del pomeriggio. I 3 migliori progetti saranno presentati al FORUM P.A., che avrà luogo a Roma nei giorni 9-12 Maggio 2011, in un momento dedicato all’evento Urban Creativity Camp e saranno poi collegati un “ambasciatore” che avrà il compito di promuoverli utilizzando un network di relazioni consolidate. Il concorso di idee si rivolge a professionisti dell’ambito edilizia ed urbanistica, creativi, esperti di comunicazione e tecnologia, ricercatori e studenti universitari.
Per il pubblico “generalista” (esponenti della P.A., cittadini, rappresentanti di attività del centro storico) il programma prevede in mattinata una visita guidata del centro di Modena con un percorso insolito. A seguire il congresso: “La Ri-nascita dei Comuni: progetti e proposte a confronto per il centro storico” che si concluderà con la presentazione dei progetti vincitori.
Le iscrizioni all’evento sono aperte sul sito: www.urbancreativitycamp.it.

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Fine settimana dedicato alla cultura

xiii-settimana-della-cultura-2011.jpgLa settimana scorsa ho approfittato dell’evento “Musei da gustare, un museo tira l’altro” e ho avuto l’opportunità di visitare alcuni luoghi di interesse artistico nella nostra città a costo zero. Questo fine settimana si replica, musei aperti e tante occasioni per conoscere meglio Modena e le bellezze che sono racchiuse nei suoi musei e nei suoi palazzi storici.
La XIII edizione della Settimana della Cultura, una manifestazione promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ogni anno apre gratuitamente le porte di musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali, per una grande festa diffusa su tutto il territorio nazionale, a Modena significa un bel po’ di appuntamenti.
Si potrà scoprire la scultura modenese della prima metà del Novecento, salire sulla Ghirlandina, danzare con la “Sala de baile” di Anna Malagrida alla palazzina dei Giardini, giocare con le ombre al Museo della figurina: domenica 17 aprile saranno aperti con ingresso gratuito tutti i musei comunali, mentre salire sulla torre civica costerà un euro.
Alla Palazzina dei Giardini (Corso Canalgrande) si può visitare la prima retrospettiva italiana dell’artista spagnola Anna Malagrida, curata da Isabel Tejeda e organizzata dalla Fundación Mapfre di Madrid in collaborazione con la Galleria e la Fondazione cassa di risparmio di Modena. Il percorso espositivo propone istantanee, video e un’installazione dal titolo “La sala de baile”, collocata nell’area di ingresso della Palazzina: una forma realizzata in tessuto che allude a un abito di foggia ottocentesca ruota sotto la cupola riflessa da alcuni specchi, come a muovere passi di danza.Ana-Malagrida-Mapfre-5-Logopress-300x192.jpg
A Palazzo santa Margherita (corso Canalgrande 103), la Galleria civica propone una scelta di fotografie di vedute e scorci di Modena realizzate nella seconda metà del Novecento da fotografi contemporanei come Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Luigi Ghirri, Mimmo Jodice. Si prosegue con una selezione di immagini da un progetto di Franco Vaccari, foto di Franco Fontana e Davide Tranchina. Nelle sale superiori sono esposte opere su carta di Davide Benati, Carlo Cremaschi, Giuliano Della Casa, Franco Guerzoni, Giovanni Manfredini, Wainer Vaccari, Andrea Chiesi e Roberto Cuoghi. La seconda sala ospita opere di Nereo Annovi, Vittorio Magelli, Mario Molinari, Tino Pelloni, Enrico Prampolini, Pompeo Vecchiati, Mario Venturelli, mentre gli ultimi due ambienti sono dedicati a Lucio Riva e a Gianni Valbonesi.
E’ ancora possibile visitare la mostra “Sagome inquiete: ombre e silhouette dalle figurine al cinema” (di cui avevo parlato in questo post).
E per chi ama l’archeologia è aperta al Lapidario romano (Palazzo dei Musei, viale Vittorio Veneto 5) la mostra “Parco Novi Sad: archeologia di uno spazio urbano”, dedicata ai reperti emersi dagli scavi per il Novi Park. Tra preziose tracce di vita quotidiana dell’antica Mutina e l’enigma del ritrovamento di otto teschi, si possono ammirare ornamenti, lucerne e oggetti in bronzo.
Direi che un week-end è troppo poco.

 

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