Concorso di design per Artshop e Bookshop

design-flip.jpgPer un giovane artista la parte più difficile del lavoro consiste nel presentarsi e farsi conoscere. Per questo ho sempre pensato che i concorsi, per quanto sia frustante vedersi mettere in una classifica, devono essere vissuti come un’occasione per poter presentare le proprie opere. Nel post precedente avevo segnalato un concorso “letterario”, rivolto a chi sa (o crede) di saper scrivere. Oggi segnalo un concorso rivolto a giovani artisti, promosso dall’ufficio Giovani d’arte del Comune di Modena, dall’associazione per il Circuito giovani artisti italiani, dal ministero per le Politiche giovanili e dalla direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee del ministero dei Beni culturali in collaborazione con la Galleria civica di Modena e il Raggio verde di Reggio Emilia.
Il concorso ha lo scopo di promuovere la progettazione e produzione di oggetti d’arte e di design, ad opera di giovani artisti italiani da destinare alla commercializzazione negli artshop e bookshop dei musei del nostro paese. Da un lato sempre più sono i musei italiani che dispongono di spazi dedicati al merchandising e che hanno la necessità di qualificare e caratterizzare la loro offerta commerciale in modo vario ed originale. Dall’altro, numerosi sono i giovani che operano nel campo dell’arte, del design, dell’artigianato artistico, diplomati presso Istituti e Accademie d’Arte, scuole di progettazione, ISIA o gli iscritti agli Archivi dell’Associazione GAI, che potrebbero trovare, in questo settore di attività, serie opportunità di lavoro. DAB ha l’obiettivo di mettere in relazione queste due componenti: creare delle vetrine per la presentazione dei prototipi realizzati da giovani autori e favorire le condizioni per la loro successiva produzione e commercializzazione. 
Questa terza edizione si caratterizza per due diverse linee:
sezione 1) DAB-contemporaneo: richiede la progettazione di oggetti dal design innovativo ed originale, destinati in prevalenza ai bookshop dei musei d’arte contemporanea italiani;
sezione 2) DAB-patrimonio culturale: richiede la progettazione di oggetti originali e contemporanei, liberamente ispirati al ricchissimo patrimonio culturale antico e moderno del nostro paese, destinati ai bookshop dei musei, siti archeologici e monumenti statali italiani.
I candidati, artisti, designer, artigiani-artisti, studenti, aventi un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, nazionalità italiana o residenza in Italia da almeno un anno alla data di presentazione della domanda, possono partecipare anche con più progetti a una o entrambe le sezioni, dovranno presentare o spedire i materiali sopra richiesti presso l’Ufficio Giovani d’Arte del Comune di Modena, o presso l’Ufficio GAI della loro città, entro e non oltre le ore 13.00, di venerdì 7 gennaio 2011.
La versione integrale del bando la trovate all’indirizzo www.comune.modena.it/gioarte.

 

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Musei in musica

musei_in_musica_2010_large.jpgAnche Modena ha aderito all’iniziativa del Ministero dei beni Culturali che per il secondo anno promuove “Musei in Musica”. Dopo il grande successo registrato nella città di Roma lo scorso anno, si è scelto di trasformare l’appuntamento del 20 novembre in un evento nazionale con oltre 100 concerti ed eventi musicali in alcuni dei più bei siti d’arte statali. Gli eventi della rassegna sono tutti ad ingresso gratuito e gli stessi musei che ospitano i vari spettacoli rimangono aperti e visitabili gratuitamente fino a tarda notte.
Mescolando arte e musica si cerca di valorizzare le cose belle che in Italia ancora resistono, dandone una visione di insieme, re-inventandole per consegnarle ai cittadini delle città coinvolte, e ai turisti che assisteranno ai concerti, un punto di vista inedito dei musei cittadini.
Nella nostra città si è scelto come luogo per l’apertura straordinaria la Galleria Estense, e la musica classica come accompagnamento.
L’appuntamento è per le 21 con il doppio spettacolo “Il concerto delle dame principalissime” e “L’arpa di Laura”. Si tratta di un percorso narrativo e musicale che contamina arte, musica, letteratura e teatro e che intende rievocare la storia del celeberrimo “Concerto di dame” di Margherita Gonzaga d’Este alla corte rinascimentale di Alfonso II d’Este a Ferrara nella seconda metà del Cinquecento, nonché quella della preziosa Arpa Estense, il rarissimo strumento commissionato dagli Este nel 1581, raffinata opera d’arte utilizzata dalla celebre musicista Laura Peperara. Conduce il “Concerto delle Dame principalissime” Cristina Provenzano, voci narranti Toni Contartese e Franca Lovino. Il successivo “Concerto di musiche intorno all’arpa estense” vede protagonista Flora Papadopoulos all’arpa doppia.
Per l’occasione la Galleria Estense osserva un’apertura straordinaria continuata per tutta la giornata dalle 8.30 alle 24.
Per informazioni:
email: sbsae-mo@beniculturali.it
Iniziative alla Galleria Estense di Modena tel. 0594395715

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E il duca traslocò

Francesco_I_d'Este.jpgCredevano forse che il caldo avrebbe distratto la giunta modenese quando è stato deciso che il ritratto di Francesco I duca d’Este dopo la mostra del Bernini (che si è appena chiusa a Firenze) avrebbe fatto ritorno in quel di Modena certo, ma in provincia, a Sassuolo.
La collezione d’arte di casa d’Este ha subito fortune alterne e si deve proprio a Francesco I la raccolta più cospicua dei capolavori che l’hanno resa celebre in tutta Europa. Fece ricostruire e ampliare il vecchio castello per mano di Bartolomeo Avanzini e costruire la reggia estiva di Sassuolo; affidò un ritratto a Velasquez (oggetto della contesa) e un busto marmoreo  a Bernini, commissionò e ricercò sul mercato dipinti dei maggiori artisti come Reni, Guercino, Albani, Salvator Rosa. E pur di ampliare e rendere più prestigiosa la sua collezione non esitò a depredare le chiese in cui si trovavano dipinti di valore come la celeberrima “Notte” del Correggio, sottratta alla chiesa reggiana di San Prospero, e, sempre del Correggio, “La fuga in Egitto”, che si trovava originariamente nell’altare palazzo dei musei modena.jpgdella chiesa di San Francesco.
Oggi la Galleria Estense espone capolavori della pittura dal Trecento al Settecento, spaziando da opere di artisti modenesi come Mazzoni e Begarelli ad artisti più conosciuti come il Guercino, i Carracci, il Veronese, Tintoretto, Correggio (la famosa Madonna “Campori”).
Ovvio che un patrimonio così farebbe gola a chiunque. Nel tempo è stata oggetto di vari saccheggi, e la consistenza attuale è il risultato di un’attenta opera di ricerca e rivalutazione del tesoro messo da parte dalla famiglia d’Este.
Quella che si consuma oggi è una vecchia modalità che si ripropone. Perchè le opere d’arte erano e rimarranno il termometro della capacità di uno stato di differenziarsi dagli altri, esprimendo attraverso i suoi figli migliori (eppure sempre meglio un figlio dottore che pittore) la propria superiorità.
palazzo ducale sassuolo.jpgEcco perchè una nota a margine come lo spostamento di un quadro può causare attrito fra giunte comunali, per giunta di schieramento opposto. Il sindaco di Modena Pighi accusa fra l’altro il soprintendente Mario Scalini di non averlo avvisato della decisione di spostare il ritratto del Velasquez dalla Galleria Estense, che lo ha ospitato negli ultimi anni, al Palazzo Ducale di Sassuolo, l’allora residenza estiva del duca.
Lo ammetto: questo tipo di dibattiti mi fa pensare che la politica invece di esprimere le idee e i comportamenti della “seconda repubblica” si avvii a passo spedito verso la “nuova monarchia”.