Appuntamento doppio per l’ultimo incontro al Forum Monzani

forum monzani,incontri con l'autore,serena dandini,niccolò ammanniti,parla con me,the show must go off,io non ho paura,branchie,grazie per quella volta,il momento è delicatoGiovedì 17 Maggio, a partire dalle 21, si chiude il ciclo di incontri con l’autore organizzato dal Forum Monzani, e si chiude con ben due ospiti: Serena Dandini e Niccolò Ammanniti.

Abbandonato il suo divano rosso, Serena Dandini racconterà del suo nuovo libro. Simile al primo, in quanto di ispirazione auto-biografica, “Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini” era dedicato “a chi voleva cambiare il mondo e invece dopo un po’ si è accorto che è stato il mondo a cambiargli i connotati”, questo “Grazie per quella volta”, secondo libro della presentatrice/scrittrice, è invece più riconciliatorio.

Attraverso ricordi e aneddoti della sua vita, la Dandini ci fa sentire più “normali”, ci fa sorridere raccontandoci di debolezze e fragilità, attraverso un percorso che sicuramente ha sperimentato, di consapevolezza e accettazione.

I più severi giudici siamo sempre noi stessi, che non ci perdoniamo nulla e inseguiamo un esemplare di perfezione difficile da raggiungere, se non addirittura inverosimile. Fra le righe la Dandini suggerisce di perdonarci in qualche modo, di convivere con i nostri difetti che in fondo non sono altro che le nostre particolarità, quello che ci distingue dagli altri.

“Di cosa è fatta una vita? Di domeniche pigre in cui non rispondiamo al telefono per rimanere sul divano abbracciando un libro appena iniziato. Di ore spese inutilmente a cercare le sigarette, le chiavi della macchina, gli occhiali da sole, perché si sa che spesso le cose si spostano per farci dispetto. Di pomeriggi adolescenziali passati a guardare le gocce di pioggia che rimbalzano sul vetro, sognando di sposare Mick Jagger.”

Insiema alla Dandini sul palco del Forum Monzani ci sarà anche uno che di mestiere fa “solo” lo scrittore [e che scrittore, mi viene da aggiungere]. Niccolò Ammanniti presenta “Il momento è delicato”, una raccolta di racconti scritti negli ultimi ventanni. Ancora non l’ho letto, ma ho trovato questo:

“C’era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po’ i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l’inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l’indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di più. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c’è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati. Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent’anni. C’è un po’ di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall’inizio o aprendo a caso.” 

E credo che sia un buon motivo per correre ad ascoltarlo.


 

I pesci non chiudono gli occhi

3915926402_d876a9a218_m.jpgPer la conoscenza di Erri de Luca sono in debito con una ragazza conosciuta e persa un po’ di tempo fa.
Lui è di Napoli, ma non scrive della sua città.
Ha fatto l’operaio e non gioca all’antidivo. Lui è fatto così!
Ho già avuto modo di ascoltarlo dal vivo, con quel suo modo di parlare composto, senza sensazionalismi gratuiti, senza accenti forti.
Quel sabato pomeriggio Erri ha parlato per più di un’ora incantando la platea. Quel suo accento napoletano colto, quella sottile ironia che ha strappato anche qualche sorriso, ha tenuto la piazza in un silenzio irreale. Ha una modalità di raccontare le storie che assomiglia alla sua scrittura: lenta, ipnotica, affascinante.
Il passaggio che mi ha colpita è quando ha detto che lui non riesce a vedere la folla, non riesce ad immaginare un pubblico, perché per lui il rapporto fra scrittore e lettore è uno-ad-uno. E ricordo che quando ho letto una delle storie contenute nel suo “In alto a sinistra” ho avuto la netta sensazione che mi conoscesse, che parlasse di me, spiegandomi. Sarà questo il motivo per cui rimaniamo attaccati ad un libro, o ci rimane dentro uno scrittore. Perché lo abbiamo incontrato in un momento in cui quelle parole hanno saputo portare via il peso della nostra fatica, rendendoci più leggeri. E allora ho capito che il mio incontro con questo scrittore non è stato casuale.

Martedì 18 ottobre l’alchimia si ripeterà al Forum Monzani, (via Aristotele 33) di Modena per la rassegna “Forum Eventi”. Erri de Luca presenterà il suo nuovo libro “I pesci non chiudono gli occhi” (ed. Feltrinelli), libro che ho comprato e che, colpevolmente, non ho ancora letto. Dalla quarta di copertina mi sembra di capire che sia tornato a raccontare dei riti di passaggio fra l’infanzia e l’adolescenza, di quando non ci si sente più bambini ma non si è nemmeno ancora grandi, e ci si interroga su temi che a quell’età ci sembrano ancora oscuri e lontani.
Io non ci sarò, questa volta non potrò esserci.

Una volta al mese lascio questo blog a disposizione di chi vuole raccontare qualche angolo nascosto di Modena, o commentare quello che succede nella nostra città. Scrivetemi a vmodenablog@virgilio.it e potreste essere la prossima (ma anche il prossimo) guest-blogger.

 

 

“Cosa tiene accese le stelle” al Forum Monzani

cosa-tiene-accese-le-stelle.jpgIncontri letterari e musica per questo inizio di autunno al Forum Monzani di Modena.
Stasera lunedì 26 settembre il primo dei nove eventi, tutti ad ingresso gratuito, organizzati dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna con il patrocinio del Comune di Modena.
Libri, conversazioni, musica: a Modena prestigiose firme del giornalismo e della scena editoriale italiana, volti noti dello spettacolo e un grande artista della scena musicale sono i protagonisti dei nove incontri con l’autore.
A inaugurare questa nuova rassegna di appuntamenti è il direttore de La Stampa Mario Calabresi che arriva al Forum Monzani lunedì 26 settembre per presentare il suo libro “Cosa tiene accese le stelle“.
“Il libro di Mario Calabresi, “Cosa tiene accese le stelle”, è un esorcismo contro la vulgata secondo la quale “si stava meglio quando si stava peggio”, per citare un altro ossimoro di successo. Attraverso le conversazioni con uomini eccellenti, e attingendo ad un ricco serbatoio di memorie personali, il direttore de “La Stampa” presenta alcuni buoni motivi per non lasciarsi prendere dallo sconforto, e riconoscere invece, alla luce di un cauto ottimismo, quanto siano migliorate le vite degli italiani negli ultimi cinquant’anni.
In realtà, sostiene l’autore, il problema è che, non trovando un modo per affrontare le sfide del presente, si rispolvera la gloria di un passato in cui, contrariamente a quanto si creda, non tutto era facile e scontato, ma la speranza nel futuro, le ambizioni e la capacità di sognare, hanno reso possibile lo sviluppo e il progresso. E proprio questi sentimenti del passato sono necessari per affrontare il presente, sostituendo il fatalismo, la sfiducia e il nichilismo, con la speranza e con la voglia di credere nel futuro. Per riprendere coraggio e trovare nuovo ossigeno per affrontare la sfida, l’autore compie un viaggio nella memoria, nel vissuto del nostro paese, attraverso le storie di scienziati, imprenditori, artisti e persone comuni, per comprendere che, se ce l’hanno fatta loro, possiamo farcela anche noi. Il presente, paralizzato dallo sconforto, non deve aver nostalgia del passato, ma prenderne esempio per trovare lo slancio necessario a superare il buio. La fiducia, per tornare a coltivare le proprie passioni, per ritrovare la forza di lottare per il benessere, per ottenere la libertà, passando attraverso la volontà. La strada esiste, e Mario Calabresi, con Cosa tiene accese le stelle, ce la indica. (dalla quarta di copertina)

 

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