Festa del compatrono Sant’Omobono

CHIESA_S._OMOBONO_6.JPGVivere in questa città continua a regalarmi delle sorprese. Non sapevo che la città di Modena ha il suo santo patrono, San Geminiano, e il suo santo compatrono, Sant’Omobono. Vissuto alla fine del XII secolo, protettore dei mercanti, dei sarti e della città di Cremona, fu scelto come compatrono di Modena dopo la grande peste del 1630. Il primo novembre di quell’anno, mentre la peste da mesi infuriava sulla città, i membri del Consiglio dei Conservatori fecero voto di costruire una chiesa in onore della Beatissima Vergine di Reggio se la peste se ne fosse andata. Di lì a poco, il 13 novembre, festa di Sant’Omobono, per la prima volta da molti mesi “non vi furono morti di sorte alcuna”. Da allora, il 13 novembre di ogni anno, i Conservatori si recarono a nome della città a rendere “pubbliche grazie” per la protezione ottenuta alla Beata Vergine della Ghiara e a Sant’Omobono, inizialmente all’altare dedicato alla vergine nella chiesa di S. Pietro, poi, dal 1636, nella nuova Chiesa del Voto.
Alla festa non mancava “un gran concorso di popolo sin alla sera” quando si faceva “un falò con girandole e razzi”. Nel 1698 i conservatori nominarono Sant’Omobono compatrono di Modena, e dal 1710 associarono alla consuetudine del ringraziamento nella Chiesa del Voto la distribuzione delle doti del Lascito Ferrari alle zitelle, le ragazze in età da marito. L’omaggio della comunità modenese a Sant’Omobono è continuato negli anni salvo poche eccezioni, e anche quest’anno, viene ripreso in forma solenne a cura del Comune di Modena e del Comitato modenese “Messa degli artisti”.
Domenica 14 novembre nella chiesa comunale del Voto, in via Emilia centro, i modenesi rendono omaggio al loro compatrono con una messa alle 11.30 e un concerto del coro folk San Lazzaro alle 16.30. Il programma completo prevede che alle 11 il sindaco Giorgio Pighi incontrerà le autorità nella sala del Vecchio Consiglio, in Municipio, e guiderà un corteo, accompagnato dalla banda cittadina “Andrea Ferri”, fino alla chiesa del Voto. La messa sarà accompagnata da canti e musica sacra eseguiti dalla corale “Puccini” di Sassuolo, dall’organista Simone Guaitoli e dalla soprano Yoriko Okai sotto la direzione del maestro Francesco Saguatti.
Alle 16.30, la chiesa del Voto ospiterà il concerto del coro folk san Lazzaro, diretto dal maestro don Ezio Nicioli con Simone Guaitoli al pianoforte, Giorgio Mattei al sassofono, Stefano Lombardo alla fisarmonica e Franca Lovino voce recitante.
Il Coro Folk di San Lazzaro si costituisce nel 1980 nell’ambito delle attività culturali e ricreative della Parrocchia dalla quale prende il nome, per merito di Don Ezio Nicioli, musicista autodidatta, che attualmente ancora lo dirige, e del quale il Coro esegue i canti da lui armonizzati e adattati per l’esecuzione delle quattro voci miste. Attinge il proprio repertorio dal folclore regionale italiano raccogliendo quei canti che vanno scomparendo, ma che costituiscono una importante eredità da salvaguardare e soprattutto da comunicare nello spirito più autenticamente popolare.

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