Giobbe Covatta a Modena

giobbe.jpgGiobbe Covatta è una presenza fissa ormai alla Festa dell’Unità (lo so che si chiama Festa del PD, ma che posso farci, proprio non mi piace). Ad anni alterni torna a Modena e non perdo mai l’occasione per andarlo ad ascoltare.
Quello che mi piace di Giobbe è la sua capacità di parlare di Dio (e con Dio) in maniera informale, il suo ragionare sui difetti e i pregi del genere umano attraverso un filo diretto con il nostro creatore.
Anche se in questa occasione Giobbe Covatta propone un recital che fonde le sue due ultime produzioni: “Trenta”, il suo lavoro più recente, dedicato agli articoli (trenta, appunto) della Dichiarazione universale dei diritti umani. Trenta articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. Vi si proclama che nessuno può essere fatto schiavo o sottoposto a torture, che nessuno dovrà essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato. Vi si sancisce anche che tutti hanno diritto ad avere una nazionalità, a contrarre matrimonio, a possedere dei beni, a prendere parte al governo del proprio paese, a lavorare, a ricevere un giusto compenso per il lavoro prestato, a godere del riposo, a fruire di tempo libero e a ricevere un’istruzione. In chiave ironica (ma non troppo), come nel suo stile, Giobbe prosegue la sua riflessione sui diritti fondamentali dell’uomo, raccontando con sarcasmo di chi questi diritti li ha solo sulla carta…
E “Melanina e varechina”, acuto monologo sul rapporto tra Africa e mondo occidentale. Tema molto caro a Covatta testimonial di AMREF  e Save the Children.
Sabato 4 settembre dalle ore 21 appuntamento a Ponte Alto. E portate una maglietta a maniche lunghe, che all’Arena del Lago, sulle panchine di legno, la temperatura non sarà da serata estiva.

Fine settimana a Ponte Alto

dario-vergassola.jpgCon la Festa del PD in programma fino al 20 settembre le occasioni di svago serale non mancheranno di sicuro. E questo fine settimana inizia nel modo migliore.
Stasera venerdì 27 agosto in programma il concerto di Eugenio Finardi. Per i nostalgici, ma anche per chi vuole ascoltare un vero cantautore.
Eugenio Finardi “Il Ribelle”. Fa sorridere oggi questo stereotipo di trent’anni fa.
Eppure, a ben vedere, è ancora l’aggettivo più calzante per questo Artista eternamente controcorrente, imprevedibile, insofferente alle banalità e ai luoghi comuni.
Dai suoi Classici degli inizi ad “Anima Blues” che tante soddisfazioni gli ha dato, dal trascendente “Il Silenzio & lo Spirito” alla struggente melodia del Fado, senza dimenticare le sue toccanti interpretazioni di Battisti, Battiato, De Andrè. Ascoltando le sue canzoni si scopre come Finardi sia stato sempre, nei fatti e pagando di persona, veramente ribelle alle regole dell’industria come a quelle dell’alternativa istituzionalizzata per seguire una visione musicale e una cifra stilistica che ne fanno un vero caposcuola della canzone rock d’autore italiana.finardi2.JPG
Spirito profondamente libero nelle idee e perciò isolato in un paese di cordate, clan e circoli di potere, Eugenio ha sempre avuto come unica bussola l’amore per la Musica che per lui, non credente, è l’accesso privilegiato dell’Uomo all’Assoluto, il modo per sentire emotivamente, fino alla commozione e perfino alla trascendenza, le leggi matematiche che regolano il Cosmo.(fonte)
Sabato 28 agosto niente musica, alle 21 all’Arena del Lago a Ponte Alto va in scena lo spettacolo di Dario Vergassola “Sparla con me”. Dopo i successi televisivi di “Parla con Me”, l’irriverente comico di La Spezia (città dove, a suo dire, “l’unico locale aperto di notte è il bancomat”) racconterà i momenti più esilaranti dei suoi tanti incontri, per raccontare di sé e delle donne e di tanti altri aspetti della vita, in un gioco teatrale all’insegna del divertimento e della spensieratezza. Il personaggio dello sfigato che ammalia con la parola lo ricordo già dal Maurizio Costanzo Show, e anche se a volte ammetto di essermi addormentata, a “Parla con me”, il programma di RAI3, aspettavo sempre le sue interviste impossibili ai malcapitati seduti sul divano rosso. Divano rosso su cui mi farei intervistare anche io molto volentieri (ma questo l’ho già raccontato).

“L’uguaglianza fa la differenza”: Festa del PD 2010

Festa_PD.jpgUna bolognese qualche giorno fa mi ha detto che “noi” modenesi abbiamo solo la Festa dell’Unità di cui vantarci, perché è l’unica cosa che c’è in città. Nonostante non sia modenese la sua affermazione mi ha dato fastidio e mi sono sentita in dovere di difendere la città e anche la sua Festa dell’Unità, che si chiama ancora Festa del PD, e che ogni anno torna puntuale a chiudere l’estate modenese.
Quest’anno in zona Ponte Alto si può ritrovare la rodata formula politica+gastronomia+cultura+spettacolo dal 26 agosto al 20 settembre.
Slogan scelto quest’anno “L’uguaglianza fa la differenza” e mi sono chiesta a cosa dovremmo assomigliare per essere diversi da chi?
Una certezza è il programma che propone spettacoli musicali e teatrali completamente gratuiti, tranne il concerto di Carmen Consoli la sera di mercoledì 8 settembre (al costo di € 15). Sempre a proposito di musica il 27 agosto salirà sul palco Eugenio Finardi. Giovedì 10 settembre i Deus. Il 10 settembre i Modena City Ramblers. L’11 settembre Goran Bregovic e la sua orchestra per i matrimoni e i funerali. Mercoledì 15 settembre la BandaBardò.
Come in tutte le edizioni della Festa del Pd (che fatica chiamarla così) gli spettacoli teatrali sono di puro intrattenimento comico. Ci saranno Dario Vergassola sabato 28 agosto, il 4 settembre Giobbe Covatta, Paolo Villaggio il 7 settembre, Teo Teocoli giovedì 16 settembre.
Spettacolo di fuochi d’artificio in apertura e in chiusura festa.
Del calendario politico segnalo l’incontro con Pier Luigi Bersani il 18 settembre. Chiude Dario Franceschini, ospite l’ultima sera, il 20 settembre.
Per il centro destra, il 14 settembre è atteso il ministro agli Affari generali Raffaele Fitto in un confronto con il presidente regionale Vasco Errani.
E poi i ristoranti con il menù tradizionale, la piadina, le crepes con la nutella e i waffel. I baracconi, lo zucchero filato, i giochi per i bimbi e le occasioni di svago e di shopping.
Il programma completo lo potete trovare all’indirizzo http://festa.pdmodena.it/ e a differenza dell’anno scorso, non continuerò la polemica sul nome che non c’è più. Tanto io continuerò a chiamarla “Festa dell’Unità”.