Cartolina per Modena

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E’ buffo ritrovarmi al tavolino di un hotel su di una terrazza affacciata su di un mare splendido color cobalto (cliccare per credere) e dover pensare a Modena.

Tutti ci concediamo qualche giorno lontano da lei, ogni tanto. Magari non solo per puro piacere, spesso ce ne allontaniamo per lavoro, ma poi siamo di nuovo lì: in fila sulla via Emilia o sulla Tangenziale bloccata per qualche incidente avvenuto in uno dei tanti svincoli.

E’ buffo ritrovarmi in costume, con la pelle strinata dal sole e dal sale, con l’espressione beata e rilassata che solo le vacanze riescono a regalare, a pensare a Modena che in fondo non è nemmeno la mia città natale. Anche se io questo pensiero glielo dedico volentieri perchè è stata generosa con me, e forse la nebbia che insinua nelle ossa l’umido che esala è solo un suo modo di farsi portare a spasso, e stare un po’ lontana da lei mi fa apprezzare i suoi portici e le sue piazze che attraverso di prima mattina mentre scappo al lavoro in bicicletta, mentre dai bar arriva il profumo delle paste e dello gnocco fritto..

Dopo tanto tempo Modena non è più solo un posto dove tornare, per me zingara italiana che di posti vissuti ne ha accumulati anche fin troppi, in maniera sempre più insistente si insinua un po’ più in fondo tanto che in questo giorno d’agosto sono qui che invece di raccontarvi di eventi, problemi o novità, vi racconto un po’ di fatti miei e di come mi sento pensando alla città lontana.

Manca ancora qualche giorno al mio ritorno, e mentre picchio i tasti del mio piccolo eeepc ringrazio chi mi concede l’opportunità di riflettere su come i cambiamenti non sono sempre un disastro, e che a volte le città bisogna anche prenderle dal verso giusto, come un fidanzato, per poterci andare d’accordo.

Per adesso però mi godo un altro po’ di mare che quello a Modena, con tutta la buona volontà, proprio non c’è.

 

 

Buon Ferragosto

ferragosto a modena.jpgCi siamo. La metà del mese di agosto per qualcuno quest’anno è l’inizio della vacanza (visto che è caduto in un giorno abbastanza infame, senza possibilità di ponti) per qualcun’ altro ne segna la fine. E per chi invece lavora tutto il mese? O semplicemente non ha potuto allontanarsi dalla città?

Sappiate che semplicemente non state festeggiando una festa antica e pagana. Una di quelle tante feste pagane che poi la Chiesa Cattolica ha “riciclato” dandogli un senso spirituale.

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. L’antico Ferragosto aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane allo scopo di fornire una adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti, periodo di raccolto nei campi. Nell’occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria dai decreti pontifici.

Nonostante il nostro non sia più un paese esclusivamente a vocazione agricola, la tradizione di festeggiare questo giorno facendo in modo di far coincidere le vacanze con questa festività, con gite fuori porta, o anche solo con grandi tavolate è quasi d’obbligo.

E cosa offre la città di Modena a chi si ritroverà fra le sue strade sabato 15 agosto?

Per occupare la giornata si può approfittare dell’opportunità di visitare i Musei Civici, che rimarranno aperti sia il 15 che il 16 agosto dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 ad ingresso gratuito.

Nei Parchi Ferrari e Divisione Acqui dalle 21, si balla il liscio, e non solo, con Anna e Paolo.

Mentre presso il “Teatro per tutti” del Centro civico di Cittanova, in via Pomposiana 52, la rassegna “Dialett in teater” propone scenette, sketch e commedie in dialetto. Lo spettacolo avrà inizio alle 22 e sarà preceduto, come nelle altre serate di spettacolo, alle 20.45, da un buffet a base di gnocco, tigelle e salume.

Anche se in realtà ci sono iniziative sparse un po’ ovunque nei vari quartieri della città.

In effetti dopo qualche decennio di strade vuote, negozi chiusi, anziani soli, e desolazione cittadina, adesso si può rimanere in città a servizi “ridotti” ma funzionanti e forse, complice la crisi, passare il Ferragosto a Modena non sarà considerata una punizione ma l’opportunità per vivere la città senza fretta e avere l’opportunità di guardarla con occhi diversi.