La Bonissima – Fiera del Gusto

la bonissima,statua di donna,statua medioevale,piazza grande,fiera del gusto,prodotti tipici,cucina tipica modenese,cucina tradizionale modeneseAvevo raccontato di lei in tempi non sospetti, incuriosita dalla sua posizione così centrale eppure così discreta.
L’anno dopo ero lì a raccontare dell’intero fine settimana a lei dedicato, fra degustazioni e manifestazioni.
Perché lei, la Bunéssma (la Bonissima), è la rappresentazione del buon commercio, dell’onestà nel commercio (dal nome del palazzo della “bona misura”), tesi avvalorata dal fatto che anticamente sembra reggesse una bilancia (andata perduta) e posava i piedi su un basamento con incise le antiche unità di misura modenesi (che si possono ammirare all’interno dell’abside del Duomo): la pertica, il coppo, il mattone e il braccio. Piazza Grande era (ed è) il centro della vita sociale ed economico della città. Nel Medioevo, intorno alla metà del trecento, Modena ritorna ad essere governata dai Conservatori eletti dal popolo, vengono abbandonate le vecchie leggi e sono promulgati i nuovi Statuti che regolano anche tutto ciò che si svolge abitualmente nella piazza: qui si fa il mercato settimanale e gli statuti dicono che il venerdì la piazza sia “disgombrata di letame” che evidentemente si accumulava nel corso della settimana. E quale migliore controllo della statua della Bonissima a ricordare ai commercianti l’onestà e le buone maniere.
Oggi venerdì 21 ottobre alle 15 si inaugura “La Bonissima: fiera del gusto e dei prodotti tipici modenesi”, il mercato che animerà Piazza Grande fino a Domenica 23 ottobre con tanti espositori da tutta la Provincia di Modena, che porteranno in piazza i loro straordinari prodotti: il mirtillo nero dell’appenino, gli amaretti di Modena, il salame di San Felice, l’Aceto Balsamico Tradizionale, i Lambruschi di Modena, il croccante artigianale del frignano e altre prelibatezze modenesi che il nostro territorio offre.
Inoltre selezionati ristoranti del centro storico presenteranno nei tre giorni un menù, a base di piatti tradizionali modenesi o realizzati con prodotti tipici modenesi. Un’occasione, specie per i visitatori provenienti da fuori provincia, per provare una cucina che sia per tradizione che per l’uso di prodotti di alta qualità, si colloca fra le migliori al mondo.
Domenica 23 ottobre dalle 15 alle 18 si terranno anche delle degustazioni gratuite che si replicheranno a rotazione: il canto dei lambruschi, balsamico amico, lo spirito del parmigiano reggiano, fette di storia-prosciutto di Modena.
Programma completo alla pagina www.labonissima.it.

Una volta al mese lascio questo blog a disposizione di chi vuole raccontare qualche angolo nascosto di Modena, o commentare quello che succede nella nostra città. Scrivetemi a vmodenablog@virgilio.it e potreste essere la prossima (ma anche il prossimo) guest-blogger.

 

 

I Giovedì Gastronomici

giovedì-gastronomici.jpgTornano i “Giovedì gastronomici”, tutti i giovedì dal 10 febbraio al 7 aprile 2011.
23 giovedì, 23 ristoranti, 23 menù di degustazione, 23 serate a spasso fra Modena e la sua provincia
– San Possidonio, Carpi, Nonantola, Formigine, Vignola, Guiglia – 23 serate in cui poter finalmente appendere il grembiule al gancio della cucina, e non dover pensare a cosa cucinare per cena.
La versione invernale dei “Giovedì gastronomici” predilige la cucina modenese più tradizionale. Sbirciando nei menù dei vari ristoranti coinvolti nell’iniziativa si può scegliere fra quelli più tradizionali che propongono i tortelloni di zucca, tortellini in brodo, gnocco e tigelle con salumi DOP, a piatti più ricercati come il risotto pere e taleggio o lo zampone con zabaione caldo. Sempre sul filo della tradizione, i veri protagonisti dei menù proposti sono quelli classici della cucina modenese come il Parmigiano Reggiano, il Lambrusco, l’Aceto Balsamico Tradizionale e il Prosciutto di Modena.
E tutto a prezzi che variano dai 22 ai 35 euro, con la possibilità di cenare nella classica trattoria o nel ristorante più rinomato e celebrato dalle guide gastronomiche.
Ad accompagnare gli appassionati che seguono l’iniziativa, e più in generale gli amanti della buona tavola, ci sarà la Fidelity Card dei “Giovedì Gastronomici”: la tessera si ritira direttamente nei ristoranti aderenti, un timbro per ogni ristorante visitato e raggiunti il numero timbri necessario si può ritirare il premio scelto presso la sede di Opera 02 Cà Montanari. Con 4 timbri si riceveranno 6 bottiglie di Lambrusco di Modena DOP secco o amabile a scelta, con 5 timbri 6 bottiglie di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP secco, con 7 timbri 6 bottiglie di Lambrusco di Modena DOP secco, con 9 timbri si riceverà  un pernottamento per n. 2 persone presso l’agriturismo Opera02, con colazione e possibilità di usufruire della piscina esterna e della zona relax con sauna e bagno turco.
In distribuzione gratuita presso tutte le sedi di Confesercenti Modena, i ristoranti e i punti informativi dei maggiori comuni della provincia, un comodo libretto tascabile contenente tutti i riferimenti dei ristoranti, la descrizione dei menù offerti ed i relativi prezzi.
Per informazioni più dettagliate http://www.confesercentimodena.it/

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Corsi di cucina, all’insegna della tradizione

Storia_di_terra_e_di_rezdore_1.jpgL’argomento di queste feste, che per qualcuno non sono ancora finite, sono i chili di troppo  presi fra un cenone della vigilia e i pranzi della festa, e di come smaltirli appena tornati alla “normalità”. Personalmente, sono attratta soprattutto dalla cucina tradizionale, e sto scoprendo il piacere di scoprire le ricette della tradizione non solo della mia terra d’origine, andando alla ricerca delle ricette della mia nonna, ma anche a quelle della cucina modenese, terra (buona) d’adozione.
La prova sono le ricette che in questo ultimo anno ho pubblicato in questo blog. E per chi come me, non solo ama mangiare, ma ama anche stupire i propri ospiti cucinando per loro, ho da segnalare una iniziativa promossa da Slow Food, Consorzio Modena a Tavola, Consorzio Parmigiano-Reggiano, Consorzio del Prosciutto di Modena, Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Ordine del Nocino Modenese, “La San Nicola”, che a partire dal 10 gennaio 2011 organizzano due corsi di arte culinaria, nel segno della tradizione.
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Con il corso IMPARIAMO A TIRARE LA SFOGLIA si impara a confezionare il Tortellino Tradizionale di Castelfranco Emilia, a fare la Sfoglia col mattarello, le Tagliatelle, le Taglioline, i Quadrucci,  i Maltagliati,  le Lasagne e Tortelloni. Il bollito e le salse che lo esaltano, i vini del territorio e loro abbinamenti.
Con il corso GRANDI CHEF – I DOLCI TRADIZIONALI DEL TERRITORIO E NON SOLO si imparerà invece l’arte del dolce tradizionale modenese: il Bensone, i Tortelli fritti, la Zuppa inglese, La torta di taglia telline, Amaretti, Torta di riso e tanto ancora, con esercitazioni teoriche e pratiche anche presso laboratori e cucine attrezzate.
I corsi si terranno a Castelfranco Emilia, verranno condotti da noti chef, sommelier e sfogline. Le esercitazioni pratiche termineranno con una prova finale e il rilascio di un diploma di partecipazione.
E anche noi potremmo sentirci un po’ Julia Child!

Per maggiori informazioni www.lasannicola.it

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La Bonissima – Fiera del Gusto

Bunéssma.jpgAvevo raccontato della Bunéssma in un post di un annetto fa, quando avevo raccontato di questa dama che silenziosa e mai invadente osserva e ascolta tutto quello che accade in Piazza Grande.
A lei sarà dedicato l’intero fine settimana, da venerdì 22 a domenica 24 ottobre 2010 attraverso la prima edizione de “La Bonissima” Fiera del Gusto.
Privilegiando la spiegazione di quelli che studiando l’etimologia del nome con cui la si identifica, la statuetta doveva rappresentare l’onestà nel commercio (dal nome del palazzo della “bona misura”), tesi avvalorata dal fatto che anticamente sembra reggesse una bilancia (andata perduta) e posava i piedi su un basamento con incise le antiche unità di misura modenesi (che si possono ammirare all’interno dell’abside del Duomo), tra il Duomo, la Ghirlandina ed il Municipio per tre giorni sarà allestita una mostra mercato dedicata al gusto cui partecipano trenta produttori del territorio modenese. I visitatori potranno trovare  l’aceto balsamico tradizionale, il tartufo delle Valli Dolo e Dragone,  il croccante artigianale del Frignano, gli amaretti di Modena, il Parmigiano Reggiano, il Lambrusco, le crescentine di Modena, il salame di San Felice sul Panaro, il Sassolino ed il Nocino.
Oltre agli stand gastronomici, altri eventi animeranno questo fine settimana modenese.
Venerdì 22 ottobre alle ore 19 al Caffè Concerto di Piazza Grande verrà proposto il lambrusco in bicchiere tumbler alto con molto ghiaccio e scorza di limone, uno degli ultimissimi modi di bere il lambrusco come aperitivo. Questo ed altre proposte verranno fatte assaggiare presso il Caffè Concerto con l’accompagnamento “ragionato” di stuzzichini a base di prodotti tipici modenesi anche rielaborati secondo il gusto odierno. Mentre si berrà l’aperitivo modenese, si svolgerà una “chiacchierata” con esperti che informeranno sulla proprietà benefiche, dal punto di vista medico-scentifico, del Lambrusco.
Sabato 23 ottobre intorno alle 18 al suono festoso di tamburi, che accompagnano acrobatici sbandieratori, un importante corteo storico si snoderà per le vie del centro ad annunciare l’evento. Partendo da Piazza Roma, per via Farini e quindi in via Emilia un centinaio di figuranti sfileranno in una e vera e propria rievocazione storica dell’antica leggenda della nobildonna, fino ad arrivare in piazza Grande dove omaggeranno la madrina, eletta per l’occasione, scelta tra le personalità di spicco del tessuto sociale modenese, con prodotti modenesi d’eccellenza.
Nei giorni di manifestazione, vari ristoranti proporranno un menù che rappresenti appieno i piatti della cucina tradizionale modenese. I menù saranno formati infatti da piatti della cucina tradizionale modenese o preparati con prodotti tipici modenesi.cropped-eavicamp-logo-final25.jpg

Per una buona ragione sabato 23 ottobre non sarò in Piazza Grande a scattare foto da aggiungere al mio album personale, perché vi ricordo che presso la Facoltà di Matematica e Fisica dell’Università di Modena si svolge il primo barcamp modenese, l’EAVIcamp, dove la qui presente Marlene, quella che ogni settimana vi racconta quello che succede in città, racconterà ai presenti cosa significa per me questo impegno che ho con voi che mi leggete.

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Le “Rezdore”

rezdore.jpg“Storie di Terra e di Rezdore” è il titolo di un progetto promosso nel 2006 dalla Provincia di Modena e realizzato da Slow Food Italia con l’obiettivo di recuperare il tesoro di conoscenze ed esperienze legate alla cucina tradizionale modenese.
Ma chi era la “rezdora”? Rezdora è un vocabolo dialettale, spesso tradotto in “reggitora”, cioè la persona che gestisce la casa. Non è necessariamente un concetto legato al matriarcato, infatti esiste anche “al rezdor”, ma al femminile connota quella donna che, con saggezza ed energia, tiene le redini della casa, confezionando perfette pietanze tradizionali.
La brava rezdora era quella che riusciva a gestire la famiglia in maniera ottimale. La natalità era altissima e le malattie tante. Gestire tante bocche era un’impresa, voleva dire intelligenza, carattere, intuizione, energia, fortuna e un certo cinismo verso i sentimentalismi. La rezdora era scelta dagli uomini con cura, perchè una donna fa la casa o la disfa. La rezdora ha come compito di baciare i bambini, di leggere loro le favole, di preparare la festa della domenica e di mettere i fiori nella brocca, sulla tavola o ai santi nella nicchia, nei momenti lieti e non lieti. Un lavoro duro, che portò a definire la rezdora come una persona di ferro, e a mettere nell’ombra quelle poverine che, per natura, non erano state fornite di buon sangue.
La rezdora brava in cucina era richiesta nella preparazione dei pranzi delle cerimonie, riuscendo così a contribuire anche al bilancio familiare. Prenotata per tempo, veniva prelevata il giorno prima, in modo da potersi rendere conto di quanto c’era a disposizione per la tavolata da apparecchiare, degli utensili e per cominciare a stendere eventuali lieviti, ripieni o frollature. Ad una donna del genere, e più brava più diveniva mitica, ubbidivano tutti e non bisognava rivolgerle critiche o imporre restrizioni.
Il tortellino fatto da lei era un oggetto unico; mentre le altre aiutanti si arrabattavano a stringere, sì, ma non troppo, ma non poco, uno sì e due no quel povero oggettino, lei con due colpetti soffici e magici posava sul tavolo il neonato, e sotto un altro.
Per tramandare tutti questi sapori, odori e ricordi e tradizioni si è pensato di raccogliere il tutto e dopo tre anni di ricerca e selezione dei protagonisti in tutto il territorio provinciale si può vedere il risultato nelle pagine dedicate del portale della provincia di Modena http://rezdore.provincia.modena.it/index.asp.
Buona lettura.

[fonte]