Aspettando Guccini

bigliettiguccini.JPGCosa posso scrivere di Francesco Guccini che non sia già stato detto?
Forse non ho mai detto che è uno dei miei cantautori preferiti, che quella sua voce calda segnata dalla erre morbida mi ha accompagnato in tutta la mia adolescenza, cullando i miei sogni e suggerendo parole alle mie storie d’amore.
Ed eccomi qui, a vivere nella stessa città in cui il cantautore è nato, da cui è andato via a causa della guerra, e dove è tornato negli anni dell’adolescenza. Vivo a Modena, quella stessa città a cui ha dedicato la canzone dal sapore un po’ amaro “Piccola Città”:
“Piccola città, bastardo posto,
appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via;
piccola città io ti conosco,
nebbia e fumo non so darvi il profumo del ricordo che cambia in meglio,
ma sono qui nei pensieri le strade di ieri, e tornano
visi e dolori e stagioni, amori e mattoni che parlano…”

A Modena Guccini non ha mai tenuto un concerto, e quello che si terrà il 30 giugno 2010 in Piazza Grande rischia davvero di essere un evento straordinario.
E imperdibile.
I biglietti li ho già presi, per assistere al primo concerto all’ombra della Ghirlandina di un emiliano che ironicamente si è definito un “modenese volgare”.
“Piccola città, vecchi cortili,
sogni e dei primaverili, rime e fedi giovanili, bimbe ora vecchie;
piango e non rimpiango, la tua polvere, il tuo fango, le tue vite,
le tue pietre, l’oro e il marmo, le catapecchie:
così diversa sei adesso, io son sempre lo stesso, sempre diverso,
cerco le notti ed il fiasco, se muoio rinasco, finché non finirà…”

Di madre in figlia: la storia delle mondine di Novi

mondinenovi.jpegIl lavoro delle mondine ha sempre colpito l’immaginario popolare e ha ispirato molti canti popolari, oltre che opere letterarie e cinematografiche (come Riso Amaro con Silvana Mangano).
Faccio parte di quella generazione che le mondine non le ha mai viste, forse ne ha sentito parlare, sicuramente non le ha mai potute vedere al lavoro.
La mondina, o mondariso (dal verbo “mondare”, pulire) era la lavoratrice stagionale delle  risaie.
 Il lavoro si svolgeva durante il periodo di allagamento dei campi, effettuato dalla fine di aprile agli inizi di giugno per proteggere le delicate piantine del riso dallo sbalzo termico tra il giorno e la notte, durante le prime fasi del loro sviluppo. La disinfestazione delle piante di riso, oggi fatta a macchina, veniva svolta solo dalle donne, che lasciavano le loro case e alloggiavano insieme, in capannoni, per la durata della campagna di monda (circa 40 giorni in estate), con orari di lavoro disumani a volte anche per dodici ore al giorno, reclutate nei loro paesi e portate nelle risaie della Lombardia e del Piemonte per guadagnare un po’ di denaro per le proprie famiglie, devastate dalla guerra e dalla miseria. A piedi scalzi tutto il giorno nell’acqua, con la schiena curva e un cappellaccio in testa per ripararsi dal sole, le mondine restavano lontane da casa per mesi e i loro letti erano giacigli di paglia. Per sopportare la fatica e la nostalgia, cantavano.silvana-mangano.jpg
A Novi di Modena è sopravvissuto uno di questi cori conosciuto come … le Mondine di Novi, una leggenda vivente: nato a metà degli anni settanta, questo gruppo vocale è formato da venti donne della bassa modenese, la maggior parte delle quali sono ottantenni che da giovani hanno lavorato nelle risaie del Piemonte e hanno vissuto l’esperienza della Resistenza in Emilia.
A queste donne, a questo coro lunedì 18 gennaio alle 21, presso la Sala Truffaut in via degli Adelardi 4 a Modena viene proiettato il film
“Di madre in figlia”, un documentario dedicato al Coro delle Mondine di Novi. Nel film di Zambelli le Mondine di Novi si raccontano attraverso i loro ricordi e i loro canti. Il montaggio ripercorre la loro storia con vecchie immagini di repertorio in bianco e nero che si alternano alle loro testimonianze. Il documentario ne illustra anche il percorso musicale attuale: le Mondine di Novi vanno tutt’ora in giro di festa in sagra a cantare le stesse canzoni, di protesta, d’amore, di malinconia, che usavano cantare in risaia molti decenni fa. Con il passare del tempo il coro di Novi si è rinnovato, dapprima con l’ingresso delle figlie delle mondine, che hanno imparato a cantare dalle madri e si sono unite a loro per portare avanti la tradizione dei canti di risaia. Successivamente i Fiamma Fumana gruppo musicale italiano originario dell’Emilia, fondato da Alberto Cottica, ex Modena City Ramblers, hanno aggiunto il contributo di un’altra generazione ancora, quella delle ragazze ventenni di oggi, e con l’uso della musica elettronica hanno dato vita nell’insieme a un gruppo musicale elettro-folk che unisce tre generazioni.
Queste donne rappresentano il nostro passato, conoscere la loro storia ci aiuta a capire chi siamo, ci raccontano di quell’Italia che è stata e ora non è più, sommersa dal “benessere” fittizio del consumismo e ipnotizzata dai messaggi che ci propongono ogni giorno in televisione. Ascoltarle cantare e raccontare la loro esperienza di donne può essere l’occasione per noi donne “moderne” di trovare nuovi spunti di riflessione sul nostro ruolo nella costruzione della società attuale.

“Banana Republic” al Vox Club

Banana republic - front.jpgA connettersi al sito del Vox Club di Nonantola si scopre che l’evento esclusivo dell’anno è già sold out.
E non poteva andare diversamente, considerato che l’evento dell’anno a cui mi riferisco è il concerto che hanno deciso di fare insieme Francesco de Gregori e Lucio Dalla, il 22 gennaio 2010, trent’anni dopo il fortunatissimo tour “Banana Republic”. I biglietti sono stati venduti sono on-line e considerate le dimensioni del club, credo anche che non siano stati tantissimi i fortunati che potranno assistere alla serata.
Trent’anni fa De Gregori-Dalla fecero storia con brani come “Ma come fanno i marinai” e “Banana Republic”, brano che ha p
bananarepublic.jpgoi dato il nome all’album pubblicato l’anno successivo.
Sembra che l’idea sia nata questa estate quando Dalla allestì come regista uno spettacolo su testi del poeta Roberto Roversi per l’attore Marco Alemanno in piazza, a Solferino, per ricordare la battaglia che vi si svolse il 24 giugno del 1859 e che chiuse la seconda guerra d’Indipendenza. Vi intervenne, cantando alcune sue canzoni legate alla storia e la realtà del nostro paese, anche De Gregori e, a conclusione della serata, Dalla si esibirono insieme dopo appunto 30 anni.
La location è il piccolo club di Nonantola che vede spesso eventi musicali degni di nota. Lo stesso locale che viene menzionato da Ligabue nella sua “E” nell’album “Miss Mondo”.
Se siete riusciti a trovare i biglietti passate pure di qua a raccontare, che la serata è un’occasione forse unica, considerato che per adesso non ci sono altre date in programma.

Raduno ufficiale del Ligabue fan club

biglietti.jpgAscolto le canzoni di Ligabue dal primo album quello del 1990, quello che porta il suo nome, vivo a Modena da circa 9 anni, sono membro da 4 anni a 16 settimane del “Bar Mario” e stasera non sarò al raduno che si terrà al Palapanini di Modena.
Della mia passione ne avevo già scritto un po’ di tempo fa, nel mio blog, dove ho “confessato” anche di avere una copia della sua carta di identità. Ancora me lo ricordo quel giorno in cui lo vidi passare nel corridoio del posto in cui lavoravo. Gli avevano concesso di venire in un giorno di chiusura, e noi a sbirciare da dietro le veneziane serrate. Ovviamene qualsiasi cosa fosse venuto a fare, lo aveva fatto con il nostro dirigente. Ma come tutti i momenti speciali andava immortalato con un bel souvenir, e ho fotocopiato una volta in più il suo documento di identità, che conservo gelosamente, anche se scaduto da anni.
E oggi 6 gennaio, a distanza di cinque anni dall’ultimo raduno modenese, Ligabue torna al PalaPanini di Modena. Tra le 16 e le 19:30, il “Liga” terrà al palazzetto il raduno nazionale dei suoi fan per un concerto unico ed esclusivo.
Sarà un appuntamento imperdibile per tutti i fan che sono riusciti ad ottenere un biglietto a soli 15 euro per poter partecipare alla serata.
Sul palco, insieme al cantautore, si alterneranno le storiche band Orazero, ClanDestino e Banda; poi lo show finale insieme all’attuale band con la scaletta preparata in base alla classifica dei brani piu’ votati proprio dai fan.
La notizia del raduno è stata diffusa tramite una e-mail indirizzata agli iscritti al fan club di Ligabue. Mail che io non ho letto, che ho perso nelle decine e decine che mi arrivano tutti i giorni.

E stasera credo che mi troverete appostata, nonostante la neve, fuori al Palapanini, nella speranza di riuscire ad intercettare almeno qualche nota.

Una notte in Italia

modena di notte home.jpgPer una che ha sempre sostenuto di non capire niente di musica è strano ritrovarmi sempre a scrivere di concerti e cantautori. Sarà che la città di Modena questa estate offre spettacoli che vale la pena di non perdere ma anche stavolta voglio segnalarvi che domani giovedì 30 luglio ci sarà Ivano Fossati in concerto, con il solito scenario della splendida Piazza Grande e come al solito in forma totalmente gratuita.

La cose meravigliosa di questi appuntamenti musicali è che mi permettono di vivere la città come normalmente accade di rado. Soprattutto d’inverno, complice l’umidità e la nebbia, la città appare spettrale e disabitata. In piena estate sarebbe bello vederla sempre così, con la gente che in maniera spontanea esce di casa e sembra che si dia un unico appuntamento per passare una serata tutti insieme. Ho avuto modo di raccontare che non sono modenese, e vi assicuro che la prima cosa che mi ha colpito appena trasferita in città è stata la mancanza di “utilizzo” della città come luogo di ritrovo. Per me la cosa più difficile è stato abbandonare la consuetudine di uscire anche da sola senza avere a tutti i costi un impegno o dover incontrare qualcuno. Questo dover per forza utilizzare la macchina, o il dover per forza andare in qualche locale è una consuetudine modenese che faccio ancora fatica a comprendere. Anche se, come è accaduto dopo il concerto di Luca Carboni, c’è stato una specie di fuggi fuggi generale, forse perché il giorno dopo era lavorativo, forse solo perché non si è più abituati a passeggiare per le strade di notte, terrorizzati da tanta campagna mediatica. In realtà ogni volta che rinunciamo ad uscire per “paura”, svuotiamo le strade lasciandole a completa disposizione di chi invece “paura” ne fa.

Certo: bisognerebbe che i locali rimanessero aperti più a lungo, e che ci fosse l’opportunità di sedersi, magari ai piedi del Duomo, ma questa è un’altra storia, che racconterò qualche altra volta.

 

 

…intanto dustin hoffman non sbaglia un film

luca_carboni.jpgUn poeta. Un sognatore. Una persona che si definisce silenziosa, ma il suo silenzio fa rumore, fa cantare, lascia sognare.

Chissà se “Fragole buone buone” fa ancora parte del suo repertorio. Anche se in realtà Giovedì 23 luglio sarà la prima volta che ascolterò Luca Carboni in concerto, a Modena, in Piazza Grande e come tante delle manifestazioni che si stanno tenendo in città, completamente gratis… a meno che a forza di cantare a tutta voce le sue canzoni non venga sete.

Ve lo ricordate con il ciuffo ribelle a cantare “ci stiamo sbagliando ragazzi” con quell’aria di chi si trova lì un po’ per caso. Lo sguardo dolce, malinconico, un timido che sa scrivere poesie e le sa cantare. Così me lo sono sempre immaginata Luca, e qualche volta ho anche sperato di avere la fortuna di conoscerlo, anche se poi mi dicevo che con me non sarebbe mai stato se stesso (piccola fun innamorata e in stato confusionale). La sua paura di crescere raccontata in “Sarà un uomo” mentre scrive una dichiarazione d’amore come “Le nostre parole”. Dopo “Persone silenziose” che contiene la splendida “Primavera”, arriva un album dolcissimo e introspettivo dove si racconta di un amore finito. Tutti abbiamo cantato “Mare mare” ma quella che mi è rimasta veramente nel cuore è “le storie d’amore”, quelle che

“no, non finiscono mai […]

l’amore forse è solo una bugia

la bugia più grande

la più vera che ci sia

amore mio che non ho amato mai

non smetterò di amarti mai

non smetterò di perderti

di cercarti all’improvviso

di incontrarti nel mio passato

di difenderti da me”

E giù pianti e kleenex. Poi è la volta di album più allegro, dance e un po’ futuristico come “Mondo”, come dimenticare il favoloso video di “Virtuale” dove si diverte con i colori e le identità. In “Le band si sciolgono” sembrava quasi che conoscesse me e la mia piccola iena quando ha scritto “Lampo di vita”. E poi giù fino all’ultimo album dove lui, bolognese, canta anche una canzone del sassolese Pierangelo Bertoli, la splendida “Eppure soffia”.

E spero con questo di avervi definitivamente convinto ad essere in Piazza Grande giovedì sera ad ascoltare quello che io considero uno dei (pochi) migliori cantautori italiani contemporanei.

 

Radio Bruno Estate

radiobrunoestate.jpgIl tempo sembra essersi messo al meglio, e meno male perchè stasera 1 luglio in Piazza Grande prende vita l’evento dell’estate. Sono sicura che i “puristi” della musica diserteranno l’evento, e devo ammettere che alcuni degli artisti che si esibiranno sul palco del Radio Bruno Estate non piacciono molto nemmeno a me. Però ci sono Matteo Beccucci e Noemi, li ho seguiti tutti l’inverno su X-Factor e non posso assolutamente perdermi la loro esibizione. Meno entusiasmo per Marco Carta, però mi consolo con Malika Ayane e mi lustro gli occhi con Sergio Muniz. Per la gioia dei maschietti c’è invece da segnalare la presenza sul palco, ad affiancare le voci note della emittente radio Bruno, la ex-velina Maddalena Corvaglia.  E poi ci sono i Lost, e i Gemelli Diversi, addirittura i Pooh (ma non si erano sciolti?).
Insomma ci sono tutte le premesse per passare una piacevole serata, con cornice la splendida piazza Grande con il Duomo che sta a guardare, e ancora una volta, in forma totalmente gratuita.
Il Radio Bruno Estate apre la stagione di eventi e spettacoli “SuoniaMO” quindi occhi (e orecchie) ben aperte. Passare l’estate in città non è poi così male come sembra.
E non importa se domani sonnecchierò davanti allo schermo del pc, la serata è imperdibile.