Manifesto abusivo Tour

samuele-bersani1.jpeg“Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare”


In “Le mie parole” ho sempre invidiato a Samuele Bersani la capacità di riuscire a raccontare il suo personale mestiere di scrivere. Stasera Mercoledì 21 Luglio dalle 21 Piazza Grande ospiterà il “Manifesto Abusivo Tour”, una delle tappe del tour del cantautore emiliano. Samuele Bersani mi ha sempre colpito per la sua ironia, per la sua capacità di mescolare a pezzi di autentica poesia, testi che si ispirano alla cronaca e all’attualità più spietata offrendo a noi ascoltatori punti di vista originali e inaspettati.
Se nono conoscete Samuele Bersani posso dirvi che ascoltare le sue canzoni è come vedere proiettato un cortometraggio. Attraverso le sue parole riesce a creare ambienti, personaggi e storia, facendoli apparire come per magia davanti ai nostri occhi, stregati dalla sua musica, colonna sonora di piccoli film perfetti.
Oltre alla musica in Piazza Grande troverete anche i volontari di Emergency. Samuele Bersani ha offerto la sua collaborazione ad Emergency e devolve l’intero ricavato della vendita delle t-shirt ufficiali dei concerti, realizzata da Paolo Campinotti, al Centro pediatrico di Bangui in Repubblica Centrafricana. Impegno che sottolinea e conferma la sensibilità di questo cantautore fuori dagli schemi usuali della musica commerciale.
Questa sera lo spettacolo lo offre la città di Modena, quindi se siete di passaggio potete fermarvi e godervi il concerto in maniera totalmente gratuita.

E adesso tocca ai Jehtro Tull

JT poster medium def.JPG Sai cosa hanno di particolare i Jethro Tull? – chiede la piccola iena mentre torniamo a casa in macchina.
– I Jethro chi? – rispondo io.
– Possibile che di musica tu non conosca proprio nulla che vale la pena di conoscere? I Jethro Tull, un gruppo rock nato alla fine degli anni ’60. Hanno una particolarità che li rende diversi da tutti gli altri gruppi rock – tira fuori da chi sa dove informazioni, aneddoti e citazioni su cose e persone di cui io non ho mai sentito parlare.
– Non lo so – rispondo un po’ seccata, anche se dentro sono delusa dalle mie scarse conoscenze musicali.
– Guarda bene il manifesto del concerto – mi dice indicando il cartellone pubblicitario alle porte di Modena, sulla via Giardini, che annuncia per Sabato 17 Luglio in Piazza Grande alle ore 21 il concerto dei Jethro Tull.
– ??? – mi sforzo, ma proprio non colgo il suo suggerimento.
– E’ l’unico gruppo rock con un componente che suona il flauto traverso –
– E io che avevo scambiato la figura per un ippocampo –

Adesso so che Jethro Tull è un gruppo rock originario di Blackpool, in Inghilterra, fondato nel 1967 dallo scozzese Ian Anderson, ed è proprio lui a suonare il flauto traverso e un sacco di altri strumenti.
La band prende il nome dal pioniere della moderna agricoltura, un agronomo e inventore inglese, pioniere della moderna agricoltura e inventore, nel 1701, della prima seminatrice meccanica. Inizialmente con uno stile blues, i Jethro Tull hanno attraversato la storia del rock, passando per vari generi, dal classico al folk rock, dal progressive alla musica etnica, dal jazz all’art rock. E hanno venduto più di 60 milioni di album in tutto il mondo.
Un altro appuntamento importante in città, dopo il concerto di Francesco Guccini.
Considerato che questa volta non ci sarò, se volete lasciare i vostri commenti e condividere con me e con tutti quelli che passano di qua le vostre sensazioni sarete i benvenuti.

Cronaca di un concerto

gucciniconcerto.JPGNon ho letto nessun articolo in questi giorni che parlasse del concerto-evento a Modena di Francesco Guccini. Non volevo farmi influenzare. Perché io la sera del 30 giugno 2010 c’ero in Piazza Grande e avevo voglia di raccontare la serata così come la ricordo io.
L’esperienza di altri concerti visti in  questa piazza mi hanno fatto correre dritta verso il plasticone che copre i fili che partono dal centro di comando e arrivano fino al palco, mossa che mi regala subito 5 cm in più. E se i tecnici non fanno storie posso sedermi sulle transenne e godermi lo spettacolo vedendo anche quello che succede sul palco, cosa che accade e riesco così a non perdermi nulla dello spettacolo.
Mentre attendiamo tutti seduti che inizi il concerto mi guardo intorno e vedo facce giovani, anche giovanissime, a conferma che le canzoni di Guccini sono adatte ad un pubblico di qualsiasi età, basta avere voglia di ascoltare.
Dopo un’ora seduti sui ciottoli della piazza alle 20.55 il pubblico inizia a rumoreggiare, partono applausi, piccoli cori di “fuori, fuori”. Tutto secondo le regole. E poi arriva.
Si srotola lo striscione sulla facciata del Comune di Modena: ...però non la sopporto la gente che non sogna. Modena ringrazia Francesco…
E apre con Canzone per un’amica e chiude con La locomotiva [così la gente sa che è finita e non ci
striscione.JPGsono bis]. In mezzo una minima parte del suo repertorio che ha attraversato 40 anni di storia e di vita e che ancora adesso suscita emozione cantare a squarciagola “Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…”. Ma non solo canzoni insieme a Guccini. Rende lo spettacolo qualcosa di coinvolgente chicchierando con il suo pubblico fra una canzone e l’altra. La scaletta è arricchita di aneddoti, ricordi, racconti. Guccini al suo pubblico regala i ricordi della sua gioventù, racconta di come è nata la canzone che sta per cantare, si diverte insieme al suo pubblico. Ecco cosa ha reso speciale questa serata: la sensazione che sul quel palco oltre ad esserci un cantastorie, si ascoltavano anche gli aneddoti di un amico che non si vede da tanto tempo. E l’essere in piazza, all’ombra della Ghirlandina, in mezzo a centinaia di persone non ha cambiato la mia sensazione di essere in un pub, davanti ad una birra, ad ascoltare una persona che si conosce da sempre.

Francesco Guccini a Modena

fra-la-via-emilia-e-il-west-live.jpgIn città non si parla d’altro. Piazza Grande è stata chiusa ieri per permettere ai tecnici l’allestimento del palco e la predisposizione delle paratie per recintare tutta la piazza. Stasera 30 Giugno per il primo concerto di Francesco Guccini a Modena sono previste 5000 persone, solo posti in piedi, divieto di sedie e sgabelli, e sono seriamente preoccupata di non riuscire a vedere nulla. Mi accontenterò di ascoltare la voce inconfondibile del cantautore emiliano che, leggo da altre fonti, ha anticipato qualcosina di quello che proporrà in questa serata modenese: “Si apre, come sempre, con ‘Canzone per un’amica’ – anticipa Guccini – e si chiude, come sempre, con ‘La locomotiva’, così il pubblico capisce che è finita, non ci saranno bis, e io andrò al meritato riposo. In mezzo – prosegue il cantautore – non potranno mancare ‘Auschwitz’ e ‘Il vecchio e il bambino’. E volete che non faccia ‘Eskimo’? Il resto lo vedremo con i musicisti. Mi chiedono ‘Piccola città’ ma non so se la farò“.francescoguccini.jpg
Lascio anche qui qualche informazione di servizio pubblicata sul sito del comune di Modena: la piazza sarà sgomberata e chiusa solo nell’imminenza dell’evento, a partire dalle 18.45, e il pubblico potrà accedere per assistere al concerto a partire dalle 19.45.
La biglietteria per il ritiro degli accrediti e degli ingressi già prenotati e pagati sarà allestita all’incrocio tra corso Canalchiaro e corso Duomo e aprirà alle ore 18.30. Gli ingressi saranno collocati, oltre che alla biglietteria, in via Selmi, via XX settembre, via Castellaro. Nessun ingresso è previsto da via Emilia centro e piazza Torre.
Nota a margine: i tre grandi sponsor della serata offriranno da uno stand in piazza assaggi gratuiti di salumi, vino e parmigiano – reggiano.
Io sarò là, in Piazza Grande, che un evento del genere (come ho già avuto modo di scrivere) è una di quelle cose che passano una volta sola accanto e che bisogna afferrare al volo. Uscirò prima da lavoro, mi vestirò comoda, e mi troverete in punta di piedi a cantare senza nessun rispetto per l’intonazione e il bel canto canzoni come l’avvelenata e cirano e cristoforo colombo e farewell e ….

Musiche Ribelli Tour

 

luca carboni home page.jpgPer tutti quelli che credono che Luca Carboni faccia cantilene tristi e tutte uguali ho un avviso da fare: vi siete persi una esibizione dal vivo piena di energia e carica di emozioni.

“Stellina (dei cantautori)” è stata la canzone di inizio, una sorta di rito propiziatorio, e non ha deluso la scelta dei brani, dai vecchi successi fino alle recenti “Musiche Ribelli” (album con cui insieme a Riccardo Sinigallia reinterpreta brani degli anni ’70 di altri cantautori italiani). Perché in realtà quando si ascolta un cantautore come Luca Carboni, la canzone che si sa tutta a memoria cantata a tutta voce smette di essere solo una bella canzone e si trasforma nel ricordo di un tempo passato che scivola come un brivido lungo tutto il corpo.

E’ banale dirlo (e forse ancor di più scriverlo): io ricordo alcune canzoni perché legate ad un particolare momento della mia vita, e quando le sento, è come ascoltare la colonna sonora del mio film personale.

Ha dimenticato una strofa di “Venderò” di Bennato (tirata di orecchie), e non ha l’orchestra in pugno come Francesco de Gregori (su “Inno Italiano” lo hanno abbandonato suonando per conto loro), ma il risultato sono state due ore di pura e intensa magia.luca carboni 1.jpg

Romantico il cameo di Riccardo Sinigallia che ha cantato la sua “Bellamore” e “La descrizione di un attimo” (prestata ai Tiromancino).

Credo sia il primo concerto modenese per Luca Carboni, che ha sottolineato come la vicinanza con la natia Bologna abbia sempre fatto organizzare date per luoghi più lontani, dando per scontato i vicini di casa.

Gran finale con “Vieni a vivere con me” e la classica “Mare mare”.

Ho notato dai cori lasciati alla piazza, una preponderante presenza femminile, o sicuramente una presenza femminile più entusiasta e partecipe.

Nota a margine: ho perso l’occasione di immortalarmi in compagnia di Luca per eccesso di educazione. Ho avuto la fortuna di arrivare in Piazza Grande durante il sound check, appoggiata ad una transenna, proprio sotto al palco. Quando ha finito e l’ho visto venire nella mia direzione, ho abbassato la macchina fotografica. Bastava allungare un dito per attirare la sua attenzione e un po’ di faccia tosta per portare a casa un bel souvenir…(cercasi urgentemente autostima, anche usata)

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