Modena raccontata per immagini

anni_ 50_2.jpgC’è chi crede che una fotografia possa rubare l’anima. E io ci credo.

Ci credo perché se si mettono in fila una serie di scatti si può coglierne l’essenza, l’anima, e raccontare una storia.

E vi invito a non perdere la storia della città di Modena raccontata in più di cento fotografie che rimarranno in mostra fino al 15 novembre presso l’ex-ospedale Sant’Agostino (via Emilia Centro 228). Il titolo della mostra fotografica è “Anni ’50. Modena e l’Italia della rinascita”.

Tutti sappiamo, almeno a grandi linee, cosa è stato quel decennio per l’Italia post bellica. E questa è l’occasione per imparare cosa è stato quel decennio per Modena in particolare. Magari per capire come si è formata la zona economicamente più produttiva d’Italia. Gli scatti presentati dal Fotomuseo, per quanto riferiti ad ambiti diversi fra loro, offrono lo spaccato di un’epoca e dei suoi protagonisti: dai “fatti di Modena” del 9 gennaio 1950, culminati tragicamente con l’uccisione di sei operai delle Fonderie per mano della polizia in seguito a uno sciopero, alla nuova classe sociale, operaia e piccolo borghese, che da subito si è imposta in quegli anni di rinascita globale. E tutto senza “noiose” lezioni di storia, ma attraverso un percorso tracciato dalla fotografia, insieme alle quali si ricompongono i tasselli in modalità visiva e d’intuizione.

Oltre alla fotografie, sarà possibile vedere filmati riguardanti la Modena degli anni Cinquanta nei suoi diversi aspetti: dai documentari mai mostrati prima sulla vita economica e sportiva della città provenienti dall’Archivio della Provincia di Modena-EPT “Vivere velocemente” e “Nate a Modena” a “Modena città dell’Emilia Rossa”, realizzato dal regista di Carlo Lizzani, ai primi cortometraggi pubblicitari animati della trasmissione Carosello, realizzati in quegli anni negli studi cittadini della Paul-film

Per chi è interessato ad una visita guidata gratuita il 10 e il 24 ottobre, e il 7 novembre alle 11.30 sarà possibile essere accompagnati attraverso la decifrazione di questo pezzo di storia recente. La visita durerà un’ora, non è necessaria la prenotazione e se volete maggiori informazioni potete cliccare qui.