Storico con brio e Risorgimentour

risorgimento, ciro menotti, 150 anni unità d'italia, corte estense, “Eroiche visioni. Storie di duchi e patrioti” è la mostra allestita al Museo Civico d’Arte (Largo Porta Sant’Agostino 337) che vuole valorizzare il patrimonio legato al Museo del Risorgimento di Modena, ricostruendo il clima che gravitava intorno alla corte dei due duchi austro-estensi Francesco IV e Francesco V, chiudendo idealmente le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia (rimane aperta fino al 3 giugno).
Per tutto il mese di Marzo a questa mostra sarà collegata l’iniziativa “Risorgimento in parole e musica”, tre incontri di “Storico con brio” e il “Risorgimentour”.
Cibo, moda e musica i temi degli incontri “Storico con brio”.
Sabato 3 marzo il primo incontro propone alle ore 17.30 presso la Camera di Commercio (via Ganaceto) la presentazione del libro di Giovanna Guidetti “A tavola con…Duchi e Duchesse”. Un libro che raccoglie ricette di cucina modenese con illustrazioni di Emanuele Luzzati. Al termine assaggi di torta di tagliatelle e moscato passito Tertenico offerti dal ristorante “Osteria la Fefa” (di Finale Emilia).
Venerdì 9 marzo il secondo incontro sarà a carattere fashion. Alle 18 presso la Sala dell’Ex Oratorio di Palazzo dei Musei (Largo Porta Sant’Agostino) lo storico della moda Marco Urizzi affronterà il tema dell’evoluzione della moda nell’epopea del periodo risorgimentale.
L’ultimo incontro è dedicato alla musica: sabato 24 marzo alle ore 17.30 presso il Museo Civico d’Arte, Roberto Fiorini presenterà il libro “I Sighicelli, Una dinastia di violinisti alla Corte estense” e a seguire brani musicali tratti dal repertorio di Vincenzo Sighicelli a cura dell’istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi – A. Tonelli”.
Sabato 17 e domenica 18 marzo 2012 sarà la volta di “Risorgimentour” trekking urbano nel centro cittadino e tour in autobus con accompagnamento musicale per scoprire e raccontare i luoghi più significativi del Risorgimento modenese.
Una passeggiata speciale per ripercorrere le tracce dell’epoca, scoprire i segni, i simboli e le testimonianze degli avvenimenti e dei personaggi che a Modena hanno contribuito all’Unità d’Italia.
I visitatori, accompagnati da esperti di storia risorgimentale, potranno scoprire attraverso i più importanti monumenti celebrativi, lapidi, edifici ma anche aneddoti e scorci meno noti, gli innumerevoli riferimenti a quel passato che la frequentazione abitudinaria dei luoghi porta generalmente a trascurare. (un po’ come quando vi ho raccontato la storia di Ciro Menotti in questo post). 

Per informazioni sul programma e modalità di partecipazione

Un tricolore da Guinness

bandiera_italiana_web--400x300.jpgI festeggiamenti per il 150° compleanno della Repubblica Italiana sono un’occasione importante per ricordare (a chi lo sa già) e insegnare (a chi ancora non è a conoscenza) che l’orgoglio per la propria nazione è un sentimento di cui non bisogna vergognarsi.
Il 2 giugno 1946 l’Italia diventa una Repubblica a seguito dei risultati del referendum istituzionale, indetto per determinare la forma dello stato dopo il termine della seconda guerra mondiale. Insieme alla scelta sulla forma dello Stato, i cittadini italiani (comprese le donne, che votavano per la prima volta) elessero anche i componenti dell’Assemblea costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale.
La città di Modena nel giorno della ricorrenza di questa data così importante, renderà onore alla bandiera nazionale, simbolo di coesione e identità nazionale, facendola sfilare  in largo Aldo Moro, via Emilia centro, largo Porta Bologna, viale Caduti in Guerra (contro mano), piazzale Natale Bruni, corso Vittorio, cortile d’onore del Palazzo Ducale, via Farini, vai Emilia, largo Aldo Moro e via Berengario.
Ma non si tratta di un normale tricolore, ma del tricolore da Guinness dei primati: lunga 1570 metri, come l’anno di nascita del primo tricolore nato a Reggio Emilia, larga 4,80 metri e con una superficie di 7.536 mq, la bandiera, ideata e realizzata dall’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione (A.N.R.P.), ha inondato, il 10 gennaio 1999, il centro di Roma, dal Colosseo al Campidoglio, in occasione delle celebrazioni del bicentenario della prima Bandiera nazionale. Il vessillo Tricolore è stato dispiegato l’11 ottobre 1999 a New York, nel quartiere di Manhattan, lungo la “Quinta Strada”, nel corso della tradizionale parata del Columbus Day. Il 5 novembre del 2000 ha attraversato le vie di Buenos Aires, il 2 giugno 2002 il drappo Tricolore è sfilato per le vie dell’antica capitale del Marchesato Piemontese. Sorretto da oltre tremila persone il Tricolore ha iniziato un nuovo itinerario: dopo le megalopoli atlantiche, in un ideale cammino che ricalca le tappe de “l’Unità d’Italia”, percorre le vie di piccole e grandi città italiane, grande vela animata dal vento della memoria e della storia, che questa volta toccherà la nostra città.
Il defilamento del tricolore, secondo gli enti promotori, “vuole suscitare una più marcata sensibilità per l’identità nazionale e i suoi valori fondanti, tributare un omaggio a Modena per il ruolo che ha avuto nella genesi del Tricolore e nei primi moti risorgimentali per l’Unità d’Italia e onorare tutti gli italiani di ieri e di oggi, civili e militari, che hanno conquistato e difeso, anche con il sacrificio della vita, l’unità, la libertà e l’indipendenza.”
Per sorreggerlo occorrono dai 1800 ai 2 mila reggitori, le persone interessate a reggere il drappo potranno farlo comunicando le proprie generalità all’assessorato allo Sport del Comune di Modena (tel. 059 2032714-2715, www.comune.modena.it/sport).

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150° dell’Unità d’Italia: i festeggiamenti a Modena

tricolore-150-anni-unita-nazionale-italia_400296.jpgNessuna retorica, nessun giudizio, nessuna polemica. Giovedì si celebrano i 150 anni dell’unità di Italia, e non ha importanza come la pensiate o come la raccontano: il 17 marzo 1861 il parlamento subalpino proclamò Vittorio Emanuele II non re degli italiani ma «re d’Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione».
Per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia tutti i comuni modenesi hanno organizzato numerosi eventi a carattere culturale, didattico ed istituzionale, tra incontri, spettacoli, proiezioni, iniziative per le scuole e riunioni straordinarie dei Consigli comunali.
A Modena, dopo la giornata dedicata all’eroe del Risorgimento modenese Ciro Menotti, e un salto ai set per costruire il gigantesco tricolore lungo 27 metri e alto un metro e mezzo, che verrà esposto lungo tutte le 11 arcate del portico del Palazzo comunale in piazza Grande a partire dall’angolo di fronte alla Ghirlandina, in mostra dal 22 aprile, giornata della Liberazione di Modena (che proprio in quella data, nel 1945, salutò l’ingresso degli alleati e dei partigiani in città), fino al 2 giugno (festa della Repubblica), giovedì 17 marzo alle 11 si inaugura presso la sede espositiva del Foro Boario la mostra “ItalianiModenesi”, un viaggio nella storia, lungo un percorso che va dai tempi del sogno nazionale di Ludovico Antonio Muratori alle speranze e lotte del Risorgimento, dalle difficoltà del primo decennio post-unitario al compimento dell’unificazione dopo la Grande Guerra, dal Ventennio fascista alla fine della Seconda guerra mondiale e alla Costituzione repubblicana, dagli anni del “Miracolo economico” all’attuale condizione di area tra le più avanzate d’Europa per qualità e tenore di vita, per ricchezza prodotta e per integrazione sociale e interculturale. Si tratta di una multiforme esperienza interattiva d’immagini, oggetti, voci, suoni, con una sezione speciale dedicata al tema del lavoro e una specifica attenzione posta sulle prospettive future dei Modenesi. La mostra è visitabile fino a sabato 9 giugno con orario d’apertura dal mercoledì alla domenica ore 10.30-19. Lunedì 25 aprile è prevista l’apertura straordinaria. L’ingresso è gratuito.
E state attenti, che i festeggiamenti continueranno fino a giugno.

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Sotto un’unica bandiera

ilfreccetricolori.jpgVerde la speranza rosso il sangue di frontiera Neve biancaneve i cuori abbraccerà Tre colori come i fiori Non son per caso (Tricarico)

Si intitola “U.U.U. Una Unica Unità” l’idea dell’artista Alberta Pellacani per festeggiare i 150 anni dell’unità dell’Italia.
Le foto di tutti i modenesi che vorranno fare parte dell’istallazione, diventeranno un gigantesco tricolore lungo 27 metri e alto un metro e mezzo, esteso per le luci di 11 arcate del portico del Palazzo comunale in piazza Grande a partire dall’angolo di fronte alla Ghirlandina, in mostra dal 22 aprile, giornata della Liberazione di Modena (che proprio in quella data, nel 1945, salutò l’ingresso degli alleati e dei partigiani in città), fino al 2 giugno (festa della Repubblica).
Il tricolore, ce lo insegnano alle scuole elementari, nasce a pochi chilometri da noi, a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”.
Ma perché proprio questi tre colori? Chiaramente ispirate al modello francese del 1790 le tre fasce di uguali dimensioni, adottate dalle numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti. I colori provengono dai vessilli reggimentali della Legione Lombarda che presentavano, appunto, i colori bianco, rosso e verde, fortemente radicati nel patrimonio collettivo di quella regione: il bianco e il rosso, infatti, comparivano nell’antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese. Gli stessi colori, poi, furono adottati anche negli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell’Emilia e della Romagna, e fu probabilmente questo il motivo che spinse la Repubblica Cispadana a confermarli nella propria bandiera.
Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d’indipendenza. Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all’articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. E perfino dall’arido linguaggio del verbale possiamo cogliere tutta l’emozione di quel momento. PRESIDENTE [Ruini] – Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla Commissione: “La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni”. (E’ approvata. L’Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi.)
Per rivivere un po’ di quel fervore patriottico tutti i modenesi potranno partecipare ai diversi set fotografici dove potranno (gratuitamente) farsi ritrarre tenendo in mano un oggetto da loro scelto e portato da casa, un oggetto possibilmente di colore o verde o bianco o rosso. Tutte le fotografie andranno a comporre il gigantesco tricolore, saranno elaborate in bianco e nero, tranne il particolare dell’oggetto che sarà virato in uno dei colori della bandiera italiana.
“Immagine dopo immagine, come in un mosaico, si comporrà una unica unità di persone, lunga tanto quanto la partecipazione e l’adesione a un ideale che rispecchia un’azione concreta”, spiega l’autrice del progetto, Alberta Pellacani.
I primi set fotografici sono stati programmati per sabato 12 marzo, dalle 10 alle 12.30 sotto i portici del Municipio nella Galleria Europa, per mercoledì 16 marzo dalle 14 alle 18 nel chiostro della biblioteca Delfini in corso Canalgrande e, infine lunedì 21 marzo dalle 14 alle 18 di nuovo nella Galleria Europa sotto i portici del Municipio.
E per chi vorrà conservare il ricordo della propria partecipazione, su richiesta, si potrà ritirare il proprio ritratto durante una cerimonia che si svolgerà in Consiglio comunale nel pomeriggio di sabato 4 giugno.

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