150° dell’Unità d’Italia: i festeggiamenti a Modena

tricolore-150-anni-unita-nazionale-italia_400296.jpgNessuna retorica, nessun giudizio, nessuna polemica. Giovedì si celebrano i 150 anni dell’unità di Italia, e non ha importanza come la pensiate o come la raccontano: il 17 marzo 1861 il parlamento subalpino proclamò Vittorio Emanuele II non re degli italiani ma «re d’Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione».
Per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia tutti i comuni modenesi hanno organizzato numerosi eventi a carattere culturale, didattico ed istituzionale, tra incontri, spettacoli, proiezioni, iniziative per le scuole e riunioni straordinarie dei Consigli comunali.
A Modena, dopo la giornata dedicata all’eroe del Risorgimento modenese Ciro Menotti, e un salto ai set per costruire il gigantesco tricolore lungo 27 metri e alto un metro e mezzo, che verrà esposto lungo tutte le 11 arcate del portico del Palazzo comunale in piazza Grande a partire dall’angolo di fronte alla Ghirlandina, in mostra dal 22 aprile, giornata della Liberazione di Modena (che proprio in quella data, nel 1945, salutò l’ingresso degli alleati e dei partigiani in città), fino al 2 giugno (festa della Repubblica), giovedì 17 marzo alle 11 si inaugura presso la sede espositiva del Foro Boario la mostra “ItalianiModenesi”, un viaggio nella storia, lungo un percorso che va dai tempi del sogno nazionale di Ludovico Antonio Muratori alle speranze e lotte del Risorgimento, dalle difficoltà del primo decennio post-unitario al compimento dell’unificazione dopo la Grande Guerra, dal Ventennio fascista alla fine della Seconda guerra mondiale e alla Costituzione repubblicana, dagli anni del “Miracolo economico” all’attuale condizione di area tra le più avanzate d’Europa per qualità e tenore di vita, per ricchezza prodotta e per integrazione sociale e interculturale. Si tratta di una multiforme esperienza interattiva d’immagini, oggetti, voci, suoni, con una sezione speciale dedicata al tema del lavoro e una specifica attenzione posta sulle prospettive future dei Modenesi. La mostra è visitabile fino a sabato 9 giugno con orario d’apertura dal mercoledì alla domenica ore 10.30-19. Lunedì 25 aprile è prevista l’apertura straordinaria. L’ingresso è gratuito.
E state attenti, che i festeggiamenti continueranno fino a giugno.

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.

Una brutta storia: il razzismo

il-razzismo-e-una-brutta-storia_articleimage.jpg“Una brutta storia: il razzismo” è il titolo della rassegna di eventi e spettacoli promossa da Arci Comitato Provinciale con la collaborazione del Circolo Vibra, Emilia Romagna Teatro Fondazone, Feltrinelli, Istituto d’Arte “Venturi” e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Spettacoli, proiezioni, letture e concerti, tanti eventi legati da un unico filo conduttore: la lotta alla discriminazione razziale.
All’interno del mese dedicato a questo tema, si inaugura domani 15 marzo alle 18.30 nel foyer del Teatro delle Passioni di Modena (via Carlo Sigonio, 382) la mostra “Nostra Patria è il mondo intero”, vignette e le illustrazioni realizzate da Altan, Elle Kappa, Staino, Vauro e Alfonso Lopez.
I ventiquattro pannelli raccontano storie brevissime e profonde, come solo le vignette satiriche sanno fare, che vertono sul tema dell’antirazzismo, della migrazione e dell’accoglienza e mirano a rivelare le difficoltà a cui molte persone straniere vanno incontro vivendo nel nostro Paese. Così una figlia che chiede al padre se gli italiani siano razzisti si sente rispondere: “Con il governo giusto, alla grande!”. E un cittadino extracomunitario che domanda di diventare cittadino italiano si sente apostrofare dal burocrate di turno che è “un amante del rischio”.
La mostra, ideata da Arci Nazionale e Feltrinelli editore, è stata presentata in anteprima al Meeting Antirazzista che si è svolto a Cecina, in provincia di Livorno, a luglio 2010, e ha già toccato decine di circoli Arci presenti in tutta Italia.
La mostra è ad ingresso gratuito.

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.

Sotto un’unica bandiera

ilfreccetricolori.jpgVerde la speranza rosso il sangue di frontiera Neve biancaneve i cuori abbraccerà Tre colori come i fiori Non son per caso (Tricarico)

Si intitola “U.U.U. Una Unica Unità” l’idea dell’artista Alberta Pellacani per festeggiare i 150 anni dell’unità dell’Italia.
Le foto di tutti i modenesi che vorranno fare parte dell’istallazione, diventeranno un gigantesco tricolore lungo 27 metri e alto un metro e mezzo, esteso per le luci di 11 arcate del portico del Palazzo comunale in piazza Grande a partire dall’angolo di fronte alla Ghirlandina, in mostra dal 22 aprile, giornata della Liberazione di Modena (che proprio in quella data, nel 1945, salutò l’ingresso degli alleati e dei partigiani in città), fino al 2 giugno (festa della Repubblica).
Il tricolore, ce lo insegnano alle scuole elementari, nasce a pochi chilometri da noi, a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”.
Ma perché proprio questi tre colori? Chiaramente ispirate al modello francese del 1790 le tre fasce di uguali dimensioni, adottate dalle numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti. I colori provengono dai vessilli reggimentali della Legione Lombarda che presentavano, appunto, i colori bianco, rosso e verde, fortemente radicati nel patrimonio collettivo di quella regione: il bianco e il rosso, infatti, comparivano nell’antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese. Gli stessi colori, poi, furono adottati anche negli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell’Emilia e della Romagna, e fu probabilmente questo il motivo che spinse la Repubblica Cispadana a confermarli nella propria bandiera.
Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d’indipendenza. Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all’articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. E perfino dall’arido linguaggio del verbale possiamo cogliere tutta l’emozione di quel momento. PRESIDENTE [Ruini] – Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla Commissione: “La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni”. (E’ approvata. L’Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi.)
Per rivivere un po’ di quel fervore patriottico tutti i modenesi potranno partecipare ai diversi set fotografici dove potranno (gratuitamente) farsi ritrarre tenendo in mano un oggetto da loro scelto e portato da casa, un oggetto possibilmente di colore o verde o bianco o rosso. Tutte le fotografie andranno a comporre il gigantesco tricolore, saranno elaborate in bianco e nero, tranne il particolare dell’oggetto che sarà virato in uno dei colori della bandiera italiana.
“Immagine dopo immagine, come in un mosaico, si comporrà una unica unità di persone, lunga tanto quanto la partecipazione e l’adesione a un ideale che rispecchia un’azione concreta”, spiega l’autrice del progetto, Alberta Pellacani.
I primi set fotografici sono stati programmati per sabato 12 marzo, dalle 10 alle 12.30 sotto i portici del Municipio nella Galleria Europa, per mercoledì 16 marzo dalle 14 alle 18 nel chiostro della biblioteca Delfini in corso Canalgrande e, infine lunedì 21 marzo dalle 14 alle 18 di nuovo nella Galleria Europa sotto i portici del Municipio.
E per chi vorrà conservare il ricordo della propria partecipazione, su richiesta, si potrà ritirare il proprio ritratto durante una cerimonia che si svolgerà in Consiglio comunale nel pomeriggio di sabato 4 giugno.

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.

Sagome inquiete

lanterna magica.jpg“L’immagine di Narciso è il luogo  privilegiato in cui l’assenza universale arriva a riprendere coscienza: Narciso contempla nella sua fontana un altro Narciso che è più Narciso di lui, e quest’altro Narciso è un abisso. La sua fascinazione è di ordine intellettuale, non erotico, e a conti fatti egli non vi soccombe mai. Non vive il suo abisso, lo parla, e trionfa in spirito di tutti i suoi bei naufragi.”            
Gerard Genette, Figure

L’archetipo di ogni “doppio” è sicuramente il romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde”, quello che più di ogni altro ci ricorda che dentro di noi è rinchiuso “qualcun altro”. Keppler, in The Literature of The Second Self, ha usato i concetti junghiani di Ombra, Anima, Animus, Vecchio Saggio e Madre Ctonica per illuminare la figura del doppio, che così spesso ci troviamo di fronte in letteratura e nel cinema. Egli ha chiaramente individuato quante cose diverse possono significare i vari doppi fantasmi, Doppelgänger e secondi sé di cui è disseminata la letteratura (e il cinema) fantastica: “Un secondo sé obiettivo, un caso di falsa identità”, o “un secondo sé oggettivo, un contenuto mentale scambiato per un fatto esterno”, o quello che egli chiama “l’autentico secondo sé, sempre oggettivo e soggettivo a un tempo, e mai spiegabile con un errore.” ombra.jpg
Questo “secondo sé” figura nella leggenda, in letteratura, nel cinema, come fratello gemello, inseguitore, tentatore, “visione d’orrore”, saggio, amato o visitatore da un altro tempo; esso porta sofferenza e morte, ma porta anche realizzazione, perché completa la personalità “parziale”, attraverso la quale dobbiamo tutti prendere il nostro posto nel mondo sociale. Come se dovessimo renderci conto che il fine della nostra avventura sulla Terra è l’incontro con sé stessi.
Stasera 4 Marzo alle ore 18 si inaugura “Sagome inquiete: ombre e silhouette dalle figurine al cinema”, la nuova mostra del Museo della figurina di Modena, che esplora il tema del doppio e dell’oscurità con oltre 180 tra figurine e bolli chiudilettera, esposti accanto a teatrini d’ombre, lanterne magiche e opere d’arte tridimensionali.
Ad illustrare il tema, in mostra anche materiali prestati da collezionisti, a fare da trait d’union tra le figurine e il mondo del cinema: tre lanterne magiche, un teatrino d’ombre dell’Ottocento e alcune sagome balinesi in cuoio dipinto e legno. Per la prima volta in una mostra temporanea, il museo espone 76 Notgeld, le ‘banconote d’emergenza’ stampate in Germania a inizio Novecento, nei periodi di iperinflazione, decorate con vedute panoramiche, sagome e ombre in stile espressionista. Un maxi-schermo e piccoli video all’interno delle vetrine propongono spezzoni di film, da Metropolis di Fritz Lang a Scarface di Howard Hawks, per evocare le atmosfere misteriose della fantascienza e del noir, insieme a Le avventure del principe Achmed di Lotte Reiniger, primo lungometraggio d’animazione della storia del cinema. 
L’esposizione comprende anche giornalini d’epoca, stampe antiche, album completi di figurine e venti fumetti, da Corto Maltese a Batman, nei quali antagonisti e cattivi sono rappresentati sotto forma di ombre e creature dell’oscurità.
All’interno, al di fuori delle vetrine abitualmente dedicate alle figurine, l’esposizione di installazioni interattive per giocare con la propria ombra “Opere al nero”, dell’artista Clementina Mingozzi.

Ingresso gratuito, dal mercoledì al venerdì ore 10.30-13; 16-19.30 – sabato, domenica e festivi 10.30-19.30. Lunedì e martedì chiuso. Museo della Figurina – corso Canalgrande, 103.

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.

Scatti d’autore

modenaisabella.jpgLe sue fotografie mi hanno letteralmente folgorata, la città viene restituita nel suo aspetto più antico e romantico. E quando ho scoperto che era modenese ho fatto di tutto per poterla conoscere.
Isabella Colucci è una modenese di adozione, e del sud da cui proviene continua a portare dentro la cultura e il sole, che sicuramente continua ad ispirarla.
Mi racconta che nella vita svolge un lavoro che si sarebbe detto “da uomo”, e la fotografia è un hobby che coltiva nel tempo libero.
“La fotografia, a fasi intermittenti, mi ha sempre accompagnato nelle mie esplorazioni e nella ricerca di modelli di comunicazione. Più stabilmente negli ultimi anni, dove la consapevolezza del mezzo e l’approccio al digitale hanno eletto la fotografia a mio hobby primo e vitale. Amo fotografare soprattutto la gente, conosciuta o sconosciuta, alla ricerca di anime e pensieri intimi. Perciò per strada giro sempre con la Nina, che è la mia macchina fotografica, anche perché dopo un po’ che lo fai ti rendi conto che la fotografia crea dipendenza.”
E in realtà gira con Nina nelle strade di Modena. “Fotografare la città mi aiuta a conoscerla, attraverso i suoi angoli e la sua gente. Quello che voglio proporre non è solo il mio punto di vista ma quello di ognuno che magari non sa di avere.” modenaisabella2.jpg
Scorrendo le sue fotografie scopriamo che non è solo la città la sue fonte di ispirazione, ma “tra i miei modelli preferiti ci sono i miei due figli: è come se volessi fermare ogni attimo della loro vita, per me ma anche per loro. Adesso un po’ subiscono questa mamma che li fotografa in continuazione ma credo che da grandi capiranno e apprezzeranno.”

Le chiedo come mai la scelta del bianco e nero. “Non è solo una scelta formale, anzi non lo è per nulla. E’ una visione della vita, un modo di essere, di raccontarsi e raccontare – io lo chiamo bianconero narrante – e tecnicamente è un’evoluzione e una ricerca continua. Il colore, non sono io a dirlo ma faccio mia un’idea in cui credo, può esserci solo se dà valore aggiunto all’immagine altrimenti è semplice distrazione.”
E alla fine annota: “dimenticavo, sono autodidatta. Il mio bagaglio culturale fotografico, lontanissimo dall’essere pieno, si costruisce tutti i giorni con la lettura e la visione di immagini, manuali alla mano e tanta pratica, tante dritte degli amici, tantissimo confronto e dialogo.” segno che oltre che brava, Isabella è anche una persona modesta e disponibile.
Per chi vuole ammirare le sue fotografie, sarà a Molinella in provincia di Bologna con una mostra (una “mostriciattola” come la chiama lei) il 19-20 e il 26-27 marzo.

Oppure qui c’è tutta la sua galleria fotografica www.flickr.com

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.

Artigianato in fiera

artigiana7.jpgAnche questo fine settimana i padiglioni di ModenaFiere in via Virgilio a Modena, ospitano una manifestazione interessante. Da venerdì 25 a domenica 27 febbraio “Artigiana Italiana” permette agli espositori di incontrare un pubblico di addetti ai lavori e appassionati di alto livello ed ai visitatori di osservare ed acquistare alcune delle eccellenze del prezioso comparto artigianale italiano.
Il percorso espositivo è un lungo ed emozionante viaggio all’interno della cultura manifatturiera italiana, di alcune tipicità gastronomiche, e delle innovazioni che nascono dal valore creativo dei maestri artigiani. Le imprese si mettono in vetrina per mostrare al visitatore il meglio della loro produzione ispirata a forme, sapori, modelli, decori, stili e tecniche d’assoluta unicità ed interesse
In oltre 15 mila metri quadrati di esposizione sono circa 150 le botteghe e gli artigiani selezionati. Il gruppo storico è costituito dagli artigiani dell’associazione ArtigianArt di Modena, circa 50 tra i migliori artigiani locali, ceramisti, carpentieri, vetrai, stampatori, liutai, fabbri, falegnami, restauratori di mobili, cornici, biciclette, stampatori, sarti, pellettieri e artigiani del prodotto tipico da gustare, dall’aceto balsamico alla pasticceria.
Una fiera all’insegna della tradizione, ma a cui partecipano anche artisti e artigiani impegnati nella creazione di forme nuove e su progetti originali.
Presente anche lo spazio didattico-espositivo Ecodesign, dedicato a oggetti progettati e realizzati con materiali e sistemi ecologici, dai prodotti in legno certificato, che assicurano la gestione sostenibile delle foreste, all’uso dei materiali di riciclo, dalle fibre naturali nell’arredamento, fino al vasto mondo dei prodotti della “chimica verde”, ottenuti da materie prime vegetali e rinnovabili in alternativa ai materiali derivati dal petrolio: vernici e coloranti, colle, solventi, malte e pannelli per il restauro e per la bioedilizia.
Per visitare Artigiana Italiana l’orario di apertura è venerdì 25 e sabato 26 febbraio dalle 15 alle 23, domenica 27 dalle 10 alle 20. Il biglietto di ingresso intero costa 6 euro, il ridotto 4 euro, venerdì 25 febbraio entrata gratuita. Collegandosi al sito della manifestazione http://www.artigianaitaliana.it è possibile ricevere nella propria casella di posta elettronica un biglietto ridotto per l’ingresso.

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.

Unica Fine Art Expo 2011

unicafineartexpo2011.jpgQuando ho accettato di aggiornare questo blog parlando della città dove vivo, non ho pensato a tutto quello che il mettersi in un mucchietto di parole e una foto riesce a far accadere. Soprattutto oltre a raccontare qualcosa della città dove vivo, racconta sempre qualcosa di me. E racconta di quanto gli appuntamenti al quartiere fieristico siano la mia insana passione. Aggirarmi fra i padiglioni della fiera, fra gli espositori e la loro merce, è un’appuntamento a cui cerco di non mancare mai.
Questa volta da sabato 12 a domenica 20 febbraio ai padiglioni fieristici di Modena Fiere in via Virgilio a Modena ci trovate Unica Fine Art Expo, una manifestazione internazionale di alto antiquariato che comprende tre saloni.
Modenantiquaria è interamente dedicato all’antiquariato tradizionale, una selezione di arredi e suppellettili provenienti da oltre un centinaio delle migliori gallerie italiane ed europee. Tra gli oggetti esposti vi sono gioielli, orologi, mobili, tappeti, porcellane, vetri, maioliche, sculture, argenti, bronzi, dipinti, disegni, stampe, arazzi e cornici. Gli stili vanno dal barocco al déco, dall’arte precolombiana a quella rinascimentale, non manca l’antiquariato extraeuropeo, orientale e africano.
Petra è il Salone di Antiquariato per parchi e giardini. Nel giardino indoor è possibile ammirare ed acquistare il migliore antiquariato per esterni, con oggetti esclusivi e nuove idee per l’allestimento delle aree verdi e la ristrutturazione di dimore di pregio.
Excelsior è invece una rassegna di pittura italiana dell’Ottocento e del primo Novecento. In tremila metri quadrati di esposizione sono riunite oltre una ventina di gallerie specializzate che propongono le migliori espressioni dell’arte pittorica italiana del XIX secolo. Presenti le opere dei maggiori autori delle varie scuole regionali italiane, dai macchiaioli toscani alla pittura napoletana, dai veneti alla scapigliatura lombarda senza tralasciare gli autori emiliani e meridionali.
La novità di quest’anno si chiama “Wunderkammer”, letteralmente “Curiosità”: ogni antiquario espositore esporrà un capolavoro assoluto, un opera di ingegno di incomparabile bellezza, un ritrovamento che non ha eguali, quel pezzo unico e irripetibile che solo una volta nella vita capita di incrociare lungo il proprio cammino.
Che siate intenditori o solo alla ricerca di un pezzo antico per arredare la vostra casa, questa esposizione è quello che fa per voi.

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.

Visita guidata alla Galleria Estense

palazzo dei musei.jpgSi può essere turisti nella propria città? Si può vivere in una città per anni, si può attraversare tutte le mattine le sue strade e poi accorgersi di non conoscerla affatto.
Ecco perché non bisogna perdere l’iniziativa promossa dall’Associazione culturale Arianna, che Domenica 30 Gennaio propone una visita guidata alla Galleria Estense.
Le splendide raccolte dei duchi d’Este si trovano al quarto piano del Palazzo dei Musei. Si tratta di un patrimonio museale d’importanza internazionale.  La Galleria, ristrutturata dall’architetto Pancaldi nel 1975, offre ai visitatori una ricca raccolta di dipinti, sculture, bronzetti , ceramiche ed oggetti preziosi provenienti, secolo,dal Palazzo Ducale di Modena sul finire del XIX secolo.
La galleria illustra una importante panoramica sulla vicenda figurativa regionale dal Trecento alla fine del Settecento. Fra busti, statue e terrecotte dei modenesi Mazzoni e Begarelli, si susseguono centinaia di capolavori pittorici, tra le quali spiccano opere importanti. Dal trittico di Tommaso da Modena, attraverso le tavole quattrocentesche dei modenesi Erri e Bianchi Ferrari, si approda al Cinquecento emiliano con gli affreschi di Lelio Orsi e Nicolò dell’Abate, alle rocche di Scandiano e Novellara e alla famosa Madonna “Campori” del Correggio. La Ferrara del Rinascimento rivive nel Sant’Antonio di Cosmè Tura e nei dipinti di Dossi, di Garofalo e Girolamo da Carpi. La scuola emiliana espone saggi dei Carracci, di Schedoni, Guercino, Tiarini, Bononi, Scarsellino e un Crocifisso di Guido Reni. La scuola veneta è rappresentata dalla Pietà di Cima da Conegliano, Madonna con Bambino e Santi del Tintoretto, un trittico di El Greco, ed opere di Paolo Veronese e del Bassano. Il grande Seicento appare nei “quadri da stanza” della scuola di Caravaggio, nelle nature morte del Cittadini, nei paesaggi del Rosa, nelle pale del Procaccini e del Cerano.
A parole è difficile da rendere l’aria di grandezza che si respira ammirando queste opere.
Se sono riuscita a convincervi, il luogo dell’incontro è al piano terra del Palazzo dei Musei, presso il Book Shop, durata prevista: 1 ora e 30 minuti circa. La prenotazione è obbligatoria. Per maggiori info: http://turismo.comune.modena.it.

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.

Colleziosa, Expo Elettronica e Photo-Cine-Video

expo_modena.jpgAbituata a cambiare casa e latitudini spesso, rimanere abbastanza a lungo nello stesso luogo mi sta regalando la sicurezza della ciclicità del tempo e delle stagioni, simili a se stesse, ma mai uguali. Iniziare poi a scrivere su questo blog della città di Modena, mi ha permesso di riflettere su quanto sia piacevole poter raccontare di cose belle che accadono in città, e che a distanza di un anno tornano. E io sono ancora qua, ad aspettarle, e a raccontarle. E soprattutto a partecipare.
Sabato 22 e Domenica 23 gennaio a ModenaFiere (Viale Virgilio) torna l’appuntamento con gli appassionati di elettronica, informatica, collezionismo, fotografia e videoriprese. Con un unico biglietto si possono visitare 3 mostre mercato: Expo Elettronica, manifestazione dedicata agli esperti di elettronica e informatica, Colleziosa, l’evento che si occupa di collezionismo, curiosità e modellismo, e infine Photo Cine Video, che propone apparecchiature ed accessori per la fotografia e le videoriprese.
L’anno scorso ad Expo Elettronica l’oggetto dei desideri erano gli elicotteri radiocomandati, di tutte le misure e per tutte le tasche. E poi ho trovato la borsa per il mio mac dopo due mesi di (inutile) ricerca. A Colleziosa invece abbiamo rivolto tutta la nostra attenzione ai vecchi numeri di Dylan Dog, che il numero 1 ha bisogno di buona compagnia.
La novità quest’anno sarà visitare l’area Photo Cine Video, la mostra mercato dedicata agli appassionati di fotografia e di videoriprese, dove poter acquistare e permutare macchine e attrezzature nuove, usate e da collezione, digitali e tradizionali. Tra gli accessori è possibile trovare fitri per ogni tipo di effetto speciale, grandangoli, custodie di ogni foggia e dimensione. Leggo da programma che accanto all’esposizione commerciale vengono allestite due sale pose con modelle, una ad accesso gratuito e aperta a tutti ed una Photoglamour per foto di nudo artistico, riservata ai maggiorenni, a pagamento e su prenotazione. Entrambi i set permetteranno ai fotografi di mettere alla prova la propria creatività, con a disposizione modelle, set ed impianti luci professionali.
L’accesso al pubblico è dalle 9 alle 18. Il biglietto intero di ingresso costa 9 euro, sul sito di Blunautilus (www.blunautilus.it) è possibile scaricare un coupon per l’ingresso ridotto.
Alle ore 21 di sabato 22 gennaio al Teatro Storchi i fortunati possessori di un biglietto (anche se in piccionaia), potranno vedere lo spettacolo di Paolo Rossi “Il mistero buffo di Dario Fo”…poi ve lo racconto.

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.

Canicola 9: mostra di fumetti e disegni

Prova9.jpgAmo i fumetti perché sono capaci di mescolare figure e parole in una forma di arte di facile comprensione. Quello che avevo da dire sul fumetto l’ho scritto in occasione di un’altro evento, Parlando di Nuvole, più di anno fa.
Ed eccomi tornare sull’argomento per consigliare, a chi come me ama questa forma di arte, una mostra collettiva Canicola 9 fumetti e disegni, presso la Galleria d’arte contemporanea D406 di Modena (via Cardinal Morone 31/33).
Prima di tutto un po’ di presentazioni: Canicola è una associazione culturale nata nel 2004 e il loro primo desiderio è stato quello di fare una rivista che fosse laboratorio attorno al disegno, la narrazione, il fumetto. Canicola fa ricerca e promuove autori di qualità anche inediti, italiani e internazionali. Dal 2005 intraprende l’attività editoriale di libri, cura mostre espositive, partecipa a festival nazionali e internazionali. Ha ricevuto diversi riconoscimenti sia in ambito nazionale che internazionale, tra cui il premio “BD Alternative” per migliore rivista indipendente internazionale al Festival di Angoulême (2007) e il premio della rivista di arte e cultura “Lo straniero” (2007). Nel 2009 Canicola è stato selezionato dalla rivista “Abitare” tra i 10 progetti più innovativi in Italia nell’ambito dell’architettura, del design e dell’arte contemporanea.
A Modena presenta una selezione inedita di 300 opere in bianco e nero. Si tratta di un numero e una mostra con soli autori italiani che tenta una mappatura tra generazioni diverse e linguaggi diversi del disegno. E’ la ricerca di una sinergia attraverso il disegno e la narrazione che metta in relazione artisti di fama internazionale, la nuova generazione di narratori, esordienti di talento, in una composizione fresca del segno tra fumetto, illustrazione, animazione, grafica, street art.

Ma fate in fretta: la mostra chiude il 30 Gennaio 2011.

Se non sei ancora fan della pagina facebook del blog di Modena, fatti un bel regalo e clicca sul “mi piace” qui sotto, e rimarrai aggiornato in tempo reale su quello che accade in città.