La parola a Delfini

incontri con l'autore, antonio delfini, biblioteca comunale, biblioteca delfini, biblioteca di modena, pier paolo pasini La biblioteca comunale di Modena, intitolata ad Antonio Delfini, rende omaggio allo scrittore modenese con una rivisitazione creativa della sua vita, del legame contrastato con la città natale, degli amori e delle amicizie, e continuano gli appuntamenti con “La parola a Delfini”, iniziata con la biciclettata culturale in compagnia di Ugo Cornia.
Mercoledì 10 ottobre alle 21 nella sala conferenze della biblioteca il critico e poeta Alberto Bertoni e lo scrittore Roberto Barbolini, che a Delfini ha dedicato la pièce teatrale “Io parlo ai perduti”, saranno impegnati in un ritratto a due voci dal titolo “Conversazione su Antonio Delfini”.

Il prossimo, e ultimo appuntamento, è per giovedì 25 ottobre, quando Beppe Cottafavi e lo scrittore Walter Siti si occuperanno di una pagina meno nota della biografia delfiniana: il rapporto con Pier Paolo Pasolini, che molto si spese per il premio Viareggio postumo del 1963 ed ebbe a definire Delfini “lo scrittore aggraziato per definizione, ma mai grazia costò sacrifici così grandi”.

Nel cinquantenario della sua morte, Modena ricorda Antonio Delfini, considerato il più grande scrittore modenese del ‘900. Autore-personaggio dalla biografia leggendaria, amato dai poeti e dagli artisti eppure imprendibile e segreto: “tutti ne parlavano, nessuno lo conosceva”, scrive il critico Carlo Bo ancora nel 1997, così che Delfini resta “un mistero impenetrabile, non soltanto per gli altri, ma anche e soprattutto per se stesso”.
Delfini ha conosciuto in vita una storia editoriale avventurosa, consegnata a piccole riviste, autoedizioni, numeri unici e persino manifesti murali. Tra le opere più importanti si ricordano il volume di racconti Il ricordo della Basca (1933-1938), Il fanalino della Battimonda (1940), La Rosina perduta (1957), I racconti (1963). Ha scritto anche i versi di Poesie della fine del mondo (1960), e Lettere d’amore (1963).

In bilico tra esperienza vissuta e fantasticheria, la scrittura di Delfini racconta una storia personale tormentata e un rapporto ambivalente con la città natale, sempre riconoscibile nella trasfigurazione letteraria.

Per chi vuole conoscere meglio un cittadino illustre di questa città.

La parola a Delfiniultima modifica: 2012-10-08T15:03:51+02:00da admin
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