Giorno della memoria

campi di concentramento,auschwitz,fondazione fossoli,il treno della memoria,giusti fra le nazioniVenerdì 27 gennaio è il Giorno della Memoria. Cosa poter scrivere senza cadere in banalità o cose già dette. Solo 67 anni ci separano dalla fine di una guerra che oltre a lasciare le città e i popoli devastati dalla ferocia dei combattimenti, ha lasciato un’ombra nera fatta di persecuzioni e campi di concentramento e morti. I negazionisti dell’Olocausto sono al lavoro da tempo, ed è per questo che momenti come la Giornata della Memoria devono esistere, soprattutto per evitare che una simile follia possa essere rimessa in atto.
A Modena alle 8.45 presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, Facoltà di Lettere e Filosofia verrà celebrata una cerimonia con la deposizione di corone alla lapide in memoria dei docenti e degli studenti perseguitati a causa delle leggi razziali e alla lapide dell’internato militare S. Ten. Dott. Giovanni Russo. Presso l’Aula Magna alle 9 ci sarà la cerimonia di consegna di medaglie d’onore ai cittadini italiani,militari e civili, ed ai familiari dei deceduti deportati o internati nei lager nazisti
Al termine ci sarà alle 9.30 la visione di materiali documentari e la lettura di brani letterari sul tema “Occupazione, Resistenza, Sterminio: la Cecoslovacchia nell’Europa della Seconda Guerra mondiale (1939-1945)”.campi di concentramento,auschwitz,fondazione fossoli,il treno della memoria,giusti fra le nazioni
In serata, alle 21 al teatro La Tenda (Viale Monte Kosica 95/F) i ragazzi della scuola d’arte Talentho dopo il viaggio a Mauthausen presentano una performance teatrale sul significato della memoria della Shoah (ingresso gratuito)
La Giornata della Memoria nella nostra città non si esaurisce in un solo giorno, e martedì 31 gennaio presso la sala Giacomo Ulivi (Via Ciro Menotti, 137) alle 18.30 propone “Vivere, Resistere, Testimoniare” un incontro con Avraham Aviel, sopravvissuto al massacro di Radun (Bielorussia), partigiano, teste al processo Eichmann nel 1961 a Gerusalemme (ad ingresso libero).
Il libro più rappresentativo scritto sul massacro degli ebrei rimane “Se questo è un uomo” di Primo Levi. Io invece voglio chiudere questo post con un brano tratto dal libro Alzaia di Erri de Luca, che ha suscitato in me abbastanza orrore da ricordare a memoria:
“C’è stato un posto del mondo in questo secolo in cui una donna riuscì a salvare sua sorella gridandole da lontano “Dai la bambina a mamma”. La donna si trovava nel campo di Auschwitz-Birkenau in Polonia e dalla sua baracca dietro i fili spinati aveva visto arrivare il treno dei deportati. In fondo al binario avveniva una selezione far chi era giudicato abile a qualche lavoro e quelli che andavano subito alle camere a gas. Vecchi, bambini e madri con figli morivano subito. Allora a donna che aveva già imparato quella lezione e quella selezione, vide scendere da uno dei tanti treni della morte sua madre, sua sorella e sua nipote. Così gridò l’unica frase, pronta di riflessi e spietata, che poteva salvare una di loro. Per le altre due, mamma e nipotina, non c’era comunque scampo. La sorella, ignara di tutto, riconobbe la voce e obbedì meccanicamente al grido.
Passò la selezione. Era l’estate del 1944 […] la macchina di strage più grande al mondo sarebbe stata fermata solo dall’arrivo dell’esercito russo nel gennaio 1945. Una donna con prontezza di riflessi dava a sua sorella l’unico snaturato consiglio per non scendere le scale che portavano ai cameroni delle finte docce. “Dai la bambina a mamma”. C’è stato un tempo infame in questo secolo in cui neanche questa frase era innocente.”

 

Giorno della memoriaultima modifica: 2012-01-27T08:10:00+01:00da admin
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