C’entro in cantina

modenamoremio,centro storico,degustazioniSe si cerca l’etimologia del termine “vino” si legge che per alcuni ha origine dal verbo sanscrito “venas“ (amabile, delizioso, piacevole), mentre per altri, sul riflesso che i Semiti precederono gl’Indo-Europei nella conoscenza del vino, proviene dall’ebraico “iin”, e in questo caso la forma “òinos” sarebbe antecedente al latino e i Greci l’avrebbero avuta dai Fenici. Su una cosa si è d’accordo: è dal latino “vinum”, anche attraverso la rielaborazione delle lingue celte, ebbero luogo molte delle denominazioni nelle altre lingue.
E si può affermare senza ombra di dubbio che la storia del vino è un po’ la storia stessa dell’umanità: ogni civiltà, ogni impero, ogni vicenda politica e di potere ha avuto le proprie storie di vino, più o meno legate agli eventi stessi che hanno delineato il corso della storia.
A Modena si vuole continuare questa tradizione proponendo per 4 mercoledì un percorso enologico, dedicato a 4 tipi di vino.
L’associazione culturale Modenamoremio propone “C’entro in cantina”, la manifestazione che si svolgerà nei locali del centro storico, per conoscere il vino di qualità e gustarlo (responsabilmente) dall’aperitivo alla cena, con abbinamenti gastronomici golosi e insoliti.
4 mercoledì, dalle 18 alle 23, a partire dal 9 novembre e, mi sembra quasi doveroso, di inizierà con i vini emiliani, il secondo appuntamento è per il 13 novembre con i vini del nord. Il 23 novembre tocca ai vini del sud, per concludere il 30 novembre con le bollicine (prosecco & co.).
In 17 locali del centro (sulla pagina facebook http://www.facebook.com/event.php?eid=301014476576101 potete trovare l’elenco completo) si potrà acquistare il kit con calice e 3 coupon degustazioni.
Tutte le info sul sito www.modenamoremio.it

 

Tempo di caldarroste in Pomposa

piazza pomposa,caldarroste,vin brulè“A San Martino Castagne e vino” (detto popolare)

Domenica 6 novembre in Piazza della Pomposa è “Tempo di caldarroste”, e come l’anno scorso tante attività movimenteranno il pomeriggio.
La festa dedicata a questo frutto è un po’ il ritorno alle origini contadine (e anche un po’ montanare) della città di Modena.
Il castagno viene definito “l’albero del pane” in quanto ha rappresentato materia prima alimentare per intere generazioni, particolarmente nei periodi di difficoltà. La produzione di castagne ha costituito, in un passato non ancora molto lontano, una insostituibile fonte di reddito per le famiglie contadine delle zone montane, garantendo autosufficienza alimentare ed economica. Un cibo “povero” ma dalle enormi potenzialità.
Il modo di gustare le castagne come “caldarroste” o di cucinarle in alcune preparazioni tradizionali, soprattutto dolci, è conosciuto da molti ed è facile trovare queste ricette in molti libri di cucina. E domenica, nel programma del mercato straordinario c’è proprio a partire dalle 14.30 la spadellatura delle caldarroste di Castel del Rio col metodo, con il metodo tradizionale, e ancora tisane naturali e thè pregiati puri e aromatizzati a cura di Provisos di Parma, e tanto vin brulè  a cura dell’ Associazione La Pomposa. Dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 15,00 in poi nella piazzetta dietro la chiesa gli amici di Ermes faranno gnocco fritto e borlenghi. (Il ricavato andrà in beneficenza).
Oltre agli incontri eno-gastronomici, alle 15,00 ci sarà un laboratorio del gusto “Alla scoperta delle mele antiche” a cura di G. Negroni dell’associazione Civiltà Contadina
Alle 16,00  musica jazz  con il gruppo “Patty Gibertoni Quartet” e tutto il giorno giochi e animazioni per bambini.
Buon inizio di autunno.

Una volta al mese lascio questo blog a disposizione di chi vuole raccontare qualche angolo nascosto di Modena, o commentare quello che succede nella nostra città. Scrivetemi a vmodenablog@virgilio.it e potreste essere la prossima (ma anche il prossimo) guest-blogger.

 

 

Leggere e scrivere: un corso di scrittura creativa con Ugo Cornia

6302864799_31e179f833.jpgSe leggi un libro di Ugo Cornia ti domandi come sia possibile mettere su carta, incastrandolo in parole e frasi, pensieri e considerazioni come se stessi facendo una chiacchierata con lo scrittore. Ha uno stile discorsivo che rende semplici ragionamenti complessi, e riesce a raccontare più di quello che le parole riescono a dire.
“Perché il non esserci più di quel che c’è stato è sempre doloroso, veramente doloroso ma il non esserci più di quel che non c’è stato è veramente micidiale, una cosa proprio annichilente. Come fa una cosa che non c’è stata a non esserci più. Non c’è più qualcosa, ma è un qualcosa che non essendoci neanche stato alla fine non sai neanche che cos’è, però sai benissimo che non c’è più perché almeno una volta l’hai sfiorato. Hai sfiorato qualcosa che pur non essendoci più per un po’ era sfiorabile, questi buchi neri fatti nel niente, di questo sfiorabile, che forse per un periodo avresti potuto anche abbracciarlo. (dal libro “Quasi amore”)
E chissà che non sia possibile carpire e imparare qualcuno dei suoi trucchi narrativi al corso di scrittura creativa che Ugo Cornia terrà alla Biblioteca Delfini a Modena.incontri con l'autore,scrittura creativa,ugo cornia,biblioteca delfini
Le iscrizioni si aprono oggi 2 novembre, gli incontri si svolgono il martedì sera dalle 19 alle 21, fra novembre e febbraio 2012. Ogni incontro comprende una introduzione di Ugo Cornia e la lettura collettiva dei testi dei partecipanti.
Il corso prevede un contributo da parte dei partecipanti, che saranno a numero chiuso (minimo 15, massimo 25 persone).

Ugo Cornia è nato a Modena nel 1965. Suoi racconti sono apparsi su «Il Semplice» e «L’accalappiacani». Ha pubblicato con Sellerio i romanzi Sulla felicità a oltranza (1999), Quasi amore (2001), Roma (2004), Le pratiche del disgusto (2007) e con la casa editrice Quodlibet Sulle tristezze e i ragionamenti (2008). Per Feltrinelli ha pubblicato nel 2008 Le storie di mia zia (e di altri parenti), mentre nel 2009, per la collana I Carnet di viaggio EDT, ha pubblicato Modena è piccolissima con le illustrazioni di Giuliano Della Casa.
Direi che è un’interessante occasione per aspiranti scrittori.
Per info: tel. 059 2032798/2032931/2032940

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