Sagome inquiete

lanterna magica.jpg“L’immagine di Narciso è il luogo  privilegiato in cui l’assenza universale arriva a riprendere coscienza: Narciso contempla nella sua fontana un altro Narciso che è più Narciso di lui, e quest’altro Narciso è un abisso. La sua fascinazione è di ordine intellettuale, non erotico, e a conti fatti egli non vi soccombe mai. Non vive il suo abisso, lo parla, e trionfa in spirito di tutti i suoi bei naufragi.”            
Gerard Genette, Figure

L’archetipo di ogni “doppio” è sicuramente il romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde”, quello che più di ogni altro ci ricorda che dentro di noi è rinchiuso “qualcun altro”. Keppler, in The Literature of The Second Self, ha usato i concetti junghiani di Ombra, Anima, Animus, Vecchio Saggio e Madre Ctonica per illuminare la figura del doppio, che così spesso ci troviamo di fronte in letteratura e nel cinema. Egli ha chiaramente individuato quante cose diverse possono significare i vari doppi fantasmi, Doppelgänger e secondi sé di cui è disseminata la letteratura (e il cinema) fantastica: “Un secondo sé obiettivo, un caso di falsa identità”, o “un secondo sé oggettivo, un contenuto mentale scambiato per un fatto esterno”, o quello che egli chiama “l’autentico secondo sé, sempre oggettivo e soggettivo a un tempo, e mai spiegabile con un errore.” ombra.jpg
Questo “secondo sé” figura nella leggenda, in letteratura, nel cinema, come fratello gemello, inseguitore, tentatore, “visione d’orrore”, saggio, amato o visitatore da un altro tempo; esso porta sofferenza e morte, ma porta anche realizzazione, perché completa la personalità “parziale”, attraverso la quale dobbiamo tutti prendere il nostro posto nel mondo sociale. Come se dovessimo renderci conto che il fine della nostra avventura sulla Terra è l’incontro con sé stessi.
Stasera 4 Marzo alle ore 18 si inaugura “Sagome inquiete: ombre e silhouette dalle figurine al cinema”, la nuova mostra del Museo della figurina di Modena, che esplora il tema del doppio e dell’oscurità con oltre 180 tra figurine e bolli chiudilettera, esposti accanto a teatrini d’ombre, lanterne magiche e opere d’arte tridimensionali.
Ad illustrare il tema, in mostra anche materiali prestati da collezionisti, a fare da trait d’union tra le figurine e il mondo del cinema: tre lanterne magiche, un teatrino d’ombre dell’Ottocento e alcune sagome balinesi in cuoio dipinto e legno. Per la prima volta in una mostra temporanea, il museo espone 76 Notgeld, le ‘banconote d’emergenza’ stampate in Germania a inizio Novecento, nei periodi di iperinflazione, decorate con vedute panoramiche, sagome e ombre in stile espressionista. Un maxi-schermo e piccoli video all’interno delle vetrine propongono spezzoni di film, da Metropolis di Fritz Lang a Scarface di Howard Hawks, per evocare le atmosfere misteriose della fantascienza e del noir, insieme a Le avventure del principe Achmed di Lotte Reiniger, primo lungometraggio d’animazione della storia del cinema. 
L’esposizione comprende anche giornalini d’epoca, stampe antiche, album completi di figurine e venti fumetti, da Corto Maltese a Batman, nei quali antagonisti e cattivi sono rappresentati sotto forma di ombre e creature dell’oscurità.
All’interno, al di fuori delle vetrine abitualmente dedicate alle figurine, l’esposizione di installazioni interattive per giocare con la propria ombra “Opere al nero”, dell’artista Clementina Mingozzi.

Ingresso gratuito, dal mercoledì al venerdì ore 10.30-13; 16-19.30 – sabato, domenica e festivi 10.30-19.30. Lunedì e martedì chiuso. Museo della Figurina – corso Canalgrande, 103.

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Sagome inquieteultima modifica: 2011-03-04T11:01:00+01:00da admin
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