Giovedì grasso a Modena in compagnia della famiglia Pavironica

famigliapavironica.jpgIl Carnevale ha origini in festività ben più antiche, come ad esempio le dionisiache greche (le antesterie) o i saturnali romani, che erano espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza. Da un punto di vista storico e religioso il carnevale vuole rappresentare un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento, seppure per lo più simbolico, durante il quale il caos sostituisce l’ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemerge rinnovato.
La festa dura due settimane e due giorni, e il momento culminante si ha dal Giovedì grasso fino al martedì, ultimo giorno di Carnevale, il Martedì grasso che precede il Mercoledì delle Ceneri.
Quest’anno il Giovedì grasso cade il 3 Marzo, e a Modena questo significa lo sproloquio di Sandrone e della Famiglia Pavironica dal balcone del Palazzo Comunale.Il capofamiglia Sandrone, maschera del Ducato di Modena, rappresenta il tipo di contadino abbastanza agiato che viveva nel secolo XVIII°, e rappresenta sia il contadino ignorante, ma anche la furberia e il buon senso, portavoce del popolo più umile e maltrattato, eternamente affamato ma astuto e sempre in cerca di stratagemmi per sbarcare il lunario. Nel 1840 “prende moglie”, compare cioè anche la figura della moglie Pulonia e ben presto la famiglia si completa con il figlio Sgorghiguelo. Domani 3 Marzo Sandrone, Pulonia e Sgroghiguelo escono dalla Stazione delle Ferrovie dello Stato (alle ore 14), fingendo l’arrivo del leggendario Bosco di Sotto, residenza abituale del nostro trio, preceduta da una fanfara carnevalesca seguita da altre maschere provinciali, regionali e nazionali.
Scortate da due cocchieri e valletti in divisa del settecento, le maschere sfilano poi per le vie cittadine ( via Galvani, viale Monte Kosica, via Bonasi, Corso Vittorio Emanuele II,  piazza Roma, via Farini, via Emilia Centro, viale Martiri della Libertà, viale delle Rimembranze, largo San Francesco, corso Canalchiaro, corso Duomo, via Emilia, via Scudari, per terminare in Piazza Grande) su di una carrozza ottocentesca trainata da due cavalli.
Terminate le visite ufficiali (alle autorità religiose, civili e militari), finalmente Sandrone appare al balcone municipale con la famiglia e comincia il suo “sproloquio”, rigorosamente in dialetto modenese, sui più importanti avvenimenti accaduti in città durante l’anno, che si apre con la solita formula:
“Mudnés éd Mòdna! Mudnés dl’èlta, dla Bàsa e a mèza via, zemiàn scampe a l’influèinza, a-v salùt tòtt quant in masa” (Modenesi di Modena! Modenesi della zona alta, della zona bassa e della zona centrale, geminiani scampati all’influenza, vi saluto tutti quanti insieme – “zemiàn” ovvero “geminiani” è un altro modo per definire i modenesi, dal nome del santo protettore San Geminiano).
E attenti, perché a Sandrone e alla sua famiglia è permesso esprimere pubblicamente le proprie critiche alla società modenese, attraverso un punto di vista ironico e burlone.

 

(foto di Roby Ferrari)

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Giovedì grasso a Modena in compagnia della famiglia Pavironicaultima modifica: 2011-03-02T08:30:00+01:00da admin
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