Se non ora quando

manifestazione2.jpg“Se non ora quando?” lo slogan che ha unito le piazze italiane invase da gruppi pacifici di donne. In Italia la maggioranza delle donne lavora, crea ricchezza, studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari. Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. Anche a Modena si è scelto di manifestare contro questa immagine della donna, e in Piazza Matteotti se ne sono contate un migliaio per manifestare e far sentire la propria voce.
La città si è animata, invasa da donne e palloncini rosa, in maniera spontanea e con la voglia di gridare “basta” alla deriva maschiocentrica (che è sempre esistita) ma che ora sta superando ogni limite di decenza.
L’impressione è che la manifestazione, nonostante la presenza di alcune sigle sindacali, sia poco politicizzata così come richiesto, tranne che per i discorsi dal palco, tenuti da donne delle istituzioni.manifestazione1.jpg
Ma per constatare che a manifestare non è un gruppo elitario o solo quella parte di Italia inserita nelle istituzioni è bastato camminare fra via Emilia e la piazza per vedere mamme con le loro bambine, nonne con le nipoti, insomma un pomeriggio per dimostrare che non ci facciamo abbindolare dalla televisione e dai suoi messaggi che ci vogliono solo belle e senza cervello. Molto silenzio, pochi slogan e la sensazione che le persone fossero lì per passare una domenica pomeriggio in compagnia, per vedersi, per guardarsi in faccia e dimostrare di esistere, forse prima di tutto a se stesse.
Non ho niente contro la manifestazione in sé, anzi credo che manifestare, anche se non cambierà le cose, almeno ha dimostrato che esiste ancora una coscienza critica.
Eppure riflettendo sulla questione, mi fa uno strano effetto constatare che dal ’68 ad oggi non è cambiato nulla. Noi donne non abbiamo conquistato quasi nulla, e quel poco ce lo stanno tirando via giorno dopo giorno, attraverso i messaggi distorti che provengono da programmi televisivi di basso livello, che fanno credere alle nuove generazioni di donne che si possono raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici. Per questo noi donne abbiamo sentito il dovere di far sentire la nostra voce: nella speranza che la sentano forte anche le generazioni future.

 

 

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le foto sono di isabella colucci

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Se non ora quandoultima modifica: 2011-02-14T20:05:00+01:00da admin
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