Giornata Internazionale contro la violenza alle donne

liberata.jpgLunedì sera a Vieni via con me, Emma Bonino ha letto il suo elenco delle “cose che passano sul corpo delle donne” e ha iniziato con questa frase: il corpo della donna è un campo di battaglia. L’elenco di Susanna Camusso invece riportava “alcuni pensieri delle donne che lavorano”, e si sentono cose come “cerco lavoro: meglio nascondere le lauree e i master, e giuro di non avere specializzazioni” … “corro a casa: ma la pizza con il mio capo era necessaria per la carriera“. “passo le ore ad una cassa, sorrido…ma non era domenica?“.
Se fate un giro su twitter.com è tutto un fiorire di nastrini bianchi. DonnaModerna e il Consolato degli Stati Uniti a Milano in occasione del 25 novembre “Giornata contro la violenza sulle donne”, chiedono alle donne in Rete di unirsi e gridare la propria indignazione in 140 caratteri. Un tweet contro la violenza sulle donne.
L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato questa data nel 1981, data scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà (Colombia). Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.
E in questo giorno, in tutto il mondo, con qualsiasi mezzo, si moltiplicano i messaggi per accendere i riflettori su un problema, quello sulla violenza, spesso impunita, sulle donne che è molto lontana dall’essere risolta.
L’Assessorato alle pari opportunità del Comune di Modena in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne presenta“LI
BERATA”, una produzione del Teatro dell’Argine alle ore 21 presso il Teatro del Tempio (via Piave 6).
Lo spettacolo, a ingresso libero, è ambientato in una provincia degradata dove quattro personaggi, Liberata, Italo, Primo, Fiorina, si presentano al pubblico quando tutto è già finito per narrare la loro storia e scontare in tal modo la propria pena. Dalla loro locandina “Raccontano della solitudine di Liberata, e della sua giostra in riva al mare, poco lontano dalla smagliante lucentezza delle località turistiche. Raccontano dell’arrivo, dalla pianura fumosa di nebbia, di uno squattrinato perdigiorno che si chiama Italo, “come l’Italia”, e delle sue due figlie, angeli della disperazione, bambine costrette a diventare grandi anzitempo. Raccontano dell’amore tra Liberata e Italo, un amore che diventa presto sopraffazione, perché il benessere tanto sognato non arriva e bisogna pur sfogarsi in qualche modo.
Raccontano della leggenda medievale di Santa Liberata, che promessa in matrimonio a un re, decide di essere solo sposa di Cristo, e invoca un miracolo per scampare le nozze, e Dio le dona la barba e finisce crocifissa per avere contraddetto la volontà paterna. Raccontano di come la moderna Liberata, prima di soccombere sopraffatta dal martirio, compia il miracolo di salvare Italo dal degrado totale, e di come le due bambine, rimaste sole, possano ricominciare l’estenuante gioco di soprusi e umiliazioni. Così, la prossima volta, il racconto potrà riprendere dallo stesso punto. In eterno.”

Perché la violenza sulle donne non è solo fisica, perché per cercare di fermarla bisogna prima di tutto educare gli uomini, e soprattutto perché bisogna insegnare alle nuove generazioni di donne ad avere il coraggio di denunciare i soprusi, bisogna insegnare alle donne a valorizzarsi e a credere nelle proprie capacità.
(E come sentito lunedì sera) Una signora ha scritto: in generale le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio per essere giudicate brave la metà. Per fortuna, non è così difficile.

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Giornata Internazionale contro la violenza alle donneultima modifica: 2010-11-24T08:34:00+01:00da admin
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