Cronaca di un concerto

gucciniconcerto.JPGNon ho letto nessun articolo in questi giorni che parlasse del concerto-evento a Modena di Francesco Guccini. Non volevo farmi influenzare. Perché io la sera del 30 giugno 2010 c’ero in Piazza Grande e avevo voglia di raccontare la serata così come la ricordo io.
L’esperienza di altri concerti visti in  questa piazza mi hanno fatto correre dritta verso il plasticone che copre i fili che partono dal centro di comando e arrivano fino al palco, mossa che mi regala subito 5 cm in più. E se i tecnici non fanno storie posso sedermi sulle transenne e godermi lo spettacolo vedendo anche quello che succede sul palco, cosa che accade e riesco così a non perdermi nulla dello spettacolo.
Mentre attendiamo tutti seduti che inizi il concerto mi guardo intorno e vedo facce giovani, anche giovanissime, a conferma che le canzoni di Guccini sono adatte ad un pubblico di qualsiasi età, basta avere voglia di ascoltare.
Dopo un’ora seduti sui ciottoli della piazza alle 20.55 il pubblico inizia a rumoreggiare, partono applausi, piccoli cori di “fuori, fuori”. Tutto secondo le regole. E poi arriva.
Si srotola lo striscione sulla facciata del Comune di Modena: ...però non la sopporto la gente che non sogna. Modena ringrazia Francesco…
E apre con Canzone per un’amica e chiude con La locomotiva [così la gente sa che è finita e non ci
striscione.JPGsono bis]. In mezzo una minima parte del suo repertorio che ha attraversato 40 anni di storia e di vita e che ancora adesso suscita emozione cantare a squarciagola “Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…”. Ma non solo canzoni insieme a Guccini. Rende lo spettacolo qualcosa di coinvolgente chicchierando con il suo pubblico fra una canzone e l’altra. La scaletta è arricchita di aneddoti, ricordi, racconti. Guccini al suo pubblico regala i ricordi della sua gioventù, racconta di come è nata la canzone che sta per cantare, si diverte insieme al suo pubblico. Ecco cosa ha reso speciale questa serata: la sensazione che sul quel palco oltre ad esserci un cantastorie, si ascoltavano anche gli aneddoti di un amico che non si vede da tanto tempo. E l’essere in piazza, all’ombra della Ghirlandina, in mezzo a centinaia di persone non ha cambiato la mia sensazione di essere in un pub, davanti ad una birra, ad ascoltare una persona che si conosce da sempre.

Cronaca di un concertoultima modifica: 2010-07-05T08:30:00+02:00da admin
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