Ciak, si gira

ciak.jpgApprendo con ritardo ma segnalo volentieri. Oggi 7 aprile inizia un corso di video gratuito a cura di Pongofilms “Ciak Azione” riservato ai ragazzi tra i 18 e i 30 anni.
Il corso è articolato in quattro lezioni: nella giornata di oggi si parlerà dello strumento di lavoro ovvero della videocamera. Gli altri appuntamenti in programma per il 9, 14 e 19 aprile, tutti alle 18, approfondiranno i temi delle riprese audio, dell’inquadratura e dei piani di ripresa.
Le quattro lezioni serviranno per fornire le tecniche per realizzare due cortometraggi sulla base delle sceneggiature ideate a febbraio durante il corso Ombre Corte.
Nel progetto sono coinvolti anche gli studenti della Scuola d’arte Talentho, che interpreteranno i corti. Talentho è un centro di formazione artistica patrocinata e convenzionata dal Comune di Modena, nel quale sono proposte diverse forme di espressività: il teatro, il canto e la danza. La scuola, grazie alla convenzione con il Comune di Modena, permette di avere costi agevolati sui corsi. Inoltre gli allievi avranno la possibilità di partecipare a momenti di alta formazione grazie alle collaborazioni che da diverso tempo la scuola ha instaurato con professionisti del settore (Compagnia Abbondanza Bertoni, Balletto Civile).
Il corso è a numero chiuso ed è necessario iscriversi rivolgendosi al punto informativo al primo piano della Biblioteca Delfini o chiamando il numero 059 2032940.

Al merchè di zavai

mercato.jpgLa domenica di Pasqua in città non ci ha deliziato di una bella giornata primaverile. Dopo l’abbuffata da pranzo delle feste uscire per una passeggiata ha richiesto il cappottino messo via qualche giorno fa. E nel momento in cui sto scrivendo, piove.
Nessuna sorpresa per me, mia madre ripete sempre che “Palme asciutte, Pasqua bagnata” (e viceversa “Palme bagnate, Pasqua asciutta”), quindi dopo la splendida giornata primaverile di domenica scorsa, la pioggia l’aspettavo con l’ombrello già pronto in borsa.
Di norma il Lunedì dell’Angelo si organizza la gita fuori porta, il pic-nic in montagna o la gita al mare. Per chi rimane in città, se la pioggia appena iniziata darà un po’ di tregua, al Parco Novi Sad ci sarà il solito appuntamento settimanale con il mercato del lunedì.
Mentre nell’antico borgo di origine medioevale delle Paganine si rinnova l’appuntamento con “Al merchè di zavai”. Dalle 8 del mattino fino al tramonto le strade del borgo saranno invase dalle bancarelle piene di “zavai” che in dialetto modenese sono gli “zavagli”, le cose “inutili”, le “carabattole”, quelle cose di cui ci circondiamo ma di cui potremmo anche fare a meno. Vecchi oggetti ancora funzionanti o monili d’altri tempi, mobili e suppellettili che escono dalle soffitte pronti a diventare pezzi unici nell’arredamento di altre case, piccoli acquisti inutili o a volte grandi affari.
E se invece continua a piovere e di stare all’aperto non si può proprio nel giorno di Pasquetta musei modenesi aperti: dalla Galleria civica al Museo della Figurina, dalla riapertura della torre Ghirlandina alle sale storiche del Municipio, dai Musei civici al parco archeologico della Terramara.

Pasqua con chi vuoi (e magari fuori città)

pasqua.jpgQuesta cosa di come si calcola la festa di Pasqua per me è stato sempre difficile da memorizzare. E si calcola tenendo conto del ciclo lunare, viene fissata di anno in anno nella domenica successiva all’equinozio di primavera.
Però so che la Pasqua cristiana, dal punto di vista teologico, ricorda la Resurrezione di Cristo, che si sacrifica per l’umanità liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la Resurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all’uomo il proprio destino.
Poi in realtà si aspetta la Pasqua per mangiare  e spesso ne approfittiamo per fare qualche giorno fuori casa, approfittando anche della primavera e del clima mite.
Uno degli appuntamenti di spicco di queste festività pasquali è a Fanano, dove per un solo giorno ogni tre anni si rivive la Passione di Cristo. Si tratta di una delle più belle rievocazioni storiche del Venerdì Santo. La popolazione si divide in otto contrade e si mobilita ad addobbare strade, piazze e abitazioni con colonne e folti cordoni di bosso e cipresso: sono gli alberi simbolo del dolore e del lutto. La tradizione è antichissima, risale addirittura al Medioevo quando questa zona di montagna era una tappa dell’antica Via Romea, cioè dell’itinerario che i pellegrini percorrevano per raggiungere Roma. In questa zona (siamo nel Parco regionale del Frignano) sorsero monasteri e ospitali che offrivano alloggio ai viandanti.
Il rito della Triennale del Venerdì Santo comincia alle ore 15 con la Traslazione di Gesù Morto dalla cappella Fogliani, alla cripta verde della contrada omonima. Alle ore 18 avviene la traslazione del simulacro di Gesù morto dalla cripta verde alla chiesa di San Silvestro. A questa operazione segue il trasporto dell’urna di Gesù morto, conservata nell’oratorio dei Neri, al sepolcro verde eretto nel piazzale della chiesa. Viene celebrata la liturgia all’interno della Chiesa di San Silvestro, alla fine della quale il simulacro di Gesù morto viene trasportato in processione attraverso le otto contrade. Lungo questo tragitto sono previste soste all’orto del Getsemani del Poggiolo e al Calvario della Piazzetta. Al rientro alla chiesa il simulacro di Gesù morto è fatto sostare sul sagrato dove il sacerdote pronuncia l’omelia e impartisce la benedizione, e il simulacro viene riportato nella cappella Fogliani.(*)
L’occasione è da prendere al volo, considerato che la prossima occasione per poter assistere a questo antico rito arriva fra tre anni.
E nel frattempo, considerata l’abbondanza di questo inverno, si può approfittare anche per fare l’ultima sciata della stagione.

(*) La storia e lo svolgimento della Triennale, sono riportati nel libro “Voci del Passato” di A.P.