I monologhi della vagina

Vagina.Monologues.Marquee.jpgIl mese di Marzo continua nel segno del rosa al Teatro Tenda di Modena. Per chi si fosse perso lo spettacolo di lunedì, stasera 17 marzo alle 21 torna in scena lo spettacolo “I monologhi della vagina”.
Eve Ensler scrisse la prima bozza dei Monologhi nel 1996, dopo aver intervistato 200 donne sulle loro idee sul sesso, relazioni, e violenza contro le donne. Le interviste cominciarono come conversazioni casuali con amici della Ensler, ed in seguito giunsero a comprendere anche racconti di terze persone.
Dalla prima stesura dove la sessualità era l’argomento portante, secondo la stessa autrice  è nel 1998 che il significato dell’opera cambiò e, da celebrazione delle vagine e della femminilità, divenne la nascita di un movimento contro la violenza sulle donne.
L’opera è costituita da un numero variabile di monologhi letti da diverse donne. Ogni monologo è collegato alla vagina, attraverso diversi temi: sesso, stupro, amore, mestruazioni, mutilazione, masturbazione, nascita, orgasmo e così via. Ogni anno viene aggiunto un nuovo monologo per sensibilizzare le persone sui problemi che le donne affrontano in tutto il mondo. Nel 2003 per esempio, è stato aggiunto un monologo riguardo alla situazione delle donne in Afghanistan.
E potevo non avere una inviata in prima linea? Francesca Barbieri, modenese doc, ad un corso sul marketing non convenzionale ha conosciuto una regista dei Monologhi della Vagina che l’ha coinvolta nel progetto per caso, per sostituire un’attrice rinunciataria. Le ho chiesto cosa l’aveva spinta ad accettare, e lei mi ha raccontato che conoscendo già l’opera e avendo già assistito alla trasposizione modenese di qualche anno fa, ha voluto dare il suo contributo per “diffondere il verbo e far divertire, ma al tempo stesso, far riflettere altre persone. Inoltre ho deciso di partecipare per una giusta causa: il biglietto costa 10 euro e l’intero ricavato delle serate verrà devoluto all’associazione V-day (www.vday.org) e a progetti locali di contrasto alla violenza contro le donne.”
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Cosa mi ha detto per convincermi(ci) ad andarlo a vedere? “Lo spettacolo di Modena è curato da volenterose registe della zona che in questi ultimi mesi hanno indirizzato noi attrici (per lo più non professioniste) nell’interpretazione del monologo. Trovo che questo spettacolo possa aiutare qualunque donna ad acquisire consapevolezza di sé, ad apprezzare di più il proprio corpo e il proprio sesso, e, perché no, ad amarsi un po’ di più.”
Lasciamo gli ometti a casa? “E’ sicuramente un originale punto di vista per gli uomini, che avranno modo di riflettere su cosa può significare essere donna, ridendo insieme a loro nel sentirle raccontare il loro mondo”.
Non avete più scuse: non perdetevi lo spettacolo di stasera.

I monologhi della vaginaultima modifica: 2010-03-17T08:41:00+01:00da admin
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