San Geminiano

Modena_-_Statuta_Civitas_Mutine_(1327)_Particolare_San_Geminiano.jpgGià nella Roma antica troviamo la figura del patrono (in latino patronus=”protettore”, da pater=padre). Era un cittadino di una certa autorevolezza, in genere patrizio, chiamato così per via del legame, detto di patrocinio, ossia di protezione, che aveva con schiavi affrancati o plebei indigenti.
Per il cattolicesimo, il santo patrono è una persona, venerata come santa, alla quale la Chiesa affida la protezione di una certa categoria di fedeli, individuabile in coloro che vivono in una determinata città o area geografica, coloro che esercitano un certo mestiere, svolgono una certa attività o hanno altre caratteristiche in comune.
A Modena il Santo Patrono si festeggia il 31 gennaio intrecciando solennità religiose e feste popolari, attirando in città anche i cittadini dei paese limitrofi.
In tutto il centro storico vengono allestite bancarelle, e i colori e gli odori si rincorrono e si sovrappongono, mentre le strade si riempiono, e trovare parcheggio diventa una specie di lotteria. Ma non ha importanza. La fiera allestita in onore del santo Patrono è imperdibile per tutti i modenesi. Un proverbio in dialetto modenese fa capire quante persone affluiscano a Modena in occasione della fiera: “Per la fera ed San Zemian la muntagna vin al pian e la basa vin in di deintoren e a Modna an gh’n sta piò nisun” (Per la fiera di San Geminiano dalla montagna vengono giù, dalla bassa vengono su e a Modena non ci si sta più).
Nella figura del Santo Patrono si intrecciano storia e leggenda. La leggenda vuole che nel secolo delle invasioni barbariche, precisamente nel 451, S.Geminiano salvò Modena dagli Unni guidati da Attila, nascondendola agli invasori coprendola con una fitta coltre di nebbia.
Nella storia di Modena San Geminiano fu il secondo vescovo, nato intorno al 313 a Cognento, località a 6 chilometri a sud-ovest di Modena, quando Costantino, emanando l’Editto di Milano concedeva libertà di culto al Cristianesimo. L’episcopato di Geminiano si svolse in un periodo di relativa pace, tranquillità politica e libertà religiosa. La sua opera, in un ambiente ancora prevalentemente pagano, fu forte ed incisiva. E’ lui il padre nella fede della comunità cristiana di Modena, che lo onora anche per i suoi miracoli, spesso raffigurati in dipinti e sculture.
Geminiano evangelizzò i pagani e difese la nascente comunità cristiana dagli errori degli eretici di quel tempo.
E’ documentato che partecipò nel 390 al Concilio di Milano in cui furono condannati gli errori del monaco Gioviniano, che negò la verginità di Maria. L’episodio però che ebbe maggiore risonanza iconografica e che lo caratterizzò come taumaturgo, fu il viaggio in Oriente per andare a liberare dal demonio la figlia dell’imperatore Gioviniano.
Geminiano morì, dopo un quarantennio di vita episcopale, il 31 gennaio 397. Fu sepolto in un sarcofago nella zona cimiteriale a cinquanta di metri a sud della via Claudia, oggi via Emilia.
Vi lascio con una curiosità: sembra che la città di Modena e la cittadella di San Geminiano siano legate da una leggenda. Cliccate qui e buona lettura.

San Geminianoultima modifica: 2010-01-29T08:30:00+01:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento