Dreams e opere inedite

palazzosantamargheritamodena.jpgSe si cerca la parola “arte” su wikipedia si troverà questa spiegazione “l’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza, porta a forme creative di espressione estetica”.  Sembra una cosa semplice, di facile fruizione, invece fra le forme di espressione d’arte e la maggior parte delle persone non esiste un buon rapporto.
Come se l’arte nelle sue varie accezioni ad un certo punto si distaccasse dalla vita quotidiana per diventare qualcosa di distante e senza anima. E ben vengano le iniziative che mescolano un po’ le carte in tavola, che riescono a introdurre sapori quotidiani nella manifestazione considerata di solito d’elite.
Questa sera, venerdì 6 novembre 2009 alle ore 18,00 a Palazzo Santa Margherita un tè con biscotti sarà l’incipit per l’inaugurazione della mostra La collezione don Casimiro Bettelli. Opere inedite da Fontana a Schifano e dell’installazione di Alessio Bogani per Area progetto dal titolo Dreams.
Dopo dieci anni, a suggello del rinnovo del comodato sottoscritto fra la Curia e la Civica, il museo modenese propone una nuova mostra, con la quale presenta una cinquantina di opere rimaste fino ad oggi inedite, in larga parte riconducibili all’Informale, al clima pop italiano e alla Transavanguardia.musei.gif
Fra le opere selezionate un nuclo fondamentale di opere su carta di Alberto Burri e una ceramica inedita di Lucio Fontana, e,  fra gli autori, Franco Angeli, Enrico Bay, Mario Ceroli, Tano Festa, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Fabio Mauri, Mario Schifano, oltre ai maestri della Transavanguardia Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, e Mimmo Paladino.
Nel percorso di mostra anche una sezione dedicata agli artisti locali cui don Bettelli era legato da rapporti di amicizia, Carlo Barbieri, Raffaele Biolchini, Tino Pelloni, Mario Venturelli. Per alcuni di loro scrisse testi critici o poetici che accompagnano le opere in mostra.
Niente inviti, niente selezione all’ingresso.
E chissà che non vi ritroviate a sorseggiare un tè con gli autori.

Parlando di nuvole

manifesto fumetto.jpgQuando i grandi pensano ai fumetti pensano a qualcosa di infantile, ad una perdita di tempo, a qualcosa che da grandi non si fa. Me ne sono accorta tutte le volte che per sbaglio qualche mia collega al lavoro ha intravisto nella mia borsa un albo a fumetti. Io ne leggo ancora, ed è come leggere un libro. Libri illustrati che raccontano una storia, che aiutano ad evadere dalla monotonia quotidiana, e a volte mescolati al tratto del disegno e alle nuvolette dei dialoghi nascondono spunti di riflessione. Il linguaggio del fumetto è universale, anche senza dialoghi è immediatamente comprensibile, e come forma di espressione esiste da sempre, basti pensare ai graffiti preistorici.

La nascita del primo fumetto è un po’ dibattuta, ma già nell’arte medievale si ritrova l’abitudine di arricchire gli affreschi con i dialoghi dei personaggi, facendogli uscire le parole direttamente dalla bocca, senza il contorno che ne delinea lo spazio. E il primo “fumetto” lo abbiamo qui in Italia, nella cappella inferiore di San Clemente a Roma, nell’affresco risalente agli ultimi anni del sec. XI, che rappresenta uno degli episodi della vita di San Clemente. Rappresenta il patrizio Sisinnio nell’atto di ordinare ai suoi servi (Gosmario, Alberello e Carboncello) di legare e trascinare San Clemente il quale, nel frattempo, si è trasformato in una colonna di pietra. Si tratta di un frammento della Passio Sancti Clementis. Si leggono, a mo’ di fumetto, queste espressioni: Sisinium: «Fili de le pute, traite, Gosmari, Albertel, traite Falite dereto colo palo, Carvoncelle!» San Clemente: «Duritiam cordis vestris, saxa trahere meruistis».*

Nei secoli la tecnica si è evoluta, sono nati i “balloon” che a seconda del tratto con cui circondano le parole esprimono a loro volta un stato d’animo (ma questa è un altra storia).

Sono riuscita a incuriosirvi un po’?

Per approfondire meglio l’argomento potreste approfittare degli appuntamenti di Parlando di nuvole organizzati a Castelnuovo Rangone giovedì 5, 12 e 19 novembre. Tre incontri per tre argomenti: manga, satira e supereroi. Tre incontri a ingresso gratuito sul fumetto italiano, tre appuntamenti imperdibili per conoscere (per chi non li conosce) e (per i fun del genere) avere l’opportunità di incontrare i creatori delle nuvole made in Italy.

Ospiti interessanti e la conduzione di Luciano Tamagnini, critico del fumetto e dirigente dell’Associazione Nazionale del Fumetto e dell’Illustrazione (A.N.A.F.I.).

Per maggiori informazioni: www.comune.castelnuovo-rangone.mo.it

 

 

 

*[Traduzione: Sisinnio: «Figli di puttana, tirate! Gosmario, Alberello, tirate! Carvoncello, spingi da dietro con il palo» Clemente: «A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare un sasso [o sassi]».]

 

Ma è davvero una limitazione?

zonatrafficolimitato.jpgCome altri miei colleghi local blogger hanno fatto negli ultimi giorni segnalo da questa pagina che se avete voglia di fare un giretto a Modena dovete stare attenti alle limitazioni al traffico che inizieranno domani 3 novembre 2009 (fino al 31 marzo).

Nelle aree urbane dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 è vietata la circolazione dei veicoli diesel e benzina Euro 0 e dei veicoli diesel Euro 1, dei ciclomotori e dei motocicli Euro 0, anche se provvisti di bollino blu (nel territorio del Comune di Modena è vietata la circolazione ai mezzi sprovvisti del bollino).

Dal 7 gennaio oltre alla “normale” limitazione, torna il blocco totale del traffico al giovedì dalle 8.30 alle 18.30. Il Comune si riserva, però, la facoltà di revocare la limitazione se le condizioni atmosferiche lo consentono.

Attenzione perché anche altri comuni dell’area modenese sono soggetti a restrizioni, per tutti i dettagli delle singole ordinanze si può consultare il sito www.liberiamolaria.it.

Spesso sento commentare queste scelte di limitazioni al traffico con frasi qualunquiste come “le fabbriche inquinano di più” oppure “si colpiscono sempre le persone con meno possibilità economiche”.

Io invece sono dell’opinione che troppo spesso si utilizza la macchina anche quando non ne esiste un reale bisogno. Sono una di quelle che per spostarsi usa i mezzi pubblici, giudicati dalla maggior parte delle persone costosi, sporchi e mal frequentati. Eppure siamo noi che facciamo la differenza. Quando mi capita di usare la macchina vedo colonne di auto con una sola persona a bordo. Per circa 12 mesi ho avuto come colleghe ben due vicine di casa, ma mai nessuna che si sia proposta di ottimizzare tempi, costi e inquinamento utilizzando una sola auto.

Perché troppo spesso si crede che sia una mezzo indispensabile per risparmiare tempo, mentre invece se calcoliamo bene il solo fatto di stare fermi ad un semaforo o girare a vuoto in cerca di parcheggio a parità di tempo si risparmierebbe un bel po’ di stress.

La mia personale esperienza è che il tempo di percorrenza è identico (5 minuti più o meno), ma nel frattempo cammino (attività sottovalutata sia per un benessere fisico che psichico), ho l’opportunità di leggere o anche solo di twittare tenendomi in contatto con i miei amici (nonostante il mio tempo di percorrenza sia limitato a soli 13 minuti), e spesso scrivo i post che poi ricopio da pubblicare in questo spazio.

E soprattutto so che nel mio piccolo faccio molto per l’ambiente.