Le “Rezdore”

rezdore.jpg“Storie di Terra e di Rezdore” è il titolo di un progetto promosso nel 2006 dalla Provincia di Modena e realizzato da Slow Food Italia con l’obiettivo di recuperare il tesoro di conoscenze ed esperienze legate alla cucina tradizionale modenese.
Ma chi era la “rezdora”? Rezdora è un vocabolo dialettale, spesso tradotto in “reggitora”, cioè la persona che gestisce la casa. Non è necessariamente un concetto legato al matriarcato, infatti esiste anche “al rezdor”, ma al femminile connota quella donna che, con saggezza ed energia, tiene le redini della casa, confezionando perfette pietanze tradizionali.
La brava rezdora era quella che riusciva a gestire la famiglia in maniera ottimale. La natalità era altissima e le malattie tante. Gestire tante bocche era un’impresa, voleva dire intelligenza, carattere, intuizione, energia, fortuna e un certo cinismo verso i sentimentalismi. La rezdora era scelta dagli uomini con cura, perchè una donna fa la casa o la disfa. La rezdora ha come compito di baciare i bambini, di leggere loro le favole, di preparare la festa della domenica e di mettere i fiori nella brocca, sulla tavola o ai santi nella nicchia, nei momenti lieti e non lieti. Un lavoro duro, che portò a definire la rezdora come una persona di ferro, e a mettere nell’ombra quelle poverine che, per natura, non erano state fornite di buon sangue.
La rezdora brava in cucina era richiesta nella preparazione dei pranzi delle cerimonie, riuscendo così a contribuire anche al bilancio familiare. Prenotata per tempo, veniva prelevata il giorno prima, in modo da potersi rendere conto di quanto c’era a disposizione per la tavolata da apparecchiare, degli utensili e per cominciare a stendere eventuali lieviti, ripieni o frollature. Ad una donna del genere, e più brava più diveniva mitica, ubbidivano tutti e non bisognava rivolgerle critiche o imporre restrizioni.
Il tortellino fatto da lei era un oggetto unico; mentre le altre aiutanti si arrabattavano a stringere, sì, ma non troppo, ma non poco, uno sì e due no quel povero oggettino, lei con due colpetti soffici e magici posava sul tavolo il neonato, e sotto un altro.
Per tramandare tutti questi sapori, odori e ricordi e tradizioni si è pensato di raccogliere il tutto e dopo tre anni di ricerca e selezione dei protagonisti in tutto il territorio provinciale si può vedere il risultato nelle pagine dedicate del portale della provincia di Modena http://rezdore.provincia.modena.it/index.asp.
Buona lettura.

[fonte]

 

 

Le “Rezdore”ultima modifica: 2009-11-30T08:30:00+01:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento