Ma è davvero una limitazione?

zonatrafficolimitato.jpgCome altri miei colleghi local blogger hanno fatto negli ultimi giorni segnalo da questa pagina che se avete voglia di fare un giretto a Modena dovete stare attenti alle limitazioni al traffico che inizieranno domani 3 novembre 2009 (fino al 31 marzo).

Nelle aree urbane dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 è vietata la circolazione dei veicoli diesel e benzina Euro 0 e dei veicoli diesel Euro 1, dei ciclomotori e dei motocicli Euro 0, anche se provvisti di bollino blu (nel territorio del Comune di Modena è vietata la circolazione ai mezzi sprovvisti del bollino).

Dal 7 gennaio oltre alla “normale” limitazione, torna il blocco totale del traffico al giovedì dalle 8.30 alle 18.30. Il Comune si riserva, però, la facoltà di revocare la limitazione se le condizioni atmosferiche lo consentono.

Attenzione perché anche altri comuni dell’area modenese sono soggetti a restrizioni, per tutti i dettagli delle singole ordinanze si può consultare il sito www.liberiamolaria.it.

Spesso sento commentare queste scelte di limitazioni al traffico con frasi qualunquiste come “le fabbriche inquinano di più” oppure “si colpiscono sempre le persone con meno possibilità economiche”.

Io invece sono dell’opinione che troppo spesso si utilizza la macchina anche quando non ne esiste un reale bisogno. Sono una di quelle che per spostarsi usa i mezzi pubblici, giudicati dalla maggior parte delle persone costosi, sporchi e mal frequentati. Eppure siamo noi che facciamo la differenza. Quando mi capita di usare la macchina vedo colonne di auto con una sola persona a bordo. Per circa 12 mesi ho avuto come colleghe ben due vicine di casa, ma mai nessuna che si sia proposta di ottimizzare tempi, costi e inquinamento utilizzando una sola auto.

Perché troppo spesso si crede che sia una mezzo indispensabile per risparmiare tempo, mentre invece se calcoliamo bene il solo fatto di stare fermi ad un semaforo o girare a vuoto in cerca di parcheggio a parità di tempo si risparmierebbe un bel po’ di stress.

La mia personale esperienza è che il tempo di percorrenza è identico (5 minuti più o meno), ma nel frattempo cammino (attività sottovalutata sia per un benessere fisico che psichico), ho l’opportunità di leggere o anche solo di twittare tenendomi in contatto con i miei amici (nonostante il mio tempo di percorrenza sia limitato a soli 13 minuti), e spesso scrivo i post che poi ricopio da pubblicare in questo spazio.

E soprattutto so che nel mio piccolo faccio molto per l’ambiente.

 

 

 

Ma è davvero una limitazione?ultima modifica: 2009-11-02T08:30:00+01:00da admin
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8 pensieri su “Ma è davvero una limitazione?

  1. rifletto su quello che scrivo nel senso che scrivo quello che penso. non credo però di scrivere un testo sacro, valido per tutti. nel mio piccolo e in relazioni alle mie esigenze cerco di “risparmiare” emissioni di CO2 usando la macchina solo se strettamente necessario. così non salverò il mondo, ma sentir dire (e ne cito solo una su tutte) ma tanto le fabbriche inquinano più di me mi sa di qualunquismo.
    ma tu? cosa ne pensi? il tuo punto di vista non l’hai mica esposto.

  2. Il mio punto di vista non ha importanza, mica sono uno di quelli che “dice la sua”. Scrivere quello che si pensa può interessare qualche strizzacervelli, ma nulla aggiunge e nulla toglie agli argomenti trattati. La relativizzazione del tuo punto di vista è un trucco antico, e ormai tanto abusato da diventare un po’ irritante.
    Dio e gli altri personaggi mitologici mi liberino e scampino da chi usa la locuzione “nel senso che”. Che tradotta significa più o meno: Non so cosa sto dicendo, ma non resisto dall’esprimere certi incerti pensieri che sgorgano da mio cuoricino, che cerco di nobilitare come opinioni.
    Ok, cerco di essere un poco meno criptico. Il significato del mio post precedente era all’incirca: Siete (siamo) solo nicchie di mercato, è perfettamente inutile fare gli pseudo-impegnati della domenica, le cui azioni si risolvono solo nello spostare il consumo da una tipologia ad un’altra. Siete (siamo) bestie da supermercato, non c’è vita al di fuori del consumo. Ogni tentativo in questo senso è velleitario quando non ridicolo.
    Baci.

  3. se non ti interessa esprimere il tuo punto di vista sull’argomento del post che tanto contesti non immagino la motivazione dei tuoi commenti. forse solo un pretesto per darmi della infantile, banale e anche ingenuotta? credo di (ri)conoscere questo stile.
    accetto le critiche che aiutano a migliorarmi. ascolto i consigli di coloro i quali reputo abbiano una conoscenza e un’intelligenza migliore alla mia. la polemica fine a se stessa non ha molto senso.

    e se permetti i baci tieniteli per te, ogni tentativo di conciliazione è velleitario quando non ridicolo.

  4. No. Mi scuso sinceramente se i miei scritti hanno urtato la tua sensibilità.
    Ma non era quello l’intento.
    Purtroppo da molto tempo il pensiero imperante ci ha abituato a tacciare come “polemica” qualsiasi osservazione che “guardi altrove”.
    Noialtri anziani vi stiamo fregando da trent’anni con la storia della polemica, con l’imperativo della critica costrutiva e ponderata. Vi portiamo sul nostro territorio, dove è più facile accoltellarvi alla schiena. Più largo il sorriso, più affilato il coltello, diceva non ricordo più chi.
    Non ho velleità di maitre a penser, ma la mia intenzione era appunto di guardare altrove.
    Capisco che “per voi giovani” (premio a chi individua la citrazione, ma è facile) “life is now”, che “le magnifiche sorti e progressive”, che “viviamo nel migliore dei mondi possibili”, ma credimi, non è modificando le modalità di consumo che si può sperare di raggiungere alcunché. Occorre passare dal significato al significante. Occorre preferire la cosa alla rappresentazione. Occorre zittire il media affinché possa essere udito il messaggio.

    Quanto ai baci, è un altro malinteso dovuto alla mia obsolescenza. Essendoti tu declinata al femminile… devo continuare?

  5. Ogni tanto getto un’occhiata a questo blog, e trovo anche cose interessanti. Molto meno nei commenti (l’altra anima dei blog, secondo me), che si limitano a prendere atto, a fare i complimenti… insomma, abbastanza inconsistenti.
    E’ per questo motivo che mi spiace non avere replica. Smusso tutti gli spigoli “polemici”, e ribatto la mia opinione: Dire che “tanto le fabbriche inquinano di più” è senz’altro puro qualunquismo (e aggiungo, qualunquismo in malafede, finalizzato ad evitare qualsiasi sforzo). Ma vorrei UNA volta, sentire qualcuno che sostiene la possibilità di diminuire i consumi, non solo di differenziarli. Possibile che nemmeno la crisi intergalattica di quest’ultimo anno ci abbia insegnato nulla? Voglio dire, C’è vita al di fuori del consumo?

  6. non so cosa risponderti semplicemente perchè non riesco a capire il motivo del tuo accanimento. ho scritto un post per segnalare un avvenimento della città di Modena. l’ho condito con alcune osservazioni (magari banali). poi arrivi qui parlando di diminuzioni di consumi, società che millanta falsi miti, di giovani storditi dalla vecchia guardia a credere a cose false. non ne capisco il nesso se non la sterile polemica. non perdi occasione per offendere (che ti frega se gli altri commenti prendono solo atto e fanno i complimenti?), la mia idea di blog è un posto dove si deve stare bene, per me scrivere è pura evasione, non impegno sociale. se la cosa non è di tuo gradimento ci sono milioni di blog in tutte le lingue e in tutte le salse dove trovare argomenti all’altezza e alla portata dei tuoi gusti e del tuo modo di intendere.

  7. Intanto grazie per la risposta.

    E’ risaputo, ma stupisce sempre, come la stessa cosa possa essere vista in maniera diametralmente opposta.
    Puntualizzo solo: Nessuna polemica (gratuita), e ancora meno l’intenzione di offendere. L’impegno sociale, poi, non fa per me.

    Un saluto.

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