Festa. Fondata sul lavoro.

modena08.jpgPuntuale come tutti gli anni torna a Modena la Festa dell’Uni… ehm… la Festa del Partito Democratico.

A parte il nome e la evidente connotazione politica, la festa torna in tutto il suo splendore con appuntamenti politici, musicali e gastronomici, iniziando domani 27 agosto e facendoci compagnia fino al 21 settembre.

Il primo anno in cui ho avuto l’opportunità di partecipare a questo evento sono rimasta piacevolmente colpita dall’aria da fiera di paese che si respira, e anno dopo anno, con l’aumentare dei baracconi da luna park sistemati all’ingresso, la sensazione che il tutto fosse solo la scusa per raccogliere nuovi iscritti è diventata sempre maggiore.

Ma a parte questa mia sensazione che non trova riscontro in nessuna statistica, negli anni ho avuto l’opportunità di ascoltare dibattiti interessanti che mi hanno definitivamente confermato che i nostri politici a prescindere dalla bandiera sotto la quale si nascondono parlano di argomenti che poco hanno a che fare con la realtà sociale del nostro paese, ma soprattutto ho collezionato decine di concerti di artisti popolari e meno conosciuti in forma totalmente gratuita (se mi seguite da un po’ sapete che sono molto sensibile all’argomento).

Il programma completo della Festa del PD lo potete trovare cliccando qui, sintetizzare un mese di incontri e spettacoli e mostre mi sembra un tantino complesso.

Sappiate che Domenica 30 si potrà ascoltare Franceschini, e sono proprio curiosa di andare a sentire cosa avrà mai di nuovo da dire.

Invece fra gli spettacoli musicali da segnalare Pino Daniele (Mercoledì 9 settembre), gli Afterhours (Venerdì 28 agosto), i Litfiba (Sabato 12 settembre) e gli Stadio (Martedì 15 settembre).

Fra gli spettacoli teatrali Paolo Cevoli (Venerdì 4 settembre), Neri Marcorè (Venerdì 11 settembre) e Maurizio Crozza (Giovedì 17 settembre).

Spettacolo pirotecnico con Fuochi d’Artificio nella serata di inizio e in quella conclusiva.

Senza dimenticare tutti gli stand gastronomici, ognuno di una zona diversa di Modena e provincia, che portano in tavola i sapori tipici dell’Emilia. Anche se il mio posto preferito rimane il piadinaro. E ogni anno mi concedo, solo una sera, un waffel alla nutella, anche se so che si trasformerà in ciccia e brufoli appena avrò dato l’ultima leccata alla forchettina.

Non credo che questa manifestazione tenga lontano chi non segue questa corrente politica. Come credo che si sia smarrito anche il senso della direzione che hanno deciso di prendere, e l’aver cambiato nome ha solo confuso le carte e le idee.

So che la Festa dell’Unità già dal nome rimandava ad un’immagine circolare e collettiva.festa-pd-modena.jpg

Nominare la Festa del Partito Democratico, a parte la difficoltà fonica della pronuncia, rimanda a qualcosa di personale ed esclusivo, for fun only.

 

 

Festa. Fondata sul lavoro.ultima modifica: 2009-08-26T08:30:00+02:00da admin
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2 pensieri su “Festa. Fondata sul lavoro.

  1. Ho grande ammirazione per i dirigenti del PD di Modena che hanno avuto la forza e la capacità di restituire il nome usurpato alla nostra festa. Combiare il nome a qualcuno o a qualcosa è una violenza enorme: equivale a strappargli l’identità e, nel caso della Festa dell’Unità, anche l’orgoglio che da sempre l’aveva caratterizzata.
    Anche io, che ho dato il mio contributo di fatiche alla riuscita della festa nel mio paese, nella mia sezione, l’avevo proposto; ma una dirigenza rammollita e incapace anche di ottenere i voti degli exmargheritini nell’ultima tornata elettorale, non l’ha permesso.
    Speriamo nella buona riuscita del Congresso, perché se a dirigere il partito andrà qualcuno incapace di toglierci di torno chi ci ha dimostrato di volerci tenere in scacco, penso proprio che io non avrò più un partito in cui poter credere.

  2. #Marcella forse mi sono espressa male…ma non mi pare che a Modena si chiami ancora Festa dell’Unità. Non sono una militante, ma come semplice cittadina posso affermare che questo centro-sinistra non sappia parlare alla gente. O forse non ha i giusti canali di informazione, considerata l’emergenza informativa che abbiamo in Italia.

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