Questo blog sta per chiudere…ma…

intervista_notemodenesi1.jpg45 mesi, oltre 570 post e migliaia di contatti. Quasi quattro anni in cui ho imparato a conoscere meglio la città in cui vivo.
Lo avevo scritto nel 2009 iniziando questa avventura “Modena non è la mia città natale, inutile nasconderlo, ma è la città da cui mi sono fatta adottare quando ho deciso che non volevo più traslocare.” Scrivendo di Modena ne ho imparato le tradizioni e ne ho raccontato gli eventi. Non una cronista, ma una narratrice.
Di tutto questo, e molto molto molto altro, ne ho parlato nell’intervista rilasciata al giornalista Davide Lombardi, per le pagine del magazine on-line Note Modenesi.
Ma niente è eterno, e a fine mese questo blog chiuderà. Non per mia decisione, ma la fusione Virgilio-Libero ha portato alla chiusura del progetto dei localblog.
Ancora non so se trasferirò il blog di Modena su un’altra piattaforma, o mi dedicherò a qualche nuovo progetto.
Se avete ancora voglia di leggermi, mi trovate su La stanza di Marlene e come publisher per Gazduna.
Nel frattempo….buona lettura!

TerreMOti racconto

7180076849_959ba6cdea_n.jpgSe c’è una cosa che mi ha insegnato la storia, è che viene scritta dai vincitori.
Se c’è una cosa che ho imparato dalla storia è che viene presto dimenticata.

In queste ultime tre settimane non si parla altro che di Emilia e del suo terremoto, ma solo perché le scosse continuano, e continuano in maniera discretamente pesante. Tanto che ad ogni nuova scossa, crolla un altro pezzettino di storia e di fiducia.

20 maggio, ore 4.04, magnitudo 5.9.
29 maggio, ore 9.00, magnitudo 5.8
29 maggio, ore 12.55, magnitudo 5.5
03 giugno, ore 21.20, magnitudo 5.1

Questi i quattro eventi principali che hanno scandito la vita in questa Emilia.
Ma cosa succede quando lo sciame sismico diventa il rumore di sottofondo? L’emergenza finisce. I volontari tornano a casa. Lasciano tende e cucine da campo. Gli inviati salgono in macchina o sul taxi e prendono il primo treno, che li porterà lontano.
Cosa succede quando si spengono i riflettori?
E’ per questo che è nato “TerreMOti racconto”, un titolo nato dalla fusione delle parole terremoto, modena e racconto. Racconto come sostantivo “esposizione di vicende vere o frutto di invenzione”. Racconto come indicativo presente, io ti racconto. Perché in Emilia c’è chi non vuole dimenticare.

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“Il terremoto che ha colpito l’Emilia ha scosso oltre che la terra, anche le nostre vite. Ci avevano raccontato che l’Emilia era a basso rischio sismico, e invece ci siamo ritrovati a misurare le nostre vite con un questo evento completamente al di fuori delle nostre possibilità di controllo. L’idea era nata già all’indomani della prima scossa delle 4.04 del 20 maggio. Le prime notizie su Twitter, ci confrontavamo se era accaduto davvero, e ci chiedevamo se stavamo tutti bene. Nei giorni seguenti sul web ci siamo imbattuti in storie, cronache, racconti, foto, tutti appunti di chi quel terremoto lo aveva vissuto in prima persona e aveva voglia di esorcizzare la paura attraverso parole ed immagini. E abbiamo pensato: perché non raccoglierle tutte in un contenitore, come una scatola da riaprire quando si spegneranno i riflettori sulla nostra terra. Poi le scosse sono diventate 4, e anche il nostro progetto ha incominciato un po’ a traballare. Ma adesso eccolo qua.”

Un sito che pubblica le emozioni e le storie di chi il terremoto lo ha vissuto mentre la terra ballava, ma che nella sezione “Pubblica la tua storia” offre l’opportunità di condividere anche le storie di (a)normale vita all’indomani delle scosse.
Si può partecipare scrivendo, disegnando, fotografando, con un tweet, con una nota su facebook. Finita l’estate il blog “TerreMOti racconto” diventerà un e-book, scaricabile gratuitamente.
Per ricordare certo, ma soprattutto per non dimenticare.


[le foto fanno parte del set “Sulle strade del terremoto” di Isaballa Colucci]


 

Comunicare nel web 2.0

upload_schede_foto_1303826977.jpgFino a qualche anno fa era noto soltanto all’interno dei college americani. Poi è arrivato in Europa, passando per le facoltà di Oxford e Cambridge. Adesso Facebook, il social network nato nel 2004 dall’idea di alcuni studenti di Harvard, è uno dei siti più visitati e utilizzati anche in Italia. Facebook si è guadagnato sul campo la nomea di rete sociale più seria e adulta rispetto ad altri sistemi concorrenti: su Facebook si organizzano feste, si discute, si creano amicizie e amori tra persone lontane, si ritrovano vecchi amici e parenti dati per dispersi. Ma Facebook è solo uno dei social network presenti su internet.
Secondo la definizione data dagli studiosi Boyd-Ellison si possono definire siti di reti sociali (social network sites) quei servizi web che permettono: la creazione di un profilo pubblico o semi-pubblico all’interno di un sistema vincolato, l’articolazione di una lista di contatti, la possibilità di scorrere la lista di amici dei propri contatti.
Per imparare ad utilizzargli al meglio l’Associazione PONGHINO organizza il corso “COMUNICARE NEL WEB 2.0: Corso Professionale sui Social Network”.
Il corso è rivolto a tutti quelli che già usano internet nella loro professione e che intendono sviluppare o affinare le proprie competenze di comunicazione all’interno del Web 2.0 con particolare attenzione all’universo dei social media. Non solo Facebook, ma anche Twitter, LinkedIn, Foursquare, Personal Branding e molto altro.
Il corso inizierà lunedì 16 maggio, avrà una durata di 6 incontri, il lunedì e il giovedì dalle 19.00 alle 21.00, presso il Net Garage di Via Barchetta 77, Modena, sede dell’Associazione Ponghino.
ll costo del corso è di 120€  (corso + tessera associazione)
Iscrizioni entro il 14 maggio 2011 ore 12:30 tramite mail all’indirizzo formazione@ponghino.org nella quale indicare nominativo e recapiti.
Per INFO e ISCRIZIONI: 
059 2034104   
+39 347 9032731 
formazione@ponghino.org

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Giornata Internazionale contro la violenza alle donne

liberata.jpgLunedì sera a Vieni via con me, Emma Bonino ha letto il suo elenco delle “cose che passano sul corpo delle donne” e ha iniziato con questa frase: il corpo della donna è un campo di battaglia. L’elenco di Susanna Camusso invece riportava “alcuni pensieri delle donne che lavorano”, e si sentono cose come “cerco lavoro: meglio nascondere le lauree e i master, e giuro di non avere specializzazioni” … “corro a casa: ma la pizza con il mio capo era necessaria per la carriera“. “passo le ore ad una cassa, sorrido…ma non era domenica?“.
Se fate un giro su twitter.com è tutto un fiorire di nastrini bianchi. DonnaModerna e il Consolato degli Stati Uniti a Milano in occasione del 25 novembre “Giornata contro la violenza sulle donne”, chiedono alle donne in Rete di unirsi e gridare la propria indignazione in 140 caratteri. Un tweet contro la violenza sulle donne.
L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato questa data nel 1981, data scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà (Colombia). Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.
E in questo giorno, in tutto il mondo, con qualsiasi mezzo, si moltiplicano i messaggi per accendere i riflettori su un problema, quello sulla violenza, spesso impunita, sulle donne che è molto lontana dall’essere risolta.
L’Assessorato alle pari opportunità del Comune di Modena in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne presenta“LI
BERATA”, una produzione del Teatro dell’Argine alle ore 21 presso il Teatro del Tempio (via Piave 6).
Lo spettacolo, a ingresso libero, è ambientato in una provincia degradata dove quattro personaggi, Liberata, Italo, Primo, Fiorina, si presentano al pubblico quando tutto è già finito per narrare la loro storia e scontare in tal modo la propria pena. Dalla loro locandina “Raccontano della solitudine di Liberata, e della sua giostra in riva al mare, poco lontano dalla smagliante lucentezza delle località turistiche. Raccontano dell’arrivo, dalla pianura fumosa di nebbia, di uno squattrinato perdigiorno che si chiama Italo, “come l’Italia”, e delle sue due figlie, angeli della disperazione, bambine costrette a diventare grandi anzitempo. Raccontano dell’amore tra Liberata e Italo, un amore che diventa presto sopraffazione, perché il benessere tanto sognato non arriva e bisogna pur sfogarsi in qualche modo.
Raccontano della leggenda medievale di Santa Liberata, che promessa in matrimonio a un re, decide di essere solo sposa di Cristo, e invoca un miracolo per scampare le nozze, e Dio le dona la barba e finisce crocifissa per avere contraddetto la volontà paterna. Raccontano di come la moderna Liberata, prima di soccombere sopraffatta dal martirio, compia il miracolo di salvare Italo dal degrado totale, e di come le due bambine, rimaste sole, possano ricominciare l’estenuante gioco di soprusi e umiliazioni. Così, la prossima volta, il racconto potrà riprendere dallo stesso punto. In eterno.”

Perché la violenza sulle donne non è solo fisica, perché per cercare di fermarla bisogna prima di tutto educare gli uomini, e soprattutto perché bisogna insegnare alle nuove generazioni di donne ad avere il coraggio di denunciare i soprusi, bisogna insegnare alle donne a valorizzarsi e a credere nelle proprie capacità.
(E come sentito lunedì sera) Una signora ha scritto: in generale le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio per essere giudicate brave la metà. Per fortuna, non è così difficile.

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TwittAperitivoModena

Twitter.jpgE’ poco più di un anno che ogni settimana dedico del tempo alla città di Modena scrivendo su queste pagine, dedicandole del tempo per farla conoscere a chi a Modena non c’è mai stato, e per farla apprezzare di più a chi invece ci vive. Non nascondo che all’inizio con la sua aria tranquilla e operosa non mi ha affascinata subito, anzi. Mi sembrava se ne stesse un po’ defilata, a testa china solo a lavorare e produrre. Per un bel po’ di tempo ho sempre creduto che le cose più belle e più divertenti succedessero lontane da qui.
Attraverso questo blog, giorno dopo giorno, ho imparato a conoscere e ad apprezzare di più questa città. Ho scoperto quante attività culturali vengono organizzate per coinvolgere i cittadini. E cerco di trasportare tutto quello che vivo, che vedo (o a cui spero di partecipare) in questo posto virtuale.
Per una volta farò il percorso inverso. Finalmente un evento nato sul web sbarca in città.
Dal social network Twitter al Griffin’s Irish Pub. Ma andiamo con ordine.
Twitter è un microblogging, uno di quei posti dove ci si registra, si sceglie una username e una password, si sceglie un’avatar e si ha la libertà di esprimersi…in 140 caratteri.
Il nome “Twitter”, corrispondente sonoro della parola tweeter, deriva dal verbo inglese to tweet che significa “cinguettare”. Il New York Times ha dedicato al fenomeno della piattaforma di microblogging, sempre più in voga negli Stati Uniti, un vero e proprio albero genealogico di vip che, oltre ad essere iscritti, sono molto attivi sia nei propri aggiornamenti, sia nel costante monitoraggio di quello che scrivono gli altri vip. Ed è di pochi giorni fa la notizia, apparsa su Repubblica, che un gruppo di ricercatori delle università di Harvard e Northeastern hanno utilizzato oltre 300 milioni di tweet americani per “mappare” l’umore degli utenti, contando sul fatto che il social network non è un luogo in cui si finge. Altri esperimenti sono già stati fatti in altre parti d’Italia. Ma stasera Venerdì 23 luglio, per accertarci che dietro avatar e nickname ci siano persone vere e piacevoli, al Griffin’s Irish Pub è stato organizzato il primo twittaperitivo a Modena. Un ritrovo per tutti i twitter emiliani e romagnoli che vorranno passare una serata in Largo Hannover 67. Per aderire all’iniziativa ci si può iscrivere qui, ma anche se non si è iscritti e si ha la curiosità di dare un volto ed una voce a persone con cui si twitta l’occasione è quella giusta. Vincerò la mia proverbiale riservatezza e ci sarò anche io, con il bicchiere di birra più grande che c’è. Cheers.

Raccontarsi e incontrarsi sulle piazze dei social network

social-network.jpgPer noi frequentatori della rete i social network sono l’equivalente dei salotti nobiliari o borghesi di un tempo: “luoghi” dove potersi mettere comodi e apprendere le ultime novità, quello che si dice in giro, commentare e sparlare di tutto e di tutto.
Venerdì 29 gennaio 2010 presso la Tenda di Modena in Viale Molza (angolo con Monte Kosica) si terrà un incontro promosso dal Comune di Modena e dall’Assessorato alle politiche giovanili dal titolo “Raccontarsi e incontrarsi sulle piazze dei social network. La comunicazione e la partecipazione ai tempi del web 2.0”.

Leggendo il programma, che riporto per intero, la giornata si articolerà in tre step.
Dalle 9.30 alle 13.00 si parlerà di Social Network: individuo, comunicazione e società con Fabio Poggi, Assessore Politiche Giovanili del Comune di Modena.
A seguire Social Network: “dentro”o”fuori” la società? La teoria sociale sfidata dalla comunicazione mediata da computer con Federico Farini (Università di Modena e Reggio Emilia) e infine Quali sono gli interessi economici che stanno dietro ai social network? Perché tanti giovani usano i social network? Quali sono le potenzialità e i limiti dei social network? tavola rotonda con: Luca Castelli (scrittore e blogger), Michele Colajanni (Università di Modena e Reggio Emilia), Elena Pacetti (Università di Bologna), Marcello Testi (consulente e esperto di comunicazione, Torino).
Comune di Modena e social network: le esperienze di Monet e del Centro Musica su facebook l’argomento che chiude la mattinata.
Ci sarà una pausa con buffet e alle 14.45 fino alle 18.00 si terrà un workshop di soli giovani per discutere su temi emersi a dicembre 2009 e gennaio 2010 nel forum online su facebook e twitter con l’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Modena.
A seguire un workshop per operatori, insegnanti, amministratori per confrontarsi sulle tematiche emerse al mattino e su come rapportarsi ai social network
Alle 19.00 Presentazione del libro “Musica liberata” di Luca Castelli.
Pausa con buffet  e alle 21.00 Dj set e concerto Yess! dj set  Brunito + Suffragette City Leaking System dj set Freak Out in concerto.
La giornata sembra interessante, gli argomenti attuali e sono convinta che partecipare fornirà spunti interessanti anche per chi non ha familiarità con questi luoghi di partecipazione e di incontro virtuali che sono i SN.
Ovviamente a me venerdì spetterà solo un’altra, noiosa e poco social giornata di lavoro, quindi non potrò partecipare. Ma se vi ho stuzzicato la curiosità, la partecipazione al convegno è gratuita, gradita l’iscrizione all’indirizzo mail csadol@comune.modena.it