Cioccolato Vero a Modena

chocolate-day-fb-cover.jpgIl 22 dicembre 2012, nonostante le nefaste previsioni, il mondo è sopravvissuto, e siamo tutti concordi nell’affermare che i Maya non sono stati capaci di realizzare un calendario comprensibile. Però la sapevano lunga sul cioccolato, che chiamavano kakaw uhanal, ovvero “cibo degli Dei”. E su questo non si sono assolutamente sbagliati.
Chi riesce a resistere al cioccolato, e in tutte le sue forme: praline, tavolette, crema di cacao, nei biscotti, nei muffin…le ragioni del suo successo? Un alone mistico che l’ha accompagnato dall’America fino in Europa, le proprietà nutrizionali, e un forte potenziale edonistico, che a volte sfocia anche in proprietà terapeutiche…quando siamo giù di morale un po’ di cioccolato è capace di far tornare il sorriso a tutte.
Per migliorare il vostro umore vi segnalo che nel fine settimana a Modena torna “Cioccolato vero” la rassegna modenese piazza grande, cioccolato, cibo degli dei, dei maestri cioccolatieri artigiani italiani rivolta a tutti gli amanti del cioccolato.
Venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 febbraio dalle 9 alle 20 in Piazza Grande la fabbrica del cioccolato si farà ammirare e assaporare.
Ma non solo.
Durante i tre giorni della manifestazione ci si potrà prenotare per una delle visite guidate organizzate all’interno della manifestazione “Dolce cultura e il tesoro della città”, itinerari del gusto che attraversano il centro storico di Modena, o vi accompagnano al Museo della figurina per vedere la mostra “Figurine e cioccolato una fedele tentazione”. Tutte le visite si concluderanno con degustazione finale di cioccolato caldo. Per informazioni e prenotazioni delle visite guidate potete rivolgervi allo I.A.T. Ufficio Informazione Turistica di Modena, in Piazza Grande oppure scrivendo a iatmo@comune.modena.it.
Inoltre, in onore di questo ingrediente dalle proprietà magiche, all’ Accademia dei Dissonanti (viale Berengario 112) alla La Secchia Rapita (Corso Canalgrande 4)  all’Osteria dei 5 Sensi (via Voltone 1) saranno proposti menù al cioccolato,
Dimenticavo di scrivere che se per i Maya il cioccolato ricavato dai semi del cacao era considerato il “cibo degli Dei”, dei celebri scienziati del 1700 gli diedero il nome pomposo di Teobroma, letteralmente “bevanda di  Dio” (Carlo Linneo, 1734).
Parola d’ordine del fine settimana: vietato resistere.

Giovedì Grasso in compagnia della Famiglia Pavinorica

sandrone.jpgTravestirsi, fingere, diventare qualcun’altro [anche solo per un giorno]. Confondersi, sbalordire, sconvolgere. Questo è Carnevale. O almeno quello che ne penso io.
Poi c’è il Carnevale quello di bambini, fatto di maschere, di coriandoli [che ora vendono di una inquietante misura maxi], stelle filanti e scherzi infantili.
Ci sono poi le tradizioni carnevalesche che cambiano di città in paese, bastano pochi chilometri e le usanze cambiano, simbolo ed espressione del vissuto e della storia di quella terra.
A Modena il 7 febbraio Giovedì grasso, giorno che apre ufficialmente l’ultima settimana di Carnevale, va in scena una rappresentazione molto teatrale.
Sandrone, la maschera tradizionale del Ducato di Modena, alle 14 esce dalla stazione di Modena accompagnato dalla moglie Paulonia e dal figlio Sgorghiguelo, fingendo l’arrivo dal leggendario Bosco di Sotto, residenza abituale del trio, preceduta da una fanfara carnevalesca seguita da altre maschere provinciali, regionali e nazionali.
La famiglia Pavinorica, scortata da due cocchieri e valletti in divisa del settecento, sfilerà per le vie del centro su di una carrozza ottocentesca trainata da due cavalli, per terminare in Piazza Grande, dove Sandrone è atteso per il suo consueto “sproloquio”, un discorso in dialetto modenese, dove la maschera, dal balcone del Municipio, commenta l’anno appena trascorso, mette simpaticamente in ridicolo gli amministratori e le personalità cittadine per quello che non funziona in città, o per qualche episodio di “malgoverno” avvenuto durante l’anno. Parla dei giovani, spesso incuriosito ma anche inorridito dalle nuove mode, si lamenta delle spese eccessive, e magari scherza anche sulla Ferrari e sulla squadra di calcio del Modena, insomma: parla e straparla. Perché Sandrone rappresenta il tipo di contadino abbastanza agiato che viveva nel secolo XVIII°, il quale per essere stato alunno alla scuola del curato e per aver letto pochi libri che gli erano capitati tra le mani, era montato in superbia. Rappresenta sia il contadino ignorante, ma anche la furberia e il buon senso, portavoce del popolo più umile e maltrattato, eternamente affamato ma astuto.
Lo sproloquio ha la sua formula bel collaudata. Sandrone accoglie i modenesi che si radunano in Piazza Grande per ascoltarlo con il suo solito saluto “Mudnés éd Mòdna! Mudnés dl’èlta, dla Bàsa e a mèza via, zemiàn scampe a l’influèinza, av salùt tòtt quant in masa”[1]. Anche il saluto finale è uguale ogni anno: “A m’arcmànd, ste atache a la piòpa ch’ la s’ciàma Ghirlandèina”[2], un invito a tutti i modenesi a stringersi intorno alla torre Ghirlandina, il monumento locale più rappresentativo, più alto e quindi più evidente e paragonato ad un alto pioppo, un invito ideale a restare uniti e ad operare per il bene comune di Modena e di tutti i suoi abitanti.
Munitevi di un buon traduttore, e ci vediamo in Piazza Grande, dove ricordate di scattare qualche bella foto per provare a partecipare al concorso fotografico del sito Travel Emilia Romagna.

[1] Modenesi di Modena! Modenesi della zona alta, della zona bassa e della zona centrale, geminiani scampati all’influenza, vi saluto tutti quanti insieme – “zemiàn” ovvero “geminiani” è un altro modo per definire i modenesi, dal nome del santo protettore San Geminiano).
[2] mi raccomando, state attaccati a quel “pioppo” che si chiama Ghirlandina

Fiera di Sant’Antonio Abate

sant'antonio abate,piazza grande,protettore animali,maiale,antoniano“Per sant’Antànni a pèga chel dànni”. (A sant’Antonio pagano le donne).

Le previsioni meteo danno freddo polare e ghiaccio artico sulla nostra città a partire da mercoledì, ma come evitare un giro per le bancarelle del centro storico che ogni anno vengono allestite il 17 gennaio in onore di Sant’Antonio Abate.
La tradizione modenese della festa dedicata al santo deriva dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella, e Sant’Antonio, ormai considerato il protettore degli animali domestici, è solitamente raffigurato con accanto proprio un maiale che reca al collo una campanella. In Veneto Sant’Antonio Abate è conosciuto anche con il nome di San Bovo o San Bò. La leggenda vuole che la notte del 17 gennaio, in suo onore, gli animali acquistino la capacità di parlare, similmente a quanto si narra avvenga nella notte dell’Epifania, ma guai ad origliare perché sarebbe di cattivo auspicio.
Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. E gli animali domestici e da cortile partecipano alla celebrazioni, che a Modena avviene nella chiesa della Beata Vergine delle Grazie, in via Sant’Agostino.
Ma la  giornata è anche dedicata alla fiera che dalle 8.30 alle 20, invaderà le strade del centro storico. Sono 520 gli ambulanti che potranno allestire i banchi e li troverete in piazza Sant’Agostino, in piazzale degli Erri, in piazza Grande, in via Emilia centro, in piazza Muratori, in piazza Matteotti, in piazza Mazzini, cin orso Canalchiaro, in corso Duomo, in corso Canalgrande, in via Università, via Castellaro, via Scudari, via Canalino, piazzale San Francesco e calle di Luca.
Tutti in centro e mi raccomando: non lasciate i vostri amici a quattrozampe a casa.

La Bonissima: festival del gusto

bonissima.jpgAnno per anno si rinnovano in città gli appuntamenti enogastronomici che ci piacciono tanto, ci motivano ad uscire di casa anche se l’estate ha lasciato il posto ad un autunno a regola d’arte, con pioggia, freddo e il primo cielo grigio che di prima mattina fa venire voglia solo di spegnere la sveglia e rimettersi a dormire.

Per questo fine settimana non prendete impegni, perché torna la manifestazione “La Bonissima”, che da venerdì 19 a domenica 21 ottobre invaderà il centro storico e riunirà più di quaranta produttori esclusivamente della provincia di Modena.

Prima un po’ di storia per chi ancora non avesse fatto conoscenza con la Bonissima, e non è mai passato da queste pagine (ne avevo parlato nel novembre 2011 in tempi non sospetti).

La Bunéssma, la Bonissima, è quella statua di donna che, silenziosa, decora Piazza Grande, sopra il portico dove il Palazzo Comunale fa angolo con via Castellaro. La leggenda vuole che la statuetta rappresenti una ricca dama modenese che in un periodo di carestia sensibilizzò i nobili del posto affinché aiutassero gli indigenti con delle donazioni. Per altri la statuetta doveva rappresentare l’onestà nel commercio (dal nome del palazzo della “bona misura”), tesi avvalorata dal fatto che anticamente sembra reggesse una bilancia (andata perduta) e posava i piedi su un basamento con incise le antiche unità di misura modenesi (che si possono ammirare all’interno dell’abside del Duomo). Chi è davvero rappresentata in quelle fattezze di donna forse non lo sapremo mai, ma da tre anni si rinnova la manifestazione dedicata alla rievocazione dell’antica leggenda della nobildonna “La Bonissima”, l’occasione per gustare il meglio dei prodotti alimentari modenesi, il tutto accompagnato e arricchito da un’importante serie di eventi e rappresentazioni storiche.

Tutti i giorni in Piazza Grande un mercato dedicato esclusivamente ai prodotti ed eccellenze enogastronomiche tipiche modenesi, con vendita diretta al pubblico e degustazioni nei tanti stand. Ma sono gli eventi collaterali quelli più appetitosi.

Sarà eletta la Madrina de La Bonissima, sarà premiata la migliore ode al lambrusco, e sabato dalle 17 il corteo per la rievocazione in costume della leggenda de “La Bonissima” sfilerà per il centro di Modena, con esibizione finale di sbandieratori e giochi di fuoco in Piazza Grande.

E ancora appuntamenti e incontri per i buongustai: lo show cooking che si svolgerà sul palco in piazza Grande, “a cena con La Bonissima”, l’iniziativa che coinvolge selezionati ristoranti del centro storico, mentre venerdì 19 presso il ristorante L’Erba del Re verrà proposta una prestigiosa Cena di Gala, che vedrà uno chef di quotatura nazionale reinterpretare le ricette tipiche della tradizione modenese.

E non dimenticate di fare un salto sul sito della Gazzetta di Modena a votare il piatto preferito dai Modenesi, che sarà premiato sabato 20 alle 17,30 in Piazza Grande.

E se ancora non vi basta, sabato 20 ottobre presso il Borgo Sant’Eufemia di Modena, all’iniziativa “Artigianato Artistico“, il mercatino degli hobbisti.

Credo di aver scritto tutto, ma per sapere tutto (ma proprio tutto) di questa tre giorni tutta modenese www.labonissima.it, anche su twitter @LaBonissima.


 

 

 

Stuzzicagente in versione autunnale

stuzzicagente,piazza grande,piazza xx settembre,modenamoremioL’autunno direi che è arrivato, e con la stagione più romantica (o più melanconica a seconda dei gusti) arriva a Modena l’appuntamento enogastronomico che riesce a mettere in risalto le eccellenze della cucina modenese. Parlo dello Stuzzicagente Autunno che domenica 14 ottobre a partire dalle 17 vi aspetta fra le strade e i locali del centro storico di Modena.

A spasso per la storia di Modena, tra Piazza Grande, il Duomo e la Ghirlandina, ma anche lungo le vie caratteristiche come Piazza XX Settembre, Canalino, Canalgrande, Gallucci e via Emilia, meta preferita per il passeggio e lo shopping, si potranno gustare pietanze e vini che aggiungeranno alla città un sapore diverso.

Al costo di 13 euro, con biglietti in prevendita fino a venerdì presso l’ufficio di Modenamoremio (via Scudari, 12, oppure presso Iter Viaggi e Turismo in via Emilia Centro 54) sarà possibile degustare uno dei 4 menù creati per l’occasione.

Gli itinerari del gusto disegnano un percorso attraverso la città. Per prendere parte alla ghiotta manifestazione basterà scegliere uno o più itinerari, corrispondenti ad un menù, e passeggiando attraverso le vie del centro, si avrà diritto all’assaggio di un pasto completo, dall’antipasto al dolce, con tanto di dessert e caffè o digestivo. Tutti i dettagli dei 4 menù, a cui corrispondono altrettanti colori, sono disponibili su www.modenamoremio.it.
Al termine della degustazione ognuno potrà votare l’esercente preferito, premiandone la qualità del cibo, l’eccellenza del servizio e la simpatia, decretando così il miglior ristoratore di “Stuzzicagente 2012”.

Nel caso in cui a fine prevendita dovessero rimanere alcuni biglietti,saranno messi in vendita al prezzo pieno di 14 euro, il giorno stesso della manifestazione dalle ore 16.30 presso il gazebo di Modenamoremio in Piazza Grande.

 

Modena si veste d’autunno: tutti gli appuntamenti del fine settimana

mercatino dell'usato,beat,beat generation,musica beat,piazza grande,caterina caselliEd eccoci arrivati al tanto sospirato fine settimana, quello che aspettiamo per svegliarci un po’ più tardi, senza sveglia e senza rincorrere treni, e che con questa tiepida temperatura si prospetta splendidamente. Gli appuntamenti per questo fine settimana a Modena sono tanti e tutti così belli che viene voglia di moltiplicarsi per poterli seguire tutti. 

Per gli appassionati della musica degli anni ’70 continua la rassegna dedicata alla musica beat [per chi se la fosse persa il mio post ne parlava qui] con due concerti gratuiti, in programma venerdì 5 e sabato 6 ottobre alle 18.30 sotto i portici di piazza Grande, davanti alla Galleria Europa.

Venerdì 5 ottobre i Beat Repeat, tribute band che riunisce diversi musicisti di complessimercatino dell'usato,beat,beat generation,musica beat,piazza grande,caterina caselli storici del beat modenese, propongono i successi del Beatles dal loro esordio, nel 50mo anniversario dell’uscita del primo disco dei Beatles “Love me do”.

Sabato 6 ottobre, ancora dalle 18.30 alle 20.30, altre due ore di musica beat dal vivo, stavolta con i Radio Luxembourg che ripropongono i più noti successi di quegli anni nello spettacolo 45 giri fa, mixando le ‘cover’ incise da gruppi e cantanti italiani dell’epoca con le versioni originali, inglesi o americane, dalle quali i complessi italiani spesso attingevano.

mercatino dell'usato,beat,beat generation,musica beat,piazza grande,caterina caselliE per chi vuole saperne qualcosa di più di quel periodo in cui Modena è diventata capitale del beat italiano negli spazi della Galleria Europa (in piazza Grande) fino al 14 ottobre è visitabile la mostra Avanzi di Balera, curata da Massimo Masini, collezionista ed esperto del fenomeno. 90 foto, 2 vetrine di oggetti e documenti dei “Sixties”, slide-show non stop per immedesimarsi nel clima musicale dell’epoca.

Sotto i portici, davanti alla mostra, è disponibile un juke box con 100 dischi della Modena Beat che a soli 50 centesimi consente di ascoltare un successo dell’epoca.

Sempre in piazza, grazie a stendardi esposti sotto i portici di Palazzo Comunale, i modenesi possono fare un viaggio tra le immagini dei 45 giri registrati dai protagonisti Beat sbocciati a Modena e provincia: 60 copertine dei dischi di Caterina Caselli, Guccini, I Nomadi, l’Equipe 84, ma anche delle Scimmie, primo gruppo beat tutto femminile, e di gruppi storici come i Diavoli Neri.

Se invece siete più interessati ai movimenti culturali, vi può interessare la passeggiata letteraria “Una bicicletta marca Boyscout” in compagnia dello scrittore Ugo Cornia, che la biblioteca Antonio Delfini organizza per sabato 6 ottobre alle 17, inaugurando il ciclo di tre iniziative “La parola a Delfini”, dedicate allo scrittore modenese.

Tra corso Canalgrande, piazza Roma e i Giardini ducali, Ugo Cornia accompagnerà i partecipanti a vedere il centro di Modena con gli occhi di Delfini, tra i luoghi nei quali ha vissuto e quelli che hanno ispirato le sue pagine, accompagnando il percorso con una scelta di letture.

Appuntamento alle 17 nel chiostro della biblioteca Delfini (corso Canalgrande 103), gradita la prenotazione telefonica (059 2032940).

Mentre domenica 7 ottobre nell’antico borgo di origine medioevale delle Paganinemercatino dell'usato,beat,beat generation,musica beat,piazza grande,caterina caselli si rinnova l’appuntamento con Al merchè di zavai. Dalle 8 del mattino fino al tramonto le strade del borgo saranno invase dalle bancarelle piene di “zavai” che in dialetto modenese sono gli “zavagli”, le cose “inutili”, le “carabattole”, quelle cose di cui ci circondiamo ma di cui potremmo anche fare a meno. Vecchi oggetti ancora funzionanti o monili d’altri tempi, mobili e suppellettili che escono dalle soffitte pronti a diventare pezzi unici nell’arredamento di altre case, piccoli acquisti inutili o a volte grandi affari. Quest’anno la manifestazione si arricchisce di una nota dolce: durante il mercato dell’usato e riciclato infatti si svolgerà anche il concorso della torta più buona (per informazioni: “Le Paganine”, tel. 3383979695).

Non mi resta che augurare a tutti buon fine settimana.


29 settembre [2013]

beat, beat generation, musica beat, piazza grande, caterina caselliSi legge su Wikipedia: “La musica beat (dal verbo inglese to beat, battere) è un genere musicale di musica pop  che si è sviluppato in Inghilterra all’inizio degli anni sessanta, nei molti locali attivi nei docks portuali di Liverpool.
In Italia la capitale della musica beat è Modena, in questa città negli anni sessanta sono nati (artisticamente e anagraficamente) gli Equipe ’84, Francesco Guccini, i Nomadi, Caterina Caselli. E per il quarto anno di seguito la città onora il genere e i suoi autori con la manifestazione “29 settembre”: pare che Maurizio Vandelli mentre cantava “seduto in quel caffè, io non pensavo a te” si immaginava proprio in largo Porta Bologna, a Modena, intitolato sentimentalmente piazzetta 29 settembre perché lì aveva sede il Bar Grand’Italia, ritrovo dei protagonisti del beat e non solo.
Quest’anno, nel decennale della morte di Pierangelo Bertoli, la giornata dedicata al beat si trasforma in un tributo ad un cantautore che ha cantato contro la guerra, per l’ambiente e a favore dei più deboli. Il suo impegno sul piano civile e sociale si è espresso in canzoni sempre attuali con stile immediato ed echi poetici mai banali, con canzoni come “Eppure soffia” e “A muso duro”.
Come in ogni edizione di Modena 29 settembre, le note di numerose band e solisti giovani invaderanno il centro storico dalle 17 alle 19.30, per scaldare il pubblico e prepararlo al concerto serale. I tre palchi del pomeriggio saranno allestiti in largo San Giorgio, in largo Sant’Eufemia e in largo di Porta Bologna, si esibiranno 18 tra gruppi e solisti selezionati a cura del Centro Musica del Comune in collaborazione con AntWork [ne avevo parlato qui].
Gran chiusura in piazza Grande con lo spettacolo “Canterò le mie canzoni per la strada”. Dalle 20 suoneranno Enrico Ruggeri con la sua band, Luca Carboni, Marco Masini, Gerardina Trovato, i Tazenda, i Dik Dik, Danilo Sacco. Mentre Leo Turrini, giornalista conduttore dell’evento, scambierà due chiacchiere con Caterina Caselli, ospite d’onore della serata, che ricorderà Pierangelo Bertoli pescando dai suoi ricordi.
Non mancherà un momento di solidarietà concreta rivolto alle popolazioni duramente colpite dal terremoto. Nel corso della serata in piazza Grande, prima e durante il grande concerto evento con i big della canzone, saranno infatti allestiti stand per informare sulle attività della Fondazione Scuola di Musica Carlo e Guglielmo Andreoli e raccogliere offerte in suo favore. L’iniziativa solidale, intitolata “Anche la musica rimuove le macerie”, è riuscire a offrire borse di studio a ragazzi e ragazze che vogliono imparare o continuare a studiare la musica e sono in gravi difficoltà perché le loro famiglie sono state penalizzate anche economicamente dal sisma di maggio.
Vi lascio con i link dedicati alla manifestazione del 2009, del 2010 e del 2011, che ogni anno vi racconto un pezzettino della nostra splendida città.

Stuzzicagente edizione 2012

cucina tradizionale modenese, piazza grande, via gallucci, enogastronomia, rezdora, gnocco fritto, lambruscoSi cerca di tornare alla normalità in questa Emilia che il terremoto non sta risparmiando da sabato notte. Le scosse sono frequenti, qualcuna più forte, la maggior parte impercettibile per chi non è a disgraziata vicinanza. Eppure sentiamo qualcosa. Abbiamo mal di testa, qualcuno la nausea. Non ce lo diciamo, ma siamo tutti all’erta. Tutti con le antenne tese.
Credo che a questo punto sia il momento di recuperare un po’ di senso di normalità e tranquillità, buttandoci con leggerezza in questo primo week-end post-terremoto. Domenica 27 Maggio, dalle 17 in poi, parte la decima edizione dello Stuzzicagente: un itinerario enogastronomico tra la vie del centro storico di Modena, un’occasione per assaporare le specialità più ghiotte in compagnia di amici, passeggiando tra le vie o comodamente seduti a tavola.
Comprato il proprio biglietto, si parte alla scoperta dei vari menù ideati per la manifestazione. La formula è quella collaudata: dall’antipasto al dolce, dai primi piatti ai secondi, bevande e caffè compresi, lo scopo è di gustarli nei vari locali presenti nel centro storico di Modena.
Tre i percorsi da poter scegliere: il menù Rosso, il menù Giallo e il menù Blu. 
Chi sceglie il menù Rosso inaugura con un bicchiere di Bianco o Rosso, versato dal Barbacco, e una tigella farcita con crudo, lardo e parmigiano reggiano della Pizzeria La Piazzetta, per poi continuare con le toscanelle agli ortaggi proposte dal Bar Spritz. Si prosegue degustando il simposio dei Lambruschi, della Compagnia del Taglio, e assaggiando i gustosi sedanini prosciutto e piselli della Trattoria Omer. Si prosegue con un secondo: spiedino di carne ai 5 sensi dell’Osteria i 5 Sensi alla Pomposa, accompagnato dall’intramontabile gnocco fritto della Trattoria Ermes. Per finire in dolcezza troviamo la coppetta al limone o coppetta alla mandorla della Gelida Voglia, e gli assaggi golosi del Cantuccio.
 Il menù Blu stuzzica il palato con una mousse di baccalà all’aceto balsamico, proposta dall’Accademia dei Dissonanti, preceduta da un modenese spritz preparato da Perlage Restaurant&Cafè. Continuano le danze la focaccia genovese del Re di Pane, il Lambrusco di Sorbara Pedroni versato da La Bicicletta, e il primo del Ristorante Pizzeria La Mamma: riso con asparagi. Si passa poi al secondo piatto, il classico e gustoso pollo alla cacciatora preparato dal Ristorante Erba del Re, una piccola pausa con una degustazione di vino del Bar del Palazzo dei Musei, per poi finire il percorso con il mascarpone con scaglie di cioccolato del Caffè del Borgo e il crumble di mele e mirtilli di Bibendum Catering.
Già esauriti i biglietti per il menù Giallo, che propone, invece, un emiliano “bicer ed vein e friteli ed baccalà” del forno La Brisla, e il borlengo tradizionale di Esat, per proseguire con un invitante primo piatto: le penne tricolore di Via Taglio all’ Eat&Drink House. La tagliata di manzo grigliato con salsa di mirtilli e crostino al curry, proposto da Officina della Senape, e gli arrosticini Abruzzesi del Lord Byron saranno annaffiati dalla birra Forum Gallorum-Affligem Rouge scelta dal Goblet birroteca. Concludono “dolcemente” il menù la crostata di ciliegie del Supermercato Sigma, la coppetta Fior di latte e crema della Gelateria&Caffetteria Paradice, e il caffè della Caffetteria Drogheria Giusti.
Entro oggi i biglietti in prevendita presso la sede di Modenamoremio (via Scudari, 12) oppure da Fangareggi Dischi (in Piazzetta Muratori) possono essere comprati a 13 euro. Per chi decide all’ultimo minuto di arrivare in città e vuole percorrere uno dei percorsi enogastronomici proposti, potrà acquistarli il giorno della manifestazione, domenica 27 maggio, a 14 euro presso il gazebo di Modenamoremio in Piazza Pomposa dalle ore 16.30.
Buon appetito.


 

Primo Maggio a Modena, fra arte e sport

ghirlandina,piazza grande,famiglia pavironica,restauro,mimmo paladino,torre campanariaPer chi ha scelto di passare il primo Maggio in città, le occasioni di svago non mancheranno.
Mostre e musei civici saranno aperti, ci saranno visite guidate tra ritratti di nobili, carbonari ed eroi del Risorgimento, tutte gratuite.
Fra queste mi piace segnalare quella all’Archivio di Stato (via Cavour, 21) che oltre all’ingresso gratuito, ha organizzato due visite guidate con partenza alle ore 15.15 e alle ore 17.15, della durata di un’ora e mezza ciascuna.
Il lavoro dei restauratori è quello nascosto, e spesso poco pubblicizzato, che permette di conservare nel tempo delle opere che diversamente andrebbero perdute, e con loro la memoria del nostro passato. Il laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato, in particolare,
esegue operazioni relative al restauro di documenti membranacei, cioè libri costituiti da fogli di pergamena o cartapecora, e cartacei che si trovano nei depositi dell’Archivio.
Nel corso della visita sarà possibile visitare il laboratorio di restauro dell’Archivio avendo a disposizione il personale specializzato che parlerà al pubblico degli interventi in corso, sarà possibile assistere all’affascinante attività di restauro dei documenti. Gli operatori tecnici illustreranno anche le differenti tecniche e le varie fasi del restauro, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare in tempo reale il lavoro sul documento. Presso la Biblioteca Estense Universitaria (Largo S. Agostino) sarà inoltre possibile visitare la mostra Disiecta Membra sui frammenti membranacei che, a partire dal XV secolo, vennero riutilizzati come coperte, carte di guardia, rinforzi di coste e di legature di registri archivistici. La mostra si articola in quattro sezioni: si troveranno esposti frammenti di codici medievali redatti in latino, ebraico, greco, antico francese, castigliano, italiano antico, vergati in prosa o in versi, che non di rado esibiscono notazioni musicali o miniature.
Sempre qui è stata allestita una mostra per appassionati di calcio, per i 100 anni del Modena Football Club. Una mostra di cimeli immagini e testi legati alla storia del Modena Football Club, accompagnati da documenti conservati nelle raccolte della Biblioteca Estense Universitaria.
Sarà aperto  il Museo Civico d’Arte (Largo Porta Sant’Agostino 337) che propone una serie di visite guidate a tema dedicate alla mostra “Eroiche visioni. Storie di duchi e patrioti”. Si potrà visitare il Museo Casa Enzo Ferrari. La mostra in corso è “Le origini del mito” e presenta le prime vetture con cui Enzo Ferrari iniziò la sua avventura nel mondo dell’automobilismo sportivo da pilota e costruttore. Mentre chi preferisce fare dello shopping, può contare sulla Fiera Campionaria.
E se il tempo lo permette, si potrà salire sulla Ghirlandina a soli 2 euro.
Buona festa dei Lavoratori.

 

Il cielo in Piazza Grande

planetario, astronomia, piazza grande, copernico, galileo galileiQuante volte, soprattutto d’estate, alzando gli occhi al cielo si rimane affascinati dalle migliaia di luci che splendono sulla nostra testa. A me capita spesso, in vacanza, quando la passeggiata notturna, senza fastidiose luci artificiali, mette in evidenza il buio della volta celeste incastonata di stelle. Niente di nuovo, in realtà. L’osservazione del cielo costituiva senza dubbio un passatempo già per l’uomo preistorico. E migliaia di anni fa, grazie al lavoro e all’osservazioni di scienziati Egiziani e Babilonesi, dall’osservazione del cielo e degli astri, siamo in possesso di calendari abbastanza precisi. Certo, bisognerà aspettare scienziati come Copernico e Galileo per dare un’impronta moderna all’astronomia, che etimologicamente significa “scienza delle leggi che reggono i movimenti dei corpi celesti, delle loro dimensioni e distanze”.
Senza voler diventare scienziati, credo sia bello poter alzare gli occhi al cielo ed essere in grado di riconoscere qualche stella, saper il nome di qualche costellazione, sapersi insomma orientare anche guardando il cielo, e non solo camminando attaccati alla Terra.
L’occasione potrebbe essere la serata organizzata dal Civico Planetario di Modena che venerdì 27 e sabato 28 saranno presenti in Piazza Grande.
“Il cielo in Piazza Grande” dalle 20 fino a mezzanotte, sono serate di osservazioni pubbliche al telescopio, organizzate in occasione del Global Astronomy Month (GAM – 2012), dei principali rilievi lunari e dei pianeti Venere, Marte e Saturno. Nel corso delle serate verranno inoltre divulgate, e sarà possibile sperimentare, alcune semplici tecniche di ripresa fotografica lunare.
 Le osservazioni saranno commentate dal Dott. Pierluigi Giacobazzi, Lorenzo Cuoghi, Michele Donà e Silvia Fontanella. Le sessioni astrofotografiche saranno condotte da esperti dell’Associazione Culturale J.W. Draper.
 In caso di condizioni meteorologiche avverse, le serate si svolgeranno presso il Civico Planetario “F. Martino”, in viale Jacopo Barozzi n. 31, con dimostrazioni in cupola a partire dalle ore 21.00.